Posts tagged ‘famiglie povere’

aprile 15, 2012

Sulle famiglie povere la zavorra della crisi: potere d’acquisto sceso del 12%.

Sulle famiglie povere la zavorra della crisi: potere d’acquisto sceso del 12%.

Per alcune famiglie la crisi non è mai passata. Nemmeno nel 2010, anno in cui l’economia del Belpaese è tornata a far registrare il segno “più”. Si tratta di quei nuclei familiari che tirano avanti con meno di 1000 euro al mese e che, in questi anni, hanno visto erodersi in maniera significativa il proprio potere d’acquisto. Per lo più pensionati e donne che vivono nel Sud del Paese. A rivelarlo un dossier elaborato da Monica Montella, Franco Mostacci e Paolo Roberti, pubblicato da lavoce.info. Nel biennio 2009-2010, sottolineano i ricercatori, il reddito delle famiglie italiane, al netto dell’inflazione, è leggermente aumentato. Per  la classe media l’aumento è stato tangibile, per il decimo più povero delle famiglie italiane, però, il reddito disponibile è crollato del 4,5%. Un dato che, se sommato alla contrazione del 7,5% registrata nel biennio 2007-2008, dipinge un quadro assai poco incoraggiante: dal 2007 al 2010, infatti, le famiglie più povere risultano aver perso il 12% del potere d’acquisto. In pratica 120 euro su 1000 disponibili.

Quali sono le famiglie più deboli?- Delle famiglie più povere, spiegano i ricercatori, 6 su 10 vivono al Sud o nelle isole e risultano essere formate da un unico componente. Si tratta, spesso, di persone con un titolo di studio basso: il 50%, infatti, non ha alcun titolo di studio o, al massimo, la licenza elementare. E la stragrande maggioranza vive fuori dal mondo del lavoro: la metà di loro è in pensione, il 22% capifamiglia disoccupati.

novembre 10, 2010

BankItalia: aumentano le famiglie senza lavoro, sono due milioni e cinquecentomila.

Nel 2009 le famiglie senza neppure un componente occupato erano 2,5 milioni, pari al 15% della popolazione, in aumento di quasi il 10% rispetto al 2008: è il dato che emerge da uno studio della Banca d’Italia sulle famiglie italiane e il lavoro, secondo il quale i minori che vivevano in queste famiglie l’anno scorso erano 750.000.

L’incidenza sulla popolazione di riferimento è aumentata di un punto percentuale ma l’incremento è stato inferiore a quello che si sarebbe realizzato se la caduta del numero di occupati nell’anno (-1,2 punti sul 2008) si fosse distribuita casualmente tra le famiglie.

Il calo dell’occupazione ha riguardato principalmente famiglie dove almeno un altro adulto ha mantenuto il posto di lavoro. E nella maggior parte dei casi la perdita del posto di lavoro ha riguardato un giovane che vive con i genitori.All’aumento delle famiglie senza lavoro nel 2009 si è affiancato quello delle famiglie con un solo adulto occupato (+2,2%) mentre si è ridotto il numero delle famiglie con almeno due adulti occupati (-3,3%).

Gli effetti della crisi sul mercato del lavoro, sostiene Bankitalia, ”sono stati parzialmente ammortizzati dalla famiglia”. Il calo di 1,2 punti percentuali dell’occupazione nel 2009 è ascrivibile ai figli per 0,9 punti e solo per 0,3 punti ai capifamiglia. La crisi ha colpito prevalentemente i giovani mentre l’occupazione dei capifamiglia ha mostrato segnali di maggiore tenuta.