Posts tagged ‘frank zappa’

dicembre 4, 2013

Sono passati venti anni e io mi sento una merda.

 

luglio 26, 2013

Se fosse lui presidente del Consiglio.

giugno 2, 2013

Captain Beefheart & Magic Band – Sure ‘nuff ‘n Yes I do

Don Van Vliet (nato Don Glen Vliet[1]; Glendale, 15 gennaio 1941Arcata, 17 dicembre 2010) è stato un cantante, musicista e pittore statunitense, celebre con lo pseudonimo Captain Beefheart, fu tra i precursori e maggiori esponenti del rock sperimentale statunitense.

« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l’ho presa non bisogna pagare per averla. »
(Don Van Vliet)

La sua esperienza musicale si sviluppò insieme ad un folto gruppo di musicisti, che si alternavano nel tempo, conosciuti come “The Magic Band”. Il gruppo cominciò la propria attività a metà degli anni sessanta, per arrivare ai primi ottanta. Van Vliet era il principale autore delle canzoni, il cantante e armonicista, con una forte attitudine per il rumorismo, ed il free jazz. Le sue composizioni sono caratterizzate da un’originale mistura di tempi dispari delle partiture e di testi surreali. Van Vliet è anche conosciuto per il suo rapporto dittatoriale con gli altri musicisti e per l’enigmatica relazione con la quale si rapportava al suo pubblico.

Van Vliet approdò nel gruppo che di lì a poco sarebbe diventato la Magic Band nel 1965, diventandone immediatamente il leader. Le loro prime canzoni mischiavano blues e rock (che rimarranno i due generi di riferimento per il gruppo), ma con il passare del tempo, Captain Beefheart & the Magic Band adottarono gradualmente un approccio sempre più sperimentale. Nel 1969 venne pubblicato il loro album più conosciuto ed apprezzato, Trout Mask Replica, prodotto dall’amico d’infanzia di Van Vliet, Frank Zappa.

Van Vliet pubblicò diversi altri album negli anni settanta, con molte variazioni nella Magic Band. Verso la fine di quel decennio, Van Vliet cambiò completamente la formazione del gruppo, pubblicando, tra il 1978 ed il 1982, gli ultimi tre album, ricevendo un buon successo di critica ma nessun riscontro di vendite presso il pubblico.

Dopo aver annunciato la fine della sua carriera musicale, nel 1982, Van Vliet si è presentato raramente in pubblico, preferendo una vita tranquilla nella contea di Northern Humboldt (California), dove si è concentrato sulla sua attività di pittore. Il suo interesse per le arti visuali, in realtà, cominciò durante l’infanzia, quando era considerato una giovane promessa della scultura. Il suo lavoro mostra una certa affinità con l’astrattismo neo-primitivo e con l’espressionismo estetico.

Van Vliet soffriva di sclerosi multipla, malattia che divenne aggressiva negli ultimi anni della sua vita, passati nel sud della California. Alcuni degli ex-musicisti hanno riformato la Magic Band per dei concerti tenutisi tra il 2003 ed il 2006, i cui ricavati sono andati a favore della ricerca sulla malattia di cui l’artista era affetto. Van Vliet si è spento la mattina del 17 dicembre 2010 all’età di 69 anni.

maggio 26, 2013

Il 26 maggio di 46 anni fa, FZ pubblicava Absolutely Free…

“ABSOLUTELY FREE, secondo album per Zappa e le Mothers, viene registrato nel novembre del 1966, in poco più di ventiquattr’ore. Un piccolo miracolo di creatività. L’allargamento della band originale consente a Zappa di realizzare al meglio la sue costruzioni musicali, mentre i testi puntano più esplicitamente alla critica sociale e politica.

Zappa introduce nelle sue liriche il concetto di persona “di plastica”, falsa negli atteggiamenti, nel modo di essere e di pensare, stigmatizzando i comportamenti e l’abbigliamento di molti attivisti dell’ultima ora, pronti a partecipare a una rivolta come a un qualsiasi spettacolo; spettatori e non attori di un’azione politica che in quegli anni stava diventando, almeno all’apparenza, strumento di reale cambiamento.

Ma il bersaglio è anche il benpensante, l’uomo comune e, soprattutto, il politico di professione, ipocrita e arrivista. Per dirla con le sue parole: “Gli stronzi bugiardi alla guida di quasi tutti i paesi sono ‘persone di plastica’”.

maggio 18, 2013

The mother of invention – Freak Out!

Scusate se lo metto per intero, ma oltre all’imbarazzo per la scelta questo album fa parte della storia del rock con un Frank Zappa cosmico, che parlndone disse”all’epoca non mi facevo”  In ogni caso un grande album.

In origine, il gruppo si chiamava “The Soul Giants” e ne facevano parte il batterista Jimmy Carl Black, il bassista Roy Estrada, il sassofonista Davy Coronado, il chitarrista Ray Hunt, e il cantante Ray Collins. Alcune fonti riportano che ci fu una violenta lite tra Collins e Hunt nel 1964 (secondo Collins: «Non ho mai picchiato Hunt, non mi ricordo nemmeno di avergli mai stretto la mano») che portò alla fuoriuscita di Hunt dalla band e al reclutamento di Frank Zappa in sua sostituzione come chitarrista. Zappa, data la sua forte personalità, diventò in breve tempo il leader del gruppo, che cambiò nome in “The Mothers” (“Le madri”) domenica 10 maggio 1964 (giorno della festa della mamma in quell’anno). Il nome della band era da intendersi come un’abbreviazione di “motherfuckers”, termine all’epoca in uso tra i musicisti per indicare musicisti scafati e dotati di talento.

Durante la fine del 1965, il produttore discografico Tom Wilson fece una breve vista nel locale dove si stavano esibendo le Mothers e offrì loro un contratto discografico e un anticipo di $ 2.500. Il chitarrista Henry Vestine, in seguito membro dei Canned Heat, fece parte del gruppo per poco tempo, ma lasciò quasi subito, il giorno della firma del contratto, dopo aver sentito l’ultima composizione di Frank Zappa intitolata Who Are the Brain Police?, che per lui “era veramente troppo strana”.[1] Le Mothers e Wilson passarono svariati mesi in studio spendendo migliaia di dollari nel tentativo di registrare e missare l’album di debutto del gruppo, il doppio LP Freak Out!, e su insistenza della MGM Records, la band fu costretta a cambiarsi il nome in “The Mothers of Invention”. Freak Out! venne pubblicato nel 1966, e i Mothers of Invention iniziarono un tour in promozione del disco.

maggio 14, 2013

Frank Zappa: la ristampa di tutto il catalogo.

080-FRANK-ZAPPA-1http://xl.repubblica.it/articoli/558/558/

Frank Zappa (1940-1993) era curioso, tirannico, workaholic, pazzo e geniale. La sua musica, le sue folli fantasie, la sua ironia correvano più veloci della storia (Da XL 80, ottobre 2012)

maggio 12, 2013

la festa della Mamma secondo Zappa.

ottobre 19, 2011

FRANK ZAPPA improvvisation.- Buonanotte compagni

Uno che di rock ne capiva.

novembre 28, 2010

Gotan project – La revancha del tango

Gotan Project è un gruppo musicale formato nel 1999 dal francese Philippe Cohen Solal (tastiere), dallo svizzero Christophe H. Müller (programmazione strumenti elettronici) e dall’argentino Eduardo Makaroff (chitarra ed alcuni strumenti a corda). La formazione di base si avvale inoltre della collaborazione di alcuni musicisti argentini, tra i quali il pianista Gustavo Beytelmann e la cantante Cristina Vilallonga.

Lo stile musicale è il tango, di cui la parola gotan è una traduzione in lunfardo, ma con basi ritmiche tipiche della musica elettronica e house; ne risulta una miscela tra vecchi strumenti tradizionali del tango argentino, come il bandoneón, ed alcuni nuovi strumenti musicali, come campionatori e drum machine.

Le prime apparizioni risalgono al 1999, quando una loro cover di Last Tango in Paris, brano di Gato Barbieri, viene inserita nella compilation Hotel Costes, selezionata dal noto DJ Stéphane Pompougnac. Molti dei DJ più quotati iniziarono ad inserire pezzi dei Gotan Project nelle loro playlist, o ne realizzarono remix di gran successo. Alcuni di loro verranno poi citati nel brano Chunga’s revenge, cover di un brano di Frank Zappa.

Nel 2001 pubblicano l’album La Revancha del Tango, che ha venduto oltre 1.000.000 di copie.

ottobre 19, 2010

Elio e le Storie Tese – La follia della donna.



Un rispettabile pezzo del Frank Zappa de noarti.