Posts tagged ‘financial times’

settembre 1, 2010

Italia: un giovane su quattro è senza lavoro e gli altri non è che stiano meglio.

Per un ragazzo italiano è quasi normale non avere un lavoro: oltre un giovane su quattro è infatti disoccupato. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, il tasso di disoccupazione giovanile, cioè di coloro che hanno un’età compresa tra 15 e 24 anni, è del 26,8%, in aumento rispetto a luglio 2009 (25,7%), ma in diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto a giugno 2010. Se ai giovani va male, non va meglio al resto della popolazione: a luglio il tasso di disoccupazione è stato dell’8,4%, stabile rispetto al mese precedente, ma in aumento dello 0,5% rispetto a luglio 2009. In un anno gli occupati sono diminuiti di 172mila unità. Rispetto a giungo 2010 invece si è registrata una diminuzione di 18mila unità (-0,1%).

E alla crisi dell’economia italiana è oggi dedicato un editoriale del Financial Times intitolato “Si sbiadisce la ‘bella figura’ dell’Italia”. Secondo il quotidiano della City, “il Pil reale italiano è cresciuto di 10 punti percentuali in meno rispetto alla media dell’eurozona negli ultimi 10 anni”. Ad aggravare la situazione è l’attuale crisi politica, visto che “questa lotta intestina nella destra della politica italiana potrebbe portare solo a una ulteriore stagnazione economica”.(il fatto quotidiano)

dicembre 9, 2009

greenpeace scala il colosseo.

Otto attivisti di greenpeace sono saliti sul monumento simbolo di Roma e hanno aperto uno striscione di 300 metri quadrati: “COPENHAGEN, ACCORDO STORICO ADESSO. Make history NOW!”. Ai piedi del Colosseo cinquanta volontari hanno composto con i loro corpi la scritta umana “Act now”.

A Copenhagen qualsiasi accordo genericamente politico – e non legalmente vincolante – o che voglia dilazionare nel tempo gli impegni è un modo per sprecare un’occasione storica.

A incontrare gli attivisti in azione al Colosseo è arrivato anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha appoggiato la protesta, chiedendo al Governo italiano di essere forza trainante per l’accordo sul clima. Ci auguriamo che un simile appello, in arrivo da un esponente della stessa maggioranza, sia di stimolo perché Berlusconi abbandoni l’atteggiamento di retroguardia sia in sede europea che a Copenhagen.

Non è troppo tardi! Ma è necessario che i Paesi industrializzati siano i primi a fare il primo passo impegnandosi a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40% al 2020, e garantendo risorse finanziarie pari a 110 miliardi di euro all’anno per fronteggiare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo.

Il nostro rapporto Energy [R]evolution mostra che ce la possiamo fare. Anche se qualcuno prova a intimidirci. Oggi, infatti, il Financial Times ha pubblicato in esclusiva la notizia che Enel ha chiesto a Greenpeace 1.600.000 euro di danni per le azioni di protesta dei nostri attivisti presso le centrali a carbone.
Se Enel pensa di imbavagliarci, otterrà il risultato opposto.