Posts tagged ‘fininvest’

luglio 12, 2011

Repubblica brinda e Silvio paga.

Fininvest pagherà quanto dovuto per la sentenza sul lodo Mondadori. A dirlo è stato uno degli avvocati di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini. “Fininvest pagherà”, ha detto Ghedini che ha anche aggiunto: “no categorico” all’ipotesi di una legge per bloccare il pagamento. Fininvest pagherà e “speriamo poi che riabbia i soldi indietro dopo che la Cassazione avrà fatto giustizia”. E’ quanto ha detto Niccolò Ghedini, legale del premier, in riferimento alla condanna emessa nei giorni scorsi dalla II corte d’appello di Milano che ‘impone’ a Fininvest il pagamento di 560 milioni di euro di risarcimento a Cir per il caso Lodo Mondadori.

caro Silvio così impari a rubare.

luglio 8, 2011

Il giallo Mondadori.


novembre 21, 2010

Berlusconi, Dell’Utri e Cianciminio. Qual’è la verità?

La caccia ai riscontri è apertissima: conti correnti bancari, libretti al portatore, depositi. E persino la ricerca di un ristorante e del personale che vi lavorava in cui si sarebbe svolto tra il ’73 e il ’75 il faccia a faccia tra Vito Ciancimino, allora fresco ex sindaco di Palermo, e l’imprenditore Silvio Berlusconi. La procura antimafia di Palermo ha ricevuto dagli investigatori della Dia i primi esiti dell’indagine nata dalle dichiarazioni di Massimo Ciancimino e della madre Epifania Scardino, la quale ha ricostruito pochi giorni fa due viaggi a Milano fatti col marito per un affare che doveva concludere con Berlusconi. E che, ha raccontato Ciancimino junior, ha dato i suoi frutti economici. Massimo Ciancimino lo ha dichiarato ai pm antimafia di Palermo: il padre Vito, ex sindaco Dc, arrestato nell’84 per i legami con i boss Totò Riina e Bernardo Provenzano, investì nel 1972 un miliardo e mezzo di lire a Milano 2, il centro residenziale costruito alle porte di Segrate dalla società Edilnord del Gruppo Fininvest di Berlusconi. Anni dopo, quando Massimo cominciò a raccogliere i racconti del padre, apprese che quell’operazione c’era stata e che era anche andata a buon fine: Ciancimino senior incassò non solo i soldi versati ma anche i proventi di quell’investimento.

luglio 9, 2010

Questa piace ad Antonio.

Manovra: Il Pd scova nel testo una norma pro Fininvest. Non è stato facile trovarla: era abilmente celata tra le norme pro Berlusconi.

aprile 21, 2010

Caso Mills: Berlusconi colpevole.

cassazione: MILLS RETICENTE, FAVORI  BERLUSCONI

 

(AGI) – Roma, 21 apr. – David Mills fu reticente, in qualita’ di testimone, nei processi Arces e All Iberian per favorire Silvio Berlusconi, imputato in quei procedimenti. Ne e’ convinta la cassazione che, nelle motivazioni della sentenza con cui, il 25 febbraio scorso, dichiaro’ prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari contestato all’avvocato inglese, sottolinea che “il fulcro della reticenza di David Mills, in ciascuna delle sue deposizioni, si incentra, in definitiva, nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest, e non alla persona di Silvio Berlusconi, la proprieta’ delle societa’ offshore, in tal modo favorendolo in quanto imputato in quei procedimenti”. Questo perche’, si legge nella sentenza n.15208 delle Sezioni unite penali, “era necessario distanziare la persona di Silvio Berlusocni da tali societa’, al fine di eludere il fisco e la normativa anticoncentrazione” la cosiddetta legge Mammi’ sui mezzi di comunicazione di massa, “consentendo anche, in tal modo, il mantenimento della proprieta’ di ingenti profitti illecitamente conseguiti all’estero e la destinazione di una parte degli stessi a Marina e Pier Silvio Berlusconi”. La reticenza, sottolineano gli ‘ermellini’, “si concreta in un comportamento omissivo nel tacere in tutto o in parte cio’ che il testimone sa circa i fatti sui quali e’ interrogato: il testimone non ha certamente l’obbligo di rivelare fatti sui quali non e’ interrogato, ma, quanto all’oggetto dell’interrogatorio, deve essere sincero, preciso ed esauriente su ogni particolare”. Il tacere, infatti, “ha rilievo in relazione alla materia dell’esame cui il testimone e’ sottoposto e, nella vicenda che ci occupa – spiegano i giudici di ‘Palazzaccio’ – chiarissimo era l’oggetto dell’indagine dei giudici e Mills, nei processi Arces e All Iberian, si era perfettamente reso conto della pertinenza dei fatti e delle circostanze da lui conosciuti all’oggetto dell’indagine e della loro suscettivita’ di portare un contributo alla prova”. Era stato lo stesso Mills, ricorda la Cassazione ripercorrendo le tappe del lavoro dei giudici milanesi, ad “ammettere la propria reticenza”, in particolare nella lettera inviata nel febbraio 2004 a Robert Drennan dello studio Rawlinson & Hunter, nell’ambito di un’indagine fiscale effettuata dalle autorita’ britanniche. Nella missiva, Mills “oltre a riepilogare le vicende relative all’inaspettato guadagno rappresentato dal dividendo di circa 1,5 milioni di sterline (il cosiddetto dividendo Horizon) ‘proveniente dalle societa’ di Mr.B.’, aveva anche raccontato come egli, con la sua testimonianza, avesse ‘tenuto Mr.B. Fuori da un sacco di problemi’ evitando di dire tutto cio’ che sapeva”, nonche’, si legge ancora nella sentenza depositata oggi, “come, all’incirca alla fine del 1999, gli fosse stato detto che avrebbe ricevuto dei soldi, segnatamente 600mila dollari, da considerare quale un prestito a lungo termine od un regalo”.

febbraio 19, 2010

Sette domande al Primo Ministro italiano, Signor Silvio Berlusconi

 

 

Al Primo Ministro della Repubblica Italiana sono state rivolte dieci domande circa le sue relazioni con una ragazza minorenne invitata più volte anche a cene ufficiali. Fino ad ora si è rifiutato di rispondere. Si potrebbe fare uno sconto al Signor Silvio Berlusconi, chiedendogli di rispondere a sette domande, secondo noi molto più importanti.

Signor Berlusconi, potrebbe rispondere pubblicamente a queste domande?

 Premessa: La Banca Rasini di Milano, di proprietà negli anni ’70 di Carlo Rasini, è stata indicata da Sindona e in molti documenti ufficiali di magistrati che hanno indagato sulla mafia, come la principale banca utilizzata dalla mafia per il riciclo del denaro sporco nel Nord – Italia. Di questa Banca sono stati clienti Pippo Calò, Totò Riina e Bernardo Provenzano, negli anni in cui formavano la cupola della mafia. In quegli stessi anni il Sig. Luigi Berlusconi lavorava presso la Banca, prima come impiegato, poi come Procuratore con diritto di firma e infine come Direttore.

  • 1) Nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi ratifica un’operazione molto particolare: la banca Rasini acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d’amministrazione figurano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus. Questo Luigi Berlusconi, procuratore con diritto di firma della banca Rasini, era suo padre?
    2) Sempre intorno agli anni ’70 il Sig. Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca Rasini ventitre holding come “negozi di parrucchiere ed estetista”, è lei questo Signor Silvio Berlusconi?
     3) Lei ha registrato presso la banca Rasini, ventitre “Holding Italiane” che hanno detenuto per molto tempo il capitale della Fininvest, ed altre 15 Holding, incaricate di operazioni su mercati esteri. Le ventitre holding di parrucchiere, che non furono trovate ad una prima indagine della guardia di finanza, e le ventitre Holding italiane, sono la stessa cosa?
     4) Nel 1979 il finanziere Massimo Maria Berruti che dirigeva e poi archiviò l’indagine della Guardia di Finanza sulle ventitré holding della Banca Rasini, si dimise dalla Guardia di Finanza. Questo signor Massimo Maria Berruti è lo stesso che fu assunto dalla Fininvest subito dopo le dimissioni dalla Guardia di Finanza, fu poi condannato per corruzione, eletto in seguito parlamentare nelle file di Forza Italia, e incaricato dei rapporti delle quattro società Fininvest con l’avvocato londinese David Mills, appena condannato in Italia su segnalazione della magistratura inglese?
     5) Nel 1973 il tutore dell’allora minorenne ereditiera Anna Maria Casati Stampa si occupò della vendita al Sig. Silvio Berlusconi della tenuta della famiglia Casati ad Arcore. La tenuta dei Casati consisteva in una tenuta di un milione di metri quadrati, un edificio settecentesco con annesso parco, villa San Martino, di circa 3’500 metri quadri, 147 stanze, una pinacoteca con opere del Quattrocento e Cinquecento, una biblioteca con circa 3000 volumi antichi, un parco immenso, scuderie e piscine. Un valore inestimabile che fu venduto per la cifra di circa 500 milioni di lire (250’000 euro) in titoli azionari di società all’epoca non quotate in borsa, che furono da lei riacquistati pochi anni dopo per circa 250 milioni. (125’000 euro). Il tutore della Casati Stampa era un avvocato di nome Cesare Previti. Questo avvocato è lo stesso che poi è diventato suo avvocato della Fininvest, senatore di Forza Italia, Ministro della Difesa, condannato per corruzione ai giudici, interdetto dai diritti civili e dai pubblici uffici, e che lei continua a frequentare?
    6) A Milano, in via Sant’Orsola 3, nacque nel 1978 una società denominata Par.Ma.Fid. La Par.Ma.Fid. è la medesima società fiduciaria che ha gestito tutti i beni di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e riciclatore di capitali per conto dei clan di Giuseppe e Alfredo Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Gaetano Carollo, Carmelo Gaeta e altri boss – di area corleonese e non – operanti a Milano nel traffico di stupefacenti a livello mondiale e nei sequestri di persona. Signor Berlusconi, importanti quote di diverse delle suddette ventitre Holding verranno da lei intestate proprio alla Par. Ma.Fid. Per conto di chi la Par.Ma.Fid. ha gestito questa grande fetta del Gruppo Fininvest e perché lei decise di affidare proprio a questa società una parte così notevole dei suoi beni?
    7) Signor Berlusconi da dove sono venuti gli immensi capitali che hanno dato inizio, all’età di ventisette anni, alla sua scalata al mondo finanziario italiano?

 Veda, Signor Berlusconi, tutti gli eventuali reati cui si riferiscono le domande di cui sopra sono oramai prescritti. Ma il problema è che i favori ricevuti dalla mafia non cadono mai in prescrizione, i cittadini italiani, europei, i primi ministri dei paesi con cui lei vuole incontrarsi, hanno il diritto di sapere se lei sia ricattabile o se sia una persona libera.