Posts tagged ‘feltri’

novembre 5, 2010

Ghedini VS Santoro sulla scorta a Belpietro, Fede, Feltri (Anno Zero, 4/11/2010)

ottobre 9, 2010

Sul Fatto Quotidiano le telefoneate che inchiodano Sallusti e compagni

CASO MARCEGAGLIA-IL GIORNALE
Esclusivo: gli audio delle intercettazioni

Sul sito de ilfattoquotidiano.it le telefonate, già messe a disposizione della difesa, che sono costate al direttore Alessandro Sallusti e al suo vice Nicola Porro un’inchiesta per violenza privata ai danni del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Subito dopo un fondo in cui Sallusti attaccava la numero uno degli industriali “rea” di aver criticato il governo e la campagna del quotidiano di via Negri su Gianfranco Fini e la casa di Montecarlo, Porro chiama Rinaldo Arpisella, braccio destro della Marcegaglia, e dice: “Spostati i segugi da Monaco a Mantova”. E ancora: “Adesso ci divertiamo, per venti giorni romperemo il cazzo alla Marcegaglia come pochi al mondo”. Arpisella prende la faccenda molto sul serio e appare preoccupato. Immediatamente, telefona al membro del cda di Mediaset, Mauro Crippa. E gli dice che il Giornale ha pronto “un dossier su Emma”. Crippa commenta: “Allora sono cazzi. Se parte Feltri va avanti due settimane. Telefona a Confalonieri”. Risultato: le notizie sulla Marcegaglia non escono. A bloccare il tutto, come racconta a verbale la presidente di Confindustria, sarà il più vecchio e fidato amico del premier.

ottobre 8, 2010

e adesso tocca alla Marcegaglia.

Sallusti e Porro de Il Giornale indagati per violenza privata contro la numero uno di Confindustria. Dossier perché criticava il governo. Feltri: “Se qualcuno ha sbagliato ben venga la magistratura”

 Dopo il caso Boffo e quello della casa di Montecarlo attribuita al cognato di Gianfranco Fini, esplode l’affaire Marcegaglia. La procura di Napoli tiene sotto intercettazione il telefono del portavoce della presidente degli industriali. E scopre che dopo un’intervista rilasciata al Corriere della sera in cui Emma Marcegaglia criticava l’esecutivo, da via Negri parte una telefonata: “Adesso ci divertiamo, per venti giorni romperemo il cazzo alla Marcegaglia come pochi al mondo”. Il numero uno di Confindustria spiega ai magistrati: “Ho percepito l’avvertimento come un rischio reale e concreto per la mia persona e la mia immagine. Tanto che mi misi in contatto con Fedele Confalonieri”. Ma dalla sede del quotidiano di via Negri i protagonisti della vicenda minimizzano. Le frasi intercettate sono tutte vere, ma sono state dette in maniera scherzosa. Quella che per gli investigatori è una macchina del fango, secondo Vittorio Feltri è solamente una burla : “Porro stava solo cazzeggiando con l’addetto stampa della Marcegaglia”

settembre 26, 2010

Feltri se ne va. Finalmente!

Feltri ha lasciato la direzione de “Il Giornale”. Dopo essersi ricattato con un dossier.

settembre 25, 2010

Bocchino accusa Berlusconi di dossieraggio.

settembre 23, 2010

Vittorio Feltri verso la radiazione.

Linciaggi sui giornali. Lettere anonime spacciate per documenti giudiziari come quella che è costata il posto all’ex direttore di Avvenire e una sospensione di sei mesi a Vittorio Feltri. Ma non è finita. Ci sono anche servizi che ledono la privacy, diffusi al pubblico come scoop giornalistici. E’ il “metodo Boffo” che si fa sistema. Per screditare gli avversari politici e non solo. E’ l’ultimo assalto alla democrazia da parte di Berlusconi e della sua stampa armata che alza sempre più il tiro. E dopo il caso del giudice Raimondo Mesiano per il quale il giornalista Claudio Brachino è stato sospeso due mesi e l’ex direttore del giornale dei vescovi, oggi mira al presidente della Camera Gianfranco Fini. L’ultimo colpo menato dagli aziendalissimi cronisti di Libero e de Il Giornale è un documento che dimostrerebbe come Giancarlo Tulliani sia il reale proprietario dell’appartamento di Montecarlo. La notizia rimbalza dal governo di Saint Lucia in Italia attraverso due giornali online di Santo Domingo. Proprio nel giorno in cui alla Camera si discute sull’utilizzo delle intercettazioni per il caso dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. E subito volano gli stracci. Con i finiani che ieri gridavano a una porcata organizzata da settori dei servizi segreti  e che oggi ribadiscono il concetto con un editoriale del direttore del Secolo d’Italia, Flavia Perina. I berluscones, però, non si fermano. Vanno avanti e rilanciano. Con lo stesso Feltri che nell’editoriale di ieri scriveva: “Fini non ha detto la verità, ecco la prova”. Mentre Maurizio Belpietro dalle colonne di Libero arriva a pubblicare la foto del presidente della Camera nudo e coperto solo da una metaforica foglia di fico.

settembre 16, 2010

In vendita un’edizione più moderna della Bibbia.

Talmente moderna che a……                                                                                                                                                                                                                                                          resuscitare Gesù ci pensa Belen Rodriguez

. … la manna contiene solo lo 0,5% di grassi 
. …Dio dice: “Tu, donna, partorirai al Policlinico di Messina”.                                                                                                                                                    …..Gesù è stato prelevato dal Mossad e adesso è recluso in una località sconosciuta. 

 …lo Spirito Santo suggerisce a Maria di toccarsi più spesso
 …Feltri ha un dossier su Pilato (Daniele Luttazzi blog)

giugno 30, 2010

Feltri e lo sciopero dei lettori.

Alla richiesta di Berlusconi di sciopero dei lettori, Feltri, dalle colonne del Giornale, ha risposto così:

Caro presidente Berlusconi,
leggo sulle agenzie che lei è favorevole ad uno sciopero degli italiani contro i giornali perché disinformano e prendono in giro i lettori. Sarebbe una buona idea se non presentasse un rischio: che gli italiani poi la applichino anche contro i politici. I quali nel nostro Paese sono i soli più bravi dei giornalisti a prendere in giro i cittadini, lettori ed elettori.

Ogni tanto anche Feltri ha un rigurgito di coscienza.

marzo 28, 2010

Feltri sospeso.

Caso Boffo. L’Ordine dei giornalisti sospende Feltri: per i prossimi sei mesi non dovrà avere niente a che fare con l’attività di giornalismo. Quindi potrà continuare a dirigere il Giornale.

gennaio 4, 2010

La finestra sul cortile. Farefuturo.

Fare futuro, fondazione di destra vicina al Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini Risponde a Feltri. Ecco l’articolo integrale apparso oggi sul sito web della fondazione a firma di Filippo Rossi.

 

Caro Feltri, la politica è cosa più complessa che vendere quotidiani

Qualche risposta
al capopopolo del Giornale

Il discorso è semplice. E anche se rischia di essere ripetitivo, vale la pena ribadirlo: perché così proprio non va. E allora eccoci di nuovo qui a dover polemizzare con il “Montanelli” del nuovo millennio, quel Vittorio Feltri che si è autoproclamato come unico depositario delle idee, degli umori, delle speranze degli elettori del centrodestra. Quel Vittorio Feltri che si è fatto re senza popolo, si è fatto generale senza esercito. Può farlo, ovviamente, grazie alla gloriosa tradizione pluridecennale del giornale che dirige. E grazie anche al fatto che lo stesso quotidiano appartiene, casualmente, alla famiglia del leader del centrodestra. E allora, visto che tra quei milioni di elettori c’è anche, da sempre e umilmente, il sottoscritto, è come elettore che mi arrogo il diritto di replicare al capopopolo del Giornale ricordandogli e ricordando a tutti che la politica è cosa più complessa, molto più complessa che vendere i giornali. E anche più sofisticata.

In primo luogo perché i numeri coinvolti sono infinitamente maggiori: quanto vende il Giornale? Centomila? Duecentomila? Grandi numeri, complimenti. Nessuno nega che Vittorio Feltri sia un direttore dalle uova d’oro: lo ha dimostrato ogni volta, dall’Europeo in avanti. Chapeau! Ma quanti sono gli elettori del Pdl? Per la precisione: 13.957.303. Insomma, quattordici milioni circa. E allora, dovrebbe spiegare, Vittorio Feltri perché lui e le sue centinaia di migliaia di lettori dovrebbero rappresentare quattordici milioni di italiani. Al di là del merito, al di là dei contenuti e delle polemiche, esiste per caso una legge empirica che sancisce questo collegamento? Giusto per fare un esempio: quanti elettori del centrodestra comprano il Corriere della Sera? Non è dato saperlo, ma a occhio è molto probabile che siano molti di più. E allora, che si fa? A chi si dà ragione? Ai militanti duri e puri o agli elettori più pacati, più moderati? La risposta di Feltri appare ovvia ma non è per nulla scontata. E ricorda la retorica dei fascisti della prim’ora, quelli che pensavano di essere depositari dell’anima genuina del regime.

Ma la politica, non è questione di identità forti. È piuttosto questione di dialogo e, ancor di più, di analisi dei problemi. Non è questione di tifo da stadio (anche se a dire il vero, il Corriere dello Sport appare molto più problematico del Giornale) ma di scelte concrete e, soprattutto, argomentate. Intendiamoci, è legittimo rappresentare la curva ultrà. Quel che non va, è il fatto che gli ultrà vogliano invadere il campo delle famiglie e dei bambini, della gente normale, insomma. Tutto appare drogato, eccitato, sovraesposto. Perché la retorica barricadiera, del muro contro muro, s’impossessa di chi non ha nessuna intenzione di stare in guerra, di urlare, di odiare.

E allora si spacciano per verità frasi piene di elementarità ma vuote di significato. Del tipo: «Ciò che è bianco non può essere condiviso da chi è rosso. Ciò che è rosso non può essere condiviso da chi è bianco». Firmato, Vittorio Feltri. Non se la prenda Gennaro Gattuso se la frase ci ricorda tanto il titolo del suo libro Se uno nasce quadrato non muore tondo. Della serie, è proibito cambiare idea. Della serie, è reietta ogni forma di complessità. Un modo postmoderno per bruciare i libri, per sputare addosso alla cultura. Per mettersi una divisa e non togliersela più. E a noi che siamo di destra non ci rimane che ricordare una frase di Giuseppe Prezzolini: «La coerenza è la virtù degli imbecilli».

4 gennaio 2009