Posts tagged ‘fornero’

aprile 5, 2013

Non è l’inizio e non sarà la fine.

mi vergogno di essere cittadino italiano….mi sento complice degli assassini…
Mi vergogno di far parte di questo paese. Una nazione che tratta così i suoi figli non può avere futuro.
COME CITTADINO ITALIANO MI VERGOGNO DI QUESTI SUICIDI…SIAMO SOLI…NON ESISTONO PIU’ LE ISTITUZIONI CHE CI POSSONO AIUTARE…SIAMO VERAMENTE SOLI!!!!!
con tanta tristezza Beppe Sarno

novembre 23, 2012

Fornero ammette di non essere all’altezza di fare il ministro.

e perchè non sei rimasta a casa?

novembre 21, 2012

Roma: scuole occupate in tutta la città. Contestata la Fornero

Non si ferma la mobilitazione degli studenti romani che ha invaso le strade della capitale il 14N: l’ondata di occupazioni iniziata nelle scuole di periferia travolge ora anche…Visualizza altro

novembre 9, 2012

La ministra predica bene e razzola male.

di Roberta Carlini

Sembra incredibile, eppure il ministero del lavoro è stato condannato a una multa salatissima. Perché più di duecento persone lavoravano lì con contratti di collaborazione a progetto, ma…Visualizza altro

novembre 4, 2012

Aspettando Marchionne.

settembre 20, 2012

Questo Vauro, quante ne pensa!

settembre 18, 2012

La ministra incazzata.

La satira colpisce ancora e la reazione del ministro non si fa attendere: “Trovo vergognosa la vignetta di Vauro sul Manifesto che denota il persistente maschilismo, volgare e inaccettabile, da parte di alcuni uomini“.

Queste le parole espresse dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a commento della vignetta realizzata da Vauro per il Manifesto di oggi. Nell’immagine, la Fornero viene descritta come la “Ministra Squillo”, con tanto di telefono e vestiti a tema, comprese le orecchie da coniglio a decorare la testa.

Il vignettista ha voluto ironizzare sull’attesa, da parte del ministro, di una possibile telefonata di Sergio Marchionne, l’amministratore delegato della Fiat. “Sono insulti che rispedisco al mittente”, ha concluso la Fornero. Di seguito l’immagine della vignetta che ha mandato il ministro su tutte le furie:

vauro_fornero_squillo1.JPG

agosto 29, 2012

Dipendenze.

 

Tra le misure prospettate dal Governo nella cosiddetta “FASE 2” l’obbligo di una distanza minima delle sale da gioco dalle Scuole.

Tutto fa si dirà ma, soprattutto per il gioco d’azzardo, siamo sempre davanti a provvedimenti di estrema timidezza che fanno risaltare anche una grande ipocrisia, ben diversi da altri non destinati a colpire grossi intere

agosto 21, 2012

Settembre nero.

luglio 12, 2012

La Francia tassa i ricchi, abbassa età pensionabile e aumenta i salari. Alla faccia della Fornero.

Ha aumentato il salario minimo del 2%. Ha abbassato la soglia per le pensioni di anzianità a 60 anni. Ha annunciato un’aliquota sui redditi dei ricchi al 75%, una tassa sui dividendi del 3% e sulle scorte petrolifere del 4%. Ha assicurato che aumenterà i contributi – già altissimi – e l’imposta di successione e che recupererà la vecchia patrimoniale. Infine, ha promesso 65mila assunzioni nel settore pubblico. Insomma, per i fautori del libero mercato e delle riforme strutturali, François Hollande è un incubo. Se Mario Monti avesse azzardato una sola di queste misure, il famigerato spread avrebbe toccato vette inarrivabili.
Eppure, tutto tace. Mentre sui quotidiani stranieri, in particolare su quelli anglosassoni, i titoli continuano a somigliarsi tutti (tra i più gettonati: «la luna di miele finirà presto» e «la vie en rose durerà poco»), sui mercati finanziari l’incantesimo regge. Anzi. Non più tardi di lunedì i rendimenti sui titoli di Stato francesi a tre e a sei mesi, per la prima volta nella storia, sono stati negativi. Segno che il mercato pensa che la Francia somigli molto più alla Germania che alle peccaminose Italia o Spagna. Segno che la “rossa” Parigi è diventato un porto sicuro, alla pari dei Paesi “falchi” guidati da austeri conservatori à la Merkel che anelano allo zero deficit come alla panacea di tutti i mali.
Certo, anche Hollande si è impegnato sul rigore. I numeri però sono numeri. Nel primo trimestre dell’anno il debito è salito all’89,3% del Pil e il deficit veleggia a fine anno verso il 4,5%. Il premier Jean-Marc Ayrault si è impegnato a ridurlo sotto il 3% l’anno prossimo e di azzerarlo quello dopo. Ma anche le stime sul Pil sono state riviste allo 0,4% quest’anno e all’1-1,3% per l’anno prossimo. E Hollande non ci pensa neanche, per dire, a rimandarsi le assunzioni nel pubblico o a toccare la legge sui licenziamenti come gli chiedono in molti.