Posts tagged ‘Giulio Tremonti’

agosto 19, 2012

Cominciano le compravendite elettorali.

agosto 30, 2011

Abbiamo scherzato:cosa resta e cosa cambia della manovra.

Ieri ad Arcore si sono visti Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Giulio Tremonti, Roberto Calderoli, Fabrizio Cicchitto, Angelino Alfano, Maurizio Gasparri e Silvano Moffa (tutti maschi, tra l’altro) per discutere della manovra finanziaria d’emergenza da 45 miliardi di euro varata dal governo. Quella manovra è stata approvata sotto forma di decreto legge, dando quindi al Parlamento sessanta giorni per approvarla definitivamente. Gli emendamenti proposti potrebbero ulteririormente cambiare la manovra, quindi anche quanto segue è da intendersi come provvisorio.

Il contributo di solidarietà
Dal testo originale della manovra è stato cancellato il cosiddetto “contributo di solidarietà”, il prelievo straordinario sui redditi superiori a 90.000 euro. Lo pagheranno soltanto i parlamentari, e la Lega ha promesso un emendamento per far sì che lo paghino, raddoppiato, anche gli “sportivi professionisti”.

Abolizione delle province sotto i 300.000 abitanti
Cancellata del tutto anche questa (già era stata molto ridimensionata).

Accorpamento dei comuni con meno di 1.000 abitanti
Annullato e, dice il governo, “sostituito con un nuovo testo che preveda l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dal 2013, nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri”. Insomma, si accorpano i servizi e non i comuni. Il risparmio previsto è circa 6 milioni di euro, non proprio moltissimo.

Tagli agli enti locali
Ridotti da 9,2 miliardi a 6,2 miliardi. Uno di questi miliardi dovrebbe arrivare dai maggiori introiti della cosiddetta “Robin Hood Tax”, quella sulle società energetiche. Gli altri due dalla lotta all’evasione fiscale.

Le pensioni
È la novità più grossa, nonché l’intervento da cui il governo pensa di recuperare il gettito del contributo di solidarietà. In sostanza, nel caso delle pensioni di anzianità, gli anni degli studi universitari o del servizio militare riscattati non saranno più conteggiabili ai fini del raggiungimento degli anni di contributi necessari ad andare in pensione: i contributi versati non spariscono e verranno conteggiati nello stabilire l’ammontare dell’assegno mensile, ma i lavoratori dovranno raggiungere i 40 anni di anzianità senza contare gli anni degli studi universitari o del servizio militare riscattati. Sono esclusi i lavoratori che hanno svolto attività usuranti.

Le cooperative
L’altra novità sulla manovra è la cancellazione o la riduzione – ancora non è chiaro – delle agevolazioni fiscali per le cooperative.

Evasione fiscale
È saltata la cosiddetta “patrimoniale sugli evasori”, proposta dalla Lega, sostituita da una stretta sulle “società di comodo”, quelle società create ad hoc allo scopo di intestare case e beni di lusso ed eludere il fisco.

Cosa resta, della vecchia manovra
Lo slittamento delle tredicesime per gli uffici pubblici che non raggiungono gli obiettivi di risparmio. Il rinvio di due anni della liquidazione per chi anticipa il pensionamento. I tagli ai ministeri. L’inefficacia delle promozioni sul calcolo del TFR se maturate da meno di tre anni. E tutto quanto non specificato in questa lista, che ricalca quanto comunicato ieri dal Governo, in attesa di leggere concretamente i testi degli emendamenti.

maggio 25, 2010

Manovra economica oggi in cdm.

 La manovra correttiva, da almeno 24 miliardi di euro nel prossimo biennio, oggi arriva sul tavolo del Consiglio dei ministri. E nessuno, compreso Gianni Letta, nasconde che si tratti di un intervento ”duro, con sacrifici pesanti”. Seppure, e’ la speranza, temporanei. Che d’altro canto sia una strada obbligata e’ anche quanto sottolinea lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dall’America: ”in tutta Europa occorre ridurre il debito pubblico”, dice, e per farlo ”occorrono sacrifici distribuiti con equita’ tra i cittadini”. Da via dell’umilta’, nonostante i malumori dei giorni scorsi per i tagli che si profilano all’orizzonte, arriva dunque un sostanziale via libera all’operazione messa a punto dal Tesoro ma non senza la richiesta di rivedere alcuni capitoli: la sforbiciata agli stipendi dei manager pubblici, il taglio dei rimborsi ai ripartiti, le risorse per Roma capitale e le misure per rafforzare la tracciabilita’ dei pagamenti sono i quattro temi sui quali la discussione e’ ancora aperta e che dovranno trovare una sintesi ieri  in Consiglio dei ministri. E cosi’ sul testo della finanziaria elaborata da Giulio Tremonti Silvio Berlusconi è pronto a mettere la faccia soprattutto dopo i “miglioramenti” chiesti o forse imposti al ministro dell’Economia dal Pdl. Lo fara’ a suo modo, a partire dall’incontro con le parti sociali ed enti locali in programma stamattina, rivendicando gli aspetti positivi (in primis non aver aumentato le tasse) e giustificandosi con la necessita’ di un provvedimento imposto dall’Unione europea e dai mercati. Eppure la manovra di Tremonti non convince l’opposizione. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani la definisce ”un pasticcio” che ”non ha nulla di strutturale e che, quindi, non ci mettera’ al sicuro in termini di finanza pubblica”. Peggio delle ”peggiori previsioni”, commenta il deputato del Pd Francesco Boccia. ”Eravamo coscienti – conclude l’ex ministro del Welfare Cesare Damiano – che si sarebbe trattato di una manovra dura ma qui siamo di fronte ad un vero e proprio macello”.(ansa)

marzo 10, 2010

Sfiducia nei confronti di Berlusconi

 

Record negativo di fiducia per Silvio Berlusconi, il Governo e il Pdl.
IL PREMIER: La fiducia nei confronti di Silvio Berlusconi scende di 2 punti, arrivando al 44%. Un differenziale che va a ingrossare proporzionalmente le file degli scontenti, che arrivano così al 54%.

IL GOVERNO: La fiducia nel governo scende anch’essa di 2 punti, arrivando al 38%. Gli sfiduciati salgono anch’essi di due punti, salendo al 58%.
I PARTITI: Il Pdl, che nelle due precedenti rilevazioni era stabile a quota 46%, perde stavolta 3 punti percentuali finendo ad un 43% di fiducia, che rappresenta anche il nuovo record negativo del partito del presidente del Consiglio.  Il Pd resta al secondo posto della classifica, fermo al 40%. Supera però l’Udc che prima era appaiato a quota 40%: il partito di Pier Ferdinando Casini è infatti l’unico, oltre al Pdl, a perdere punti di fiducia.
I MINISTRI: In vetta a questa classifica di fiducia resta Maurizio Sacconi con un 64% (+2 rispetto al mese scorso), seguito da quattro ministri al 59%, e cioé Roberto Maroni (-1%, che perde il secondo posto “solitario”), Angelino Alfano (+1%), Giulio Tremonti (+1%) e Claudio Scajola (+1%). Solo sette sono comunque i componenti della squadra di Governo al di sopra del 50% di fiducia. Oltre ai 5 già citati, sono Renato Brunetta (al 58%) e Mara Carfagna (al 55%), entrambi stabili. Dietro i 7 che superano la soglia del 50%, i rimanenti 16 ministri. Fanalino di coda resta il ministro del Turismo, Michaela Vittoria Brambilla, con un calo di ulteriori 3 punti.

novembre 30, 2009

Il crocefisso sulla bandiera!….. e poi?

La proposta della Lega di mettere il crocifisso nella bandiera italiana ‘e’ suggestiva’, secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini. Ma la questione continua a far discutere. ‘Basta poco per capire che si tratta della solita provocazione’, sostiene Fare Futuro, la fondazione presieduta da Gianfranco Fini: ‘e’ solo la scusa per lanciare un segnale politico’. ‘La bandiera e’ una cosa, il crocifisso un’altra’, tuona invece il leader Idv Antonio Di Pietro.

La Lega come al solito fa  a gara con Berlusconi a chi la spara più grossa. Perchè non  indire una crociata e partire tutti a cavallo a conquistare Gerusalemme? Il problema e che le cazzate della lega si concretizzano in una azione politico istituzionale che divide il Paese,  e mina le istituzioni dal loro interno.

Questi signori perseguono i loro scopi avendo in mano il potente ministero dell’economia con Giulio Tremonti e il ministero degli Interni con Maroni. Allora quello che dice la Lega non sono più cazzate.

. Bisogna aprile gli occhi e reagire. Più di tutti debbono prendere coscienza della gravità della situazione è la gente del Nord, gli unici che possono respingere il progetto eversivo leghista, negandogli quel consenso che li porterà alla rovina.

novembre 27, 2009

Come la stampa estera giudica Re Silvio

Articolo  pubblicato martedì 24 novembre 2009 in Austria sul quotidiano Der Standard

Giudici e processi, deputati del suo partito e un nuovo film sulla sua vita sessuale incupiscono l’umore del premier.

Inoltre Camera e Senato sono fermi per mancanza di lavoro.

Al senato a Roma martedì è iniziata la discussione sulla diciannovesima legge speciale che deve proteggere il Presidente del Consiglio del paese dalla persecuzione giudiziaria. Sulle conseguenze della nuova “Lex Berlusconi” le opinioni sono largamente contrastanti. Secondo il convincimento del Ministro della Giustizia Angelino Alfano l’accorciamento dei processi comprometterebbe “solo l’1 per cento di tutti i processi in corso”. L’Associazione Magistrati invece vede “minacciati il 50 per cento di tutti i processi”.

Il capo del governo vuole liberarsi di due processi in corso a Milano “ prima di febbraio”. A questo se ne potrebbe aggiungere presto un terzo: il pentito mafioso Gaspare Spatuzza accusa il premier di aver trattato con due boss mafiosi. Berlusconi esibisce ormai solo un’espressione cupa. Con irritazione crescente il premier registra all’interno della sua coalizione anche scontri di crescente e durevole litigiosita’.

Questo fine settimana ha dovuto difendere il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti da un violento attacco del suo collega ministro Renato Brunetta. Anche i continui rimproveri del suo compagno di coalizione Gianfranco Fini innervosiscono il Cavaliere. Con un indice di gradimento del 60 per cento il Presidente della Camera dei Deputati ha decisamente superato il capo del governo (48 per cento). Il libro di Fini “Il futuro della libertà” si trova subito dietro a quello di Andrea Camilleri. Il quotidiano della famiglia Berlusconi “Il Giornale” ha avuto solo parole velenose per la “novità editoriale del compagno Fini”.

Comprensibile quindi che questo cattivo clima trovi eco anche in Parlamento. Nonostante la piena maggioranza alla Camera e al Senato la coalizione di destra la settimana scorsa ha dovuto porre la fiducia per la ventiseiesima volta, perché la Lega Nord non ha voluto appoggiare una legge sulla privatizzazione dell’acqua potabile. In diciotto mesi il governo ha incassato ben 33 fallimenti di voto. Il Parlamento – superfluo agli occhi del capo del governo – vota quindi solo le proposte del governo, mentre ad altre leggi il ministro delle Finanze Tremonti nega la copertura finanziaria.

Le elezioni regionali previste per marzo preannunciano nuove turbolenze all’interno della coalizione. In Campania solleva polemiche la candidatura del Sottosegretario sospettato di rapporti con la camorra Nicola Cosentino, in Veneto il Presidente della Regione in carica non vuole farsi esautorare dalla Lega.

Anche una nuova pubblicazione, che mercoledì arriva nelle librerie in Italia, lascia presagire qualcosa di sgradito per Berlusconi. In un libro dal titolo “Gradisca, Presidente” la prostituta Patrizia D’Addario descrive una notte con il Premier nella sua residenza privata. Le riprese per la trasposizione cinematografica del libro dovrebbero cominciare a breve. Oltre alla D’Addario dovrebbero comparire nel film anche altre “partygirls”.

[Articolo originale “Berlusconi gerät von allen Seiten unter Druck” di Gerhard Mumelter]

E se Spatuzza dicesse la verità?