Posts tagged ‘Francesco De Martino’

maggio 4, 2020

Maledetto Pannella!

Di Gaetano Colantuono

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Sono contrarissimo a ogni rivalutazione postuma di Pannella.

su Pannella e in generale sul partito radicale nutro da sempre fortissime riserve (non lo voterei mai): è un partito di opinione, con esplicita connotazione antimarxista (perché contrari alla lotta fra classi) e con tendenze personalistiche: loro sono espressione di una borghesia contraria a vincoli comunitari e diritti sociali conquistati negli anni Sessanta-Settanta, infatti negli ultimi decenni Pannella e Bonino hanno sostenuto le guerre imperialistiche yankee, hanno promosso un referendum contro l’articolo 18 (fallito nonostante il sostegno di Confindustria), hanno approvato le politiche di austerità dell’UE. Basterebbero questi dati per disprezzarli e considerarli avversari politici e sociali per sempre. Che poi su singoli temi ci siano consonanze (cfr. NO al referendum per il taglio dei parlamentari), vale il monito di Fortini: lasciamo loro credere che la stessa posizione abbia lo stesso significato per noi e per loro.

Mai con loro. Vi è infatti incompatibilità fra quel partito ultraliberista, pro-Nato e filo-austerità e noi socialisti.

PS: era De Martino il leader da seguire a metà anni Settanta con la sua politica tesa a una alternativa delle sinistre. Punto e basta. Coloro che vi si opposero (dentro e fuori il suo partito) siano maledetti.

https://www.risorgimentosocialista.it/…/pannella-ed-mondo-…/

febbraio 23, 2011

Altri tempi.

Facoltà di Giurisprudenza Federico Secondodi Napoli.Sessione estiva dell’anno 1965. Ho sostenuto l’esame di Soria del diritto Italiano con il Prof. Francesco De Martino.

Alla fine dell’esame il professor De Martino  mi disse che meritavo trenta ma essendo socialista del suo stesso partito non poteva mettermi più di ventisette. “Sennò ‘a gente pensa che ti volevo aiutare.”

……….Ho anche ringraziato!

gennaio 28, 2010

Caldoro eletto con i voti della camorra?

 La Prima sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che Il provvedimento di arresto firmato dal gip di Napoli nei confronti del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino è legittimo. Secondo l’ordinanza firmata dal Giudice Piccirillo, Cosentino era stato ritenuto responsabile di collusione mafiosa con il clan dei Casalesi per il sostegno elettorale al sottosegretario di Stato, dagli anni ’90. In questo modo, secondo il giudice partenopeo, il candidato Cosentino è diventato “consigliere provinciale di Caserta nel 1990, consigliere regionale della Campania nel 1995, deputato per la lista Forza Italia nel 1996 e, quindi, assumendo gli incarichi politici prima di vice coordinatore e poi di coordinatore” di Forza Italia in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare nel 2001″. A seguito di questa vicenda Cosentino ha dovuto rinunciare alla Candidatura alla presidenza della Regione Campania lasciando il posto all’ex socialista Stefano Caldoro. Commentando la candidatura di quest’ultimo alla presidenza della Regione Campania Cosentino ha detto “ Caldoro non sarà un uomo solo al comando, ma avrà il nostro appoggio. E’ certamente un’ottima candidatura che ci consentirà di rappresentare il cambiamento in questa Regione”. Quindi Cosentino appoggerà Caldoro e gli darà un aiuto nelle difficile scalata alla presidenza della Regione Campania,anche perché Cosentino è coordinatore regionale del PDL in Campania. Stefano Caldoro, pertanto, potrebbe essere eletto con i voti della Camorra, più precisamente con i voti del clan dei Casalesi e degli Schiavone.  Fra i socialisti Campani, purtroppo vi è chi ha espresso favorevoli apprezzamenti nei confronti di Caldoro. Due sono le ragioni per cui ritengo che Caldoro non sia da votare, ma anzi da combattere con tutte le forze. IL primo motivo è che un socialista non può stare dalla parte di chi si si schiera con uno dei governi più reazionari della nostra storia repubblicana, con un partito come quello della lega che propugna ed applica l’odio e la discriminazione razziale, con un presidente del Consiglio che ha costruito il suo potere sull’inganno e sulla sopraffazione. Di certo, c’è che non si può essere davvero socialisti e stare contemporaneamente con chi, pratica l’opposto. Il secondo motivo è che un socialista non può  mai nemmeno per un attimo essere  sfiorato dal sospetto di collusione con la criminalità organizzata. Ricordo che  alla fine degli   anni ottanta Pasquale Cappuccio avvocato e consigliere comunale socialista di Ottaviano fu  ucciso per essersi opposto alla concessione di appalti a ditte legate alla malavita organizzata. In quell’occasione Francesco De Martino, segretario del Partito Socialista e difensore di parte civile al processo che vedeva  imputati, come mandanti,  Raffaele Cutolo e l’ ex sindaco di Ottaviano e vicepresidente della provincia di Napoli Salvatore La Marca (Psdi), per difendere la memoria del coraggioso avvocato anticamorra e per tutelare gli interessi dei suoi familiari, tornò ad indossare la toga dopo oltre cinquant’anni. La sua arringa, convinse i magistrati della matrice camorristica del delitto Cappuccio. Ecco perché non voterei mai Stefano Caldoro e prego perchè tutti i compagni socialisti che hanno ancora coscienza della dignità e della forza delle idee socialiste  non sbandino e malgrado tutto continuino a credere che un socialista non può che guardare a sinistra.

gennaio 4, 2010

Lettera al Segretario del PSI

Anche io vorrei inviare una lettera al segretario  del Partito Socialista Riccardo Nencini. A quella stessa persona che ha fatto fallire il Progetto di Sinistra e Libertà per poter fare i suoi accordi elettorali col PD in Toscana; a quella stessa persona che ha oscurato il sito  di Sinistra e Libertà e che ha diffidato Nichi Vendola dall’usarlo per le elezioni regionali di marzo, pena il ricorso al Tribunale. Come potete ben vedere un campione di democrazia e tolleranza, tanto da affermare “ una leggina ad personam’, come suggeriva ieri D’Alema può essere il male minore se ci consente di voltare pagina.” Ad essere tollerante e disponibile con Berlusconi ci si guadagna sempre. Vero Segretario? Nella mia personale lettera che invierei a Necini chiederei perché invece di invitare Di Pietro ad un dibattito pubblico su Berlusconi , non invita noi socialisti di base  a discutere sul valore politico di Bettino Craxi e se effettivamente i socialisti si sentano eredi del suo pensiero e dei suoi  atti. Io sono un avvocato che ogni mattina va a lavorare, come Angelo che fa l’ottico, Gianluca che vende pavimenti, Mimmo che si è trasferito a Roma per lavorare, Saponetta che fa il barista, Franco che percorre duecento chilometri al giorno per guadagnarsi la pagnotta. Ebbene sig. Segretario, lo so per lei noi contiamo meno di niente, siamo solo numeri, che in nome di una coerenza che ci costa cara, quando veniamo chiamati  dobbiamo obbedire in nome di un fantomatico orgoglio socialista.

Se lei invece di misurarsi con Di Pietro si misurasse con noi e con tanta gente come noi, scoprirebbe che non tutti la pensano alla stessa maniera sul compagno Craxi.

Lei dice che sarebbe il caso di separare il piano giudiziario da quello politico. Sono d’accordo, resta però il fatto che un Tribunale della Repubblica ha condannato Craxi  con sentenza passata in giudicato: a 5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai e a 4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese. e che lo stesso Tribunale ha detto in una sentenza definitiva che lo ha fatto anche per arricchimento personale. Ma giustamente lei dice che Craxi va giudicato per la sua visione politica. Anche qui però, signor Segretario, lei non ci troverebbe molto d’accordo.  Parlare di Craxi sarebbe molto lungo. La prima cosa che non ci trova d’accordo è che Craxi si riteneva la “Politica”. Per Craxi come per lei sig. Segretario la base non contava nulla. Il Partito socialista dal 1976, quando Craxi divenne segretario in danno di Francesco De Martino, uomo di ben altro spessore politico, culturale e morale, divenne un comitato d’affari in cui alle lotte politiche si sostituì la ricerca ossessiva delle risorse economiche che divenne l’unica ragione di vita del Partito, fino al suo devastante epilogo. L’Italia sotto il governo di Bettino Craxi fu il primo paese europeo ad istallare missili americani. Bettino Craxi con il decreto del 14 febbraio 1984 decise il taglio della scala mobile, che non può dirsi un provvedimento a favore delle classi meno agiate. Craxi fu il padre morale della legge Mammì che aprì la strada dello strapotere di un avventuriero quale era Silvio Berlusconi.Senza dimenticare che precedentemente fu Craxi a firmare  il decreto che sbloccava i sequestri disposti dalla magistratura in danno di Canale 5, che violava una legge dello Stato. e che dire del nuovo Concordato, con l’istituzione dell’8 per milla a favore della Chiesa?

Che dire della sua politica economica che ignorando gli avvertimenti di gente come La Malfa considerò  il rigore economico più o meno come una fastidiosa ubbìa antipopolare. E fece a gara nel condividere ed invocare con i leaders della DC  ogni provvedimento demagogico, dalle irizzazioni, alle pensioni baby, ai reiterati ripianamenti delle più vergognose gestioni allegre di enti clientelari e spesso inutili.

Che dire della politica sulla  giustizia di Craxi?  Nessuno di noi ha dimenticato la campagna, dai toni sempre più striduli, contro i magistrati che sfocerà nel referendum sulla responsabilità dei giudici e nella istituzione delle Superprocure e che aveva come suo obiettivo finale, guarda caso, proprio la sottomissione del pubblico ministero al controllo dell’esecutivo, secondo i dettami del “Piano di rinascita democratica” di Gelli. La stessa idea del PDL e del suo capo Berlusconi.

 Con la caduta del Comunismo Craxi  avrebbe potuto lanciare un’autentica strategia unitaria e legare l’ex PCI, accettando la terza via proposta da Berlinguer, con il cambio del nome e l’affiliazione all’Internazionale Socialista, ad un’alleanza riformista della quale egli sarebbe stato il leader naturale. come aveva fatto Mitterand in Francia.Invece  si affannò a cercare di annettere i Comunisti critici , che però non gli portò alcun risultato.

Anche il famoso discorso al Parlamento sul finanziamento illecito fu una pagina di vergogna e non un atto di eroismo perché se avesse dato le dimissioni da segretario del Partito e da parlamentare lasciandosi processare avrebbe dato un esempio alla classe politica che avrebbe cambiato la storia del PSI, lo avrebbe riabilitato ai nostri occhi, e forse la storia d’Italia sarebbe stata diversa.

Da ultimo noi socialisti non dimentichiamo che Craxi lottò per impedire a Martelli di diventare segretario del Psi, preferendogli un anonimo Giorgio Benvenuto.

A proposito della scalata di Berlusconi alla casa editrice Mondadori, che trovò ispiratore e sodale Craxi Eugenio Scalfari ebbe a scrivere “A questo si è arrivati per assenza di leggi, latitanza dell’autorità, intimidazione della giustizia, padrinaggi politici e arroganza del potere e del denaro. Gli obiettivi, chiarissimi ormai, sono due: impadronirsi di una grande impresa editoriale e mettere il bavaglio alla libera stampa. Questo non è capitalismo e libero mercato, ma guerra di bande per ridurre al silenzio chi non si piega ai loro voleri“.( la Repubblica”  12 gennaio 1990 )

Concludendo Io,  da socialista, che non rinnega la propria fede dal 1971,  credo seriamente che la storia del Partito Socialista sarebbe stata migliore senza Bettino Craxi e che quest’uomo a cui il Sindaco Moratti vuole intestare una via è stato “un avventuriero, anzi un avventurista, uno spregiudicato calcolatore del proprio esclusivo tornaconto, un abile maneggione e ricattatore, un figuro moralmente miserevole e squallido, del tutto estraneo alla classe operaia, ai lavoratori, ai loro profondi e reali interessi, ideali e aspirazioni.” Con Craxi iniziò una stagione politica in cui furono cambiate le regole dei comportamenti degli uomini politici.  “Il suo fu un comportamento sfrontato, provocatorio, temerario, fazioso, violento, ma che proprio per questo può sembrare «forte», e quindi può intimidire partners e avversari, può persino suscitare ammirazione se non approvazione: dileggio della correttezza verso le regole del gioco, prontezza nel violare ogni impegno di onore, camaleontismo, disinvoltura nel passare dall’insulto volgare all’adulazione più untuosa verso lo stesso partito o la stessa persona nel giro di ventiquattro ore, o nel passare dalla protervia dell’aggressore al lamento di chi si fa vittima.” Di quest’uomo l’unico vero erede oggi è l’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

novembre 17, 2009

Buona notte compagni.

Buona notte ai compagni di sinistra e libertà, che hanno ripristinato il sito.

Buona notte  Mogol che ha realizzato una fattoria autosufficiente dal punto di vista energetico.

Buona notte a Francesco de Martino, dovunque esso sia, in pardiso o all’inferno. E’ stato mio professore all’università e mi insegnò ad essere un  socialista per bene.