Posts tagged ‘giappone’

ottobre 2, 2013

Fukushima, la Tepco sversa per sbaglio altra acqua radioattiva. Le sue azioni volano in borsa


Maria Ferdinanda Piva – Ci sono notizie che normalmente vanno su pagine diverse dei quotidiani, o su sezioni diverse dei siti internet. Ma, se le accosti, ti rendi immediatamente conto di vivere in un mondo assurdo. Allora: le azioni della Tepco, la società proprietaria della centrale nucleare di FukushiVisualizza altro
settembre 17, 2013

Arriva anche in Italia il tonno radioattivo.

 

La psicosi tonno radiottivo corre velocissima sul web, il motivo sarebbe la pesca del pesce nella porzione di oceano prospicente proprio alla tristemente famosa centrale nucleare.

 

Il messaggio recita:

“CONTROLLATE IL TONNO PIU’ ECONOMICO CHE TROVATE NEI SUPERMERCATI, DOVE C’E’ STAMPATO FAO 61 o 71 E’ TONNO PROVENIENTE DAL MAR DEL GIAPPONE DOVE E’ STATA RIVERSATA L’ACQUA CONTAMINATA DI FUKUSHIMA.
Molti produttori fanno inscatolare il tonno in località NON SOSPETTE con etichette italiane o europee per NON far capire che il pescato proviene dal Giappone. Controllate sempre il NUMERO FAO.”

L’allarme è stato analizzato da Paolo Attivissimo il famoso trova bufale del web che ha smentito il messaggio in toto riportando e argomentando le sue ragioni.

Attivissimo innanzitutto afferma:

“Prima di tutto l’indicazione “FAO 61” o “FAO 71” sulle scatolette indica davvero la zona di pesca del prodotto, secondo la suddivisione adottata dalla FAO (Food and Agriculture Organization, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura): la zona 61 è il Pacifico nord-occidentale, mentre la 71 indica il Pacifico centro-occidentale.

Sappiamo quindi la provenienza dichiarata del tonno. Ma è vero che il pesce proveniente da queste aree è pericoloso per via delle radiazioni provenienti dal disastro di Fukushima? Secondo le indagini pubblicate da Le Scienze, no, per una questione di dosi. Anche se la radioattività di Fukushima è in effetti rilevabile nei pesci della zona usando strumenti estremamente sensibili, la dose dovuta al consumo di tonno proveniente da Fukushima è stimata tra 0,9 e 4,7 microsievert, ossia molto meno della radioattività naturale che ci circonda (in Italia, per esempio, è in media pari a 3000 microsievert). Di tutti i rischi che affrontiamo quotidianamente nell’alimentazione, quello del tonno radioattivo è decisamente da ridimensionare e valutare in base ai fatti e non alle paure istintive”.

settembre 16, 2013

Giappone nucleare opzione zero.

NUCLEARE: GIAPPONE, CHIUDE L'ULTIMO REATTORE NUCLEARE: GIAPPONE, CHIUDE L’ULTIMO REATTORE

(di Antonio Fatiguso)

TOKYO – Il Giappone spegne l’ultimo reattore ancora attivo e torna alla “opzione atomo zero”, come già avvenuto tra maggio e luglio del 2012 in scia al disastro della centrale di Fukushima, pur se negli scenari futuri il ritorno del nucleare sembra scontato visti i propositi del premier Shinzo Abe.

La Kepco, l’utility che serve la ricca e industrializzata area del Kansai comprensiva di Osaka e Kobe, ha annunciato nel pomeriggio l’avvio delle procedure di fermo dell’unità 4 dell’ impianto di Oi (prefettura centroccidentale di Fukui) che si completeranno domani mattina. Lo scopo, secondo la normativa nipponica, è completare controlli e manutenzione ordinaria, così come fatto pochi giorni col reattore n.3 della stessa struttura.

Per la loro riaccensione i tempi si preannunciano decisamente più lunghi del normale, vista l’alta ostilità pubblica verso l’energia atomica dopo la gravissima e irrisolta emergenza alla centrale di Fukushima, scoppiata nel 2011 per il devastante sisma/tsunami dell’11 marzo e risultata la peggiore da Cernobyl.

giugno 19, 2013

L’energia dal sole raddoppierà in Giappone nel 2013. e da noi?

Dopo aver puntato troppo a lungo sul cavallo sbagliato (il nucleare) ora il Giappone sta provando a recuperare il tempo perduto nello sviluppo delle enrgie rinnovabili. Sulla base dei dati relativi al primo trimestre 2013, la potenza installata dovrebbe raddoppiare nel corso di quest’anno, passando da 7 a 14 GW, al punto che la nazione del Sol Levante potrebbe tornare al terzo posto nel mondo dopo Germania e Italia, superando di nuovo gli USA che erano arrivati al n.3 nel 2012. Nello scenario più ottimistico, potrebbe persino superare il nostro paese se non ci sarà un adeguato impegno a sostenere il fotovoltaico per autoconsumo.

Complessivamente le rinnovabili hanno rappresentato il 10% della produzione elettrica giapponese del 2012. Secondo l’ex primo ministro Naoto Kan, il paese dovrebbe puntare almeno a raddoppiare questa cifra entro il 2020.

La straordinaria crescita del fotovoltaico è proprio opera di Kan, che costretto alle dimissioni dopo la terribile catastrofe nucleare di Fukushima, ha imposto prima di andarsene una generosa politica di incentivi all’industria solare, circa il doppio che in Francia e Germania.

maggio 21, 2013

Giappone, le luci e le ombre dell’Abenomics: più Keynes o più Friedman?

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L’Abenomics, la dottrina economica del premier giapponese Shinzo Abe, fa discutere il mondo. Il primo trimestre del 2013 ha segnato una crescita (annualizzata) del +3,5% del Pil. Due dati positivi sono evidenti: il primo è il calo della disoccupazione (4,1%) e il secondo è la svalutazione dello Yen (-30% rispetto al dollaro) che aiuta a trainare le esportazioni. Eppure l’indice delle attività composito, un indicatore dello stato di salute dell’economia reale, continua a mostrare segni di debolezza significativi.  Il rischio, paventano molti, è che l’espansione monetaria in atto stia sì ridando fiducia, ma che essa si stia riversando principalmente sui mercati finanziari (la Borsa di Tokyo macina rialzi record ogni giorno) e non sull’economia reale, con il rischio di creare nuove bolle. A tale proposito tuttavia occorre rilevare che i capitali, invece che fluire, stanno fuggendo dal Giappone, attratti dai rialzi dei titoli di stato dei paesi deboli dell’Europa. Mentre negli ultimi giorni si è assistito ad un improvviso rialzo degli interessi sui titoli di stato giapponesi, quelli dei PIIGS sono in calo. Se questo è un vantaggio per noi per i minori interessi, dall’altro è il sintomo di un incipiente massiccio indebitamento con l’estero che, un giorno non troppo lontano, potrebbe chiederci il conto, riproducendo la crisi dei debiti sovrani dalla quale apparentemente sembriamo in lenta guarigione.

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gennaio 26, 2013

Il Giappone keynesiano di Shinzo Abe.

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Mentre l’Europa continua a insistere su rigore fiscale e pareggi di bilancio senza crescita, il Giappone – senza preoccuparsi troppo del debito pubblico alle stelle – promuove una aggressiva strategia di incremento della spesa pubblica e politiche monetarie espansive per rilanciare la propria economia. È ora che anche nel Vecchio Continente le Merkenomics siano messe da parte.

di Alberto Quadrio Curzio da Il Sole 24 Ore, 15 gennaio 2013

settembre 4, 2012

Un Giappone senza nucleare, costi e tempi della nuova politica energetica giapponese.

Esplorare le potenzialità del geotermico, dare il via alla costruzione del più grande parco fotovoltaico giapponese nell’isola di Kyushu… sono alcune delle strategie per l’approvvigionamento energetico nuclear free messe in campo dal Giappone, a seguito del disastro di Fukushima e delle proteste antiatomo della popolazione.

Oggi i ministri responsabili della politica energetica ed economica del Paese si sono riuniti per decidere i tempi del new deal giapponese. Perché se l’abbandono dell’atomo non è in discussione, al centro del dibattito ci sono le modalità, più o meno rapide, per chiudere definitivamente con il nucleare ed il loro impatto sull’economia del Paese.

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luglio 18, 2012

In attesa del Giappone.

(Archivio) (Archivio)

SEUL – La Corea del sud ha deciso di rinunciare al controverso progetto di ripresa della caccia alle balene, che aveva suscitato indignazione in tutto il mondo. Lo afferma oggi l’agenzia sudcoreana Yonhap, che cita un alto responsabile del governo. “Discussioni fra i ministeri – ha detto il responsabile chiedendo l’anonimato – si sono concluse in un modo che significa l’abbandono del progetto di pesca alle balene lungo le coste” del paese.

“Anche se si tratta di ricerche scientifiche – ha aggiunto l’alto responsabile governativo – dobbiamo esser coscienti del fatto che si tratta di un tema delicato, sia all’estero che in Corea”. Il Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e dell’Alimentazione sudcoreano non ha voluto confermare o smentire, ma Kang Joon-Su, un alto funzionario ministeriale, ha comunque fatto intendere che la prossima settimana la ripresa della caccia alle balene per scopi scientifici avrebbe buone possibilità di essere abbandonata. La Corea del Sud aveva suscitato l’indignazione tra gli ambientalisti di tutto il mondo, annunciando all’inizio di luglio, durante i lavori della Commissione baleniera internazionale (ICW) a Città di Panama, l’intenzione di riprendere a cacciare le balene dopo 26 anni di moratoria.

giugno 21, 2012

Il debito pubblico non causa l’aumento dello spread.

Maurizio Donato* – da Economiaepolitica.it

La domanda che questo articolo si pone è se la correlazione tra rendimenti sui titoli del debito e stabilità dei conti pubblici di un paese  sia sufficientemente robusta da reggere da sola il peso della spiegazione della tempesta che si è abbattuta dalla primavera del 2011 sui titoli pubblici di alcuni paesi europei.

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maggio 28, 2012

Giappone, scarabeo rinoceronte venduto come pets.

Coleottero cervo come animale gadget

In alcune culture i coleotteri sono considerati al pari di pesciolini rossi o di tartarughe: animali gadget. In Giappone, come testimonia un meravigliato Danny Choo sul suo blog sono venduti nei supermercati.

All’inizio Choo pensava che nei barattoli in plastica ben sigillati ci fossero insalate da asporto. Invece ha scoperto che ci sono coleotteri rinoceronte o Kabuto Mushi. Della passione per questi insetti ne abbiamo scritto a proposito della storia dello scarabeo Ercole.

In ogni caso il merchandising che contraddistingue questo genere di appassionati è piuttosto consistente: si va dal mangime specifico, fino a piantine e giocherelli per l’amico coleottero. Nei supermercati trova uno spazio dedicato il che pone immediatamente i piccoli acquirenti a richiederne uno.