Posts tagged ‘Greenpaece’

dicembre 7, 2012

Greenpeace a Enel: il vostro carbone uccide.

Enel carbone

Questa mattina 120 attivisti di Greenpeace provenienti da tutta Europa hanno protestato pacificamente in piazza del Popolo a Roma, dove Enel ha allestito un “museo” multimediale dell’energia per festeggiare il suo cinquantenario. [LEGGI]

marzo 9, 2010

GREENPEACE:BLITZ ALLA CENTRALE DI MONTALTO DI CASTRO.

  Alle luci dell´alba gli attivisti di Greenpeace hanno occupato il tetto della fabbrica della vecchia centrale nucleare, bloccata dal referendum del 1987. Ora un ‘urlo nucleare’ di 150 metri quadrati ricopre il tetto, accompagnato dalla scritta “Emergenza nucleare”.
Alle 13, appena al largo della centrale, sulla  nave Rainbow Warrior si sono esibiti in un live gli “Artisti contro il nucleare”: Adriano Bono & Torpedo Sound Machine, 99 Posse, Leo Pari, Piotta e Punkreas. 

Segui lo streaming sul  sito: www.nuclearlifestyle.it

Il nucleare è una scelta sciagurata per l’Italia e una pericolosa perdita di tempo. Tornare al nucleare significa perdere oltre dieci anni per ritrovarsi poi con centrali obsolete e pericolose. E sprecare l’opportunità di investire nelle vere soluzioni per l’indipendenza energetica e per il clima: rinnovabili ed efficienza.

Tocca adesso ai candidati alla guida delle regioni prendere subito una posizione chiara contro il nucleare, altrimenti dopo le elezioni verranno imbavagliati e costretti ad accettare le decisioni del governo.

Intanto su Nuclear Lifestyle continua a girare il contatore delle firme contro il nucleare. Grande successo anche per la Nuclear Hotline: al numero verde gratuito 800.864.884 centinaia di cittadini hanno già chiamato per lasciare ai candidati i propri messaggi contro il nucleare.

dicembre 9, 2009

greenpeace scala il colosseo.

Otto attivisti di greenpeace sono saliti sul monumento simbolo di Roma e hanno aperto uno striscione di 300 metri quadrati: “COPENHAGEN, ACCORDO STORICO ADESSO. Make history NOW!”. Ai piedi del Colosseo cinquanta volontari hanno composto con i loro corpi la scritta umana “Act now”.

A Copenhagen qualsiasi accordo genericamente politico – e non legalmente vincolante – o che voglia dilazionare nel tempo gli impegni è un modo per sprecare un’occasione storica.

A incontrare gli attivisti in azione al Colosseo è arrivato anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha appoggiato la protesta, chiedendo al Governo italiano di essere forza trainante per l’accordo sul clima. Ci auguriamo che un simile appello, in arrivo da un esponente della stessa maggioranza, sia di stimolo perché Berlusconi abbandoni l’atteggiamento di retroguardia sia in sede europea che a Copenhagen.

Non è troppo tardi! Ma è necessario che i Paesi industrializzati siano i primi a fare il primo passo impegnandosi a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40% al 2020, e garantendo risorse finanziarie pari a 110 miliardi di euro all’anno per fronteggiare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo.

Il nostro rapporto Energy [R]evolution mostra che ce la possiamo fare. Anche se qualcuno prova a intimidirci. Oggi, infatti, il Financial Times ha pubblicato in esclusiva la notizia che Enel ha chiesto a Greenpeace 1.600.000 euro di danni per le azioni di protesta dei nostri attivisti presso le centrali a carbone.
Se Enel pensa di imbavagliarci, otterrà il risultato opposto.

novembre 25, 2009

Sosteniamo l’iniziativa di greenpeace.

USA E CINA CONTRO COPENHAGEN. INONDIAMOLI DI MAIL! 

Cari cyberattivisti,
i presidenti del Governo americano e cinese – Barack Obama e Hu Jintao – hanno recentemente affermato di voler ridurre il vertice di Copenaghen a un mero accordo politico senza impegni concreti. Perciò, insieme a Legambiente e Wwf, abbiamo invitato tutti cittadini a mobilitarsi contro questo accordo al ribasso sul clima per ridurre la portata delle decisioni da prendere nel prossimo vertice sul Clima. Vogliamo che Obama e Jintao cambino idea! 

Il summit deve rimanere la sede di un accordo concreto sul clima, con la sottoscrizione di obiettivi quantificati e di impegni finanziari precisi. Questa occasione non può essere rimandata a data da definire, perché l’innalzamento della temperatura del pianeta ha già raggiunto il livello di guardia e molti Paesi già ne patiscono pesantemente le conseguenze. 

Inondiamo di e-mail le sedi delle rappresentanze statunitensi e cinesi, scriviamogli su facebook, facciamogli capire che ai cittadini l’accordo “politico” Usa-Cina non piace perché rimanderà ancora gli impegni concreti. Occorre, invece, che venga raggiunto un accordo “vincolante” su tutte le parti del nuovo trattato salva-clima che deve dare un futuro al Protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012.
  
Ambasciata Usa a Roma: uscitizensrome@state.gov 
Ambasciata cinese a Roma: chinaemb_it@mfa.gov.cn 
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