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agosto 19, 2010

La storia di Enric Duran, il “Robin Hood” catalano in lotta con le banche.

 
 
Il 17 Settembre 2008 in Spagna non fu un giorno qualsiasi. In quel giorno le città e i paesi di tutta la regione catalana furono invasi dalla pubblicazione di 200.000 copie di un giornale molto particolare. Stiamo parlando di CRISIS (= crisi), che si autodefiniva “pubblicazione gratuita per sopravvivere alle turbolenze economiche”. Il giornale, redatto da una sinergia dei movimenti no global catalani, aveva come scopo quello di informare la società civile sulle varie situazioni di crisi economica e sociale dell’attualità. In particolare la pubblicazione si centrava sul sistema di creazione di denaro da parte delle imprese bancarie, spiegando come attraverso questi meccanismi esse riescano a dominare le compagnie multinazionali, i partiti politici e i mezzi di comunicazione. La prima pagina titolava polemicamente: “Credi che le banche ti derubino? Scopri come lo fanno e come cambiare tutto questo”. Però il “piatto forte” del numero unico di CRISIS erano le due pagine dove si pubblicava il racconto di Enric Duran, l’attivista no global ideatore del progetto. Nella sua “confessione” Enric spiegava come aveva ottenuto il denaro per finanziare la pubblicazione del giornale, rivendicando al tempo stesso la sua ribellione al sistema finanziario attraverso un gesto di disobbedienza civile. Durante i due anni precedenti, Enric era riuscito a espropriare 492.000 euro a 39 enti bancari attraverso 68 operazioni di credito. In pratica, aveva chiesto prestiti per i motivi più disparati, oltre a creare un’impresa fittizia e falsificare alcuni documenti per offrire certe garanzie necessarie, in modo che il sistema di controllo dei crediti non rilevasse il suo eccessivo indebitamento. Un lavoro da “formichina”, che richiese soltanto pazienza, colla e forbici (per falsificare i documenti), e una buona dose di inventiva e di faccia tosta. Ciò che il nostro giovane Robin Hood (o Robin Bank, com’è stato pure soprannominato) trovava molto interessante era il fatto che egli truffava le banche attraverso un meccanismo analogo a quello con cui le banche truffano i cittadini.

L’idea venne ad Enric nel 2005, quando stava cercando fondi per finanziare il movimento no-global; in quello stesso periodo stava interessandosi ai problemi della crisi energetica e alla teoria della decrescita e avvertiva la necessità di informare i cittadini al riguardo. L’idea di un esproprio bancario gli venne mentre parlava con un suo amico, che gli spiegava come una banca non può sapere se il destinatario di un prestito sia chi dichiara di essere, ammesso che i documenti che presenta siano considerati veri. Sulla base di questa idea Enric mise in atto il suo progetto. Al tempo stesso iniziò ad informarsi sui meccanismi di creazione di denaro da parte delle istituzioni bancarie. Enric si rese presto conto di come non solo il sistema finanziario stia alla base del funzionamento del sistema capitalista, ma anche che le banche si spartiscono enormi profitti attraverso il sistema dei prestiti. Egli arrivò alla conclusione che questo meccanismo è ingiusto ed è la causa della crescita esponenziale del debito pubblico nazionale: in base a queste riflessioni, continuò la sua opera con rinnovata convinzione. Dopo due anni di lavoro si rese infine conto di avere raggiunto una cifra sufficiente per finanziare un certo numero di progetti, senza correre troppi rischi. Pensò che la pubblicazione di un giornale (CRISIS, appunto) sarebbe stata il modo migliore sia per informare i cittadini sui temi attuali della crisi, in una prospettiva differente da quella che si legge sui normali mezzi di comunicazione, sia per pubblicizzare il suo atto di ribellione. Enric lasciò la Spagna il 16 Settembre 2008, per non correre il rischio di avere ripercussioni legali immediate, e continuò la sua opera mediatica attraverso internet da una località segreta. Per sé tenne solamente 8000 euro dei 492.000 che aveva espropriato. (movimento radical socialista)