Posts tagged ‘Francois Hollande’

gennaio 17, 2014

L’offre crée même la demande.

hollande

di Francesco Saraceno

le temps est venu de régler le principal problème de la France: sa production.
Oui, je dis bien sa production. Il nous faut produire plus, il nous faut produire mieux.
C’est donc sur l’offre qu’il faut agir. Sur l’offre!
Ce n’est pas contradictoire avec la demande. L’offre crée même la demande.

François Hollande – 14 gennaio 2014

La Francia è spesso citata come “il malato d’Europa”. La bassa crescita, le finanze pubbliche deteriorate, i crescenti problemi di competitività, una strutturale incapacità di riformare un’economia eccessivamente regolamentata. Riforme che, è inutile dirlo, aprirebbero la strada a una nuova era di crescita, di alta produttività, e di ricchezza.
François Hollande inizia la seconda metà del suo mandato presidenziale aderendo a questo punto di vista. 

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luglio 5, 2013

Tra scuola e lavoro con uno stipendio di 600 euro al mese: così funziona l’apprendistato tedesco

 

di Vittorio Da Rold, 3 luglio 2013

BERLINO (dal nostro inviato) – La Conferenza sul lavoro che si apre oggi a Berlino alla presenza del cancelliere tedesco Angela Merkel, del premier italiano Enrico Letta e del presidente francese François Hollande oltre al presidente della commissione Ue José BarrosVisualizza altro

giugno 2, 2013

I DRONI AMERICANI E IL TERRORISMO FAI DA TE.

 

Quando il 25 maggio un soldato francese in normale servizio di pattuglia è stato accoltellato al collo da un uomo, poi arrestato, di cui è stato fornito solo il nome, Alexander, ma non la nazionalità né le origini, François Hollande si è affrettato a dichiarare che l’episodio non aveva alcun collegamento con quello avvenuto pochi giorni prima a WoolwichVisualizza altro

ottobre 6, 2012

L’ambiguità dei socialisti europei di fronte alla crisi dell’euro.

Decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Parigi nel week-end contro la decisione del governo e del presidente Hollande di ratificare il fiscal compact e contro la manovra per il rientro del deficit. Manovra, va detto, decisamente più “equa” delle omologhe leggi finanziarie dei paesi deboli, ma per sempre improntata al rispetto dei vincoli di bilancio dettati dalle vecchie e nuove regole europee. Accanto a ciò, lo spettro di una prossima riforma deregolamentatrice del mercato del lavoro.

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Mag 20, 2012

G8: François Hollande défend la Grèce à Camp David. e noi?

Ne surtout pas abandonner la Grèce. Le président français François Hollande a revendiqué samedi son appui à Athènes devant le G8, affirmant avoir obtenu que le soutien à ce pays soit mentionné dans le communiqué final du sommet de Camp David.

“Le message que j’ai voulu porter (…) ça a été le souhait que la Grèce reste dans la zone euro, respecte ses engagements mais soit appuyée, accompagnée par l’Europe pour stimuler sa croissance. C’est cette démarche qui se retrouvera dans le communiqué”, a déclaré François Hollande devant la presse française.

Alors que le communiqué du sommet consacré à l’économie mondiale était publié au même moment, François Hollande a indiqué que les participants avaient “salué tous les éléments qui ont pu être faits ces derniers mois dans la plupart des pays pour redresser les finances publiques”.

Mag 9, 2012

I socialisti europei in ordine sparso di fronte alla crisi.

Incominciano a delinearsi i nodi che il nuovo presidente francese, François Hollande, dovrà affrontare nel suo difficile lavoro di capo del secondo paese dell’Eurozona. Il quadro, però, non è dei migliori.

Mentre la signora Merkel ribadisce che di ritrattare il Fiscal compact non se ne parla, sempre dalla Germania arriva l’intervento di Martin Schulz, esponente di spicco dell’SPD e presidente del Parlamento Europeo.

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Mag 9, 2012

Hollande Presidente quasi verde.

Hollande l'ambientalista Cécile Duflot segretario nazionale di Europe Écologie Les Verts (EELV) è entusiasta e all’indomani della vittoria di Hollande eletto presidente di Francia dichiara:

Per la prima volta dopo 24 anni, un presidente della Repubblica è stato eletto con la volontà di mettere in piedi un progetto di giustizia sociale e di transizione ecologica. La forte mobilitazione dei francesi mostra la determinazione per un cambiamento profondo della politica.

La svolta politica tra Europa, recessione e crisi finanziaria in Francia è chiara: più crescita, più sviluppo, più benessere e Hollande promette tutto ciò partendo dal terreno vergine della Green economy. D’altronde anche la Merkel in Germania ha virato verso l’ambiente (più o meno lavato di verde) per ragioni elettorali un anno fa dopo le batoste prese a Brema e nel Baden-Wuerttemberg, portando il suo Paese fuori dal nucleare entro il 2022, giusto per contenere l’avanzata dei potenti Verdi.

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Mag 7, 2012

Gli economisti francesi suggeriscono moderazione ad Hollande.

L’endorsement dell’Economist per il presidente uscente Nicolas Sarkozy ha portato bene allo sfidante François Hollande, eletto ieri dai francesi alla presidenza della Repubblica, il secondo socialista all’Eliseo nel dopoguerra (il primo fu Mitterand).

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Mag 6, 2012

Molto più di una vittoria.

Molto di più di una vittoria.

 

Il secondo turno delle elezioni presidenziali  francesi ha consegnato la vittoria a Francois Hollande. E’ finita cosi la corsa per la riconquista della presidenza della Repubblica Francese e tutti i parigini democratici son in piazza della Bastiglia a festeggiare. Ma non sono solo i francesi a festeggiare perché questa vittoria uscirà dai confini e condizionerà le scelte di tutta la sinistra europea.
Sarkozy lascia la scena politica dopo cinque anni che sono sembrati  un’eternità , eppure tutti quelli come noi che hanno letto il resoconto del dibattito di mercoledì avevano già avuto  la sensazione che la storia politica della Francia sarebbe cambiata e con questa anche la nostra. Hollande non sembrava il candidato inesperto che tutti avevano disegnato  e con la sua combattività ha messo in luce la debolezza di un Presidente che non aveva nulla da mettere in campo se non il fallimento della sua politica disatrosa al seguito del cancelliere Merkell.
La vittoria del sei maggio per poter rompere con il passato  avrà bisogno di una conferma  con le elezioni politiche che si svolgeranno fra pochi giorni. Per noi socialisti italiani la vittoria di Hollande rappresenta una possibile breccia nel patto di austerità  Merkel – Sarkozy, che non potrà essere colmato sostituendo Mario Monti  al presidente Francese uscente. Questo patto di stabilità è pericoloso per l’avvenire dell’Europa. I suoi obbiettivi fatti di riduzione dei salari, di austerità ad ogni costo, di libero mercato del lavoro, di tagli alla spesa pubblica possono essere messi in discussione dall’elezione di Hollande, che più volte durante la campagna elettorale ha dichiarato di voler rinegoziare questo patto. La vittoria di questa sera apre una breccia in Europa perché i popoli esigono una politica diversa per la costruzione di un’Europa diversa in cui la solidarietà fra popoli sia la regola numero uno.

L’uscita di Berlusconi non è significata la fine delle politiche liberiste ed ultraconservatrici a favore di un solo gruppo di cittadini privilegiati. Così come in Italia anche in Francia parallelamente ad una crisi economica di proporzioni gigantesche gli ultimi anni sono stati segnati dall’esplosione delle disuguaglianze sociali. Anche se il programma politico di Hollande non prevede l’eliminazione di tutte le criticità createsi in questo periodo e  non ci sarà una redistribuzione dei redditi radicale, ciononostante Hollande ha promesso una riforma fiscale che tenga conto  di due concetti base equità e proporzionalità. Hollande ha sempre precisato che non ci dovranno essere scappatoie per le rendite di posizione e di limitare i benefici fiscali a 10.000 euro per famiglia su base annua.  Anche sui salari ci saranno significative  novità.
Certamente la vittoria di Hollande pone fine alla concentrazione del potere decisionale nella mani di uno solo, così come era stato con Sarkozy.  Hollande parla di procedere verso la sesta repubblica, noi ci accontenteremmo della terza.  Un altro obbiettivo che farà parte del programma politico di Hollande sarà quello di fermare l’arroganza dell’estrema destra. Se fosse stato eletto Sarkozy questo non avrebbe potuto non tener conto della arroganza di una destra che non  solo in  Francia, ma in tutta Europa diventa sempre più arrogante prepotente razzista e xenofoba. Hollande ha promesso di fermare questo fenomeno e l’affermazione di Le Pen nel nuovo scenario determinatosi con la vittoria del candidato socialista non  consentirà alla destra estrema di usare slogan e concetti che sono sempre stati patrimonio della sinistra. Solidarietà e fratellanza sono parole e concetti nostri.
Anche nei confronti  degli operai dei pensionati le promesse di Hollande fanno ben sperare. Mentre Sarkozy come Monti ha adottato e applicato una riforma criminale dei diritti dei lavoratori e dei pensionati, ponendo in essere un’attività di diffamazione sull’attività dei sindacati,  Hollande difende una concezione diversa. Anche se il suo programma concede pochi nuovi poteri ai dipendenti in azienda (diritto di rappresentanti nei consigli di amministrazione e comitati di compensazione), il neo presidente  socialista è impegnato a promuovere  “nell’estate del 2012, una grande conferenza economica e sociale” Egli si propone di condurre una concertazione   con le parti sociali prima di esaminare qualsiasi progetto di legge che li riguarda. Questo metodo che tanto bene ha fatto all’Italia nei decenni passati verrà consacrato con una modifica della Costituzione “per riconoscere e garantire questa nuova forma di democrazia sociale”.

Mentre Sarkozy ha trascorso i suoi cinque anni di presidenza a distruggere lo stato sociale la politica  di Hollande sarà improntata a difendere gli strati deboli della popolazione attraverso una tutela dei pensionati, un ammodernamento del sistema sanitario al servizio di tutti i francesi.

Francois Hollande ha promesso di essere il Presidente di tutti i Francesi ha detto  “Per troppi anni, i francesi si sono opposti  sistematicamente gli uni dagli altri, divisi e quindi li voglio insieme, perché ritengo che abbiamo bisogno di tutte le forze della Francia.” La soluzione di problemi come quello  della disoccupazione, degli alloggi, del potere d’acquisto, può essere fatto solo con una Francia unita e solidale laddove Sarkozy aveva messo da una parte la Francia ricca e dall’altra la Francia degli immigrati, dei pensionati, dei precari.  Anche in materia di alleanze internazionali Hollande, pur essendosi mantenuto prudente ha parlato della fine della guerra in Afghanistan  e per il riconoscimento dello stato palestinese.

La sconfitta di Sarkozy e la vittoria di Hollande ha aperto la strada per parlare nuovamente di sinistra e di socialismo  in Europa, una sinistra che pone al centro del suo dibattito politico i bisogni della gente e la costruzione di un’Europa che non sia quella delle banche, dei poteri occulti e dei grandi capitali finanziari, ma che sia invece l’Europa dei bisogni, dei popoli uniti e solidali attraverso la creazione di strumenti democratici di gestione.  A noi socialisti spetta un compito difficile perché la vittoria di Hollande che oggi festeggiamo con gioia ed entusiasmo ci impone un compito difficile ed un percorso accidentato. Bisogna uscire dalla polemica spesso settaria,dal la superficialità, dal  pressappochismo. Se la vittoria di Hollande consentirà a molti di guardare al socialismo europeo con rinnovata attenzione e con simpatia o con convinta adesione, non possiamo non comprendere che un certo percorso viene compiuto anche grazie a quella  cultura politica che Hollande rappresenta.

Noi socialisti, che abbiamo costruito in centoventi anni la nostra cultura politica che, dall’inizio, si è piccata di comprendere e rappresentare il senso della Storia, dobbiamo comprendere appieno il senso della vittoria di Hollande e approfittare della opportunità che essa ci offre. Sarebbe antistorico assumere un atteggiamento di distrazione o di tiepida adesione o peggio di chiusura e di presunzione e non rimboccarci le maniche per fare in modo che il cambiamento che così prepotentemente si è imposto in Francia avvenga anche in Italia.

Mag 3, 2012

Sakozy:Berlusconi? Chi lo conosce!

Francois Hollande Nicolas Sarkozy Europa Bce Angela Merkel Germania Silvio Berlusconi Dibattito Sfida Claudio Messora Byoblu Byoblu.com

Il dibattito tra Francois Hollandee Nicolas Sarkozy, nella parte che riguarda l’Europa, la Bce, l’austerity, la crescita e… Silvio Berlusconi. Già, perché Hollande accusa Sarkozy di essere amico di chi è corresponsabile della crisi, ovvero l’ex presidente del Consiglio italiano, ma Pietro-Sarkozy nega con forza l’amicizia. Poi il gallo canta tre volte…LEGGI TUTTO…