Posts tagged ‘grave’

luglio 26, 2010

Un nuovo freno alle metastasi ossee.

Un principio attivo intelligente in grado di rallentare gli effetti delle metastasi ossee: si chiama denosumab, ed è l’anticorpo monoclonale che viene dal futuro, quello delle biotecnologie, l’ultima frontiera in tema di sviluppo farmacologico. Presentato oggi in California uno studio che dimostra la sua superiorità rispetto alle terapie attuali nel ridurre e ritardare la comparsa di metastasi ossee nelle pazienti affetti da cancro al seno in 2.049 pazienti affette da carcinoma mammario in stadio avanzato. La superiorità è stata dimostrata nel ritardare una serie di complicazioni ossee gravi, nell’insieme denominate SRE (o eventi scheletrici correlati) e che comprendono anche fratture e compressione del midollo spinale.

“Siamo estremamente lieti dei risultati di questo importante studio, che dimostra come questo anticorpo monoclinale può ridurre o ritardare le gravi complicanze delle metastasi ossee nelle pazienti affette da carcinoma mammario più efficacemente rispetto all’attuale standard terapeutico, e con un profilo beneficio/rischio favorevole – ha dichiarato Roger M. Perlmutter, M.D., Ph.D., Executive Vice President della Ricerca e Sviluppo Amgen – Questi risultati sottolineano l’importanza del RANK Ligand nella progressione delle malattie delle ossa, e promettono di migliorare le cure per le pazienti affette da carcinoma mammario in stadio avanzato”.
Si tratta del primo anticorpo monoclonale totalmente umano in fase finale di sviluppo clinico che bersaglia in maniera specifica il RANK Ligand, il regolatore essenziale degli osteoclasti (le cellule che degradano l’osso).

giugno 22, 2010

Trattamento obesita’ grave: Cuneo rappresenta l’eccellenza.

Si chiama Spatz Adjustable Balloon e mercoledi scorso, presso il Centro per il trattamento dell’obesità grave all’ospedale di Ceva, è stato posizionato, per la prima volta in Italia, nello stomaco di due pazienti donne quarantenni, residenti a Ceva e a Torino. Ai primi interventi, a Ceva, ha assistito l’inventore del nuovo pallone, il ricercatore americano Jeffrey Brooks, medico gastroenterologo.
“Si tratta di un nuovo modello di pallone – spiega il gastroenterologo Fulvio Cappelletti, esperto di endoscopia operativa, che ha eseguito l’intervento – che presenta la possibilità di essere gonfiato sino a oltre 1000 millilitri, con tempi di permanenza in cavità gastrica molto superiori rispetto ai sei mesi del modello finora conosciuto. Di questo pallone può essere modificato il volume durante la permanenza nello stomaco, con conseguente maggiore adattabilità alla tolleranza da parte del paziente ai risultati prodotti.(liquidarea)