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gennaio 8, 2010

Persone per bene.

“Persone per bene”: così gridava un cittadino di Rosarno. Forse, ma anche razzisti e xenofobi. I migranti vengono da lontano e sono tanti vivono da da noi circa 4 milioni di stranieri, di cui almeno mezzo milione clandestini. Su quasi 60 milioni di abitanti, si tratta del 6,7% della popolazione. Lo stato non riesce a gestire questo flusso inarrestabile che proviene  da Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina e Filippine. Vivono “intrappolati dietro un muro di discriminazione, xenofobia e razzismo a seguito dell’aumento, in alcune società, delle tensioni culturali e religiose.” come affermava Giovanni Paolo II  nella l’Erga migrantes caritas Christi[3] (n. 5), l’ Istruzione approvata da Papa Giovanni Paolo II il 1° Maggio 2004. Che cosa sono i migranti di Rosarno se non schiavi senza diritti. Percepiscono un salario di venti euro al giorno. Senza una casa, senza dignità, senza nessuna solidarietà, senza una famiglia. Fino ad oggi i cittadini di Rosarno hanno voltato la faccia dall’altra parte, fingendo di non vedere. Qualcuno per combattere la noia decide di fare il tiro al migrante. E’ possibile? E’ umano? Che gente siamo diventati? La patria delllo statuto dei lavoratori ha deciso che questi uomini, nostri fratelli, come  ci hanno insegnato al catechismo da ragazzi, sono poco più che bestie. Lavorare e non  protestare. In Calabria poi, dove lo Stato si è arreso alla criminalità organizzata, come a Castelvolturno. Maroni, il ministro della paura, invece di condannare chi si è sentito libero di poter sparare contro cittadini stranieri e piuttosto di denunciare le condizioni di schiavitù in cui vivono e lavorano migliaia di persone  denuncia addirittura ‘troppa tolleranza con i clandestini’ e individua nella clandestinità la causa della  criminalità e del degrado. E’ vero invece il contrario: lo Stato non esiste e non sa far rispettare i diritti fondamentali dei cittadini sanciti e riconosciuti dalle convenzioni internazionali.  Bisogna reagire come cittadini, come cittadini di una nazione che non vuole arrrendersi alla barbarie verso cui un modo vergognoso di governare ci sta portando. La società civile , se esiste ancora deve reagire. Lo dobbiamo alla nostra dignità di uomini, di persone stanche di fingere che tutto sia un problema di ordine pubblico e non invece un probema umano e politico. Quello che è successo è solo il risultato della continua violazione di diritti, dignità e libertà fondamentali. Prendiamo coscienza ed ognuno nel suo piccolo faccia in modo che tutto questo finisca. Dimostriamo di essere degni di chiamarci cristiani. Mettiamo in pratica quei precetti  di tolleranza, solidarietà, fraternità, che sono la base minima del vivere civile. Facciamolo prima che sia troppo tardi.