Posts tagged ‘Gheddafi’

aprile 8, 2021

IL CASO OLIVETTI.

E’ il titolo di un libro scritto da un’autrice americana, Meryle Secrest, che, disponendo di un’infinità di notizie di prima mano (in primo luogo, ma non solo, la famiglia, tra l’altro molto estesa, amanti e nipoti compresi) è in grado di raccontarci nell’arco di quasi un secolo, l’intreccio di vicende personali, assieme alla costante ricerca del nuovo e del progresso, che si trattasse di nuove macchine o dell’ambiente di lavoro, della centralità della ricerca o della proposta della politica come servizio alla comunità.Un bel libro. Ma anche sconsigliabile alle persone che, come il sottoscritto, possono assistere alla comparsa del Male ma solo se accomunata a una ragionevole speranza nella vittoria finale del Bene.Ma qui non c’è alcuna speranza di riscatto. Perché la causa è giudicata e senza possibilità di appello. Perché Adriano e il figlio sono morti da soli e senza lasciare un ricordo pubblico di sé e dei loro sogni né in un “dibbbatttito politico” né qualche serial televisivo. Perché l’Olivetti di Pozzuoli, con finestre aperte e vista mare e servizi sociali annessi è oggi altro. Perché le nostre eccellenze industriali sono scomparse a una a una e la spesa per la ricerca è andata all’ingiù. Perché l’Iri è stata liquidata vergognosamente. Perché la fila dei morti passati tranquillamente in conto profitti e perdite, e senza fiatare (che comprende, tanto per essere chiari, anche Olivetti, il suo più importante collaboratore e, beninteso, anche Mattei) si allunga senza fine: Ustica, Cermis, uomini di buona volontà uccisi, per, questo, in tutti gli angoli del mondo per finire con Regeni e, speriamo di no!, anche Zaky. Perché abbiamo obbedito come un sol uomo e su invito perentorio della più alta carica dello stato, all’invito di partecipare alla distruzione, a tutto nostro danno, della Libia di Gheddafi. Perché l’unico leader che abbia difeso la sovranità nazionale, leggi Craxi ha fatto la fine che ha fatto. Perché… E qui possiamo tornare alla nostra Autrice. Nella copertina di presentazione del suo libro, si parla di una “realtà innegabile”, leggi del fatto che per il complesso militare/industriale americano l’uomo, i suoi laboratori di ricerca, la sua azienda, le sue idee, rappresentassero una “minaccia che andava fermata con ogni mezzo”. (Aggiungiamo, a proposito di killer, che la Cia aveva licenza di uccidere, e senza restrizioni, tutti i veri o presunti nemici dell’America; Castro si salvò per miracolo N.d.A .).Un bel campo da esplorare, e una quantità di indizi, per gli specialisti della materia. Ma quello che mi incuriosisce e mi spaventa di più è la totale indifferenza con la quale il mondo dell’industria e quello della politica, comunisti compresi, seguono la lenta liquidazione dell’Olivetti e dello stesso futuro industriale.Il loro motto avrebbe potuto essere “se l’è cercata. Se avesse pensato solo a fare soldi non ci sarebbe stato alcun problema. Ma pretendere di propinarci il suo libro dei sogni e di spiegarci come si fa politica è stato francamente troppo”. Ecco allora la sordità ostile di Cuccia, l’assenza di qualsiasi sostegno da parte delle banche e del governo e, beninteso, la “damnatio memoriae”.Per chiudere, davanti a noi, una classe dirigente di cui il comun denominatore è la servitù volontaria e l’incapacità congenita di ragionare in termini di interesse nazionale.Perché?

novembre 19, 2013

Allarme Libia

di Bonino
Smemoranda http://www.remocontro.it/radar/allarme-libiadi-boninosmemoranda/ La Libia frantumata del dopo Gheddafi è una bomba innescata nella mani di molti possibili stragisti alla ricerca di una vendetta contro il mondo. Non servivano certo i Servizi segreti o un ministro a segarcelo. Le contraddizioni dei due pesi e due misure. Promemoria che abbiamo chiesto ad Aldo …

novembre 10, 2013

Esportatori di democrazia.

 

Nei due anni trascorsi dall’uccisione di Gheddafi la Libia non ha ritrovato la pace. Il paese e’ frantumato e controllato da gruppi armati che nel 2011 agirono di concerto, ma dopo la vittoria hanno iniziato a lottare ferocemente l’uno contro l’altro.
Ahmad Mukharreb al-Gheddafi dirige il “Gruppo d’azione politica per la ricostruzione de…Visualizza altro

giugno 16, 2013

L’uomo che ci fa impallidire dalla vergogna.

Silvio Berlusconi, da presidente del Consiglio, qualche anno fa:

“A Gheddafi mi lega una vera e profonda amicizia, al leader riconosco grande saggezza… è una persona intelligentissima… un professionista super… Gheddafi è un grande amico mio e dell’Italia. E’ il leader della libertà”.

Silvio Berlusconi, nel 2011, da presidente del Consiglio, ai servizi segreti avrebbe chiesto quanto segue:

“Non è che potreste far fuori Gheddafi?”.

aprile 30, 2012

Gheddafi: Cazeneuve (PS) demande à Sarkozy de «s’expliquer devant les Français»

Bernard Cazeneuve, un des porte-parole de François Hollande, a demandé samedi à Nicolas Sarkozy de «s’expliquer devant les Français» après les informations données par le site Mediapart sur un accord de la Libye pour financer sa campagne en 2007.

«A plusieurs reprises au cours des dernières semaines, des informations précises ont été communiquées par voie de presse, relatives aux relations qu’aurait pu entretenir la France avec le régime du colonel Muammar Kadhafi au cours des dernières années», écrit Bernard Cazeneuve dans un communiqué.

«Ces informations ont tout d’abord concerné le projet du gouvernement français de vendre du nucléaire civil à la Libye du colonel Kadhafi, jusqu’à l’été de l’année 2010. Elles ont été à plusieurs reprises confirmées ces derniers jours par l’ancienne présidente du groupe Areva, Anne Lauvergeon (…) Si ces faits étaient définitivement établis, ils témoigneraient des relations coupables et hasardeuses entretenues par les dirigeants français actuels avec ceux d’une dictature, dont on savait depuis longtemps la monstruosité des pratiques».

ottobre 24, 2011

D’Alema ovvero un grande figlio di puttana.

Massimo D’Alema, all’epoca  numero uno della Farnesina ha detto che la Libia del colonnello Gheddafi è “fortemente impegnata” nella battaglia contro il fondamentalismo islamico. “Abbiamo parlato della necessità di una forte cooperazione tra Europa, Italia, Stati Uniti e di tutta la comunità internazionale e il mondo arabo per fermare il pericolo fondamentalista dove si manifesta compresi i paesi africani dove in questo momento l’islamismo sta guadagnando proseliti”. Era solo il  23 novembre 2006.
ottobre 22, 2011

Il prima e il dopo……senza vergogna.

Questi sono gli uomini che ci governano.

Straccioni che non meritiamo.

ottobre 21, 2011

e ora dove si va?

agosto 28, 2011

Frattini: la faccia come il culo.

Crimini contro l’umanità: l’inaffidabilità.


Frattini. La faccia come il.

agosto 26, 2011

L’auto “ecologica” di Gheddafi razziata dai ribelli.


La foto in cima a questo post ha fatto il giro del mondo. Ritrae due ribelli libici che “razziano” la particolarissima 500 verde di Gheddafi. L’immagine è in qualche modo simbolica: l’auto è elettrica, i due combattenti fanno una gran fatica per spingerla via “a mano”. I due, come spiega Quattroruote, non sanno che gli sarebbe bastato toccare il simbolo del leone, Jamahiriya (il nome con il quale Gheddafi chimava la Libia), per vederla partire.

La particolarissima automobile venne commissionata da Khamis Gheddafi, uno dei figli, alla Carrozzeria Castagna di Milano e rappresenta la stravaganza più “green” dell’ormai ex dittatore. I due stanno facendo tanta fatica perché la 500 pesa 1.600 kg (più di 500 kg rispetto a quanto pesa una normale Fiat 500 di serie) per via dei due pacchi di batterie di ioni di litio che consento al propulsore elettrico Ansaldo da 34 kW una velocità di punta di 160 km/h e un’autonomia di 260 km.