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febbraio 7, 2013

Cerotto genetico per riparare danni udito.

Ricercatori della Rosalind Franklin University of Medicine and Science di Chicago, negli Usa, stanno sperimentando un “ che potrebbe aiutare a prevenire la perdita di udito e di vista nei soggetti affetti da di . sindrome usher 300x230 Cerotto genetico per riparare danni uditoLo studio pubblicato su Nature Medicine è stato condotto sugli animali e consiste in una piccola striscia di materiale che si “applica” sulla , in modo da garantire la produzione una proteina essenziale. I pazienti colpiti dalla di presentano un difetto che non consente una corretta produzione della proteina harmonin, indispensabile per la formazione delle ciliate: ce ne sono 16 mila per orecchio e consentono agli impulsi meccanici causati dal suono di trasformarsi in impulsi elettrici elaborati dal cervello.

http://www.liquidarea.com/2013/02/cerotto-genetico-per-riparare-danni-udito/

gennaio 22, 2013

Bendaggio gastrico: non si riprendono i chili nemmeno dopo dieci anni.

Dopo dieci anni non c’è pericolo di effetto yo-yo. Almeno per gli ex obesi che si sono sottoposti al regolabile effettuato con . gastric banding 300x201 Bendaggio gastrico: non si riprendono i chili nemmeno dopo dieci anniInoltre l’intervento contro i chili di troppo è sicuro ed efficace. A stabilirlo è uno studio della Monash University di Melbourne pubblicato sulla rivista ‘Annals of Surgery’. Questa tecnica, che non comporta l’asportazione di grasso ma consiste nella creazione di una piccola che comunica con il resto dello stomaco tramite uno stretto orifizio, ha dimostrato che in media dopo 10 anni i pazienti operati hanno mantenuto una riduzione del peso di 26 chili.

Lo studio ha monitorato 3.227 pazienti che avevano effettuato un tra il 1994, quando la procedura è stata introdotta, e il 2011. L’età media era di 47 anni e il 78% era formato da donne.

dicembre 29, 2012

Epatite C: terapia che riduce la mortalità.

Fra i pazienti con (Hcv) e una epatica avanzata, una risposta virologica sostenuta () al trattamento con l’ e’ associata a un minor rischio di mortalita’, rispetto ai pazienti che non manifestano questa risposta.Hepatitis_C Lo studio dell’Erasmus MC University Medical Center e’ stato pubblicato su ‘Jama’. La risposta virologica sostenuta e’ definita come l’assenza di virus nel sangue a distanza di 24 settimane dalla cessazione della terapia antivirale. Sebbene la abbia una durata sul lungo termine, erano scarsi i dati sulla sua relazione con la sopravvivenza.

“Questo studio dimostra direttamente i benefici clinici di una , che potrebbero giustificare i costi della terapia antivirale”, scrivono gli autori della ricerca. Gli scienziati hanno infatti condotto uno studio per scoprire se il raggiungimento di una comportasse un allungamento della sopravvivenza in pazienti con epatica avanzata e Hcv. Lo studio ha coinvolto 530 pazienti: i ricercatori hanno accertato un ridotto rischio di morte rispetto a tutte le cause di mortalita’ e di mortalita’ legata al fegato oppure ai trapianti.

dicembre 2, 2010

Menopausa: cambiamento di rotta, non e’ tramonto della femminilita’ ma rinascita

Il fatidico traguardo del mezzo secolo non coincide piu’ con il tramonto della femminilita’, anzi: le donne oggi affrontano questa tappa come una seconda giovinezza, molte raggiungono il culmine della carriera e vivono un nuovo rapporto (l’eta’ media femminile al divorzio e’ 43 anni). Nel 2008 vi sono state anche ben 107 neomamme a 50 anni e oltre. “Le nostre connazionali hanno una vita piu’ piena e attiva e sono mediamente molto piu’ in forma rispetto alle loro madri – spiega la dottoressa Raffaella Michieli, segretario nazionale della Societa’ italiana di medicina generale (Simg) -. Il fatto che oggi si parli molto di madri over 50 non e’ casuale ma riflette il diverso approccio moderno rispetto all’avanzare dell’eta’, anche nei confronti della vita sessuale e procreativa. Tuttavia l’arrivo della menopausa puo’ non essere ‘indolore’: per il 10% circa, i disturbi e i disagi possono minare significativamente la qualita’ di vita ed i medici di medicina generale devono essere pronti a cogliere questo messaggio”. Un sondaggio condotto a novembre su un campione di 200 camici bianchi italiani rivela che il 94% delle pazienti sintomatiche prova vampate di calore, il 49% sbalzi di umore, il 39% sudorazioni, il 35% aumento di peso. Nel 57% dei casi viene prescritta una terapia per i disturbi, e per il 67% delle donne e’ quella ormonale sostitutiva (Tos).

settembre 13, 2010

Spray promette efficienza universale anti-H1N1.

Dai laboratori di Hong Kong è in arrivo un super-disinfettante universale ultra-rapido. Un igienizzante spray che secondo i suoi inventori è in grado di uccidere in pochi secondi praticamente tutti i nemici invisibili: dai virus influenzali compreso l’H1N1 dell’influenza pandemica A, ai batteri inclusi quelli resistenti agli antibiotici, fino ai funghi e alle muffe. Atossico, incolore e inodore, promette di sterilizzare per un mese qualunque superficie. Messo a punto dagli scienziati della Hong Kong University of Science e Technology, negli Usa è già stato promosso dall’Agenzia per la protezione ambientale e dall’ente regolatorio Fda, ed è in attesa di brevetto negli Stati Uniti e in Cina.Il segreto del prodotto sta nello speciale polimero che riveste le superfici su cui il disinfettante viene spruzzato, e che è attivato dal semplice contatto. Non solo. Il polimero è anche sensibile al calore e all’umidità del corpo umano, dicono i ricercatori cinesi, quindi attiva il suo potere ‘killer’ anche in presenza delle goccioline liberate con gli starnuti. Secondo gli scienziati, il nuovo super-disinfettante intelligente e universale si candida a prodotto ideale per igienizzare ogni area pubblica e prevenire la diffusione di infezioni, epidemie e pandemie. “Questo rivoluzionario rivestimento è facile da usare, sicuro ed efficace nell’uccidere un ampio spettro di microbi – dice King-Lun Yeung del Dipartimento di ingegneria chimica e biomolecolare dell’ateneo di Hong Kong, uno dei ricercatori che hanno diretto gli studi sul prodotto – E’ amico dell’ambiente e il suo effetto è duraturo”.

settembre 10, 2010

L’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma arruola pazienti in un avanzato studio clinico per trattamento del carcinoma della prostata.

Sotto la direzione del Dr. Cora Sternberge, responsabile del DIpartimento di Oncologia Medica presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, si è aperto l’arruolamento in uno studio clinico di Fase 3 di pazienti affetti da carcinoma della prostata. Lo studio si pone come obiettivo quello di valutare l’efficacia e la sicurezza di un innovativo farmaco per il trattamento di forme avanzate di carcinoma della prostata ed in particolare del carcinoma prostatico resistente alla castrazione (CRPC). I pazienti affetti dal tumore e che hanno già subito un trattamento chemioterapico interessati all’arruolamento possono chiamare l’ufficio di coordinamento al numero 06 5870 4356 per ricevere maggiori informazioni

luglio 13, 2010

Sviluppato sangue artificiale: verra’ utilizzato per curare soldati feriti in battaglia.

 Un gruppo di scienziati americani ha sviluppato sangue artificiale che potrebbe presto essere utilizzato per curare i soldati feriti in battaglia. Secondo quanto riportato dalla rivista Wired, il sangue e’ stato sviluppato partendo da cellule del cordone ombelicale e utilizzando una macchina in grado di imitare il modo in cui funziona il midollo osseo per produrre globuli rossi.
Conosciuto come ‘blood pharming’, il programma e’ stato lanciato nel 2008 dal braccio sperimentale del Pentagono, la Darpa, con lo scopo di creare sangue per curare i soldati in battaglia in luoghi lontani. La societa’ Arteriocyte, che ha ricevuto 1,95 milioni di dollari per il progetto, ha ora spedito il suo primo carico di sangue 0-negativo alla Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia americana pe il controllo sul cibo e i farmaci. Il sangue viene fatto usando le cellule ematopoietiche prelevate dal cordone ombelicale in un processo chiamato ‘pharming’, utilizzando piante e animali ingegnerizzati per creare grandi quantita’ di sostanze utili.

giugno 29, 2010

I tre geni della longevita’ incapsulati entro 3 anni.

Contiene i tre geni della longevità – due che incrementano la produzione del cosiddetto colesterolo buono, riducendo il rischio di malattie cardiache e ictus, e uno che previene il diabete – e provengono dal corredo genetico degli ebrei Ashkenaziti, famosi per vivere fino a 100 anni: sono gli ingredienti della futura “pillola della longevità” – che potrebbe essere pronta entro tre anni – su cui stanno lavorando i ricercatori dell’Institute for Aging Research at the Albert Einstein College of Medicine di New York guidati dal genetista Nir Barzilai. La compressa miracolosa prometterebbe di eliminare patologie come il diabete, il morbo di Alzheimer e le malattie cardiache, concedendo una vita centenaria e in salute.

La possibilità di vivere fino a 100 anni sono una su 10 mila, spiega Barzilai, ma nel gruppo dei 500 ebrei Ashkenaziti esaminati le possibilità salivano a 20 volte di più nonostante, spiega il genetista, “il 30% di loro fosse obeso o in sovrappeso e un altro 30% avesse fumato due pacchetti di sigarette al giorno per più di 40 anni”.