Posts tagged ‘grassi’

giugno 5, 2013

Tumore del pancreas: fumo e cibi grassi concause che aumentano incidenza.

grassa, , alcol: gli stili di vita sballati sono i principali alleati del al , che sta conoscendo negli ultimi anni un allarmante incremento in Italia e in generale nei paesi sviluppati, con il 5 per cento in piu’ di incidenza (e di mortalita’) ogni anno.
E’ l’allarme lanciato da Stefano Cascinu, Direttore della Clinica di Oncologia Medica dell’Universita’ di Ancona e presidente dell’associazione italiana di oncologia Aiom, nel corso del congresso mondiale Asco di Chicago.cancro pancreas 300x248 Tumore del pancreas: fumo e cibi grassi concause che aumentano incidenza “Purtroppo – spiega l’oncologo – il tumore del e’ difficilissimo da diagnosticare precocemente, e quando lo si fa, anche se e’ ancora minuscolo, in genere ha gia’ prodotto metastasi, soprattutto al e al . Per questo sostanzialmente incidenza e mortalita’ coincidono”. Gli stili di vita sbagliati causano il 70 per cento di casi di questo tumore particolarmente letale: per questo, avverte Cascinu, “sarebbe fondamentale promuovere campagne di sensibilizzazione della popolazione

febbraio 22, 2013

Avocado: elisir contro chili di troppo e malattie metaboliche.

E’ un indispensabile per chi vuole perdere peso e difendersi dalla .avocado 300x208 Avocado: elisir contro chili di troppo e malattie metaboliche Consumare l’avocado secondo lo studio del programma americano National Health and Nutrition Examination Survey, promosso dai Centers for disease controll and prevention (Cdc) e pubblicato sulla rivista ‘Nutrition Journal’, può migliorare la qualità della dieta e abbassare i livelli di alcuni fattori che influenzano negativamente il girovita. Consumare il arricchisce l’ di una ricca gamma di , monoinsaturi e polinsaturi e di micronutrienti. E secondo i ricercatori “mangiare il aiuta chi vuole perdere peso influenzando positivamente l’indice di massa corporeo (Imc) e può aiutare a mantenere bassi i livelli di e ridurre il rischio di metabolica”.

La ricerca, condotta tra il 2001 e il 2008 su 17.567 americani con un’età maggiore di 19 anni, ha rivelato che i 347 adulti (50% donne), che hanno consumato l’avocado in ogni momento della giornata monitorato dalla ricerca, hanno fatto registrare significati livelli positivi degli indicatori di salute rispetto a chi non ha mangiato il . Ovvero: il 36% in più di fibre alimentari, 23% di vitamina E, il 13% di magnesio, il 16% potassio e il 48% in più di vitamina K. Inoltre chi ha aggiunto l’avocado al regime alimentare ha avuto significativamente più bassi dell’Imc rispetto ai chi non l’ha consumato.

luglio 25, 2012

I grassi alterano la percezione del cibo, del gusto, e alterano il senso della sazietà.

cellule_grasso| Cibi che contengono grassi possono influenzare la percezione del gusto da parte del cervello, per cui possono influire sulla risposta delle cosiddetta ricompensa e sul senso di sazietà.…
25 luglio 2012 / Leggi tutto »
luglio 21, 2012

Alzheimer: scoperto un legame con i grassi nel sangue.

fatty_cells

01:49 am | Nuovi passi avanti nella comprensione dell’Alzheimer, la malattia neurodegenerativa che colpisce circa 36 milioni di persone in tutto il mondo: secondo uno studio pubblicato su Neurology da un…

21 luglio 2012 / Leggi tutto »

giugno 26, 2012

Dalle bucce di mele nuovo strumento per combattere l’obesità.

Secondo uno studio dell’universita’ dell’Iowa effettuato sui topi, le contenute nelle delle sarebbero in grado di amplificare il consumo di . Gli studiosi americani hanno osservato un gruppo di roditori da laboratorio; meta’ degli animali ha ricevuto un supplemento di , contenuto in grandi quantita’ nella buccia di mela, nella loro dieta ad alto contenuto di . Ebbene, i topi la cui dieta includeva l’ mangiavano piu’ cibo rispetto a quelli a cui non era stato somministrato il supplemento, senza alcuna differenza a livello di attivita’ fisica tra i due gruppi. Nonostante cio’, i topi trattati con guadagnavano meno peso e il loro livello di zucchero nel sangue rimaneva quasi normale.

maggio 15, 2012

Più grassi nella dieta, meno zuccheri e lipidi nel sangue.

Una ad alto contenuto di sembra abbassare lo nel e migliorare il tasso di nel dei . La ricerca, della Linkoping University, e’ stata pubblicata sulla rivista ‘Diabetologia’.

 

 

Secondo gli scienziati, i cibi con molti e pochi potrebbero avere un effetto positivo su e zuccheri nel dei di tipo 2. Lo studio ha riguardato 61 pazienti che sono stati divisi in due gruppi e sottoposti a una a bassi (e ricca di ) e a una povera di . In entrambi i gruppi, i volontari hanno perso mediamente quattro chili e un chiaro miglioramento della situazione e’ stato riscontrato in quelli che avevano seguito una povera di , gia’ dopo soli sei mesi. Inoltre, la concentrazione di zuccheri era scesa da 58,5 a 53,7 mmol/mol.

aprile 25, 2012

La soia, e l’aiuto che offre alleviando sintomi da fegato grasso.

Le della possono ridurre significativamente l’accumulo di e di nel delle persone obese.

 

E’ quanto emerge da un ricerca condotta da un gruppo dell’Universita’ dell’Illinois scienziati presentata in occasione dell’Experimental Biology Meeting in corso a San Diego. ”Quasi un terzo degli americani adulti ha una malattia del , nella maggior parte dei casi asintomatica. L’obesita’ e’ un fattore di rischio per questa condizione, uno stato che puo’ condurre ad insufficienza epatica”, ha detto Chen Hong, docente di Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione umana presso l’ateneo americano.

novembre 3, 2011

Resveratrolo contro diabete e disturbi cardiaci.

Il , una delle molecole che rendono il rosso un prezioso alleato del benessere, protegge la salute di chi ha un alto rischio di soffrire di e .

La notizia, pubblicata da Cell Metabolism, arriva dai laboratori dell’Universita’ di Maastricht (Paesi Bassi) dove e’ stato scoperto che 150 mg al giorno permettono ai soggetti obesi di ridurre nell’arco di un solo mese il consumo energetico, l’accumulo di nel , i livelli di zuccheri nel sangue e il valore della pressione massima. Esagerare con il , pero’, non porta a ottenere l’effetto benefico dovuto al : infatti il principio attivo, ottenibile dalla buccia degli acini d’uva nera, e’ presente nel rosso in quantita’ troppo basse – circa 1 mg per bicchiere – per poter pensare di sfruttarne le proprieta’ semplicemente brindando qualche volta in piu’.

giugno 17, 2011

Contro l’Alzheimer, pochi grassi e pochi zuccheri.

Una dieta povera di grassi e di zuccheri migliora la memoria e aiuta a combattere l’Alzheimer. A sostenerlo, è una ricerca del Veterans Affairs Puget Sound Health Care System di Seattle, negli USA, diretta dalla dottoressa Jennifer Bayer-Carter e pubblicata su “Archives of Neurology”.

Il team di ricercatori, ha coinvolto un gruppo di persone composto da adulti sia in buone condizioni di salute, sia affetti da disturbi della memoria, che solitamente precedono la comparsa del morbo di Alzheimer. Il decorso di questa malattia, infatti, è caratterizzato da sintomi circoscritti, come l’incapacità di acquisire nuovi ricordi e la difficoltà nel ricordare eventi osservati recentemente. Inoltre, con il progredire della patologia si presentano altri sintomi come confusione, irritabilità e aggressività, sbalzi di umore, difficoltà nel linguaggio, perdita della memoria a lungo termine e progressive disfunzioni sensoriali.

agosto 6, 2010

Colesterolo ridotto in media del 10% grazie ai latte fermentati con aggiunta di fitosteroli.

I latti fermentati addizionati di fitosteroli sono in grado di abbattere di circa il 10% il livello di colesterolo cattivo in soggetti con moderata ipercolesterolemia. Lo dimostra la prima metanalisi compiuta su circa 400 persone che ha analizzato i risultati di 3 lavori già pubblicati in letteratura sull’effetto di un latte fermentato con aggiunta di 1,6 g di steroli vegetali (Danacol). I dati sono stati presentati oggi, nel corso del XV International Symposium on Atherosclerosis (ISA), che si è tenuto a Boston.

“Il lavoro è il primo che si basa su circa 400 pazienti avendo raccolto i risultati di tre dei più significativi studi disegnati per analizzare l’effetto dei fitosteroli sulla colesterolemia, e specialmente della frazione legata alle lipoproteine LDL (colesterolo LDL, o LDL-C) – ha dichiarato Alberto Notarbartolo, Ordinario di Medicina Interna Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Palermo – I risultati della metanalisi dimostrano ancora una volta come l’alimentazione funzionale giochi un ruolo di grande importanza nelle strategie di prevenzione contro il principale fattore di rischio cardiovascolare : il colesterolo. L’utilizzo di fitosteroli contenuti nei latte fermentati sui quali i 3 lavori si basano è, infatti, in grado di ridurre senza alcun tipo di rischio lo LDL-colesterolo mediamente del 10%”.

La metanalisi si è basata su 3 studi multicentrici condotti con la stessa metodologia utilizzata per i farmaci (randomizzati,controllati con placebo e a doppio cieco), tra Francia, Spagna e Italia che hanno valutato da tre a sei settimane l’effetto di un latte fermentato addizionato di 1,6 g di fitosteroli sul livello di colesterolo in una popolazione di pazienti che presentavano una ipercolesterolemia moderata.

Ma la lotta contro il colesterolo – e quindi contro uno dei principali rischi per il cuore – si deve combattere giorno per giorno, con costanza se si vogliono ridurre i futuri eventi cardiovascolari. “Se un aiuto consistente viene dagli alimenti funzionali è necessario però inserire il suo utilizzo all’interno di un programma basato su alimentazione e stile di vita salutare. Nei casi di colesterolemia non lieve, oltre i 240 mg/dL, o in presenza di un rischio coronarico globale alto, cioè dove siano presenti altri fattori di rischio importanti come la ipertensione arteriosa, il diabete o la storia di un precedente evento cardiovascolare, è necessario rivolgersi al proprio medico ed eventualmente ricorrere a rimedi farmacologici – ha concluso Notarbartolo.(liquidarea)