Posts tagged ‘Gracia’

gennaio 26, 2015

Syriza vince davvero.

gennaio 25, 2015

FORZA GRECIA ! FORZA EUROPA!

febbraio 29, 2012

Grecia crisi: ecco come è morta la democrazia.

Abbiamo parlato tutti di “morte della democrazia” in Grecia. Ma nessuno aveva ancora visto l’arma del delitto, fisicamente mostrata da un parlamentare indipendente durante il suo discorso al Parlamento. Ecco la scena con i sottotitoli in italiano.

Il video dura appena un minuto, ma spiega tutto. Il Parlamento greco non serve più a nulla, se non a ratificare un documento scritto altrove da chissachì e che gli è stato ordinato di leggere in appena 24 ore.

Ma c’è di peggio: trattati come inutili schiacciabottoni, i parlamentari eletti dai cittadini hanno subìto anche l’affronto di trovare nel documento le cifre lasciate in bianco. Hanno quindi votato una manovra di cui non conoscono la reale entità, e a cui qualcun altro, sempre chissadove e chissachi, in seguito e con comodo apporrà quei numeri che rappresentano i miliardi da togliere dalle tasche dei greci.

Forse il Parlamento greco è composto da una manica di corrotti incompetenti, come tanti Parlamenti odierni. Ma a questo punto sarebbe interessante rispondere ad una domanda: chi comanda davvero, oggi, in Grecia?

gennaio 18, 2012

La Grecia incontra i creditori: o si trova l’accordo o sarà default.

La Grecia incontra i creditori: o si trova l’accordo o sarà default.

O si trova l’accordo con i creditori privati o si va verso il default. La Grecia è sull’orlo del fallimento e sa che la salvezza passa necessariamente per un accordo con l’Istituto di Finanza Internazionale (Iif), che rappresenta gli interessi degli investitori privati. I negoziati sono in una fase di stagnazione dallo scorso venerdì a causa del mancato accordo sul tasso d’interesse che la Grecia offrirà sui nuovi bond e sul piano per imporre le perdite agli investitori.

ottobre 4, 2011

Evviva la globalizzazione.

Unità di salute mentale, centri di recupero per tossicodipendenti, villaggi per minori abbandonati, programmi di sostegno ai migranti. In Grecia tutte queste realtà che fino a ieri hanno stretto la cinghia per cercare di offrire un servizio il più possibile efficiente oggi stanno chiudendo i battenti, a causa dei tagli e dell’aumento delle tasse.Babel è un centro diurno che ha come missione la cura della salute mentale dei migranti ad Atene. Finanziata dallo Stato, da quasi tre mesi la struttura lavora senza neanche un euro nelle casse. Come Babel, altre 210 unità di salute mentale del paese si trovano nella stessa condizione. Se chiudessero, sarebbero oltre trentacinquemila i cittadini che non riceverebbero più le loro cure. I pazienti che segue Babel sono minori e adulti, soggetti fragili la cui situazione si aggrava con la crisi economica del paese. Alla fine di agosto Babel ha saputo che il Ministero della finanza aveva tagliato il 50% dei fondi per il 2011, così da luglio non ha più soldi. “Stiamo lavorando senza neanche un euro, visto che a giugno avevamo già speso il 50% di quello che ci sarebbe spettato” commenta Nikos Ghionakis, presidente di Babel. “Lo stato greco ha l’obbligo di fornire questi servizi, altrimenti 1500 pazienti usciti dagli ospedali psichiatrici che adesso vivono in strutture intermedie rimarranno in mezzo a una strada, così come 35000 persone che oggi sono seguite dai servizi di comunità”.

http://www.facebook.com/pages/INFORMAZIONE-LIBERA/71253357381#!/notes/informazione-libera/grecia-la-societ%C3%A0-in-frantumi/10150335426094154

novembre 15, 2009

Maroni fa scuola

Grecia, condizioni inaccettabili nei centri per migranti

 

Da due mesi Medici Senza Frontiere è tornata a fornire supporto psicologico e sociale agli immigrati irregolari e ai richiedenti asilo detenuti a Pagani, nell’isola di Lesbo. Nel settembre 2008, MSF aveva sospeso le attività nel centro per l’impossibilità di assistere liberamente i pazienti.

Per chi vive nel centro di detenzione la realtà quotidiana è fatta di ristrettezze estreme, povertà e incertezza per il futuro. Nelle ultime settimane la popolazione reclusa ha intensificato le azioni di protesta contro le condizioni sanitarie e di vita nel centro. A scontare le conseguenze di questo clima di tensione, e a soffrire per lo stato disumano in cui sono costretti i trattenuti, sono i soggetti più vulnerabili come donne, bambini, adolescenti e le persone che hanno bisogno di cure mediche particolari. Inoltre i disordini hanno reso estremamente difficile anche all’équipe di MSF di continuare il lavoro di supporto psicologico e sociale a questi gruppi particolarmente vulnerabili.

“Le tensioni all’interno del centro di detenzione stanno creando seri ostacoli al nostro lavoro. Ogni giorno mi trovo ad operare in una situazione a rischio, perché i migranti stanno raggiungendo il limite massimo di sopportazione,” riferisce Martha Falk, psicologa di MSF che lavora a Pagani.

Il numero delle persone recluse nel centro si aggira intorno alle 800 unità, ma qualche settimana fa vi erano 1.200 trattenuti. Secondo le autorità locali, la capacità ricettiva del centro è di 300 unità. Molti sono minori non accompagnati, donne con bambini sotto i 5 anni, donne incinte e immigrati irregolari con patologie che richiedono cure specifiche. “Mercoledì scorso, nel corso della mia visita al centro di detenzione di Pagani, ho verificato che nella cella destinata alle donne, larga più o meno 200 metri quadri, vivono circa 211 persone, 140 donne e una settantina di bambini. Molti dei quali sotto i 5 anni o più piccoli, inclusi neonati. Le condizioni di vita nelle celle sono terrificanti, considerato che gli unici due gabinetti e le uniche due docce sono fuori servizio e il pavimento è allagato. La maggior parte delle donne e dei bambini dorme su materassi sporchi appoggiati direttamente a terra, che tappezzano completamente il pavimento della cella,” racconta Micky van Gerven, capo missione di MSF in Grecia.

Dall’inizio del settembre 2009, MSF sta fornendo sostegno psicologico e sociale agli immigrati trattenuti in altri due centri nel nord della Grecia, a Fylakio (Evros) e Venna (Rodopi), dove sono al lavoro due psicologi e tre mediatori culturali. MSF si occupa inoltre di monitorare la situazione in questi centri di detenzione e verificare che siano garantiti i bisogni essenziali della popolazione reclusa.