Posts tagged ‘glioblastoma’

marzo 17, 2013

Cellule staminali contro il cancro al cervello.

Utilizzare le   adipose per combattere il  al . E’ la scoperta dei ricercatori della Johns Hopkins University (Usa) pubblicata sulla rivista ‘PlosOne’.tumori cervello 300x219 Cellule staminali contro il cancro al cervello Secondo gli scienziati le  del grasso del paziente colpito da un , la forma piu’comune e aggressiva di  al , hanno il potenziale per fornire un nuovo trattamento in grado di ‘inseguire’ e bloccare le  cancerose che riescono a migrare nell’organismo anche dopo la rimozione chirurgica della . La ricerca ha preso in considerazione le   (Msc) che “agiscono come un dispositivo ‘intelligente’ in grado di monitorare e colpire i “, precisano i ricercatori.
Lo studio ha scoperto che le Msc hanno la capacita’ di scovare le  del  danneggiate dal  e possono fornire ai clinici un nuovo strumento d’attacco, personalizzato sulle condizioni del pazienti, in grado di intervenire nelle zone del  piu’ difficili da raggiungere. Spazi dove le  tumorali possono nascondersi e proliferare di nuovo.

Le  hanno anche un altro vantaggio: la loro raccolta e’ meno  e meno costosa rispetto al metodo, attualmente piu’ studiato, di utilizzare le  del osseo.

“La sfida piu’ grande per combattere il  al e’ fermare la migrazione delle tumorali anche dopo la rimozione della spiegano i ricercatori – quando puo’ accadere che le  ‘‘ sono gia’ scivolate via e

gennaio 21, 2012

Glioblastoma: una esaustiva ricerca sul suo sviluppo e progressione.

La maggior parte delle ricerche sullo sviluppo del , un al cervello con prognosi infausta, si e’ finora concentrata sulla , ma ora gli scienziati suggeriscono che anche la fase della regolazione post-trascrizionale potrebbe essere altrettanto importante, se non addirittura piu’ decisiva.

 

In un articolo pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Research, organo dell’American Association for Cancer Research, un gruppo di scienziati guidati da Luiz O. F. Penalva, docente presso il Dipartimento di biologia cellulare e strutturale dell’Health Science Center di San Antonio – Universita’ del Texas, ha illustrato come la connessione tra due proteine di ( e Hur) possono avere importanti conseguenze per il . “Si tratta di una scoperta assolutamente nuova rispetto a quello che finora potevamo soltanto immaginare a proposito di quel che sapevamo del ”, ha detto Penalva. “La maggior parte di cio’ che sappiamo dalle ricerche sinora condotte su questa patologia, infatti, si limita alla genica. Ma ora abbiamo dimostrato che ci sono anche altri processi regolativi che prescindono dalla e che, ciononostante, contribuiscono alla formazione del ”. Le proteine di costituiscono la chiave di tutti i processi cellulari, dallo splicing alla traduzione. Le modifiche che interessano sia la loro funzione sia la loro espressione, possono avere conseguenze drammatiche per la produzione di proteine e condurre a stati patologici, tra cui il cancro.

giugno 6, 2011

Glioblastoma: nuove speranze arrivano da un vaccino.

Nuove speranze arrivano da un contro una forma di grave al , il , messo a punto dalla University of California: il , prodotto utilizzando cellule degli stessi malati, si e’ infatti dimostrato efficace raddoppiando ed in alcuni casi triplicando (da 3-5 mesi a 11 mesi) la sopravvivenza di pazienti colpiti da recidivo.

Lo studio e’ stato presentato al Congresso della Societa’ americana di oncologia clinica () in corso a Chicago. ”I risultati sono molto positivi per i pazienti colpiti da questa forma di cancro al – ha affermato il ricercatore coordinatore dello studio, Andrew Sloan – e questo e’ una delle poche immunoterapie per pazienti con recidive di . Questi risultati incoraggianti aprono ora la strada alla successiva fase 3 di sperimentazione”. Per determinare il si isola una particolare proteina che fa parte del sistema immunitario del paziente. La proteina estratta dal dello stesso malato vi

marzo 23, 2011

Glioblastoma: raddoppiata in molti casi la sopravvivenza.

La sopravvivenza a una delle forme piu’ aggressive di al e’ raddoppiata negli ultimi 30 anni. Nuovi dati dimostrano che la meta’ dei pazienti e’ ancora viva dopo la diagnosi, fatto impensabile una generazione fa.

 

Lo ha detto Roy Rampling, docente dell’Universita’ di Glasgow, al quotidiano britannico ‘Daily Telegraph’. Trenta anni fa meno di una persona su dieci affetta da un e’ sopravvissuta per piu’ di sei mesi. Questo aumento dei tempi di sopravvivenza, secondo i ricercatori, sarebbe dovuto al miglioramento della diagnosi e dei trattamenti: da un lato i ‘marker genetici’ permettono di individuare prima i tumori, dall’altro la ricerca permette di prevedere il funzionamento delle e quindi di crearne alcune su misura. “C’e’ ragione di essere ottimisti”, ha spiegato Rampling, “credo fermamente che la nostra migliore opportunita’ per ulteriori progressi e’ quella di aumentare il finanziamento alla ricerca di laboratorio e piccoli studi innovativi” .

luglio 8, 2010

Nelle staminali un meccanismo che contiene la crescita del glioblastoma.

Di tutti i tumori cerebrali, il glioblastoma è il più aggressivo. Ora i ricercatori del Max Delbrück Center for Molecular Medicine (MDC) di Berlin-Buch, in Germania, hanno dimostrato in che modo la sua crescita viene controllata dalle cellule staminali presenti nel cervello e dai loro precursori.

I glioblastoma è anche il tumore più comune tra soggetti adulti, in particolare nella quinta e sesta decade di vita. Le sue cause sono in gran parte sconosciute, ma si ipotizza che qualche fattore induca le cellule staminali neurali o i loro precursori a mutare, diventando cellule tumorali.

Alcuni anni fa, gli stessi ricercatori dell’MDC e della Charité riuscirono a dimostrare che le cellule staminali e i precursori normali del cervello in effetti attaccano i tumori. Apparentemente, lo stesso tumore attira queste cellule staminali inducendole a migrare su distanze relativamente elevate, anche se non risultava chiaro per quale motivo ciò avvenisse e in particolare quale sostanza potesse attrarre le cellule staminali verso il tumore.