Posts tagged ‘fibroblasti’

gennaio 5, 2012

Scoperto il gene della sordità della terza età.

Individuato il che potrebbe essere responsabile dell’insorgere della sordita’ correllata alla vecchiaia. E’ quanto ha annunciato un gruppo di ricercatori della Washington University School of Medicine in uno studio pubblicato sulla rivista Plos Biology.  La scoperta offre la speranza che un giorno si possa disporre di un trattamento in grado di prevenire la perdita dell’udito che colpisce la meta’ delle persone che hanno superato i 60 anni di eta’. I topolini privati del in questione, chiamato , sembravano perfettamente sani, ma avevano perso del tutto l’udito. I ricercatori hanno trovato che i due terzi delle loro esterne, le delicate dell’orecchio interno che amplificano i suoni, erano scomparse. Un danno a queste e’ associato alla perdita dell’udito. Lo studio suggerisce quindi che questo , che si trova anche negli esseri umani, potrebbe essere fondamentale per cercare di far crescere nuove , considerate il santo graal del trattamento contro la sordita’.

agosto 25, 2011

Identificati interruttori del tessuto cardiaco.

Le sono la prima causa di al mondo, uccidendo circa 7 milioni di persone ogni anno.

Nonostante gli sforzi della ricerca, non si e’ ancora riusciti a realizzare un’efficace terapia di rigenerazione dei muscoli cardiaci. Ora un nuovo studio, appena pubblicato su Development, sembra finalmente segnare un deciso passo in avanti in questa direzione.

Un team di scienziati dell’Universita’ di Oxford e dell’Universita’ di Coimbra, in Portogallo, ha scoperto la molecola chiave responsabile dello sviluppo del cuore e dei diversi vasi sanguigni nell’embrione del pesce zebra, un pesce tropicale che negli ultimi 20 anni e’ diventato un importante modello per la comprensione dello sviluppo dei vertebrati e di alcune . La molecola, chiamata fattore di crescita dei (FGF) funziona come un “interruttore”, essendo in grado di inibire e attivare i geni responsabili dello sviluppo dei tessuti cardiaci. Ma gli scienziati hanno anche scoperto che la manipolazione dei livelli di FGF permette di controllare quali tessuti formare, il che potrebbe essere il primo passo verso trattamenti in grado di generare vasi sanguigni e tessuti secondo le specifiche esigenze del paziente. Lo studio e’ stato effettuato sul pesce zebra, ma e’ noto che l’FGF influenza anche lo sviluppo del cuore umano. Un altro aspetto interessante dello studio e’ il fatto che alti livelli di FGF producono un aumento della massa cardiaca. “Questo – dice Filipa Simoes, primo autore dello studio – potrebbe essere il meccanismo che sta dietro l’apparenza dei quattro ventricoli (il pesce zebra ne ha solo 2), che, svolgono un lavoro piu’ energico ed efficiente, il che ha permesso agli animali a sangue caldo di mutare definitivamente il paesaggio terrestre”.

gennaio 6, 2011

Nuova scoperta per inibire sviluppo tumore al seno.

Potrebbe essere una nuova arma in mano alla medicina, nella lotta al cancro alla mammella. Lo studio
I ricercatori della Wake Forest University Baptist Medical Center (Usa) hanno fatto una scoperta che potrebbe essere la chiave per inibire la crescita del tumore al seno, o cancro alla mammella. Si tratterebbe di un peptide che si trova sia nel sangue che nei tessuti in grado frenare lo sviluppo del cancro.

Nello specifico, ai topi utilizzati per la ricerca sono state iniettate cellule tumorali del seno umane. Queste hanno permesso lo sviluppo dei due tipi più comuni di cancro mammario, estrogenorecettori e HER2 sensibili.

Come riportato sulla rivista Cancer Research, dopo che si era sviluppato il tumore, i topi sono stati suddivisi in due gruppi. Un primo gruppo ha ricevuto iniezioni di angiotensina-(1-7); il secondo gruppo iniezioni di semplice soluzione fisiologica (acqua e sale), per 18 giorni.
Al termine del periodi di test, i topi trattati con ACE-(1-7), si è mostrata una riduzione del 40% delle dimensioni del tumore, rispetto ai topi del gruppo trattato con la soluzione fisiologica.
Altresì, nei topi trattati con l’angiosteina-(1-7) si è vista una riduzione della fibrosi nell’ordine del 64% fino al 75%.

 

 

Lo studio, condotto su modello animale dalle ricercatrici Patricia E. Gallagher e E. Ann Tallant, ha mostrato che il peptide, cosiddetto angiotensina-(1-7), è riuscito ad attaccare il cancro al seno in due modi: attraverso l’inibizione della crescita delle cellule tumorali del seno e inibendo la crescita dei fibroblasti associati al tumore (CAF) , cellule del microambiente tumorale, il tessuto contiguo al tumore.