Posts tagged ‘Escherichia coli’

agosto 18, 2012

Goletta Verde 2012: i mari più inquinati in Liguria, Campania e Calabria.

Le analisi microbiologiche effettuate da Goletta Verde non lasciano campo a dubbi: su 205 prelievi in 100 si sono riscontrate forti contaminazioni da Escherichia coli e Enterococchi intestinali, almeno del doppio rispetto ai limiti di legge. I mari più inquinati sono in Calabria, Campania e Liguria per il triste record di un punto inquinato ogni 62Km di costa. Ma non brilla neanche la Sicilia che rivela la grande fragilità delle sue reti fognarie. In Calabria i punti inquinati sono 19, in Campania sono 14 e in Liguria sono 15. I mari più puliti sono in Sardegna e Toscana con un campione inquinato rispettivamente ogno 433 Km e ogni 200Km.

In totale i comuni che secondo il richiamo giunto dall’Europa non depurano gli scarichi sono 109 fatto per cui dobbiamo attenderci multe salate. Sciorina il comunicato di Legambiente i risultati impressionanti:

L’86% dei punti inquinati sono stati prelevati alle foci di fiumi, torrenti e canali, risultati i nemici numero uno del mare italiano, ma anche nei pressi di scarichi di depuratori malfunzionanti e sono 24 milioni gli abitanti senza un sistema di trattamento dei reflui fognari. Sicilia, Lazio e Lombardia le regioni peggiori.

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luglio 2, 2011

Batterio Killer: in Egitto i nuovi sospetti.

Fieno greco importato dall’Egitto tra il 2009 e il 2010: è un rapporto dell’European Centre for Desease Prevention and Control (Ecdc) – che conferma gli studi congiunti dell’Autorità Europea per la sicurezza del cibo e del Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – a mettere sotto accusa i semi di fieno proveniente da una determinato stock del Paese africano, dopo il cetriolo spagnolo e i germogli di soia. In particolare, la partita del 2009 sembrerebbe essere la causa del contagio in Francia, mentre i casi tedeschi sarebbero legati ai semi importati nel 2010. Per l’epidemia che, dal 13 giugno scorso, ha colpito la Germania causando 49 vittime e quasi 4000 casi accertati, continua la caccia al focolaio dell’ Escherichia coli O104:H4, il ‘batterio killer’. La nuova possibile responsabilità non sarebbe infatti ancora accertata: secondo l’Istituto Federale Tedesco per la Valutazione dei Rischi è ancora troppo presto per arrivare a delle conclusioni, prima di una serie di indagini che possano confermare “la grande probabilità” che i semi di fieno graco importati abbiano causato l’epidemia – ”c’e’ ancora molta incertezza sul fatto che questa possa essere veramente la causa comune di tutte le infezioni, poiche’ attualmente non ci sono risultati positivi di test batteriologici”. Il rapporto specifica, inoltre, che “Il collegamento non spiega, comunque, il più recente caso in Svezia, sul quale si indaga attualmente e che finora non presenta alcun legame con il consumo di germogli”.

giugno 6, 2011

Batterio killer. Assolti anche i germogli.

È stato un altro buco nell’acqua. Neanche i germogli indicati da Gert Lindemann, il ministro dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, come probabile fonte del contagio erano i colpevoli dell’epidemia che sta diffondendosi in Europa. 23 dei 40 campioni esaminati, infatti, non erano contaminati da Escherichia Coli.
I sospetti sui germogli erano stati palesati ieri pomeriggio, quando, in una conferenza stampa, Lindemann aveva affermato che quella intrapresa dai ricercatori era “la pista giusta”. E tutto sembrava indicarlo: prodotti da una cooperativa biologica situata tra Amburgo e Hannover e cresciuti in botti con vapore – l’ambiente ideale per la proliferazione del batterio -, i germogli avrebbero preso la via di 5 regioni tedesche dando luogo al contagio.
Ora la nuova assoluzione, dopo quella dei cetrioli nelle scorse settimane.
Intanto nell’ultimo aggiornamento dell’European Centre for Disease Prevention and Control è arrivata a 2300 la conta delle persone infettate da quello che è stato battezzato batterio killer, 22 i decessi accertati. A fare la gran parte dei morti, la Sindrome Emolitico Uremica, un mix di sintomi che comprende anemia emolitica, piastrinopenia e insufficienza renale acuta e che nel 3-5 per cento dei casi può rivelarsi fatale o portare all’insufficienza renale cronica.

giugno 3, 2011

Batterio killer: identificato.Ecco come evitare il contagio.

Batterio Killer Germania 342x247 Batterio killer: identificato. Ecco come evitare il contagiodi Marco Milano

 

Sono quasi duemila i casi di contagio accertati in Europa, 18 le vittime. Il Centro Europeo per la Prevenzione e Controllo delle malattie (Ecdc) ha confermato ieri di aver identificato il ceppo del batterio, inedito finora. “Si tratta di un ceppo raro di un batterio E.coli (Escherichia coli), 0104:H4, Stx2-positive, eae-negativo, hly-negativo, ESBL, aat, aggR, aap”, secondo un comunicato dell’Ecdc la cui sede è a Stoccolma. La causa della contaminazione è ancora allo studio, precisa l’agenzia europea.

Mentre cala a picco il consumo di frutta e verdura per la paura del contagio, il batterio dell’Escherichia Coli rischia di diventare anche motivo di tensioni diplomatiche internazionali: la Russia ha subito esteso lo stop all’importazione di prodotti agricoli da tutta l’Europa, già in vigore per Germania e Spagna, mentre Madrid intende chiedere un risarcimento per i danni subiti nel settore agricolo, pari a 200milioni di euro alla settimana per una probabile perdita di 70mila posti di lavoro – per un Paese già fortemente provato dalla crisi economica.

L’origine del batterio era stata attribuita, infatti, a una partita di cetrioli provenienti da due aziende di Almeria e Malaga, secondo le affermazioni del Centro Medico Universitario di Amburgo. L’attribuzione di responsabilità spagnola è stata  però smentita nelle ultime ore.  Per Coldiretti, “l’unico pericolo certo è il danno economico per i produttori agricoli italiani per la grande reattività dei consumatori alle emergenze”. “L’80% dei cittadini europei ritiene che le Autorità pubbliche dell’Ue debbano fare di più per informare adeguatamente la popolazione anche per evitare allarmismi”. Il ministero della Salute ha comunicato in queste ore la presenza “di un batterio di E.coli produttore di tossine su un salame di cervo prodotto in Italia” sottolineando che “qualsiasi correlazione con l’epidemia nella zona di Amburgo è comunque altamente improbabile, sia per la tipologia del prodotto, sia per la zona di provenienza”.

Sono importanti le norme igieniche lavare molto bene la frutta e la verdura, possibilmente sotto acqua calda, e se possibile pelarla. Fare bollire il latte: se anche ci fosse il batterio, mantenendo l’ebollizione per due minuti a 70 gradi verrebbe ucciso. Lavare bene le mani e gli strumenti da cucina. Cuocere separatamente carni e verdure. 

RECAUZIONI CONTRO IL CONTAGIO (Fonte Agenzia per la sicurezza alimentare, Efsa)

-evitare di mangiare verdure crude come pomodori, cetrioli e insalate in Germania;

– sbucciare ogni frutto e verdura, laddove possibile;

– frutta e verdura devono essere lavate accuratamente, soprattutto se verranno ingerite a crudo;

– usare coltelli separati per la carne cruda e quella cotta, lo stesso dicasi per la verdura prima e dopo la cottura;

– lavarsi le mani prima e dopo la preparazione e l’assunzione di cibi, nonché prima e dopo l’utilizzo della toilette;

– lavarsi le mani prima e dopo un contatto con animali domestici e animali da fattoria, nonché prima e dopo aver visitato un’azienda agricola;

– cambiare frequentemente gli asciugamani;

– mantenere una buona igiene personale.

novembre 21, 2010

Scoperto ceppo E. coli che aumenta probabilita’ di attacchi cardiaci.

L’infezione provocata dal ceppo piu’ pericoloso di Escherichia Coli raddoppia il rischio di attacco cardiaco. Lo ha scoperto uno studio pubblicato dal British Medical Journal, secondo cui gli effetti cardiaci possono emergere molto tempo dopo la perfetta guarigione. I ricercatori canadesi del Vixtoria Hospital, nell’Ontario, hanno seguito le quasi duemila vittime di un’epidemia di E. Coli del ceppo O157 che si e’ sviluppata a seguito di una contaminazione delle acque nella citta’ di Walkerton.

Lo studio si e’ concentrato sui pazienti che avevano avuto i peggiori sintomi gastrointestinali, trovando che anni dopo questi avevano una probabilita’ tripla di sviluppare problemi ai reni, e doppia di avere un attacco cardiaco. “Le tossine rilasciate dal batterio durante l’infezione sono molto potenti – hanno scritto i ricercatori – e possono aumentare le infiammazioni che colpiscono i vasi sanguigni. Chi viene colpito da questo ceppo del batterio dovrebbe fare dei controlli annuali, anche dopo essere guarito dai sintomi principali dell’infezione”.

ottobre 20, 2010

L’equilibrio delicato della flora batterica intestinale.

Un enzima utilizzato dall’organismo per impedire che i batteri intestinali entrino nel flusso sanguigno è risultato cruciale anche per mantenere la normale popolazione microbica all’interno dell’apparato gastrointestinale, secondo i risultati diuno studio pubblicato sulla rivista Gut che potrebbe avere notevoli implicazioni per la limitazione degli effetti collaterali degli antibiotici.

Quasi tutti gli animali superiori possiedono una popolazione di microbi, principalmente batteri, nel tubo digerente. Questi organismi non sono pericolosi ma anzi hanno un effetto positivo sulla digestione, e la loro presenza previene la proliferazione di batteri patogeni.

Poiché tuttavia gli antibiotici uccidono ogni forma di vita microbica non resistente, compresa quella che alberga nell’intestino, il normale equilibrio di microorganismi salutari e pericolosi viene alterato, con conseguenti problemi sanitari che vanno dalla diarrea all’infezione da parte di ceppi batterici resistenti agli antibiotici.

Già nel 2008 il gruppo di Hodin aveva cercato di rispondere a una domanda fondamentale: perché i batteri intestinali e le loro tossine non passano nel flusso sanguigno? Dagli studi era emerso il ruolo cruciale della fosfatasi alcalina intestinale (IAP), un enzima prodotto dalla mucosa intestinale, nella protezione dalle molecole tossiche trovate in molti batteri patogeni. Questa circostanza ha dato l’occasione per affrontare un nuovo programma di studi diretti a comprendere in che modo questo enzima possa interagire con i batteri intestinali.

Studiando topi di laboratorio mancanti del gene per la IAP si è così riscontrato che tali  animali avevano un ridotto livello di tutti i batteri intestinali e in particolare non possedevano ceppi di Escherichia coli, che peraltro non riuscivano a crescere neppure se introdotti di artificialmente.