Posts tagged ‘fiom’

novembre 11, 2012

Operai e studenti uniti nella lotta!

Si sono riuniti in piazza Primavera, a Pomigliano d’Arco (Napoli) gli studenti del territorio, con il resto dei manifestanti che si erano fermati alla rampa d’accesso dell’autostrada A16. Dopo i momenti di tensioni vissuti in mattinata con il lancio di vernice contro la sede di Uilm e Banco Napoli e il tentativo di occupare l’autostrada, si e’ concluso cosi’ il corteo di protesta contro le mancate assunzioni nella newco Fabbrica Italia Pomigliano, ed i licenziamenti annunciati dall’azienda. Gli studenti, che avevano abbandonato il corteo su invito degli insegnanti, si erano fermati in piazza Primavera per discutere delle problematiche relative al settore scuola. Gli esponenti della confederazione Cobas, i disoccupati ed i gruppi dei centri sociali di Napoli, li hanno raggiunti e un comizio ha concluso la manifestazione.

”A Pomigliano e’ stata compiuta una discriminazione inaccettabile”. Cosi’ l’ex ministro Cesare Damiano, responsabile Lavoro del Pd, commenta, ad un’incontro dei comitati per Bersani, la vicenda degli esuberi nello stabilimento campano. ”E’ una vicenda penosa – ha detto – le assunzioni fatte a Pomigliano tengono fuori dalla fabbrica dei lavoratori per il solo fatto che hanno la tessera della Fiom. Ma in futuro potrebbe accadere a chi ha la tessera della Fim Cisl. E’ un’azione sconcertante – ha concluso – che tutti i sindacati hanno criticato, Marchionne continua sulla strada sbagliata”.

agosto 2, 2012

Quando un programma è chiaro.

luglio 4, 2012

Uno stabilimento di troppo.


Il ricorso della Fiat dopo la sentenza del Tribunale di Roma che le impone di assumere 145 lavoratori con tessera Fiom, ritenendo l’azienda colpevole di discriminazione.

giugno 21, 2012

Condannato il normalizzatore Marchionne.

ROMA – Il Tribunale di Roma ha condannato la Fiat per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano: 145 lavoratori con la tessera del sindacato di Maurizio Landini dovranno essere assunti nella fabbrica. Lo rende noto la stessa Fiom precisando che 19 iscritti al sindacato avranno anche diritto a 3.000 euro per i danni ricevuti.

La Fiom – spiega l’avvocato Elena Poli – ha fatto causa alla Fiat sulla base di una normativa specifica del 2003 che recepisce direttive europee sulle discriminazioni. Alla data della costituzione in giudizio, circa un mese fa, su 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano nessuno risultava iscritto alla Fiom. In base a una simulazione statistica affidata a un professore di Birmingham le possibilità che ciò accadesse casualmente risultavano meno di una su dieci milioni.

Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha agito per conto di tutti i 382 iscritti alla sua organizzazione (nel frattempo il numero è sceso a 207) e a questa cifra fa riferimento il giudice ordinando all’azienda di assumere 145 lavoratori con la tessera dei metalmeccanici Cgil. L’azione antidiscriminatoria – spiega ancora il legale della Fiom – può essere promossa dai diretti discriminati e se la discriminazione è collettiva dall’ente che li rappresenta. Per questo 19 lavoratori hanno deciso di sottoscrivere individualmente la causa e hanno ottenuto i 3.000 euro di risarcimento del danno.

giugno 9, 2012

Sciacalli: tre giorni dopo la scossa, tra i terremotati la polizia notifica sanzioni a operai Fiom.

Tra le tende e gli accampamenti dei terremotati, gli agenti della Digos di Modena notificano ad alcuni operai pesanti sanzioni a seguito della manifestazione del 29 marzo scorso.
 Le sanzioni, alcune del valore di oltre mille euro, riguardano l’imponente manifestazione in difesa dell’Articolo 18 che per diverse ore non solo ha bloccato la via Emilia, la tangenziale e l’Autostrada del Sole: oltre 10mila tute blu, secondo gli organizzatori, sfilarono in quell’occasione per garantire la salvaguardia dei loro diritti e alzare la voce contro la precarietà.
Per Cesare Pizzolla, segretario del sindacato a Modena, è evidente che le multe decise dalla questura non tengono conto “del forte malessere che serpeggia fra i lavoratori verso i provvedimenti del Governo e che erano alla base dello sciopero e della manifestazione del 29 marzo scorso”.
La Fiom, nel caso che non si provveda al ritiro dei duri provvedimenti, ha dichiarato che darà assistenza legale ai propri iscritti che intendano fare ricorso: i lavoratori infatti hanno agito nell’unico modo che avevano per far sentire le proprie ragioni. Per il sindacato dei metalmeccanici le sanzioni recapitate altro non sono “che un atto grave e inopportuno”, per questa ragione si farà il possibile per tutelare tutti gli affiliati che sono stati colpiti.
giugno 4, 2012

Bruno Buozzi un martire del sindacalismo italiano.

Bruno Buozzi (Pontelagoscuro, 31 gennaio 1881Roma, 4 giugno 1944) è stato un sindacalista e politico italiano. Fu tra i più autorevoli sindacalisti italiani della prima metà del ‘900 e fu deputato socialista dal 1920 al 1926.

Operaio metallurgico, socialista riformista, nel 1911 assunse la carica di segretario generale della FIOM. Nel settembre del 1920 fu l’ideatore e il principale promotore dell’occupazione delle fabbriche metallurgiche. Continuamente corteggiato da Mussolini sin dal 1919, al contrario di altri eminenti sindacalisti socialisti che cedettero al collaborazionismo, a partire dall’11 giugno 1924, ovvero dopo la crisi politica decretata dall’omicidio Matteotti, iniziò a sfidare apertamente il fascismo rappresentando, insieme a Filippo Turati, il Partito Socialista Unitario nel seno del “Comitato dei sedici”.

Bruno Buozzi a Roma nel 1924.

Nel marzo del 1925 guidò gli ultimi imponenti scioperi del periodo fascista. Nel dicembre del 1925, rimasto l’unico sindacalista di un certo calibro a non volersi piegare di fronte al fascismo, si vide costretto da un imperativo morale a succedere a Ludovico D’Aragona, nella guida della Confederazione Generale del Lavoro.

Perseguitato dal regime e minacciato più volte di morte, nell’ottobre del 1926 si trasferì in Francia ove ricostituì la sede della CGdL. In Francia si occupò della difesa dei diritti dei lavoratori italiani emigrati all’estero e fece attiva opera antifascista attraverso la direzione del giornale “L’Operaio Italiano” che, pubblicato in formato ridotto, venne anche fatto circolare clandestinamente in Italia. Fu catturato dai tedeschi nel 1942 e consegnato all’Italia, che lo confinò a Montefalco, ove prese alloggio in un piccolo stabile in prossimità delle mura urbiche. Sulla facciata è stata apposta una lapide commemorativa.

Liberato dopo il 25 luglio 1943, fu attivo nella Resistenza, lavorò con Giuseppe Di Vittorio e Achille Grandi per la rinascita del sindacato, ma non poté firmare il Patto di Roma (9 giugno 1944) che ha fatto nascere la CGIL, perché tra la notte e la mattina del 3 e il 4 giugno 1944, insieme ad altri tredici prigionieri, Buozzi fu arrestato e fucilato dai tedeschi in fuga da Roma, che lo tenevano in ostaggio, in località La Storta sulla via Cassia, a pochi chilometri da Roma (eccidio de La Storta).

maggio 17, 2012

Chi lavora non è in grado di vivere – puntata 24 – Servizio Pubblico

marzo 19, 2012

‘Intesa con tutte le parti’

marzo 15, 2012

Sei donna? Niente premio di produzione!

“Niente premi di produzione perché siamo donne”. Operaie del gruppo Fiat in rivolta

Alla Ferrari e Maserati di Modena si applica “l’accordo di Pomigliano”. Il bonus di 600 euro scatta solo per chi ha lavorato almeno 870 ore all’anno e per le lavoratrici il diritto di maternità, escluso dal conteggio delle ore, diventa un impedimento

Sono più di mille, lavorano alla Ferrari, alla Maserati e alla Cnh. Sono le operaie e le impiegate modenesi del gruppo Fiat, che da gennaio stanno portando avanti la lotta per il diritto alla maternità. Sì, perché con il contratto separato approvato a fine anno, per ognuna di loro avere un figlio significa anche rischiare di perdere il premio di produttività di 600 euro. “Un accordo che discrimina” è la denuncia della Fiom Modena.

marzo 9, 2012

9 marzo: una giornata da ricordare.

Alle 9,30 ero in piazza S.Giovanni, puntuale per niente al mondo mi sarei perso questo appuntamento con la Democrazia.

I Compagni del servizio d’ordine della Fiom mi hanno regalato le aste per le bandiere. Ad un certo punto una mestrina mi si è avvicinata chiedendomi le motivazioni dello sciopero. Mi sono emozionato ho parlato dello Statuto dei lacoratori ad un fruppo di ragazzine di diciotto anni che magari non sapevano nemmeno chi fosse Gino Giugni. Gli ho parlato di quella stagione meravigliosa che portò ad approvare tante leggi a tutela dei diritti dei lavoratori, ho parlato loro dell’art. 18, ho detto loro che questo governo sta loro rubando il futuro. Ho parlato di socialismo dciendo che il socialismo e l’idea della solidarietà, della difesa dei più deboli, della democrazia. E’ passato Dilibero si è fermato a d ascoltare, rideva compiciuto. Gli ho detto che anche i socialisti oggi erano al fianco della Fiom “era ora” ha commentato. bandiere rosse, compagni da tutta italia. I compagni della Fincantieri di Genova incazzati e forti. Che giornata ragazzi.