Posts tagged ‘genomica’

agosto 29, 2010

Epigenetica e longevita’: sequenziato genoma di due specie di formiche.

La mappa genomica di questi insetti potrebbe consentire di chiarire l’effetto dell’epigenetica sulla longevità, dal momento che pur possedendo lo stesso genoma delle formiche operaie, la regina vive 10 volte più a lungo

È stato coronato da successo un nuovo progetto di ricerca per il sequenziamento del genoma di due specie di formiche: Harpegnathos saltatorCamponotus floridanus.

Il risultato, riportato sulla rivista Science, è frutto della collaborazione tra i ricercatori del Langone Medical Center della New York University e di quelli dell’Howard Hughes Medical Institute guidati da Danny Reinberg ed è ritenuto importante per la comprensione del complesso comportamento sociale di questi insetti.

“Le formiche sono creature estremamente sociali e la loro capacità di sopravvivenza dipende dalla loro comunità in modo assai simile a ciò che avviene per l’essere umano”, ha spiegato Reinberg.

Reinberg studia da anni l’epigenetica, il complesso sistema che determina quali geni debbano essere attivati e quali spenti, con un interesse particolare per le l’influenza che essa ha sulla longevità. Nel caso delle formiche, per esempio, le variazioni individuali sono estreme: in alcune colonie le regine vivono fino a 10 volte più a lungo delle operaie.

“Nello studiare i genomi di queste due formiche siamo rimasti affascinati dai differenti comportamenti e dai diversi ruoli che le api operaie sono in grado di sviluppare”, ha continuato Reinberg. “Poiché ogni formica della colonia condivide la stessa informazione genetica, le differenti connessioni neuronali che specificano il comportamento appropriato per ciascun rango sociale devono essere controllate da meccanismi epigenetici. Ciò potrebbe aprire la strada a una migliore comprensione dell’effetto dei meccanismi epigenetici anche nel cervello degli esseri umani”.

Dallo studio è emerso che circa il 20 per cento dei geni sono specifici delle formiche, ma che un’altra quota consistente, circa il 33 per cento, è condiviso dall’essere umano.

Il genoma di Harpegnathos saltator è formato da 240 milioni di coppie di basi e 17.064 geni, mentre nel caso della Camponotus floridanus i numeri salgono a 330 milioni di coppie e 18.564 geni. Per confronto, il genoma umano possiede un numero di coppie di basi 10 volte maggiore e circa 23.000 geni.(liquidarea)

giugno 5, 2010

Cellule staminali: UE sviluppa un metodo di coltura rivoluzionario.

Ricercatori finanziati dall’UE hanno sviluppato un metodo rivoluzionario per la coltura di grandi quantità di cellule staminali embrionali umane, in condizioni completamente controllate chimicamente, senza bisogno di altre cellule o sostanze animali. I ricercatori del Karolinska Institutet in Svezia, guidati dal professor Karl Tryggvason, hanno collaborato con l’Harvard Stem Cell Institute negli Stati Uniti in questa impresa pionieristica, che consentirà lo sviluppo di vari tipi di cellule da utilizzare per il trattamento delle malattie.

Lo studio, pubblicato su Nature Biotechnology, è stato in parte sostenuto dal progetto ESTOOLS (“Platforms for biomedical discovery with human ES cells”), finanziato nell’ambito dell’area tematica “Scienze della vita, genomica e biotecnologie per la salute” del Sesto programma quadro (6° PQ). Il progetto integrato, che coinvolge 10 paesi ed è composto da 21 gruppi di ricerca, è dedicato alla ricerca etica sulle cellule staminali embrionali supportata da una solida formazione.

Le cellule staminali funzionano come un sistema interno di riparazione perché possono dividersi illimitatamente per ricostituire le altre cellule e possono rigenerarsi anche dopo un lungo periodo di inattività. Nell’intestino e nel midollo osseo, ad esempio, le cellule staminali si dividono regolarmente per riparare e sostituire i tessuti consumati o danneggiati.(http://www.liquidarea.com/)