Posts tagged ‘genetico’

maggio 11, 2013

Cancro alla prostata: un test genetico per scovare le forme più aggressive.

Un nuovo sviluppato dall’Universita’ di San Francisco permette di predire quali uomini hanno una maggiore probabilita’ di sviluppare la forma piu’ aggressiva di alla .cancro prostata 279x300 Cancro alla prostata: un test genetico per scovare le forme più aggressive Il metodo, descritto al meeting della American Urological Association, permette anche di capire per quali soggetti e’ meglio adottare una “sorveglianza attiva!. Il , basato sull’analisi della , e’ stato validato su 395 pazienti, e si e’ mostrato in grado di trovare quel 75 per cento di persone che sviluppano il nella forma che cresce piu’ lentamente, e che con tutta probabilita’ non avranno mai bisogno di trattamenti: “Queste persone – specificano gli autori – possono scegliere tranquillamente la ‘sorveglianza attiva’, con controlli periodici”.

febbraio 7, 2013

Cerotto genetico per riparare danni udito.

Ricercatori della Rosalind Franklin University of Medicine and Science di Chicago, negli Usa, stanno sperimentando un “ che potrebbe aiutare a prevenire la perdita di udito e di vista nei soggetti affetti da di . sindrome usher 300x230 Cerotto genetico per riparare danni uditoLo studio pubblicato su Nature Medicine è stato condotto sugli animali e consiste in una piccola striscia di materiale che si “applica” sulla , in modo da garantire la produzione una proteina essenziale. I pazienti colpiti dalla di presentano un difetto che non consente una corretta produzione della proteina harmonin, indispensabile per la formazione delle ciliate: ce ne sono 16 mila per orecchio e consentono agli impulsi meccanici causati dal suono di trasformarsi in impulsi elettrici elaborati dal cervello.

http://www.liquidarea.com/2013/02/cerotto-genetico-per-riparare-danni-udito/

ottobre 14, 2012

Nuovo test genetico per diagnosi rapida cancro alla bocca.

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12:44 am | Un nuovo test genetico rivoluzionario potrebbe rilevare cellule pre-cancerose in pazienti con lesioni alla bocca apparentemente benigne. Il cancro orale e della faringe e’ al settimo posto tra…

14 ottobre 2012 / Leggi tutto

giugno 28, 2012

Tumore al polmone: terapie molecolari personalizzate.

Fino a qualche anno fa un paziente con una dignosi di al aveva a disposizione esclusivamente la chemioterapia. “Oggi abbiamo intrapreso la strada giusta,quella della ”, afferma Cesare Gridelli, presidente della 3 Conferenza internazionale di Oncologia toracica (CIOT), Direttore del dipartimento di Onco-ematologia AORN “S.G. Moscati” di Avellino. “Abbiamo scoperto che la forma piu’ frequente di al -il carcinoma polmonare – forma che colpisce anche i non , si caratterizza con alterazioni genetiche specifiche e cosi’ – spiega Gridelli nel corso di una conferenza stampa– sono stati messi a punto farmaci “intelligenti” in grado di colpire questi bersagli,risparmiando le cellule sane”. I farmaci bersaglio hanno rivoluzionato l’approccio terapeutico al trattamento del al : “si va incontro alla personalizzata, e’ importante quindi che i pazienti non si perdano d’animo e cerchino il Centro che possa garantire la in modo completo”, continua l’esperto, che riporta numeri sorprendenti: “abbiamo nella pratica clinica farmaci per una mutazione, l’, che rappresenta il 10 per cento circa dei casi. Questi farmaci nei pazienti con mutazione, hanno dimostrato grande efficacia con percentuali di regressione, anche in pazienti pretrattati con chemio, del 60-70 per cento e un raddoppiamento della sopravvivenza”.

luglio 30, 2010

Ancestrali tracce di genoma virale ci proteggono dalle infezioni.

La scoperta è inaspettata perché appartengono a virus che, a differenza dei retrovirus, normalmente non inseriscono il proprio materiale genetico nel genoma dell’ospite

Il genoma dell’uomo e di altri vertebrati contiene molte sequenze di antichi virus appartenenti alle famiglie dei virus di Ebola e di Borna, che sono all’origine di patologie altamente letali. La scoperta, illustrata in un articolo pubblicato sulla rivista on line ad accesso pubblico PLoS Pathogens, è alquanto inaspettata perché, a differenza di quanto fanno i retrovirus, questi virus durante la replicazione non inseriscono il proprio materiale genetico nel genoma dell’ospite.

“E’ stata una sorpresa. La scoperta ci dice che la fonte del nostro materiale genetico è molto più ampia di quanto si pensasse”, ha osservato Anna Marie Skalka, che ha diretto lo studio.

Il gruppo di ricerca ha confrontato 5666 geni virali di tutte le famiglie non retrovirali note con genomi a singolo filamento con i genomi di 48 specie di vertebrati, incluso l’uomo, scoprendo 80 distinte integrazioni di sequenze virali in 19 specie di vertebrati. Quasi tutte queste sequenze virali derivavano da antichi “parenti” di due sole famiglie, quella dei virus di Ebola/Marburg e quella dei Bornavirus, che provocano entrambe febbre emorragica o patologie neurologiche.

“Si tratta di virus a RNA che replicano il proprio RNA ma che a quanto si sa non producono mai DNA. Di fatto non si conoscono i meccanismi con cui possono integrare il loro materiale genetico nel DNA dell’ospite. Tanto più che alcuni di essi non entrano neppure nel nucleo della cellula quando si replicano.”

luglio 19, 2010

Virus ricombinato: uno scienziato negli USA ha creato un potenziale killer.

Yoshihiro Kawaoka ha realizzato un ibrido derivato dal riassortimento genetico del virus dell’aviaria e di quello di un normale virus influenzale stagionale

È la dimostrazione che la trama di innumerevoli film e romanzi non era poi così campata per aria. Ma che il pericolo generato dal gruppo terroristico che si impossessa di un’arma biologica è qualcosa di plausibile. Sono infatti stati creati in provetta virus dell’influenza aviaria «cattivissimi» e molto bravi a trasmettersi e quindi con tutte le carte in regola per divenire pandemici (anche se ovviamente rimarranno confinati in laboratorio): sono nati dal riassortimento genetico (cioè dal miscuglio di geni di due organismi diversi) di un normalissimo virus dell’influenza stagionale (H3N2) e del virus dell’aviaria H5N1

aprile 18, 2010

Il marcatore RNA HOTAIR, in grado di rilevare la presenza di tumori al seno.

È come una spia in grado di rilevare la presenza del tumore. Si chiama Hotair ed è un marcatore genetico che, secondo una ricerca dell’università di Stanford, è in grado di identificare il cancro al seno. Una malattia che colpisce solo nel nostro paese 37mila donne all’anno, quasi una su dieci.

Il marcatore su cui hanno puntato i riflettori gli studiosi di Stanford è un Rna recentemente identificato. “Questo Rna, chiamato Hotair – spiega Howard Chang, professore associato di dermatologia a capo della ricerca e membro dello Stanford Cancer Center – gioca un ruolo molto importante per la salute umana: spinge infatti le cellule del tumore alla formazione di metastasi, peggiorando sensibilmente la prognosi”. Identificare questo marker tumorale, si legge sullo studio pubblicato su Nature, significa quindi identificare le metastasi, la recidiva e la sopravvivenza di circa un terzo delle donne che affette da questa patologia.