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dicembre 2, 2011

MARCHIONNE, LA FIAT PUO’ LASCIARE L’ITALIA

(AGI) – Roma, 1 dic. – La Fiat puo’ lasciare l’Italia: lo ha affermato l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne. “Possiamo lasciare l’Italia. Siamo una multinazionale e abbiamo attivita’ in tutto il mondo. Potremmo andare avanti anche senza l’Italia. Chi pensa di poter condizionare la Fiat, si sbaglia alla grande” ha sottolineato Marchionne ai microfoni di Radio 24 al margine di una conferenza organizzata a Washington dal Council for the United States and Italy, intervistato da Mario Platero per America24.
“Abbiamo avuto la maggior parte dei lavoratori che ha appoggiato un’alternativa. Il treno e’ passato ed e’ inutile cercare di insistere che bisogna rinegoziare. Quella decisione e’ stata presa e non possiamo continuare a votare finche’ non vince la Fiom. E’ la tirannia della minoranza verso la maggioranza. La Fiat non puo’ essere la vittima di questa minoranza”. “Il fatto e’ – ha proseguito Marchionne – che un operaio su dieci vuole condizionare l’andamento dell’azienda.

Marchionne è un delinquente che pensa esclusivamente al profitto finanziario della Fiat ed al suo lauto megastipendio. Un tempo simili dichiarazioni portavano all’occupazione delle fabbriche. Ora invece solo la CGIL cerca disperatamente di difendere i livelli occupazionali. Bisogna reagire riportando la democrazia ed il controllo operaio in fabbrica, bisogna togliere alla Fiat gli stabilimenti che lo stato gli ha regalato con in soldi dei contribuenti. Non dobbiamo fidarci di nessuno se non di noi stessi. Anche perchè la cd. sinistra non ha una politica industriale di contrasto al padronato arrogante ed aggressivo, anzi crede che dismettendo il partrimonio pubblico dello Stato possa risolvere la crisi. Così facendo si regala ai ricchi quello che è ditutti. L’unica soluzione è costruire un sistema basato sulle cooperative e sul ritorno alle partecipazioni statali d’intesa con la confindustria e i sindacati, perchè lo stato non ha interesse a delocalizzare.

novembre 10, 2010

FMA: le bugie di Marchionne.

“Produrre redditività quando le fabbriche sono chiuse è pressocchè impossibile considerando che a Pratola Serra nel 2009 abbiamo lavorato 73 giornate sulle 250 programmate”. E’ quanto ha affermato Giuseppe Morsa, Rsu della Fiom Cgil della Fma, alla trasmissione di Lucia Annunziata “iN 1/2h”, andata in onda il 31 ottobre scorso. Morsa, presente in studio insieme a tanti altri operai degli stabilimenti Fiat presenti in Italia, ha voluto replicare alle dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato dell’azienda torinese, Sergio Marchionne. “Per quanto riguarda il costo della manodopera, su un prodotto finito, solo il 7% è il costo che va attribuito ai lavoratori per cui se c’è un problema di produttività non certo è colpa del lavoratore. La Fiat ha deciso di progettare il motore della Nuova Panda a Pomigliano, per poi farlo produrre in Polonia ed in seguito farlo ritornare a Pomigliano per il montaggio. Se tutto questo non è antieconomico, – conclude Morsa – me lo spieghi lui come vuole fare l’industria”.

La verità che nessuno dice è che Marchionne ha deciso di chiudere la FMA e mandare a casa gli operai.

Senza fare troppo casino.