Posts tagged ‘florida’

giugno 23, 2011

Fanno sesso per mezz’ora in spiaggia.

Accade in Florida: due giovani in spiaggia, un po’ alticci dopo qualche birra di troppo, iniziano a fare sesso per oltre mezz’ora di rapporto sessuale davanti a tutti in una spiaggia peraltro anche affollata. Ora sono accusati di atti osceni in luogo pubblico.

giugno 28, 2010

Marea nera: arriva la tempesta Alex

Mentre qualcuno sospetta che piova petrolio sulla Louisiana, BP decide che la situazione si sta facendo troppo pericolosa a causa dell’arrivo dell’uragano Alex, che ha abbandonato la classe di tempesta tropicale un giorno fa. Il timore, avanzato solo qualche mese fa, è divenuto maledettamente concreto. Dunque resta nelle acque del Golfo solo il personale giudicato:”essenziale”. Il resto è stato mandato a casa: evacuate anche le piattaforme di estrazione della Shell. L’incognita meteorologica, dunque, a complicare le operazioni di gestione e controllo della paurosa fuoriuscita di petrolio nel pozzo a 1500 metri di profondità dopo l’esplosione dello scorso 20 aprile della piattaforma di estrazione Deepwater Horizon della Bp nel mezzo del Golfo del Messico.

Siamo nell’Atlantico durante la stagione degli uragani e il timore è che le operazioni per il recupero del greggio possano essere bruscamente interrotte causa maltempo. Si stima che le perdite siano tra i 60mila e i 100mila barili al giorno. Le operazioni di recupero a malapena ne fanno portare in superficie e stivare nelle navi circa 16mila barili al giorno, pochi certo, ma almeno qualcosa viene tolto alle acque.

Alex è la prima tempesta, poi caricatasi fino a diventare uragano di quella che potrebbe essere la feroce stagione degli uragani nell’Atlantico. Si è formato nei Caraibi sabato scorso e ha proseguito il suo cammino rinforzandosi. Le prime dichiarazioni di BP hanno chiarito che nonostante il maltempo non c’è l’intenzione di sospendere le operazioni di recupero del greggio. La gente teme ora che i forti venti e le mareggiate possano spingere la chiazza di petrolio tra le baie, estuari e le spiagge ancora incontaminate. Ora i meteorologi pregano che la tempesta si sposti verso la Florida.

maggio 6, 2010

LA MAREA NERA AVANZA VERSO LE KEY.

Si è aperto un nuovo, delicato, fronte nella vicenda della marea nera che sgorga negli abissi del Golfo del Messico. Il greggio della piattaforma Bp ha infatti raggiunto il paradiso naturale delle Isole Chandeleur, l’ultima barriera prima della costa della Louisiana: un’ennesima cattiva notizia per gli stati Usa colpiti dal disastro, tra i quali la Florida, dove ancora non è chiaro il giorno dell’arrivo delle chiazze di petrolio.

Secondo un esperto dell’Università di Miami, Hans Graber, due immagini satellitari hanno evidenziato che il greggio sta andando alla deriva verso sud, in direzione della «Corrente Loop», che potrebbe trascinarne le propaggini e portarle verso le Keys della Florida. La conferma dell’avanzata della marea nera è arrivata poco dopo via Twitter da diversi testimoni: «Si vedono pesci morti in superficie», ha per esempio scritto Aaron Vilesm, mentre altre persone hanno rinvenuto «catrame» sulle spiagge delle Chandeleur sin da martedì, ha sottolineato l’organismo International Bird Rescue, commentando l’emergenza nella quale si trovano ora quei bellissimi atolli disabitati che sono l’area di sosta preferita di molti uccelli migratori.

maggio 1, 2010

La marea nera provoca un disastro ambientale.

Dopo la Louisiana, la Florida e l’Alabama, anche il Mississipi ha decretato lo stato d’emergenza di fronte alla minaccia della marea nera del petrolio fuoriuscito dalla piattaforma Deepwater Horizon, che minaccia sempre più da vicino le sue coste. «Questa fuga di petrolio rappresenta una grave minaccia per il nostro ambiente e la nostra economia», ha dichiarato il governatore dell’Alabama, Bob Riley, in una nota. Il suo omologo del Mississipi ha annunciato di aver proclamato lo stato di emergenza «per aiutare il governo locale e le agenzie federali a lavorare insieme con maggiore efficacia per contrastare questa gigantesca marea nera».
La British Petroleum intanto ha minimizzato e virtualmente escluso la possibilità di un incidente sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, che invece, sprofondando nelle acque del Golfo del Messico, ha provocato una marea nera potenzialmente più grave di quella della Exxon Valdez. In un documento di 52 pagine del febbraio 2009, di cui l’Associated Press ha ottenuto copia, la BP indica a più riprese che è «improbabile o virtualmente impossibile» che un incidente sulla piattaforma, situata ad 80 chilometri dalla costa, possa provocare una marea nera o nuocere gravemente alle spiagge, pesci, mammiferi o alle attività di pesca nella regione.