Posts tagged ‘globalizzazione’

luglio 22, 2012

Il capitalismo moderno.

Modern capitalist

Pitch Modern capitalist

 

Modern capitalism.

gennaio 28, 2012

…e la chiamano globalizzazione.

dicembre 8, 2011

la morte dei diritti.

Privatization

 

novembre 1, 2011

Democrazia o mercato?

Quello che sta succedendo alle borse in questi momenti dimostra che la democrazia è morta e la gente non conta nulla. Non si spiegherebbe altrimenti il fenomeno che la Grecia usi lo strumento del referendum e i mercati di tutta Europa crollano. Perché? Perché  la democrazia è incompatibile con il mercato, almeno il mercato globalizzato.

I mercati si disinteressano dei   cittadini e della loro vita, dei loro problemi e con le forme di democrazia che la società di massa si è dotata dopo due guerre mondiali e dopo aver assaporato il nazismo ed il fascismo. I mercati, la finanza, non ci consentono di scegliere come uscire dalla crisi perché la strada è quella che loro hanno deciso.

Il capitale finanziario lasciato libero di agire perché l’economia di mercato deve essere libera, muovendosi  secondo un disegno che ai più non è dato di decifrare distrugge la vita della gente, le conquiste sociali ottenute con anni di lotte sindacali e nulla possono per modificare il  potere dei mercati. Succedeva nel Sud del mondo, adesso succede in Europa, in Grecia, in Italia. Il capitalismo senza regole  è una bomba atomica con una miccia accesa in ogni casa. La terza guerra mondiale la sta vincendo il capitale senza armi.

Il mercato è nemico democrazia. Bisogna scegliere : o il mercato o la vita delle persone.

ottobre 30, 2011

Ci hanno tolto anche i sogni.

ottobre 30, 2011

Buona domenica, compagni!

Mentre Renzi e il segretario del PD litigano su chi deve comandare i bambini continuano a morire e le borse volano.

sarà populismo, il mio, ma sarebbe ora di fare qualcosa per cambiare. la globalizzazione è l’impero del male. Bisogna ribellarsi.

luglio 25, 2011

Quarantuno.

 

 

 

 

 

 

 

Siamo a quarantuno militari morti senza un perchè?

Anzi c’è un perchè : il profitto delle multinazionali.

 

maggio 15, 2011

Dominique Strauss-Kahn come Al Capone.

Accusare il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, di aver stuprato una cameriera in un albergo di Nuova York, corrisponde all’Al Capone arrestato per evasione fiscale o è come se Hitler fosse stato condannato dopo l’olocausto solo per aver dato uno schiaffo al bambino della foto del Ghetto di Varsavia.

Francamente me ne infischio se Strauss-Kahn sia colpevole o innocente dello stupro per il quale è stato arrestato. Quello che so è che è a capo di un’organizzazione criminale, il Fondo Monetario Internazionale, che nell’ultimo mezzo secolo ha sodomizzato la vita di centinaia di milioni di persone nel sud del mondo, depredato intere nazioni ed  è responsabile della carestia indotta che ha portato alla morte per fame di centinaia di migliaia di bambini in America latina, Africa, Asia.

Che il capo di una tale associazione mafiosa si sentisse in diritto di stuprare anche fisicamente le sue vittime non può sorprenderci.

Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

novembre 27, 2009

La crisi non è finita.

Da ottobre 2008 ad oggi, secondo i dati forniti, la produzione industriale è crollata del 25-30%. Le conseguenze sono state: magazzini vuoti, investimenti azzerati, crisi economica trasferita sui conti correnti. Contestualmente le statistiche dicevano che i consumi erano scesi solo del 2-3% e gli investimenti del 15%, cifra più cifra meno.

La crisi non è finita, le fabbriche continuano a chiudere gli operai vanno nelle piazze.. Non è certo un pil migliore dello zero-virgola-per-cento rispetto al previsto che può illuderci di essere usciti dal fango: l’economia mondiale in sei mesi, ha perso un quarto della sua ricchezza virtuale e reale e, per risalire la china da cui è precipitata, ci vorranno anni.

L’anarchia che dominava il mondo finanziario, ci ha condotto a questa situazione: non c’è stata una crisi di produzione, né di carenza né di eccesso, non c’è stata un crisi inflattiva, né deflattiva, né di consumi, ma c’è stato un collasso di ricchezza dovuto alle speculazioni finanziarie che ha messo in ginocchio un sistema che si riteneva invincibile. Per anni ci hanno ammorbato con la favola che il Mercato fosse auto-regolato, che il liberismo fosse il migliore dei modelli economici, applicabile tanto alle democrazie occidentali quanto alle dittature orientali ed abbiamo dovuto credere alle “magnifiche sorti e progressive” di un meccanismo perfetto che doveva essere solo lasciato libero di correre, perché avrebbe portato ricchezza e felicità per tutti. Gli Stati sono intervenuti a sostegno delle imprese in difficoltà per evitare che l’ingordigia di pochi, mettesse sul lastrico più persone di quanto non abbia fatto. In questi  mesi si è poi parlato di norme mondiali condivise, della necessità di tornare a un’economia di mercato sociale, di legare i risultati alla produttività reale, di portare aiuti alle banche solo in cambio di una severa regolamentazione negli investimenti, affinché il bene di tutti non fosse sacrificato sull’altare del profitto a tutti i costi. Niente di tutto questo è avvenuto. La criminalità organizzata occupa sempre più interi settori dell’economia. La speculazione continua ad imperversare. Sembra che a questa spirale non ci sia via di uscita. Alla fine pagheranno solo i più deboli.