Posts tagged ‘Fukushima Daiichi’

agosto 16, 2013

A Fukushima «due anni di bugie: sono 4 le catastrofi nucleari di livello 7»


«Catastrofi nucleari a ripetizione a Fukushima»: è quanto afferma “Sortir du nucléaire”, la rete di associazioni no-nuke francesi, e per questo chiede di classificarne 4 al massimo livello della scala internazionale degli incidenti nucleari (Ines).

Il 7 agosto la Nuclear Regulation Authority del Giappone ha detto che FuVisualizza altro

marzo 10, 2013

A Parigi una catena umana contro il nucleare.

L’associazione Sortir du Nucléaire ha organizzato per oggi a Parigi una catena umana contro il nucleare che potete seguire anche via twitter con l’hastag #chainehumaine.

Siamo a due giorni dall’anniversario del terribile incidente nucleare di Fukushima Daiichi.

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ottobre 17, 2012

Dopo Fukushima Daiichi Tepco ammette di aver sottovalutato il rischio tsunami.

Tepco ha ammesso di avere minimizzato il rischio tsunami per paura di uno stop alla centrale di Fukushima Daiichi che sarebbe stato poi disposto per consentire i lavori di messa in sicurezza. Nel documento pubblicato ieri da Tepco si precisa che non sono perciò state prese le misure necessarie al fine di poter controllare una simile catastrofe. D’altronde a luglio la commissione d’inchiesta voluta dal parlamento giapponese era giunta alla conclusione che il disastro nucleare di Fukushima era stato causato da responsabilità umana.

In causa il timore che la messa in opera di misure supplementari di prevenzione di un incidenete grave avrebbero generato paura tra la popolazione locale rispetto alle condizioni di sicurezza che la centrale aveva in quel momento. E in questo rapporto di auto denuncia sono poste anche tre domande cruciali.

dicembre 28, 2011

Incidente nucleare di Fukushima Daiichi causato da errori di Tepco

tepco responsabile dell'incidente nucelare di Fukushima Daiichi Secondo un gruppo di esperti nominati dal Governo giapponese la causa dell’incidente nucleare di Fukushima Daiichi (dopo il salto il video che ne ricostruisce la sequenza) risiederebbe nell’imperizia e mancanza di organizzazione piuttosto che nell’evento del terremoto e del conseguente tsunami accorsi lo scorso 11 marzo. Il rapporto, per ora incompleto, è stato pubblicato ieri. Nelle 507 pagine di questa relazione intermedia (la conclusione sarà pronta nella seconda metà del 2012) grazie alle interviste di 400 relatori emerge che le autorità giapponesi avevano grossolanamente sottovalutato il rischio tsunami ritenendo improbabile che un onda potesse superare i sei metri. Il muro d’acqua che ha spazzato la costa nord-orientale del Giappone l’11 marzo, dopo un terremoto di magnitudo 9 in realtà in alcuni punti ha superato i 12 metri.

Nel documento gli esperti sostengono:

C’è stato un problema importante in merito alla preparazione alle catastrofi nucleari. Il fatto che l’altezza dello tsunami abbia superato le aspettative non deve costituire una scusante per la società Tokyo Electric Power (Tepco) rispetto alla gestione del sinistro, il peggiore dal Chernobyl nel 1986.

Secondo il professore Yotaro Hamatura, Presidente della Commissione d’inchiesta nominata dal governo, le autorità:

Hanno rifiutato di assumersi la responsabilità, dicendo che le onde dello tsunami hanno superato tutte le aspettative. Questo incidente ci ha dato una lezione importante: dobbiamo essere preparati per l’inimmaginabile.

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novembre 16, 2011

Le foto di Fukushima Daiichi aperta alla stampa.

Fukushima Daiichi, le foto dei giornalisti

Ecco le prime immagini di quel che resta della centrale di Fukushima Daiichi a 8 mesi dall’incidente nucleare dopo il terremoto e tsunami dello scorso 11 marzo.

Le foto sono state scattate in occasione della visita dei giornalisti per la prima volta ammessi all’interno della centrale nucleare lo scorso 12 novembre. Le pubblica Cryptome, sito che archivia migliaia di documenti scottanti o censurati altrove dal 1996. Il proprietario del sito è l’architetto newyorkese John Young.

Fukushima Daiichi, le foto dei giornalisti

settembre 30, 2011

Areva Vs.Greenpeace: la Francia a 6 mesi dalle presidenziali si interroga sul nucleare.

areva contro greenpeace per l'sucita della Franciadal nucleare Durante l’Atelier de la Terre che si chiuso ieri a Evian, il mensile Terra Eco ha intervistato in un faccia a faccia Laurent Corbier direttore dello sviluppo sostenibile di Areva e Pascal Husting, direttore di Greenpeace Francia. Ovviamente al centro della discussione la prospettiva di un uscita della Francia dal nucleare dopo che Germania, Svizzera Spagna e Italia hanno deciso di chiudere o di non aprire centrali nucleari.

Areva è la multinazionale francese dell’atomo impegnata nella costruzione di centrali nucleari con reattori EPR, tra cui a Flamanville e Olkiluoto. A sei mesi dall’incidente nucleare tutt’ora in corso a Fukushima Daiichi spiega Corbier:

Sei mesi sono un tempo breve per analizzare le conseguenze, gli stessi protagonisti della filiera sanno che niente sarà più come prima. Una valutazione tecnica è in atto. Gli stress test sono stati consegnati all’ASN il 15 settembre ma c’è una riflessione più globale sull’evoluzione del settore e sulle sue prospettive.

Ma Husting ricorda a Corbier:

Ho difficoltà a credere a una proiezione del nucleare da qui ai prossimi 20 anni senza valutarne la sua uscita. I vostri affari non vanno bene e non vendete il MOX, non avete più contratti a parte che con EDF, non avete ordini, non c’è più uranio. Fossi in voi inizierei a pensare allo smantellamento delle centrali nucleari invece che attendere passivamente senza prendere una decisione politica che potrebbe arrivare tra sei mesi con le elezioni presidenziali.

settembre 12, 2011

Decontaminazione nucleare e arte.

Decontaminazione nucleare

L’Arte è trasmissione delle emozioni. Tutte: anche di paura, ossessione e paranoia. L’installazione presentata nella galleria ha l’emblematico titolo Radioactive Control e esprime la paura per gli incidenti nucleari, di qualunque genere: civile o militare sull’onda emotiva di quanto accaduto e ancora accade a Fukushima Daiichi.

Cento uomini in tuta bianca, con i loghi dell’atomico, girano in squadre: decisamente inquietante. Ma sono fantasmi. Sotto le tute luci a led e i volti sono palloncini bianchi. Se da un lato animano uno scenario da incubo dall’altro ci strappano un respiro di sollievo, un sorriso e la meraviglia, una volta svelata la loro inconsistenza. Il monito è chiaro e fa riflettere.

I sinistri personaggi fanno parte di un’installazione artistica al Dockville Festival a Amburgo, in Germania che ha deciso la dismissione delle sue centrali nucleari. Gli artisti ideatori e creatori dell’installazione che avrà vita per un mese sono gli spagnoli di Luzinterruptus, dove trovate le altre bellissime foto dell’autore Gustavo Sanabria.

settembre 7, 2011

Corinne Lepage eurodeputata racconta il silenzio che uccide a Fukushima Daiichi.

Corinne Lepage con alcune donne di Fukushima

Alla centrale di Fukushima Daiichi l’incidente nucleare, innescato dal terremoto e tsunami dello scorso 11 marzo è tutt’ora in corso. Mi preme specificarlo perché sembra che la notizia essendo sparita dai mainstream nazionali sia anche sparita dalla realtà. Purtroppo per i giapponesi e noi tutti non è così.

Corinne Lepage , coraggiosa eurodeputata francese (nonché ex ministro per l’Ambiente con il governo di destra di Juppé) ha visitato la Prefettura di Fukushima dal 29 agosto al 2 settembre e dell’esperienza riporta una testimonianza allarmante. Ne scrive su Rue89 (De retour de Fukushima, où le silence et les mensonges tuent – Ritorno da Fukushima dove il silenzio e le bugie uccidono) e ha rilasciato una breve intervista a 20minutes.

Oggi il Giappone è un paese che nonostante tutto prova a reagire: ad esempio hanno ridotto drasticamente i consumi elettrici. Il punto, però, è che nessuno materialmente li aiuta. Sono lasciati al loro destino sopratutto i residenti della Prefettura di Fukushima a cui non sono state date informazioni né indennizzi per abbandonare la zona contaminata. Ricevono per ora solo false rassicurazioni mentre all’aeroporto di Tokyo sono bloccati ancora 40mila dosimetri per cui ancora troppe persone non conoscono di fatto a quale livello di radiazioni sono sottoposte. Non è migliore l’informazione che giunge in Francia, spiega l’eurodeputata, poiché le notizie sono filtrate dalle lobby del nucleare per cui la verità ci viene nascosta. Lepage è riuscita a fotografare la situazione visitando i luoghi e parlando con le persone e toccando con mano come si vive a Fukushima.

giugno 3, 2011

La Francia ferma un reattore nucleare per la siccità.

siccit�  e centrali nucleari in Francia

Il reattore nr.2 della centrale nucleare di Civaux è stato fermato.Probabilmente in altri tempi la questione avrebbe provocato meno interesse ma attualmente in Francia si sta verificando una delle siccità più pesanti mai avvenute dal 1976 e dunque le associazioni ambientaliste si mostrano particolarmente attente a ogni mossa che riguarda anche gli impianti nucleari che com’è noto necessitano di ingenti quantità di acqua.

Forse anche i francesi sono troppo emotivi emotivi, ma dopo l’incidente di Fukushima Daiichi e le decisioni prese dagli altrettanto emotivi stati della Germania e della Svizzera di uscire dal nucleare, si sono rinvigorite le posizioni degli antinuclearisti che monitorano incessantemente le vicende che riguardano le centrali nucleari francesi. Questo è il contesto attuale in Francia. Chiaramente fa notizia che venga fermato un reattore nucleare alla centrale di Civaux che sorge sulle sponde del fiume Vienne, il cui carico di acqua a causa della siccità è in calo.