Posts tagged ‘governo francese’

Maggio 29, 2013

Monviso riconosciuto Riserva Biosfera dall’Unesco

Monviso riconosciuto Riserva Biosfera dall'Unesco

TORINO – Il Monviso e’ stato riconosciuto dall’Unesco nuova Riserva della Biosfera nazionale e transfrontaliera. Il riconoscimento e’ avvenuto oggi a Parigi. Il parco entra nel ‘gotha’ della rete mondiale delle riserve delle biosfera, che conta 621 biosfere, di cui 12 transfontraliere, in 117 paesi in tutto il mondo.

L’augurio – commenta soddisfatto l’assessore della Regione Piemonte, Gianluca Vignale – e’ che ora il Governo Francese e quello Italiano sottoscrivano l’accordo di cooperazione.La designazione a Riserva Transfrontaliera, e’ condizionata, infatti, alla sottoscrizione dell’accordo di cooperazione tra lo stato italiano e quello francese, che dovra’ essere presentato dai Ministeri di competenza, entro il novembre 2013.

aprile 7, 2011

La lega Nord fa il dispetto alla Francia.

Nel pieno dell’emergenza immigrazione, parte il progetto di rilasciare permessi di soggiorno temporanei. La firma del presidente del Consiglio è arrivata dopo che il ministro Roberto Maroni ha ribadito in Parlamento la nuova linea del governo. Un’inversione di rotta totale, dopo il clamoroso “foera dei ball” di Umberto Bossi che in maniera colorita ha fotografato il sentimento della base leghista per nulla d’accordo con la nuova filosofia del tutti dentro. Adesso lo scontro con la Francia che il nostro ministro ha definito “ostile” e non collaborativa. Un buon modo per giustificare la scelta dell’esecutivo con gli elettori padani. Il progetto però si scontra con il muro alzato dall’Eliseo. La circolare inviata dal ministro dell’Interno Guéant spiega, infatti, che gli immigrati provenienti da un paese dell’area Schengen “possono effettuare in Francia soggiorni che non superino i tre mesi” ma devono rispettare diverse condizioni: essere in possesso “o di un documento di soggiorno valido emesso da uno stato membro dello spazio Schengen e del proprio passaporto”, “o di un’autorizzazione provvisoria di soggiorno valida, emessa da uno stato membro, accompagnata da un documento di viaggio emesso dallo stesso stato membro”. A dare ragione al ministro francese ci pensa la Commissione europea: “I permessi di soggiorno non sono permessi automatici di viaggio all’interno dell’area Schengen”

agosto 27, 2010

Il partito socialista europeo difende i Rom.

“La politica governativa francese contro i Rom è un affronto agli  standard europei e una forma di umiliante di  populismo, così ha detto il presidente PSE, Poul Nyrup Rasmussen. “Il sostegno del presidente francese Sarkozy a queste politiche incendiarie e contemporaneamente l’affermazione che essi non saranno dissuasi da avversari che vogliono solo provocare polemiche, è cinismo politico della peggiore specie”.

Il leader del PSE ha criticato la decisione del Primo ministro francese, Francois Fillon a scrivere alla Commissione europea, chiedendo che essi ‘migliorino il coordinamento con le autorità rumene e bulgare’ lo chiama, definendola «un chiaro tentativo da parte del governo Sarkozy per conferire legittimità europea ingiustificato su questa politica di bullismo nazionale “. L’azione fa seguito alla decisione del governo francese di organizzare una conferenza ad alto livello sul tema dell’immigrazione. L’evento del Settembre è stato definito un ‘summit anti-Rom’ dalla stampa.

Mr. Rasmussen ha affermato che, “Invece di mettere pressione sulla Commissione europea e l’organizzazione di riunioni al vertice di tipo reazionario, il governo francese dovrebbe concentrarsi sulla sua responsabilità di difendere i diritti fondamentali di tutti i cittadini europei. Un impegno per l’inclusione sociale, in particolare garantendo l’occupazione, è la via da seguire su questo tema non stigmatizzazione e di espulsione “.

Il PSE ha inoltre invitato i partiti al potere di Romania e Bulgaria, entrambi membri del Partito popolare europeo (PPE), lo stesso gruppo politico europeo a cui il governo francese appartiene, di dissociarsi dalle azioni dell’amministrazione Sarkozy.

novembre 5, 2009

……e io pago!

soldati italaini in afghanistanDue giorni dopo la rivelazione del Times che le autorità italiane avrebbero pagato le tangenti, un importante funzionario americano ha confermato che “la questione [dei pagamenti] è stata sollevata con gli italiani”.

Il funzionario non avrebbe né confermato né negato che le rimostranze nei confronti del governo di Silvio Berlusconi sarebbero avvenute nella forma di una protesta diplomatica, ma alcuni funzionari della Nato hanno dichiarato al  Times che una lamentela di questa natura è stata fatta dagli americani a Roma lo scorso anno.

Il pagamento della tangenti italiane nell’agosto del 2008 dopo la morte di dieci soldati francesi per mano di un ampio contingente talebano a Sarobi, a est di Kabul. Le forzi francesi erano subentrate a quelle italiane, ma non erano al corrente dei pagamenti segreti degli italiani ai comandanti locali per fermare gli attacchi alle loro forze e hanno dunque sottovalutato il livello di rischio.

Il giorno dopo la denuncia del Times, un comandante talebano e due importanti funzionari afgani hanno anche detto che le forze italiane hanno preso accordi per evitare attacchi alle loro truppe.

Bruce Riedel, che quest’anno ha guidato il ripensamento della politica sull’Afghanistan da parte del presidente Obama e non è più all’interno dell’Amministrazione, ha dichiarato al Times di aver sentito accuse circa i pagamenti italiani nell’ultima settimana di settembre durante un viaggio a Parigi. Un uomo d’affari in stretti rapporti con il governo francese gli avrebbe detto che gli italiani stavano pagando i talebani “ma hanno dimenticato di avvertirci [i francesi]”, ha dichiarato Riedel.

Roma ha respinto la denuncia con irritazione. “Il governo Berlusconi non ha mai autorizzato né ha permesso alcuna forma di pagamento nei confronti di membri degli insorti talebani,” afferma una nota dell’ufficio del primo ministro italiano.

Ignazio La Russa, il ministro della Difesa italiano, ha insistito che le accuse sono assolutamente “spazzatura”. L’opposizione francese, in ogni caso, ha chiesto con urgenza una spiegazione al Parlamento, descrivendo i dettagli come “molto seri”.

Ieri Hervé Morin, il ministro della Difesa francese, ha dichiarato che l’idea che un esercito possa pagare gli insorti talebani per non attaccarli violerebbe la dottrina militare consolidata. Ha aggiunto: “Non ho motivo di mettere in dubbio le parole del governo italiano.”

im Reid su The Times, 17/10/2009