Posts tagged ‘global warming’

dicembre 2, 2012

Clima: si moltiplicano eventi estremi.

Si moltiplicano eventi estremi Si moltiplicano eventi estremi

Ghiacci dell’Artico ai minimi e moltiplicazione degli estremi meteo e climatici in numerose regioni del pianeta: e’ inquietante l’ultima fotografia sullo stato mondiale del clima resa nota dall’Organizzazione meteorologica mondiale.

Il clima sta cambiando sotto i nostri occhi e continuera’ a farlo a causa dei gas a effetto serra”, ha insistito il Segretario generale dell’Omm Michel Jarraud, presentando i dati, ancora provvisori, sul clima nel 2012. Gli anni 2001 -2011 fanno parte dei piu’ caldi mai registrati ed i dati per i primi dieci mesi del 2012 sembrano indicare che anche l’anno in corso non fara’ eccezione nonostante l’influenza del fenomeno La Nina, che raffredda il clima.

novembre 27, 2012

Il disgelo del permafrost potrebbe accelerare il riscaldamento globale.

Il disgelo del permafrost, il suolo perennemente ghiacciato che ricopre quasi un quarto dell’emisfero settentrionale, potrebbe accelerare ulteriormente il riscaldamento globale, sprigionando nell’atmosfera le enormi quantità di emissioni di CO2 immagazzinate.

A rivelarlo è una recente proiezione dell’UNEP, Il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite. L’UNEP spiega che il metano e la CO2 imprigionati nel permafrost che potrebbero liberarsi con lo scioglimento non sono stati inclusi nei modelli di previsione del cambiamento climatico, malgrado si parli di quantitativi ingenti, qualcosa come 1.700 miliardi di tonnellate di carbonio. L’impatto del riscaldamento globale, senza questa mole di emissioni, è ovviamente sottostimato.

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novembre 20, 2012

Allarme banca mondiale, +4 gradi temperatura in 2060.

  • Le sfumature del rosso nella mappa indicano l’aumento delle temperature sulla Terra rilevato dal 2000 al 2009 (fonte: NASA) Le sfumature del rosso nella mappa indicano l’aumento delle temperature sulla Terra rilevato dal 2000 al 2009 (fonte: NASA)

NEW YORK – Nel 2060 la temperatura della Terra sarà di quattro gradi centigradi più alta. E questo sarà un “cataclisma” per i paesi poveri. A lanciare l’allarme è la Banca mondiale (Bm), sottolineando che l’aumento sarà superiore al livello di guardia massimo delle comunità internazionale. Una temperatura di quattro gradi più alta causerà ondate di calore estremo, una flessione delle scorte alimentari e un aumento del livello del mare che metterà a rischio milioni di persone. Peraltro, gli effetti negativi di un clima sempre piu’ caldo possono compromettere gli sforzi di sviluppo dei Paesi piu’ poveri, secondo il rapporto commissionato dalla Banca Mondiale al Potsdam Institute for Climate Impact Research and Climate Analytics.Che esorta a ”ulteriori azioni di mitigazione contro un futuro incerto”.

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novembre 17, 2012

La crisi di cui nessuno parla.

Anche se se ne parla poco sui media, è bene tenere i riflettori accesi sul global warming. Nel mese di settembre 2012 si è registrato un nuovo inquietante record. La superficie dei ghiacci artici si è ridotta a soli 3,5 milioni di chilometri quadrati, la metà rispetto a 40 anni fa. Parallelamente la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera continua a crescere e ha raggiunto i valori più alti degli ultimi 800.000 anni. Nel 2012 si toccheranno i 394 ppm, 44 in più rispetto alla soglia dei 350 da non superare per evitare conseguenze catastrofiche al Pianeta. Analisi della Nasa confermano come le aree definite “extremely hot”, inesistenti nel trentennio precedente

settembre 1, 2012

siamo messi proprio male.

Dopo l’ipotesi della creazione di nuvole artificiali sugli oceani, più stabili ed estese, in grado di schermare e riflettere i raggi solari, contrastando l’aumento delle temperature, continuiamo ad occuparci di geoingegneria. Uno studio condotto da un’équipe di fisici, pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Letters, ha analizzato i costi di uno schermo artificiale, in grado di ridurre la luce solare che colpisce la Terra, contrastando il riscaldamento globale.

I ricercatori dell’Aurora Flight Sciences, dell’Harvard University e della Carnegie Mellon University, hanno esaminato la fattibilità del metodo, una tra le tecniche che rientrano nel Solar radiation management (SRM), solo in riferimento ai costi, senza tenere conto dei rischi di una simile procedura perché il loro obiettivo era determinare se l’alterazione fosse o meno proibitiva economicamente. Ebbene, non lo è: tutt’altro: i ricercatori sostengono infatti che oscurare parzialmente la Terra è più economico di quanto si possa pensare, vista la portata dell’impresa. Ma come funzionerebbe nello specifico lo schermo artificiale?

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Maggio 29, 2012

Medio evo prossimo venturo.

In alto il documentario che immagina lo scenario sul Pianeta con il realizzarsi dei cambiamenti climatici, partendo da dati scientifici. Prosegue così l’impegno dell’ISPRA – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel recupero di documentari realizzati dall’Istituto o a cui vi ha preso parte.

Questa la sinossi:

Nell’ultimo secolo la temperatura globale è aumentata di 0.7°C. Nei prossimi 100 anni, a seconda di quanto gas serra l’uomo immetterà nell’atmosfera, le previsioni ipotizzano un ulteriore riscaldamento, compreso fra 1.1 ed oltre 6°C. L’intera coltre glaciale della Groenlandia potrebbe scomparire ed il livello globale dei mari si innalzerebbe, in conseguenza di ciò, di oltre 6 metri. Si tornerebbe così al paesaggio di 125 mila anni fa. Il film compie un viaggio fra i continenti e gli oceani del pianeta per spiegare i meccanismi del cambio climatico, le conseguenze e le possibili soluzioni.

Maggio 20, 2012

“Salvare il mondo con investimenti più economici”, lo dicono eminenti economisti.

Per risolvere molti dei problemi apparentemente insormontabili del mondo, un think-tank (laboratorio di pensiero) danese presieduto da un gruppo di importanti economisti, ha votato come migliore e più conveniente investire in modo più economico,chiedendo un cambiamento sulle priorità globali.

Potrebbe non sembrare sexy, ma risolvere i problemi di diarrea, vermi e malnutrizione farà del bene più ai poveri del mondo che altri interventi più grandiosi”, ha detto in un comunicato Bjoern Lomborg, direttore del Copenhagen Consensus Centre, un gruppo che vede riuniti i più autorevoli economisti del mondo, che tastano e cercano di proporre le migliori soluzioni nell’affrontare il futuro, a cui chiedere periodicamente, come è possibile ottenere risultati migliori e in minor tempo.
Nell’incontro di “pensiero” di ieri sono stati presentati i risultati del suo terzo Copenhagen Consensus, nel quale è stato chiesto a eminenti economisti di lavorare sui 10 più problematici settori più importanti del mondo per proporre migliori investimenti atti a risolvere questi problemi.
Maggio 12, 2012

Clima: scienziati mondo a G8, piu’ attenzione a tre dilemmi.

(ANSA) – ROMA, 11 MAG – I grandi della Terra dovrebbero ascoltare di piu’ gli scienziati sulle questioni ambientali. Lo afferma una dichiarazione congiunta di 15 accademie di tutto il mondo, fra cui quella dei Lincei, preparata in vista del G8 di Camp David del prossimo 18 maggio, che sottolinea tre aree prioritarie in cui e’ necessario intervenire.

“Il G-scienza – si legge nel documento – raccomanda che i governi impegnino la comunita’ scientifica internazionale nello sviluppo di soluzioni innovative a tre ‘dilemmi globali’: come rispondere alla domanda di energia e acqua crescente nel mondo; come affrontare al meglio l’aumento dei disastri naturali e tecnologici; come misurare piu’ accuratamente le emissioni di gas serra dei singoli paesi per verificare il raggiungimento degli obiettivi internazionali”.

Ovviamente fin quando le multinazionali del petrolio comanderanno il mondo tutto questo sarà solo un’esercitazione di stile.

Maggio 6, 2012

Global warming: le piante che fioriscono velocemente…

 

Una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata sul sito web di Nature, evidenzia come il riscaldamento globale stia avendo un impatto significativo su centinaia di specie animali e vegetali in tutto il mondo, cambiando alcuni modelli di allevamento, di migrazione e di alimentazione.

Lo studio si basa su dati provenienti da studi del ciclo di vita delle piante e di esperimenti effettuati in quattro continenti e 1.634 specie. Si è riscontrato che alcuni esperimenti avevano sottovalutato la velocità della fioritura da 8,5 volte e le foglie che crescono di 4 volte.

Come risposta ai cambiamenti climatici le piante sono fiorite più velocemente di quanto gli scienziati avevano previsto, fenomeno che potrebbe avere effetti devastanti a catena sulla catena alimentare e sull’ecosistema.

L’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera dalla combustione di combustibili fossili può influenzare il modo in cui le piante producono ossigeno, mentre temperature più elevate e precipitazioni variabili possono cambiarne il comportamento.

Predire la risposta delle specie al cambiamento climatico è una sfida importante in ecologia“, han detto i ricercatori della University of California di San Diego e numerose altre istituzioni statunitensi.

marzo 30, 2012

Fa caldo al Polo Nord.

La Amundsen-Nobile Climate Change Tower al Polo Nord

Primavere sempre più calde al Polo Nord e dunque lo scioglimento dei ghiacci si anticipa. A evidenziarlo dati raccolti sia dai satelliti sia a terra. Conferma Vito Vito Vitale dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna:

Già a partire dalla fine degli anni Ottanta nella fascia latitudinale compresa tra i 60 e i 70 gradi Nord, lo scioglimento primaverile del manto nevoso comincia mediamente dai quattro ai sette giorni prima rispetto al ventennio precedente. L’estensione della copertura nevosa continentale è diminuita del 10% nel mese di maggio e del 20% nel mese di giugno.

E’ d’altronde dal 2009 che a Ny-Ålesund, è stata predisposta al Polo la Amundsen-Nobile Climate Change Tower (un particolare nella foto in alto) stazione operativa per gli studi climatologici, finanziata dal Dipartimento terra e ambiente (Dta) del Cnr, in quanto il Polo Nord è considerato dagli scienziati e climatologi uno early warning system, ossia sistema di allarme precoce dei cambiamenti climatici in atto su scala globale. E proprio dalla torre di rilevamento che arrivano i dati più consistenti.