Posts tagged ‘fmi’

marzo 26, 2020

L’IMPERO DEL MALE

di Alberto Benzoni

L’espressione fu coniata da Reagan e ripresa poi da Bush figlio; per essere sviluppata da Trump, sino alla applicazione pratica più estesa e più estrema. E stava a indicare, in una specie di osceno miscuglio tra politica e morale, i paesi che di volta in volta l’Amministrazione individuava come nemici: Unione sovietica, Russia (dopo la parentesi eltsiniana), Cina (in misura proporzionale alla crescita della sua potenza), Corea del Nord, Iran (sempre), Iraq (dal 1990 al 2003), Cuba, Venezuela (all’occorrenza).

Non siamo al Male assoluto; ma all’infinita volontà e capacità di nuocere. E’ L’Iraq che dispone di strumenti di distruzione di massa e intende usarli; è l’Iran che semina distruzione e terrore in tutto il Medio Oriente e vuole distruggere Israele. E’ la Russia le cui interferenze minano alla base le democrazie occidentali e che, alla minima occasione, è pronta ad azzannarci alla gola. E’ la Cina subdolamente intenta al dominio del mondo e che sta infiltrando il nostro mondo con tutti i mezzi possibili. E’ un’ambizione, spesso del tutto irrazionale, almeno alla luce dei rapporti di forza e degli stessi propri interessi, ma comunque sostenuta da una malvagità congenita; e sullo sfondo di scenari potenzialmente catastrofici.

E mi fermo qui. Perché un mondo in cui l’Avversario di turno è, sempre, onnipotente, cattivissimo e irrazionale non esiste. Se non nella fantasia malata di chi ce lo propone. E chi ce lo propone è impervio a ogni critica e non accetta alcuna discussione.

Pure gli imperi del male esistono. E non si misurano solo nelle loro azioni e per il numero delle loro vittime. O nella intrinseca malvagità che “vi sta dietro”. Perché a prevalere, nella grande maggioranza dei casi, è la pura e semplice stupidità; la sordità intellettuale e morale che ci impedisce di misurarci con le tragedie del mondo e di capire cos’è bene e cos’è male cos’è giusto e cos’e sbagliato.

Questo per dire che ai tempi del coronavirus l’impero del male sono proprio gli Stati uniti di Trump.

E valgano, al riguardo, le ultime prese di posizione del Nostro e dei suoi collaboratori.

Partiamo da un fatto specifico; perché in sé vergognoso e perché illumina il quadro generale.

Il fatto specifico è: che il popolo iraniano, colpito prima da sanzioni pesantissime e poi dalla pandemia è allo stremo; che il suo governo ha chiesto 5 miliardi di dollari al Fmi per far fronte all’emergenza sanitaria; che gli Usa hanno posto il veto a questa richiesta, introducendo nuove sanzioni; che una serie di paesi hanno chiesto a Washington di ripensarci; che, in questo senso, il presidente Rouhani ha rivolto un appello al popolo americano; e che questo appello sia stato respinto, con la seguente motivazione :”il virus killer viene da Wuhan e l’Iran è il suo complice” (dichiarazione di Mike Pompeo).

Eccolo l’impero del male spiegato al popolo. Il virus è killer perché, magari intenzionalmente, partorito dalla Cina; e il successivo passaggio/diffusione in Iran è la conferma della presenza di un disegno incomprensibile ai più e perciò stesso infernale.

Il bello è, però, che, appena arrivato negli Stati uniti questo virus si ammoscia dando luogo a una semplice malattia, prima inesistente, poi di ambito minimale, poi destinata a scomparire, infine una delle tante (muore più gente per incidenti automobilistici; guarda caso, l’argomento statistico usato dalle Brigate rosse per ridimensionare la portata delle loro azioni terroristiche…).

In questo ragionamento, la cura (leggi le misure adottate in tutta Europa per frenare il contagio) è ritenuta peggiore dello stesso contagio; il che significa l’adozione di un bazooka (leggi di più di duemila miliardi di dollari per sostenere imprese e redditi delle persone) e di un temperino per combattere la malattia e per rafforzare il sistema sanitario pubblico oggi del tutto impari alla bisogna.

Una visione e una narrazione che passano per un uso sfacciato della menzogna e della reticenza: trentaseimila contagiati secondo i dati ufficiali, venticinquemila per il solo stato di New York, secondo il governatore Cuomo.

Siamo al più cinico “carta vince carta perde”; praticato non dal truffatore di strada ma dall’uomo più potente del mondo. E in nome delle esigenze dell’economia contrapposte ai diritti delle persone. Se si riuscirà a fare scomparire l’entità del contagio avranno vinto Trump e Wall street. Ma se questo dovesse, come è più che probabile, assumere proporzioni tali da travolgere l’intero popolo americano e lo stesso futuro del mondo, la colpa sarà del nemico esterno, imperi del male, migranti, democratici, il mondo intero e altri ancora.

Quanto basta e avanza per qualificare l’America di Trump come impero del male; e, perché no, per qualificare il prossimo appuntamento di novembre come vero e proprio giudizio di Dio.

gennaio 26, 2015

Quando succederà in Italia?

gennaio 27, 2014

Siamo fuori dal tunnel… ‘ste palle.

 

La nuova mappa della povertà in Europa: una catastrofe umanitaria
http://www.bbc.co.uk/mundo/noticias/2014/01/140115_economia_mapa_pobreza_europa_mj.shtml

Senza Soste – A più di cinque anni dall’inizio della grande recessione del XXI secolo, in Europa cambia la mappa della povertà.

Nell’eurozona, la Grecia vive “sull’orlo di una catastrofe umanitaria”, la Spagna ha tre milioni di persone che sopravvivono con redditi mensili inferiori a 307 euro ($ 417), le cifre ufficiali del PortogVisualizza altro

ottobre 31, 2013

Stati Uniti contro Germania: «Con le sue politiche indebolisce l’Eurozona». Berlino: «Critiche incomprensibili»

La Germania dipende troppo dall’export e troppo poco dalla domanda interna: il risultato è che esporta deflazione non solo in Europa ma in tutto il mondo. Capita spesso di leggere queste considerazioni nei rapporti delle banche d’affari, ma questa volta l’atto d’accusa è contenuto nero su bianco nel rapporto semestrale del Tesoro americano sulle valute e le politiche economiche dei Paesi concorrenti degli Usa. Una critica definita «incomprensibile» da Berlino. di Gabriele Meoni «L’anemico tasso di crescita della domanda interna in Germania e la dipendenza dall’export – recita il documento diffuso ieri in tarda serata a Washington – hanno ostacolato il ribilanciamento in una fase in cui molte economie dell’area euro sono sotto forte pressione per tagliare la domanda e comprimere l’import. Il risultato è un effetto deflazionistico nell’area euro e nell’economia mondiale». di Gabriele Meoni – Berlino insomma dopo aver imposto ai Paesi del Sud Europa una dura medicina di austerità ora dovrebbe aiutarli a uscire dalla recessione. L’atto d’accusa americano alla Germania aggiunge nuovi motivi di tensione ai rapporti tra i due Paesi già sotto stress per la vicenda dello spionaggio dell’Nsa alla cancelliera Merkel. La risposta di Berlino non si è fatta attendere: «Il surplus commerciale – afferma in una nota il ministero dell’Economia – è il risultato della forte competitività dell’economia tedesca» e le critiche americane sono quindi «incomprensibili». «Incidentalmente – prosegue il comunicato – ricordiamo che per l’Fmi l’avanzo commerciale tedesco non deriva da distorsioni nella politica economica del Governo». In difesa della Germania è intervenuta anche la Commissione europea, che attraverso il suo portavoce l’ha definita «una locomotiva per la zona euro e per la Ue». Il problema è che il treno di Gabriele Meoni – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/Hk0o9

ottobre 24, 2013

Troika vuole privare Grecia di settori difesa e auto

Commissione Ue, Bce e Fmi mostrano i muscoli. Se Atene vuole ricevere aiuti deve vendere controllate statali. Finirà per importare auto e vetture da Berlino?

NEW YORK (WSI) – È da ormai quattro anni che va avanti la sinfonia della Troika scontenta dei progressi e della lassività della Grecia in materia di conti pubblici. Ma alla fine Bruxelles…Visualizza altro

ottobre 17, 2013

L’IMMODESTA PROPOSTA DEL FONDO MONETARIO: PRELIEVO FORZOSO DEL 10% SUI CONTI CORRENTI

 

MARCELLO BUSSI (milanofinanza.it) – Chi sogna lo sbarco della Troika in Italia per fare in modo che finalmente vengano attuate le tanto evocate riforme (che non si capisce mai bene quali siano), dovrebbe leggersi il box di pagina 49 dell’ultimo Fiscal Monitor del Fondo Monetario Internazionale, in cui gli econom…Visualizza altro

ottobre 15, 2013

Grecia, ecco i costi per l’Italia e i ricavi per Francia e Germania


14 – 10 – 2013 | Guido Salerno Aletta

Il Gatto e la Volpe hanno recuperato: la Germania (che paga per una quota del 27,13%) contribuisce agli aiuti per 56,9 miliardi di euro, che coprono circa la metà dei suoi investimenti di portafoglio in essere nel 2009. Per i cittadini tedeschi, uno sconto niente male. La Francia (che paga pVisualizza altro

ottobre 15, 2013

Come schifo questa donna.

  Ricordate il prelievo forzoso sui conti correnti dei ciprioti imposto dalla troika (Ue, Bce, Fmi) per evitare il default dell’isola lo scorso marzo?

Chi deteneva più di 100mila euro dovette versare obbligatoriamente una percentuale di circa il 38% allo Stato. Dopo la decisione, tanto si era parlato di un precedente pericoloso, di un modello Cipro che poteva essere esportato negli altri Stati dell’Unione europea sull’orlo della bancarotta.

Bene ora il Fondo monetario internazionale – organizzazione formata da 186 paesi per promuovere la stabilità e la cooperazione monetaria internazionale – lo chiede esplicitamente: il prelievo forzoso diventi una norma da applicare a tutti i conti correnti dei 15 Paesi dell’eurozona.

Secondo il Wall Street Journal la richiesta sarebbe contenuta in un report dal titolo Monitor delle finanze pubbliche. E ci sarebbe già anche la percentuale del prelievo coercitivo, il 10%.

Scrive il quotidiano economico-finanziario statunitense:

Per porre rimedio all’esperimento fallimentare della moneta unica il Fondo monetario internazionale ha aperto alla possibilità che le autorità europee impongano un prelievo forzoso del 10% sui conti correnti di 15 paesi dell’area euro. Tanto ci vorrebbe, secondo i calcoli degli economisti, per riportare il debito sovrano del blocco ai livelli pre-crisi.

Provvedimento che come prima conseguenza provocherebbe una fuga di capitali dalle banche europee. IL WSJ prosegue:

Il concetto è semplice piuttosto che appesantire il carico fiscale delle imprese e far scendere ancora di più le buste paga, perché non andare a toccare i capitali dormienti?

Sì, con i cittadini che ancora una volta pagherebbero il prezzo di politiche dissennate sia interne che europee. Quello che interessa al Fmi, si legge nel rapporto, è che:

le misure drastiche non hanno avuto i risultati attesi e che non hanno portato a una riduzione del debito pubblico.

Quindi il prelievo forzoso diventa una necessità per far tornare il livello del debito pubblico sui livelli precedenti alla crisi.

Appunto attraverso:

un tasso di prelievo alto (10%) dei risparmi netti positivi dei nuclei familiari di 15 paesi della zona euro.

Il Fondo chiede a Unione europea e Bce di prendere in considerazione l’ipotesi perché le alternative per ridurre il debito pubblico non sono molte e questa nuova tassa sul patrimonio aggredirebbe il problema più della proposta moratoria delle passività o del ricorso all’inflazione per uscire dalla crisi, come avvenne nei Settanta dopo gli shock petroliferi. Inflazione che com’è noto colpisce in modo sproporzionato le fasce di reddito e di consumo più basse.

ottobre 12, 2013

Nuovo regalo di 125miliardi alle banche italiane

Soldi degli italiani su cui si pagano anche interessi all’Esm. Una doppia truffa. L’accusa di un’economista canadese

Carlo Cottarelli, ex dirigente del Fondo monetario internazionale chiamato dal governo Letta ad occuparsi della spending review. È sua l’idea di chiedere i soldi all’Esm per finanziare le banche….Visualizza altro

Mi piace ·  · Condividi

ottobre 11, 2013

Fmi top secret: “L’austerity? Solo per salvare le banche”


A tre anni e mezzo di distanza, comincia a emergere quella verità che in molti, inascoltati, avevano denunciato all’epoca. Il salvataggio della Grecia è servito a garantire le banche francesi e tedesche, a discapito dei cittadini. La scontata verità emerge dai verbali della drammatica riunione del 9 maggio 2010 in cui il Fondo Monetario In…Visualizza altro

 — conPietro Reina