Posts tagged ‘fumo’

agosto 1, 2012

Un mozzicome e boom!

 

Lui tenta di far capire, ma nessuno coglie.

luglio 15, 2012

Fumo passivo più pericoloso dell’inquinamento.

L’ da di sigaretta all’aperto è molto peggio che non l’ nell’aria di città. Respirare il anche all’aperto è peggio che farsi una passeggiata in mezzo ai tubi di scarico nel traffico cittadino, suggerisce un nuovo studio. Il di sigaretta sarebbe infatti in grado di aumentare di ben 16 volte, e fino a 26, il livello di fondo di polveri sottili presenti nell’aria esterna. Per cui lo stare vicino a una persona che fuma, anche all’esterno, espone a livelli d’ molto pericolosi.

L’aumento esponenziale dell’ dell’aria da parte delle è stato osservato dai ricercatori neozelandesi dell’Università di Otago che hanno condotto uno studio di cinque settimane misurando i livelli di particelle sottili nell’aria, all’esterno di un centro commerciale, a seguito del passaggio di 284 persone che fumavano.
I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Health & Place ed evidenziano come a una distanza media dai fumatori di 2,6 metri vi fosse una media del 70% in più di particelle sottili PM 2.5 nell’aria (le particelle in questione hanno un diametro pari a 2,5 mm o inferiore). La misurazione ha permesso di stabilire che vi era un aumento del livello di fondo di da 16 a 26 volte.

luglio 3, 2012

Fumo: anche i padri con l’abitudine del fumo al momento del concepimento, trasmettono parti di DNA danneggiato.

Le donne che fumano durante la gravidanza mettono a rischio la salute del proprio figlio. Ora una nuova ricerca rivela che anche i padri che erano fumatori al momento del concepimento possono trasmettere danneggiato, aumentando il rischio per i figli di tra cui il . I ricercatori dell’University of Bradford in Gran Bretagna hanno scoperto che dei marker di danni al contenuto nello sperma o nel sangue del padre al tempo del concepimento si ritrovano anche nel della prole.

giugno 1, 2012

Tabagismo: l’esito delle terapie per smettere è scritto nei geni.

Presto sara’ forse possibile, tramite un’analisi genetica, prevedere quali pazienti hanno maggiori probabilita’ di trarre beneficio da trattamenti farmacologici per combattere la dipendenza da .

 

E’ quanto sostiene una ricerca della Washington University School of Medicine di St. Louis pubblicata sull’American Journal of Psychiatry. Gli studiosi hanno analizzato dati relativi a oltre 5mila che avevano partecipato a studi sociali e oltre 1000 coinvolti in studi di trattamenti clinici.

maggio 31, 2012

Europa No-Smoking: il 60 percento degli europei vuole norme antifumo più severe.

Europa’. Il 60% dei cittadini dell’Unione è favorevole a misure che rendano il meno visibile ed attraente, ad esempio tenere i prodotti del lontano dalla vista nei negozi o limitare l’uso di aromi e colori attraenti. Passando però dalle parole ai fatti, il 28% dei cittadini con più di 15 anni fuma e il 70% dei fumatori e degli ex ha cominciato prima dei 18 anni. I dati emergono da uno studio dell’Ue sugli atteggiamenti nei confronti del , pubblicato dalla Commissione europea alla vigilia della Giornata mondiale senza .

 
“Sono estremamente preoccupato – commenta John Dalli, commissario europeo della Salute e dei consumatori – per il fatto che la maggior parte dei cittadini europei inizia a fumare a un’età molto precoce, prima del 18esimo compleanno. Per questo sono impegnato ad assicurare che l’Europa tenga fede ai suoi impegni internazionali sulla regolamentazione dei prodotti del , compresa la riduzione dell’attrattiva delle per i giovani. È in questo spirito che la Commissione sta elaborando una proposta di revisione della direttiva sui prodotti del ”, ricorda.
Del resto, lo stesso Dalli evidenzia “l’incoraggiamento” rappresentato “dall’ampio sostegno espresso dai cittadini a favore di misure antitabacco più rigorose. È anche rassicurante constatare una riduzione sostanziale della proporzione di persone esposte al . Ciò indica che la rigorosa regolamentazione nei luoghi pubblici e le azioni di sensibilizzazione sui vantaggi di non fumare stanno producendo risultati”.

maggio 12, 2012

BPCO: il CNR conferma la piena responsabilità del fumo, scatenante la grave patologia.

I del gruppo di Immunopatologia e farmacologia sperimentale dell’ dell’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibim-) di Palermo hanno identificato nuovi meccanismi molecolari alla base della della cronica ostruttiva (), una patologia disabilitante che, secondo diversi studi, è in costante aumento ed è destinata a diventare la terza causa di morte entro il 2020.

 
Lo studio è stato condotto in collaborazione con i dell’Istituto mediterraneo per i e terapie ad alta specializzazione (Ismett) di Palermo e dell’Università di Pittsburgh. I risultati della ricerca ‘Beta defensin-2 is reduced in central but not in distal airways of smoker COPD patients’, sono stati pubblicati recentemente su PlosOne.
“La è una malattia infiammatoria e ostruttiva delle vie aeree”, spiega Elisabetta Pace dell’Ibim- di Palermo. “La reazione infiammatoria, specie se di notevole intensità, oltre a comportare una distruzione tissutale, può interferire con i normali processi riparativi causando profonde alterazioni dell’architettura del tessuto. Sebbene sia noto che il di è il principale fattore di rischio, i meccanismi molecolari coinvolti nella di questa patologia, invece, sono poco noti”.

marzo 15, 2012

Bevande dolci: insidie per il cuore maschile.

La passione per le può colpire al i rappresentanti del sesso forte. Gli che bevono una lattina di bevanda zuccherata al giorno rischiano di incappare in una il 20% più di quelli che non le consumano. Lo rivela uno studio americano pubblicato su ‘Circulation’.

“Questo studio si aggiunge alle crescenti testimonianze del fatto che le bevande zuccherate sono dannose per la salute ”, ha sottolineato Frank B. Hu, autore principale della ricerca e docente di nutrizione ed epidemiologia dell’Harvard School of Public Health a Boston. “Di certo fornisce una forte motivazione per ridurre il consumo di bevande dolcificate tra i pazienti, e cosa più importante, nella popolazione generale”. I ricercatori, che hanno studiato 42.883 tra i 40 e i 75 anni, tutti operatori sanitari, all’interno dell’Health Professionals Follow-up Study, hanno scoperto che l’aumento del pericolo si manifesta anche dopo aver tenuto conto di altri fattori di rischio, tra cui , pigrizia, uso di alcol e storia familiare di malattia cardiaca.

febbraio 29, 2012

Sonnifero aumenta rischio mortalità.

Un molto utilizzato e’ stata collegato a un elevato rischio di mortalita’. L’allarme arriva da uno studio americano che ha monitorato piu’ di 10mila pazienti trattati con compresse di comparati con altri 23mila che assumevano diversi.

Il pericolo di morte rilevato tra chi assumeva e’ stato di circa quattro volte superiore, sebbene il rischio assoluto risultasse ancora relativamente basso. Lo studio della Scripps Clinic di San Diego e’ stato pubblicato su BMJ Open. I ricercatori hanno scoperto che gli individui che assumono queste pillole hanno 4,6 volte in piu’ di probabilita’ di morire nel corso di un periodo di 2,5 anni rispetto a quelli che non hanno assunto la stessa medicina. Nel complesso, un decesso ogni 16 pazienti trattati con (638 su 10.531 in totale) rispetto a uno su ogni 80 del gruppo che non sottoposto a sonniferi (295 morti su un totale di 23,674 pazienti).

gennaio 6, 2012

Gioco d’azzardo, colpisce 4 italiani su 10.

 

gioco d'azzardo 4 italiani su 10

Di sesso maschile, con bassa scolarizzazione e incline ad alcol e fumo: questo è l’identikit del giocatore a rischio tracciato da un nuovo studio dell’Ifc-Cnr sul gambling, pubblicato su “Springer Science”. Si tratta, prutroppo, di un fenomeno in crescita in tutta Europa e la categoria più problematica sono proprio i giovani, che abusano anche di farmaci come i tranquillanti.
Leggi tutto l’articolo

dicembre 10, 2011

Studio GB: dimezzare rischio cancro evitando sigarette, alcol, sovrappeso.

l 40 per cento dei casi di per le donne e il 45 per cento tra gli uomini potrebbero esser prevenuti cambiando in senso salutista il proprio stile di : bevendo e fumando di meno e soprattutto perdendo peso. Lo ha constatato il piu’ esauriente studio del genere condotto in Gran Bretagna.

 

Cancer Research Uk, che ha commissionato la ricerca, ha calcolato che 134 mila persone potrebbero vedersi risparmiata la diagnosi di un se adottassero abitudini di piu’ sane. Il resta il maggior fattore di rischio con il 23 per cento dei casi di tra gli uomini e il 15,6 per le donne. Ma a sorpresa, metter su peso per una donna e’ risultato un fattore di rischio maggiore di al seno del consumo di alcolici. L’alimentazione e’ stata messa sul banco degli imputati del 9,2 per cento dei casi di malattia se nella dieta c’e’ troppo sale, carne rossa e troppo poche verdure, e . L’obesita’ a sua volta e’ colpevole nel 5,5 per cento dei casi ma sale al 6,9 (oltre diecimila diagnosi) nelle donne contro il 4,1 per cento degli