Posts tagged ‘giacomo matteotti’

maggio 2, 2020

IL COMPAGNO GIUSEPPE DI VITTORIO.

di Giuseppe Giudice

Il comunista che più ho amato. L’uomo del riscatto sociale delle masse dei braccianti del sud contro l’aristocrazia fondiaria. Ma anche il padre, con Fernando Santi e Vittorio Foa del sindacalismo confederale, del rifiuto del carattere corporativo di esso. Uno dei più grandi sindacalisti mai esistito. Un comunista anomalo ed eretico. Ho rivisto , ieri sera lo sceneggiato “pane e libertà”, già mandato in onda nel 2009 in due puntate. Quella di ieri ne è stata un sintesi. Di radice anarco-sindacalista , ma amico fraterno di Peppino Di Vagno grande compagno socialista, ucciso alle spalle dai criminali fascisti di Caradonna. Ammirato dai socialisti Giacomo Matteotti e Bruno Buozzi operaio metallurgico e capo della Fiom che fu tra coloro che diresse l’occupazione delle fabbriche al nord. Con Buozzi manterrà sempre un grande sentimento di fraterna amicizia, fino alla esecuzione di Buozzi da parte dei nazisti nel 1944, anche dopo il passaggio di Di Vittorio al PCd’I. Un comunista anomalo contrario alla teoria staliniana del “socialfascismo” e mal visto da Stalin (è un suo grande titolo di merito-di Di Vittorio). Si scontrò spesso con Togliatti, c’erano antropologie politiche e formazioni diverse. Con SAnti e Foa diede vita al “piano del Lavoro” che incontrò la freddezza di Togliatti che di Nenni. L’unico politico della sinistra italiana ad esserne entusiasta fu Riccardo Lombardi (anche perché era uno dei più ferrati in economia , ed aveva letto bene Keynes oltre che Marx. ). La anomalia di Di Vittorio si manifestò con la terribile repressione sovietica della rivoluzione socialista , operaia e libertaria contro il regime stalinista. La CGIL condannò (a differenza del PCI) l’invasione, e Di Vittorio fece scrivere il testo della condanna a Giacomo Brodolini (il futuro autore dello Statuto dei Lavoratori) , allora vice segretario socialista della CGIL (subito dopo Santi). E secondo Antonio Giolitti (che poi passò dal PCI al PSI) ci fu uno scontro durissimo tra Di Vittorio e Togliatti. Di Vittorio disse: “i sovietici non sono compagni, sono solo dei delinquenti”. E mi fermo qui. Morì l’anno dopo forse anche con l’amarezza di non essere compreso dal partito. Comunque un grande compagno, un uomo del popolo , che ha vissuto sulla sua pelle lo sfruttamento più feroce. Ti ricorderò sempre compagno caro Di Vittorio. Come ricordo un altro comunista anomalo della CGIL, Bruno Trentin…ha commesso errori , ma ha dato un contributo di cultura politica straordinario , sulla storia del socialismo e del movimento operaio in Europa. Anche grazie alla sua cultura enciclopedica ed alla raffinatezza delle sue analisi. E comunque con Carniti e Benvenuto fu l’ideatore dei “sindacato dei consigli”

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novembre 21, 2013

Matteotti non era socialista.

Onorevoli 5 Scemenze http://www.remocontro.it/italia/le-onorevoli-5scemenzesu-matteotti-non-socialista/ Dunque lo scardinamento dell’attuale sistema demo-pluto-giudaico-massonico parlamentare nella missione liberatoria del Movimento 5Stelle parte dalla radici, dall’Inciucio Resistenziale. Matteotti non era socialista sostiene un On in Commissione cultura. È morto di raffreddore e gli …
Matteotti non socialista 
 Onorevoli 5 Scemenze  http://www.remocontro.it/italia/le-onorevoli-5scemenzesu-matteotti-non-socialista/ Dunque lo scardinamento dell’attuale sistema demo-pluto-giudaico-massonico parlamentare nella missione liberatoria del Movimento 5Stelle parte dalla radici, dall’Inciucio Resistenziale. Matteotti non era socialista sostiene un On in Commissione cultura. È morto di raffreddore e gli ...
 
agosto 16, 2013

Velia Matteotti.

      Lettera di Velia Matteotti pubblicata su il Corriere della Sera del 20 agosto 1924)

« Chiedo che nessuna rappresentanza della Milizia fascista sia di scorta al treno: nessun milite fascista di qualunque grado o carica comparisca, nemmeno sotto forma di funzionario di servizio. Chiedo che nessuna camicia nera si mostri davanti al feretro e ai miei occhi durante tutto il viaggio, né a Fratta Polesine, fino a tanto che la salma sarà sepolta. Voglio viaggiare come semplice cittadina, che compie il suo dovere per poter esigere i suoi diritti; indi, nessuna vettura-salon, nessun scompartimento riservato, nessuna agevolazione o privilegio; ma nessuna disposizione per modificare il percorso del treno quale risulta dall’orario di dominio pubblico. Se ragioni di ordine pubblico impongono un servizio d’ordine, sia esso affidato solamente a soldati d’Italia. »
– Velia Matteotti-

giugno 10, 2013

10 Giugno 1924.

Il 10 Giugno 1924 viene rapito a Roma dalla Ceka (un organizzazione paramilitare fascista – un manipolo di criminali- al servizio del Duce Benito Mussolini ) e poi assassinato nella periferia romana GIACOMO MATTEOTTI padre dei socialisti italiani,
ricordarlo è un dovere per tutti gli italiani, egli ha sacrificato la propria vita per i sani principi della democrazia e contro la corruzione dilagante.
Quella mattina all’apertura del Parlamento Matteotti doveva presentare i documenti che dimostravano i rapporti corruttivi del partito fascista con gli industriali sull’estrazione del greggio e sulle percentuali che i fascisti incassavano.
Benito Mussolini ordinò: Fate tacere Matteotti ed il suo braccio destro Dumini eseguì.

giugno 9, 2012

Una data da ricordare 10 giugno 1924: Assassinio di Giacomo Matteotti.

Il 10/06/1924 morì assassinato dal Fascismo, il martire socialista Giacomo Matteotti. Turati scriveva questo:”Neppure il cadavere presente del povero Matteotti,che vediamo senza averlo visto,che avremmo potuto gettare nella seduta di ieri davanti al banco del Governo e tenervelo ritto come una maledizione,neppure esso ha virtù di infondere un briciolo di coraggio in nessuno di noi.Sentiamo che lo massacriamo una seconda volta e che non ci deve perdonare.” F.Turati ad A.Kuliscioff, 14/06/1924

giugno 10, 2011

Celebriamo i nostri Santi Laici.

Un anniversario che dopo tanti anni e tanta storia suscita ancora dolore e commozione nei socialisti senza aggettivi.

 Il 30 maggio 1924 il compagno Giacomo Matteotti prese la parola alla Camera dei deputati per contestare i risultati delle elezioni tenutesi il precedente 6 aprile. Mentre dai banchi fascisti si levavano contestazioni e rumori che lo interrompevano più volte Matteotti, denunciando una nuova serie di violenze, illegalità ed abusi commessi dai fascisti per riuscire a vincere le elezioni, pronunciava con un discorso che sarebbe rimasto famoso:

  « Contestiamo in questo luogo e in tronco la validità delle elezioni della maggioranza. L’elezione secondo noi è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni (…) »
 
(Giacomo Matteotti, Camera dei Deputati)

Al termine del discorso, dopo le congratulazioni dei suoi compagni, rispose loro con una premonizione:

  « Io il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me. »
 
(Giacomo Matteotti)

ed infatti puntualmente  Il 10 giugno 1924, a soli dieci giorni dal discorso pronunciato alla Camera, Giacomo Matteotti fu rapito a Roma. Il suo corpo fu ritrovato in stato di decomposizione il 16 agosto alla macchia della Quartarella, un bosco nel comune di Riano a 25 km da Roma.

Onore ad un grande compagno che ci fa sentire  orgogliosi di di essere socialisti.