Posts tagged ‘Fondazione per lo sviluppo sostenibile’

febbraio 11, 2013

Costituito il Consiglio nazionale della Green Economy.

Green Economy strumento per combattere la crisi Green Economy strumento per combattere la crisi

ROMA – E’ stato costituito il Consiglio Nazionale della Green Economy, formato da 53 organizzazioni di imprese ‘verdi’, per dare seguito al successo dell’iniziativa degli Stati generali della Green Economy, che si sono svolti a Rimini a novembre del 2012. Il Consiglio, si legge in una nota della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, sara’ sede di confronto, analisi, proposte e iniziative coinvolgendo organizzazioni di imprese di diversi settori per dare piu’ forza e peso ad una visione condivisa e a un’azione comune.

Il Consiglio promuovera’ un confronto col nuovo governo, con particolare attenzione al ministero dell’Ambiente e a quello dello Sviluppo Economico, per realizzare uno o piu’ accordi attuativi della piattaforma programmatica delle 70 proposte, varata dagli Stati Generali, a partire da una prima parte prioritaria.

marzo 2, 2011

L’energia nucleare costa troppo. E i conti li fa Edo Ronchi.

bolletta nucleare troppo cara

L’energia nucleare costa poco. Questo è uno dei leit-motiv degli spin doctor e degli astroturfer del nucleare: sostenere che costruire nuove centrali nucleari nel nostro Paese non solo è buono e giusto ma è anche economico. Obiettivo: prendere gli italiani per il portafoglio e fargli svanire così ogni terrore in merito alle radiazioni nucleari.

Scrive Edo Ronchi (ex ministro per l’Ambiente e ex senatore, attualmente presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile NdR) nell’articolo Prezzi atomici su Quale energia sullo sproposito dei costi del nucleare:

Il programma nucleare proposto dal Governo italiano prevede la costruzione, entro il 2030, di centrali per una potenza complessiva di 13.000 MWe in grado di coprire, entro quella data, il 25% del consumo nazionale di elettricità, facendo scendere la quota di elettricità prodotta con combustibili fossili dall’attuale 80% al 50% (e facendo crescere poco le rinnovabili, dal 20% al 25% nel 2030). Quindi affinché il nucleare italiano possa consentire «di fornire elettricità a prezzi più convenienti» dovrebbe costare meno dell’elettricità che il piano del Governo prevede che sarà sostituita con il nucleare: quella prodotta con centrali a gas o a carbone.

In fondo, non si dice che per i soldi si farebbe tutto? Deve essere questa, evidentemente, la tesi sposata dai pro-nucleare che li ha convinti a far girare cifre, conti, numeri, che per la verità possono essere letti in diversi modi. Sappiamo che la matematica non è un opinione, ma sappiamo pure che i bilanci invece sono molto opinabili. Per cui dopo il salto i conti che fa Ronchi.

febbraio 27, 2011

Protesta ambientalisti, no decreto ‘blocca-solare’.

Gli ambientalisti ed aziende delle energie rinnovabili temono uno stop della marcia dell’Italia verso la crescita di queste fonti. Domani manifesteranno di fronte al ministero dello Sviluppo economico, tentando di fermare quello che ritengono un decreto ‘blocca-solare’, le cui norme dovrebbero giungere sul tavolo del pre-consiglio dei ministri di martedì prossimo. Secondo le associazioni – tra cui Legambiente, Wwf Italia, Kyoto club, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, insieme con le aziende del settore – in questo modo non sarebbe possibile offrire un ‘eco-futuro’ all’energia italiana. La richiesta sarà pertanto di fermare questo decreto legislativo (che arriva anche in attuazione della direttiva 2009/28/CE).

 Al cuore del provvedimento in questione, proposto dal dicastero di Via Veneto, c’é l’intenzione di porre un ‘tetto’ al fotovoltaico, un limite, presumibilmente 8.000 Megawatt (Mw) – pari a circa 6 volte in meno rispetto a quello fissato dalla Germania – riferito alla potenza installabile oltre cui non è possibile andare. Inoltre, c’é in ballo la revisione del sistema degli incentivi, i quali, secondo il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, hanno avuto un impatto molto pesante. Dal 2000 al 2010, secondo i dati diffusi dallo stesso ministro in settimana, sono stati pagati 20 miliardi in bolletta per aggiungere un 4% di energia rinnovabile.

novembre 3, 2010

L’energia nucleare? In bolletta sarebbe più cara di gas e carbone.

Il ritorno all’atomo potrebbe non essere conveniente per le tasche degli italiani. Anzi, l’elettricità proveniente dal nucleare in bolletta potrebbe risultare ben più salata di quella che arriva dalle centrali a gas o a carbone.

A sostenerlo, mentre il neoministro Romani assicura che le nomine per l’Agenzia nucleare arriveranno a inizio novembre, è la Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Nel suo ultimo report, che confronta i costi dell’elettricità prodotta nel mondo da nuove centrali a gas e a carbone con quelli dell’elettricità prodotta da nuove centrali nucleari, il centro studi presieduto dall’ex ministro dell’ambiente Edo Ronchi, spiega che quest’ultima è mediamente di 72,8 Euro per Megawattora (MW/h). Più elevata del 16% rispetto ai 61 Euro/MWh delle centrali a gas e del 21% rispetto ai 57,5 del carbone.

Il report comparativo si basa sull’analisi di 8 studi, pubblicati tra il 2008 e il 2010 da Agenzia Nucleare dell’Ocse, Commissione Europea, Ufficio budget del Congresso e Dipartimento energetico americani, Mit, Camera dei Lords, Electric Power Research Institute e Moody’s.

Secondo un recente studio della Duke University la convenienza rispetto all’atomo ci sarebbe già. L’energia fotovoltaica, dicono gli studiosi americani, è già meno cara di quella nucleare.