Posts tagged ‘federalismo fiscale’

febbraio 3, 2011

Arrivano i lanzichenecchi.

Con il colpo di mano dell’approvazione del federalismo fiscale, Berlusconi consegna l’Italia alla Lega.

L’Italia ha un cancro che ha avvelenato la Democrazia è ha fatto calare una notte scura e senza stelle.La coscienza degli italiani dorme di un sonno profondo procurato dal fascismo dolce di Berlusconi e della lega con la complicità della comunità internazionale, che trasforma in barzelletta quella che è un’autentica tragedia. Quest cancro però è infettivo. Prima dell’otto settembre 43 tutto il popolo era con Mussolini. Oggi la metà del popolo è con la destra. In quest’Italia in cui prevale l’egoismo più gretto, il menefreghismo più spinto, ben disposta a ignorare e violare le leggi e a sopraffare l’altro, la parte peggiore della nazione si sente libera di poter esprimersi liberamente, senza i freni del rispetto reciproco  delle convenzioni e delle leggi. Gli italiani non sono brava gente.

Prima o poi pagheremo questo conto e saranno  giorni ancora più bui di questi che stiamo vivendo.

gennaio 13, 2011

Belluno chiede l’annessione al Trentino.

Un’intera provincia, tra le più leghiste d’Italia col 35 per cento di consensi per il Carroccio, chiede di traslocare dal Veneto al Trentino Alto Adige, insieme a 500 comuni di confine. Oltre 17.000 firme hanno costretto la giunta provinciale a pronunciarsi a favore del referendum, creando una pericolosa frattura all’interno della Lega nord che, al momento di votare, si è spaccata. In barba al capo, Umberto Bossi, quello del federalismo o morte, i leghisti del profondo nord chiedono la secessione, e questa volta dal nord. Lo smacco arriva proprio ora che il passaggio del federalismo fiscale in commissione bicamerale decide della vita e della morte del governo. Un gioco tutto politico, una prova di fedeltà alla Lega, perché nel concreto il federalismo fiscale era e resta soprattutto una scatola vuota. Se la Lega ci crede, i leghisti dimostrano di trovarlo uno spauracchio. E puntano a quelle autonomie che i soldi li hanno già garantiti, portandosi dietro la voglia di autoderminazione che il partito, il più vecchio del Parlamento, predica ormai da troppo tempo.(il fatto quotidiano)

dicembre 27, 2010

Il Pd: «Con il Federalismo stangata sui Comuni»

Comuni a rischio stangata con il nuovo fisco previsto nel federalismo fiscale.

Secondo uno studio del Pd, messo a punto dal senatore Marco Stradiotto, infatti, i municipi, con il passaggio dai trasferimenti statali all’autonomia delle imposte perderebbero complessivamente 445 milioni di risorse l’anno da destinare ai servizi. La proiezione è fatta utilizzando dati della Copaff, la commissione paritetica sul federalismo fiscale che lavora al ministero del Tesoro e dimostra che l’Aquila, ma anche Napoli come molti comuni del sud perderebbero consistenti fette di entrate (fino a oltre il 60%) con il nuovo fisco. Va meglio, invece ai municipi del nord o a quelli come Olbia con un alto tasso di seconde case avvantaggiati dalla base immobiliare delle nuove imposte.

dicembre 16, 2010

Le bugie hanno le gambe lunghe.

Berlusconi: «Siamo stati frenati dall’ extradeficit. Ridurremo le tasse a partire dal 2003» (archiviostorico.corriere.it, 5 mag 2002)
Tremonti: ridurremo lo stesso le tasse (archiviostorico.corriere.it, 9 ago 2002)
Berlusconi: «Ridurremo le tasse senza aumentare il deficit» (archiviostorico.corriere.it, 12 set 2004)
Berlusconi: «Taglierò le tasse, voglio fare come Reagan» (archiviostorico.corriere.it, 12 giu 2004)
Berlusconi: «Con buon senso e attenzione, nell’arco di tre-quattro anni ridurremo la pressione fiscale dal 47 al 35%.» (corriere.it, 03 mar 2008)
Berlusconi: “Allo studio misure per ridurre pressione fiscale” (adnkronos.com, 22 ott 2009)
Berlusconi: “Con questa manovra non ci sara’ nessun cambio di programma: realizzeremo il federalismo fiscale e la riduzione delle tasse. E’ nel nostro dna diminuire la pressione tributaria” (adnkronos.com, 26 mag 2010)
2. Sale la pressione fiscale, Italia terza al mondo (lastampa.it, 15 dic 2010 )

novembre 10, 2010

Veneto in rivolta.

Maltempo al nord, gli imprenditori veneti minacciano lo sciopero fiscale: “O ci mandate gli aiuti o continueremo a non pagare le tasse”.

ottobre 18, 2010

Federalismo fiscale, pagano gli automobilisti: Rc Auto aumenterà nelle regioni del Sud

 

In alcune regioni italiane il costo dell’Rc auto potrebbe aumentare per “colpa” del federalismo fiscale. Con la riforma fiscale infatti le Province italiane perderanno i trasferimenti dalle Regioni: finora questo meccanismo ha assicurato alle Province un gettito annuale pari a circa 4,4 miliardi di euro coperendo quasi la metà delle loro entrate. Questa perdita verrà in parte compensata dalle entrate relative all’imposta sul bollo auto, quella sull’Rc Auto e l’imposta di trascrizione (che si paga quando si compra un’auto).

Ma le imposte sono diverse da regione a regione, dunque per “compensare” questo squilibrio in alcune regioni queste tasse dovranno essere aumentate: in particolare quella dell’Rc Auto, che oggi è al 12,5% e dal 2014 può oscillare dal 10% al 15%.

Solo Lombardia, Veneto, Lazio, Abruzzo e Veneto non dovranno quasi sicuramente applicare aumenti, per motivi diversi: in Lombardia e nel Lazio circolano abbastanza macchine da finanziare anche le Province, in Abruzzo e Molise i trasferimenti regionali sono più alti significativi rispetto al resto d’Italia.

I rincari sono invece più probabili in Basilicata, Calabria e Liguria. Male in generale tutte le Regioni del Sud, che per “pareggiare” i conti dovranno quasi sicuramente aumentare il prezzo dell’Rc auto.(informazione libera)

 

luglio 3, 2010

Questo stronzo perchè c’è l’ha con noi?

maggio 29, 2010

Berlusconi rimprovera Marcegaglia.

Dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia sono venute ieri critiche a una manovra che non contiene riforme strutturali e non rilancia lo sviluppo. Prontamente lo Psiconano le ha risposto  “Suggerisco di leggere con maggiore attenzione i 54 articoli della manovra, a partire dal primo capitolo sulla competitività economica e sostenibilità finanziaria.

“Ci sono norme che introducono rilevanti novità strutturali, proprio in chiave di sviluppo – respinge al mittente le critiche Berlusconi – ci sono i contratti di produttività, cioé gli aumenti di salario collegati all’incremento di efficienza delle imprese. Peccato che le imprese chiudono

“Non c’é mai stato dissenso nel governo né credo ci sarà in Parlamento: il Pdl è assolutamente compatto e lo stesso presidente della Camera ha tenuto a rimarcarlo”.

”Non abbiamo fatto nessuna macelleria sociale. Abbiamo solo preso provvedimenti inevitabili, poiche’ da anni l’Italia viveva al di sopra delle proprie possibilita”’. Ma non era quello che diceva che si doveva spendere perché la crisi è alle spalle. Comunque è un bel po’ di tempo che gli italiani non vivono al di sopra delle proprie possibilità.

”Sono un ottimista inguaribile, tutte le sfide possono essere superate e ce la faremo anche questa volta, e bene”. Sono stato uno dei primi premier in Europa ad intuire la portata e a reagire. L’attacco improvviso all’euro e’ stato superato nei primi giorni di maggio, ci voleva una risposta immediata e il governo l’ha data”.

“Possiamo guardare con fiducia al futuro” garantisce Silvio Berlusconi, “E’ in atto una ripresa dei consumi, delle esportazioni, della produzione – afferma il premier – ci sono dunque segnali positivi”.

E gli italiani continuano ad aver fiducia di questo mascalzone. Ve ne accorgerete quando vi sveglierete, sperando che non sia troppo tardi.

maggio 16, 2010

Federalismo all’amatriciana.

Cementificazione federalista in arrivo. Mercoledì è atteso il voto finale della Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale a proposito del decreto relativo ai beni demaniali.

Riguarda gli immensi terreni e le sorgenti di acque minerali e termali che fanno parte del patrimonio dello Stato. Prevede che questi beni passino a Comuni, Province, Città metropolitane, e che questi enti li gestiscano per “valorizzarli”.

Significa che potranno (ma in pratica dovranno) venderli, dopo avere eventualmente sottoposto i terreni a varianti urbanistiche per consentire che lì sopra vengano costruiti degli edifici. I palazzinari ringraziano.

Le conseguenze del primi vagito del federalismo fiscale sono sviscerate in un dossier dei Verdi, il cui presidente Bonelli, in un’intervista a Terra!, si dichiara stupito per “la totale disattenzione delle forze di opposizione, che in Parlamento non si sono rese conto delle conseguenze di questa norma”.

Non c’è neanche la speranza che gli enti locali, incamerati terreni eccetera dal demanio, se li tengano. In teoria, certo, possono farlo. In pratica non hanno un centesimo in cassa e tribolano per pagare le spese correnti.

Complessivamente i beni demaniali sono valutati in 51 miliardi di euro. Il dossier dei Verdi si concentra soprattutto sulle aree agricole (ma sarebbe interessante approfondire anche su acque minerali e termali) che ammontano a circa 1 milione di ettari.

Poniamo che solo il 4% di queste aree sia dichiarato edificabile, e che su di esse venga applicato l’indice di cubatura di 0,8. Un indice peraltro basso: significa che è possibile costruire 0,8 metri cubi di volume su ogni metro quadrato di terreno.

Ebbene, secondo i calcoli del Verdi in questo caso diciamo pure prudenziale sulle aree ex demaniali verrebbero costruiti edifici per 300 milioni di metri cubi.

Tanto per dare un’idea, si tratta di un volume corrispondente all’incirca a un milione – un milione! – di appartamenti medio-grandi, con una superficie di 100 metri quadrati l’uno.

Teatro di tutto questo fervore edilizio sarebbe un’Italia dove 750.000 ettari di terreno (un’estensione pari all’Umbria) sono stati inghiottiti da case, capannoni e affini fra il 1995 e il 2006. Dove ultimamente sono stati varati i piani casa regionali. E dove il 20% degli alloggi è vuoto ed inutilizzato.

aprile 15, 2010

Quello che la Lega vuole.

Gli obiettivi della Lega sono pragmatici. Una migliore distribuzione del potere finanziario, come si è detto. Il federalismo e in particolare il federalismo fiscale. Una legge elettorale che Bossi ama così com’è, dati gli ottimi risultati ottenuti dal suo partito, e che non vede ragione di mettere in discussione alla leggera. Questo è il punto chiave che lo avvicina a Berlusconi e che naturalmente lo allontana dal centrosinistra e anche da Gianfranco Fini.
C’è da chiedersi come pensa la Lega di ottenere il consenso del Pd sulle riforme (secondo gli auspici, ad esempio, di Maroni e ieri anche del presidente Schifani) se poi non intende mettere sul tavolo la legge elettorale. A meno di non immaginare che questo segmento cruciale del negoziato sia tenuto da parte come moneta di scambio per il momento, non sappiamo quanto lontano, in cui sarà necessario trattare davvero con l’opposizione.
Vedremo. Senza dimenticare una semplice verità: vale a dire che Bossi, al dunque, si comporta come Berlusconi, animato dallo stesso istinto. Ciò che veramente gli interessa è conservare e se possibile accrescere il suo consenso. Il progetto federalista è strategico, ma può essere modulato nel tempo. L’importante è che nulla intervenga a incrinare il rapporto del Carroccio con l’elettorato, fonte di ogni legittimità e di ogni potere.(il sole 24ore)