Posts tagged ‘fiscal compact’

maggio 7, 2020

Risorgimento Socialista

di Franco Bartolomei

RISORGIMENTO SOCIALISTA si è costituito nel 2015 per lavorare ad una ristrutturazione di tutta la Sinistra Italiana quale parte attiva di una radicale rifondazione di tutto il Socialismo Europeo, ormai distrutto dalla sua illusione tragica, e fallimentare , di poter gestire in positivo lo sviluppo neoliberista delle economie sviluppate,assecondandone l’affermazione attraverso le proprie esperienze concrete di governo , e soprattutto attraverso la determinante adozione acritica ,e addirittura piu’ che convinta ,dello stesso trattato di Maastricht , che ha costituito ,il nuovo inarrestabile asse strutturale attorno a cui e’ avvenuta la omologazione assoluta delle societa’ continentali al modello liberista nei rapporti produttivi , ed ai parametri culturali ed ai moduli di consumo e di vita civile della societa’ di mercato di tipo americano , la finanziarizzazione dei processi di costruzione della ricchezza e la conseguente trasformazione della natura del credito e del ruolo del sistema bancario, e la traslazione completa alle elites tecnocratiche e monetarie sovranazionali dei centri decisionali principali degli indirizzi dello sviluppo sociale collettivo .

Il trattato di Maastricht che ha istituito l’attuale assetto della UE, non e’ riformabile secondo gli obiettivi democratici e sociali che costituiscono la ragione del nostro essere politico, e pertanto la lotta contro di esso diviene il punto centrale di ogni autentico progetto di trasformazione democratica delle societa’ europee e di ricostruzione di un tessuto di relazioni sociali in cui il lavoro riassuma centralita’ sociale, economica, e decisionale.

I due Trattati di Maastricht e Lisbona sono sicuramente modificabili solo all’interno dei loro stessi fondamenti strutturali , costituiti dalla prederminazione del modello neoliberista come unico modello di riferimento della configurazione strutturale dell’Unione , e dalla distruzione reale della sovranita’ costituzionale degli stati partecipi, ottenuta con l’ azzeramento delle politiche economiche di ciascuno conseguente all’azzeramento delle loro autonome potesta’ monetarie, indispensabile ad evitare il risorgere di possibili alternative di modello a livello degli stati nazionali. all’interno dello spazio finanziario e monetario, certo, vincolato, e condizionante ,che cementa la nuova unione ,posto nelle mani della BCE e governato da una elite’ tecnocratica,

Il Sistema Maastricht e’ strutturato per evitare in radice che si determinino assetti economici e sociali in grado di minare le ragioni strategiche dell’unione ,costruita in questo modo come elemento centrale e garante del nuovo assetto finanziario globale ed integrato che avrebbe caratterizzato il futuro indirizzo dello sviluppo del sistema economico delle economie capitalistiche sviluppate ,dopo la fine della divisione del mercato mondiale nel 1990.

Questa specifica strutturalita’ finanziaria e neo -liberista della UE di Maastricht la renda una costruzione istituzionale , finanziaria ed amministrativa ,incompatibile con qualsiasi scelta di modello ad essa inversa ed alternativa, e la rende conflittuale con tutte le strutture e gli istituti sociali ed economici che hanno costituito dal dopoguerra il modello sociale moderno degli stati costituzionali europei, condizionato dalla centralita’ assunta dal movimento dei lavoratori nella loro dialettica democratica : Le partecipazioni publiche negli apparati produttivi e nel sistema creditizio , La proprieta’ pubblica delle infrastrutture di base , La autonomia contrattuale delle parti sociali , Le rigidita’ normative a tutela del mercato del lavoro , e Le politiche pubbliche anticicliche fondate sulla disponibilita’ di spesa dei governi .

E’ petanto la stessa incondizionata finalita’ di imposizione assoluta di un modello liberista ,omogeneo alla finanziarizzazione delle economie sviluppate, propria del trattato di Maasstricht , il cui obbiettivo primo era l’azzeramento della potesta’ monetaria degli stati al fine di costruire un sistema istituzionale totalmente chiuso nella sua impostazione originaria di modello , ad indurci alla convinzione che solo una preliminare totale ripresa di forza Costituzionale degli Stati della UE, compresa anche la possibile eventualita’di una nostra uscita unilaterale dalla moneta unica, rappresenta l’unica condizione che puo’ rendere possibile una ricostruzione democratica di una nuova comunita’ politica continentale tra di essi sulla base di una ridefinizione di un accordo ampio e contrattuale , fondato sul criterio chiave per cui ogni cessione di poteri , funzioni e quote di sovranita’ ad una struttura politica , di rappresentativa ed esecutiva ,centrale e sovraordinata , puo’ avvenire solo nel pieno rispetto , garanzia e tutela, degli standard sociali ed ecomici liberamente determinati in base alle rispettive costituzioni materiali degli stati partecipanti .

La Sovranita’ Costituzionale degli Stati rappresenta quindi per noi il mezzo necessario per innescare un processo di collaborazione ed integrazione tra i popoli d’europa di ben altra natura democratica e di ben altro livello di qualita’ sociale dell’attuale Unione ,tecnocratica ed autoritaria , che impoverisce i popoli . li espropria di ogni potere decisionale, e assoggetta ogni scelta d’indirizzo generale agli interessi dell’equilibrio finanziario complessivo al cui servizio e’posto il suo ricattatorio sistema monetario .

Questa riarticolazione di una nuova unione tra i paesi d’europa dovra’ trovare la sua espressione strutturale complessiva attraverso un sistema finanziario del tutto diverso dall’attuale, molto piu’ articolato e collegato in modo flessibile al suo interno , fondato su monete nazionali sovrane ,coordinate nei rispettivi rapporti di cambio da un sistema di bande di oscillazione predeterminate tra le rispettive autorieta’ monetarie nazionali,, in grado di consentire politiche nazionali antirecessive e socialmente riequilibratrici , all’interno di un nuovo patto costituzionale comune contrattato liberamente tra paesi che hanno recuperato la dimensione piena della propria capacita’ di autonoma determinazione , superando l’assetto autocratico ,forzato e verticistico che venne codificato a Maastricht e Lisbona .

Noi vogliamo un diverso assetto monetario tra i paesi d’europa , in cui Il debito degli stati possa essere gestito con la flessibilta’ tipica delle monete sovrane , espressione naturali di sistemi economico-produttivi omogenei e di realta’ istituzionali ed amministrative definite a livello nazionale ,governabili anche attraverso una politica dei cambi , e con la possibilita’ ,che un sistema di questo tipo consente, di recuperare un significativo livello di spesa pubblica per interventi anticiclici e antirecessivi

Il nostro progetto politico di fondo è collegare tutte le piattaforme antimaastricht che pongono il recupero pieno della sovranita’ costituzionale come momento centrale di un programma politico anticrisi, e come premessa ineludibile per un mutamento radicale del modello di sviluppo , attorno ad un programma di governo sufficientemente definito negli obiettivi e nella misure da adottare, per costruire attraverso un lavoro di confronto e chiarimento un fronte politico alternativo al programma recessivo dei fiscal compact , al sistema liberista imposto e definito delle circolari della commissione europea elaborate dalle tecnocrazie che reggono i gangli decisionali dell’unione, ed alla distruzione delle politiche sociali ed industriali dei paesi d’europa imposto dalla sottrazione della sovranita’ monetaria .

All’interno di questo fronte, netto, ed alternativo ai governi della II Repubblica ,pensiamo di poter radicare il processo di ricostruzione della sinistra a cui vogliamo lavorare ., in modo di sottrarlo ad ogni possibile subalternita’ alle logiche di stabilizzazione di sistema del centro-sinistra

marzo 20, 2020

A propsito di Cina e Socialismo

Di Giuseppe Giudice.

Coronavirus: i contagi in Cina e nel mondo salgono a quasi 12 mila, 259 morti

Inizierò con una digressione: l’annuncio dato da una delle fondamentaliste dell’ordoliberismo sulla sospensione (e non di breve periodo) del famigerato Patto di Stabilità Europeo , è l’ammissione oggettiva di un fallimento epocale, anche se credo che la battaglia per l’abolizione definitiva del MES va continuata fino in fondo. Lo sappiamo da anni: il Fiscal Compact ed i parametri di Maastricht sono stati nodi scorsoi soprattutto per i paesi dell’Europa mediterranea (la Germania invece li ha costantemente sforati o addirittura ignorati con diversi trucchi contabili.) E sappiamo quanto queste regole e parametri abbiano influito sui forti tagli alla spesa sociale ed alla sanità (e favorendo i privati) . Ed indipendentemente dai governo di csd e csx o dai tecnici come Monti (comunque appoggiato anche dal casx) . E’ quindi pienamente comprensibile la ostilità verso l’Europa attuale ( o meglio la UE) ed anche verso la Germania e la Francia (che cominciano anche loro a fare i conti in modo purtroppo gravemente serio con questa terribile epidemia. E si capisce pure l’atteggiamento positivo verso la Cina che ha fornito medici, una grande quantità di materiale sanitario, respiratori per terapie intensive, ecc. Anche io, come italiano, non posso che ringraziare la Cina. Che e la nazione impegnata di più nel darci una mano in una situazione gravissima (certo , finora , la più grave d’Europa) ….ma , dal mio punto di vista, separo il mio ringraziamento verso un paese di antichissima civiltà, dal giudizio politico sulla Cina. Qualcuno , impropriamente ha parlato ,, di solidarietà internazionalista. Non vi è mai passato per la testa che una forte crisi dell’economia europea , sarebbe un dramma anche per l’economia cinese (ad esempio la Germania è il paese che ha il più forte rapporto import-export con la Cina. Certo in situazioni d’emergenza sistemi autoritari (come la Cina) o semi-autoritari (come la Coera del Sud , sono oggettivamente più avvantaggiati di altri paesi in condizioni di emergenza straordinaria, quasi da economia di guerra. La mia cultura politica mi ha sempre insegnato ad avere senso critico verso i fatti. La Cina ha tenuto nascosto per due mesi la circolazione del virus. Solo dopo la denunzia di un medico di Wuhan ha poi attivato le misure d’emergenza draconiane che comunque si sono rivelate appropriate. Ma quando si erano già sviluppati focolai a Pechino ed altre importanti città. Inoltri cinesi hanno molta più familiarità di noi verso questo tipo di viurs (pensate alla Sars ed all’aviaria) ed i loro medici hanno certo più esperienza. E comunque i focolai si sono sviluppati nei grandissimi mercati di animali selvatici di Wuhan ed altre città. Mercati dove è molto facile che avvenga il salto di specie. E comunque io non definirei per nulla la Cina un paese socialista, abbiamo un capitalismo a forte componente statale ma fortemente mercatizzato e pienamente inserito nella globalizzazione capitalistica (almeno da quando è entrata , nel 2011, nel WTO). Oggi vedo qualche ex maoista (errore che non ho mai fattoin gioventù) esaltare il modello cinese attuale, che porta le stimmate di Deng Xsiao Ping, il grande nemico di Mao e che ha completamente smantellato il modello. maoista. La gigantesca crescita ininterrotta della Cina per quasi trent’anni si è in larga misura fondata sul modello “denghista ” (con qualche aggiustamento recente) e che ha comportato anche lo sfruttamento intensivo dei bambini, turni massacranti per gli operai , assenza di sindacati liberi e di norme per la tutela ambientale. Del resto, come si fa a definire socialista un paese che ormai ha un numero di miliardari addirittura superiori a quelli degli USA e lo stesso indice di disuguaglianze. OLtre ai forti danni ambientali prodotti all’ambiente. O all’assenza di un sistema sanitario nazionale modello universalistico Beveridge-Bevan (solo oggi , con forte fatica si tenta di ovviare. Naturalmente in Cina non c’è stato solo questo; sono stati fatti grandi progressi nell’ambito dell’Hi -Tech anche grazie alle Joint-Venture con le multinazionali occidentali e giapponesi. Vi sono ingegneri ed informatici bravissimi. Ma non è certo un paese socialista, per come intendo io il socialismo di sinistra democratico e libertario. Ce sarà l’unica alternativa alla barbarie che potrà avanzare dopo questa epidemia.

febbraio 14, 2015

Ecco come l’austerità ha fatto indebitare la Grecia.

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Anche se la zona Euro e l’economia Greca dovessero sopravvivere alla crisi attuale, c’è un’assurdità nei suoi trattati (il fiscal compact) che minaccia l’esistenza della zona Euro a lungo termine. Le crisi si ripresenteranno ogniqualvolta c’è un periodo di forte crescita nella zona Euro. Squilibri nel commercio interno, surplus e deficit, riappariranno, e i paesi creditori e le istituzioni monetarie europee daranno di nuovo la stessa risposta, completamente sbagliata. Con queste premesse, e con i danni agli investimenti che questo ciclo genera, l’Europa è un continente perduto.

Ma per colmo dell’ironia è proprio Syriza, erroneamente considerata anti-Euro, che ha qualcosa che almeno somiglia a un piano per salvare l’eurozona da se stessa.

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ottobre 17, 2013

I preziosi doni di Letta a Obama


Essere ricevuti alla Casa Bianca equivale oggi, in Occidente, a quello che un tempo significava essere ammessi a corte. Oggisarà Il gran giorno per Enrico Letta in cui verrà accolto dal presidente Obama. Portando in omaggio preziosi doni. Lo si capisce dal comunicato della Casa Bianca. Anzitutto «il Presidente e il premier Letta sostengono entrambi la Pa…Visualizza altro

giugno 7, 2013

Le mani legate sull’economia


Il Fiscal Compact e i numeri del ministero dell’Economia ci condannano a non poter spendere nulla per attuare politiche anticicliche. Se non si mettono in discussione le fondamenta della politica economica europea, non ci sarà nessuna via d’uscita dalla Depressione

Dopo la fine della procedura di deficit eccessivo per l’Italia, sono in molti a dare segni di ottimisVisualizza altro

maggio 30, 2013

L’Istat annuncia la fine del mondo: 80 anni di austerità.


Non è uno scherzo o un tentativo maldestro di mettere in piedi una trama di fantapolitica. Sapevamo che la tragica approvazione, tramite Pd-Pdl, del Fiscal Compact e del pareggio di bilancio in Costituzione avrebbe provocato danni permanenti a questo paese. Danni dei quali non si ha ancora chiara l’effettiva portata. Pensando magari che “laVisualizza altro

aprile 3, 2013

Grecia: è cominciata la svendita, tocca alle ferrovie. Poi 30 mila licenziamenti.

vendita ferrovie greche-Redazione- 3 aprile 2013- La Grecia rinuncia alle sue reti Ferroviarie, autorizzandone la privatizzazione, alla vigilia della visita dei rappresentanti della Troika (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Commissione Europea) che deciderà la concessione di un’ennesima trance di aiuti, questa volta da ben 9 miliardi di euro. Costas Hatzidakis, ministro dello Sviluppo, ha iniziato, infatti, le procedure di dimissione dell’ente nazionale ferroviario, affidandone la vendita sul mercato privato del 100% delle azioni all’Hellenic Asset Development Fund, ente nazionale che si occupa della privatizzazione dei beni pubblici, che tanto ha avuto a che fare in questi ultimi tragici mesi ellenici.

La decisione è stata presa in linea con le richieste della Troika per l’ottenimento di un nuovo credito che dovrà essere deciso proprio in un incontro atteso per giovedì nella capitale ellenica.

Le imposizioni fiscali nel paese continuano e sono previste, per garantire l’adempimento delle garanzie richieste dalla Troika, che dovrebbero provocare più di 30.000 licenziamenti nel settore pubblico ed introdurre nuove imposte nell’anno fiscale in corso.

Samaras è chiamato ad un ulteriore, e difficile, missione di conciliazione tra gli schieramenti parlamentari per ottenere, ancora una volta, l’adempimento della volontà dei creditori internazionali che, interessati alle garanzie di restituzione del proprio prestito, piuttosto che alle finalità sociali cui dovrebbe essere vincolato, spingono per sempre nuove contrazioni dell’assistenzialismo statale, lasciando i greci alla mercé di un mercato sempre meno generoso.

http://www.articolotre.com/2013/04/grecia-e-cominciata-la-svendita-tocca-alle-ferrovie-poi-30-mila-licenziamenti/156160

marzo 2, 2013

Berlino, il Bundesrat blocca il fiscal compact.

La cancelliera Angela Merkel.(© Getty Images) La cancelliera Angela Merkel.

Il Bundesrat tedesco, e cioè il Senato dei Laender, ha bloccato il fiscal compact: alla Camera federale, infatti, l’opposizione rosso-verde al governo di Angela Merkel ha ormai la maggioranza. Le regioni rosso-verdi chiedono di ridiscutere il provvedimento voluto da Merkel in Commissione di mediazione, dove parlamento e Laender dovranno trovare un accordo.

: http://www.lettera43.it/economia/macro/berlino-il-bundesrat-blocca-il-fiscal-compact_4367585934.htm

febbraio 22, 2013

Perché il Fiscal Compact sprofonderà l’Europa nel baratro.

La ratifica del Trattato di stabilità fiscale condurrà a una forma di austerità perpetua e a un restringimento mortale della democrazia in Europa. Proponiamo da MicroMega online un capitolo da “Cosa salverà l’Europa. Critiche e proposte per un’economia diversa” a cura di B. Coriat, T. Coutrot, D. Lang e H. Sterdyniak (gli autori del “Manifesto degli economisti sgomenti“) , in questi giorni in libreria per Minimum Fax. 
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luglio 22, 2012

La guerra senza guerra!

Fiscal Compact
di Paolo Becchi

Poche ore fa, l’Assemblea ha approvato la ratifica del cosiddetto fiscal compact, ossia il trattato che introduce i meccanismi di stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria, e che mira – così si dice – «a salvaguardare la stabilità di tutta la zona Euro».

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