Posts tagged ‘gas scisto’

febbraio 23, 2014

Indipendenza energetica, il primo passo verso la distruzione dell’economia: l’allarme di Noam Chomsky

La conferenza Noam Chomsky l’ha tenuta lo scorso 10 febbraio al Third Boston Symposium on Economics alla Northeastern University Economics Society a Boston e il tema era Come mandare in rovina l’economia in 3 mosse. Il discorso non è molto complicato e si basa sostanzialmente sull’accaparramento e sfruttamento delle risorse naturali. In effetti tutto parte dalla ricerca di energia a buon prezzo necessaria a sostenere la crescita e lo sviluppo e dunque la stessa economia. Ma questa energia non è a impatto zero e costa in termini ambientali.

La premessa che fa Chomsky è questa:

Supponiamo che per qualche motivo perverso siamo interessati a rovinare una economia e una società e per renderlo interessante, selezioniamo la società più ricca e più potente della storia, con vantaggi incomparabili, con la fortuna a portata di mano – vale a dire la nostra (quella americana NdR).


Sostanzialmente le risorse ci sono e per tutti, così come il lavoro, ma spiega Chomsky:

nascosto dove non è possibile accedere, nelle tasche traboccanti dei super-ricchi, in particolare le grandi banche , che sono state generosamente ricompensati per aver creato una crisi tanto grave da aver quasi fatto crollare l’economia nazionale e globale.

Spiega Chomsky che tutto ciò non accade all’improvviso ma è diretta conseguenza delle politiche liberiste adottate dalla generazione passata. Il primo passo per distruggere un economia consiste nel tagliare sulla ricerca sostenuta dallo Stato; il secondo passo riguarda il favorire la crescita di istituzioni finanziarie tenendo il mercato sotto rezzo attraverso interventi statali e il terzo e ultimo passo riguarda il convincere l’opinione pubblica che queste scelte non hanno impatto sul futuro.

Chomsky ha portato l’esempio dell’euforia attualmente in corso negli Stati Uniti in merito alla indipendenza energetica per cui ci si paragona all’Arabia Saudita. Sappiamo che questa indipendenza energetica si basa sulle estrazioni di gas scisto attraverso la tecnica del fracking che genera un notevole impatto ambientale.

Conclude quindi Chomsky:

La società è impegnata in una grande campagna di propaganda per convincere la gente cheil cambiamento climatico, se esiste, non deriva da attività umane.Nel caso di collasso climatico globale, tuttavia, la rovina andrà ben oltre l’economia.

Mag 31, 2012

Usa, per l’IEA più regole per non inquinare con il gas scisto.

le estrazioni di gas scisto

E due! Dopo che la Banca Mondiale che aveva posto un allarme sulle emissioni di CO2 generate dalle estrazioni di gas scisto a causa del flaring ecco che secondo allarme provenire dall’IEA-International Energy Agency che avverte la necessità di stabilire regole sicure per il rispetto ambientale. Perché estrarre gas non convenzionale inquina.

L’idea degli Usa, lo abbiamo detto già altre volte è raggiungere l’autonomia energetica e vedono nel gas non convenzionale questa possibilità. Il progetto è arrivare a triplicare l’attuale produzione. L’IEA avverte che potrà avvenire a patto che sia rispettato l’ambiente. L’estrazione annuale di risorse non convenzionali potrebbe salire a 1,6 miliardi di metri cubi nel 2035 pari al 32% di tutta la produzione di gas, rispetto al 14 % di quest’anno.

Ha detto Maria van der Hoeven Direttore Esecutivo IEA a proposito della presentazione di Golden Rules for a Golden Age of Gas:

Abbiamo la tecnologia e il know-how per produrre gas non convenzionale in modo ecologicamente accettabile. Se non si affrontano gli impatti sociali e ambientali correttamente vi è la concreta possibilità che si manifesti opposizione pubblica alle perforazioni per estrarre gas shale e ciò fermerà la rivoluzione. L’industria deve ottenere la fiducia della gente, dimostrando prestazioni esemplari, i governi devono assicurare che le politiche sono appropriate e le norme sono a posto.

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Mag 6, 2012

Gas flaring e stoccaggio CO2, in Usa è allarme estrazioni gas scisto.

Mappa per lo stoccaggio della CO2

Quella che vedete in alto è la mappa del North American Carbon Atlas Partnership, ossia dei punti in cui sarà possibile effettuare lo stoccaggio della CO2 (procedimento peraltro molto costoso). Per i prossimi 500 anni. Orgoglioso Steven Chu Segretario all’energia che ha detto:

Le informazioni fornite dall’atlante combinate con l’innovazione tecnologica possono aiutare a ridurre l’inquinamento da CO2 causata dall’uso di combustibili fossili.

E l’economia energetica degli Stati Uniti, con la fallimentare politica verde di Obama, è basata a oggi sui combustibili fossili soprattutto di tipo non convenzionale. Ma poiché a questo mondo nulla è gratis ecco arrivare anche il conto dei costi ambientali. Secondo quanto rivelato dalla Banca Mondiale e di prossima pubblicazione le estrazioni o fracking di gas scisto inquinano maledettamente non solo le falde acquifere ma anche l’atmosfera (e forse causano anche microterremoti). I dati, anticipati a Reuters rilevano che il gas flaring, ossia le torce che bruciano il gas sporco proveniente dai pozzi di estrazione è aumentato nel mondo del 4,5% nel 2011 pari a 140miliardi di metri cubi (bcm). Negli Stati Uniti il gas bruciato a causa del flaring delle estrazioni di scisto è equivalente al gas consumato dalla Danimarca. L’incremento, evidenza la Banca Mondiale, è dovuto principalmente alla crescita nell’esplorazione petrolifera in North Dakota, il che ha spinto gli Stati Uniti in alto nella classifica tra i primi 10 paesi produttori di gas flaring insieme con Russia, Nigeria e Iraq.