Posts tagged ‘Enzo De <luca’

aprile 23, 2010

A quale mulino porta l’acqua Fierro?

Il Presidente della società Alto Calore Patrimonio, Fierro, lo scorso anno, fedele all’impegno assunto presentò le dimissioni  dalla carica di presidente dell’ente pochi giorni prima della data fissata per l’assemblea dei soci. L’Inclito, poi,  si preoccupò poi  di far andare deserta l’assemblea per non correre il rischio che le sue dimissioni fossero accettate. Dopo un anno Fierro  si ripresenta attaccando il consiglio di amministrazione della società Alto Calore Servizi e il suo Presidente Maselli.  Fierro ha infatti inviato  una lettera a tutti i Sindaci- soci della società invitandoli  a non prestare il loro consenso  ad approvare il bilancio dell’ente Alto Calore  Servizi, “anche per evitare le conseguenti responsabilità derivanti dall’approvare un bilancio il cui utile è stato alterato per oltre 3,5 milioni di euro”. L’illecito di cui parla Fierro riguarderebbe l’iscrizione in bilancio quali sopravvenienze attive della somma di €3.517.000. Di quale alterazione  Fierro accusa  Maselli ed il suo consiglio di amministrazione? Di non rispettare un contratto a suo tempo sottoscritto fra i due enti con il quale l’alto Calore Servizi riconoscendo la proprietà di tutte le strutture dell’ex Alto Calore s.p.a in capo alla società di cui Fierro è presidente si impegnava corrisponderle un canone annuo di novecentomila euro. Maselli, dal canto suo, afferma che l’unico bene di cui è proprietario l’Alto Calore Patrimonio è lo stabile in Corso Europa sede dell’Ente. Ritenendo eccessivo il canone della sede dell’ente,  il Presidente ha richiesto una  valutazione all’agenzia per il Territorio di Avellino, che  ha ritenuto che il canone giusto fosse di € 133.200, cioè otto volte in meno di quanto richiesto da Fierro. Sulla base di questa valutazione Maselli ha operato l’iscrizione in bilancio quali sopravvenienze attive di tutte le somme presumibilmente pagate in eccesso. Ovvia la reazione di Fierro che accusa Maselli di falso in bilancio e di altri orribili misfatti. Come tutti sanno la disciplina del  reato di falso in bilancio è stata modificata con la  riforma del 2002, che ha inserito alcuni limiti di punibilità infatti  al di sotto di una certa soglia, il reato viene derubricato a illecito amministrativo.Il reato è comunque punito Con l’arresto fino a due anni, ma la punibilità è esclusa se non altera in maniera sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o se le falsità determinano una variazione del risultato economico non superiore al 5% o una variazione del patrimonio non superiore all’1%. In quest’ultimo caso, scatta una sanzione amministrativa e l’interdizione dai pubblici uffici da sei mesi a tre anni. b) Con la reclusione da 6 mesi a 3 anni se il fatto è commesso in danno dei soci o dei creditori (è necessaria la querela della parte offesa). Per le società soggette alle disposizioni della parte IV, titolo III, capo II del testo unico del 24 febbraio 1998 (ovvero le società quotate), la sanzione prevista va da uno a quattro anni, ed è perseguibile d’ufficio. La punibilità è esclusa se non altera in maniera sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società o se le falsità determinano una variazione del risultato economico non superiore al 5% o una variazione del patrimonio non superiore all’1%. In quest’ultimo caso, scatta una sanzione amministrativa e l’interdizione dai pubblici uffici da sei mesi a tre anni. c) Con la reclusione da due a sei anni, se il falso in bilancio cagiona grave nocumento ai risparmiatori. Per accertare quindi se effettivamente Maselli abbia commesso gli illeciti di cui è accusato è necessario che il bilancio venga approvato e che sussistano tutte le condizioni di punibilità che la legge prevede. Allo  stato non è possibile fare questa verifica semplicemente perché il bilancio non è ancora approvato. Quindi appare quanto meno intempestiva la lettera di Fierro. Va però riscontrata la singolare coincidenza che l’attacco di Fierro è contemporanea al proposito del Centrodestra Irpino, di cui tanti si è parlato nei giorni scorsi sui giornali, di attaccare tutti gli enti in mano al centrosinistra, fra cui l’alto Calore. Fierro smarcandosi e liquidando il compagno di partito Maselli sta cercando, probabilmente con l’accordo di una parte del centrodestra, di presentarsi come unico interlocutore all’appuntamento del 31 dicembre 2010 con l’Acea. Infatti è bene ricordare che a quella data   l’Alto Calore dovrebbe passare nelle mani dell’Acea per un accordo a suo tempo sottoscritto fra Alemanno e Bassolino. Se questo è vero non si comprende il terrificante silenzio di Enzo De Luca, quello nostro, che dell’Alto Calore è stato anche presidente e che di tutte queste porcherie dovrebbe saperne qualcosa. A questo punto parlare di acqua pubblica è come parlare della vita sugli altri pianeti.

marzo 16, 2010

Regionali 2010 Campania chi sarà eletto in Irpinia?

Volendo fare  una previsione sulle elezioni regionali prossime e su quelli che si presume saranno gli eletti in Irpina per il consiglio regionale Campania 2010, bisogna partire dagli uscenti . Essi sono  Rosetta D’Amelio, eletta nel listino del Presidente, Franco D’Ercole subentrato in un secondo momento, Enzo De Luca cui subentrò Luigi Anzalone, Mario Sena, Cosimo Sibilia, Angelo Giusto. Di questo gruppo soltanto Franco D’Ercole e Rosetta D’Amelio sono nuovamente ai nastri di partenza. Degli 85 candidati quali hanno concrete possibilità di essere eletti?  Ci sono due variabili di cui bisogna tener conto. La prima è sullo schieramento che vincerà le elezioni perché a chi vincerà andrà ovviamente il premio di maggioranza  e poi l’astensionismo, fenomeno che normalmente favorisce la sinistra.

Fra i due uscenti sicuramente sarà eletta Rosetta D’Amelio, che è il candidato ufficiale del PD, mentre Franco D’Ercole anche questa volta rimarrà al palo e sarà ripescato in un secondo momento se l’altra eletta la Ruggiero per il PDL dovesse essere nominata assessore. Terzo degli eletti sarà molto probabilmente il candidato dell’UDC Foglia. Ne restano due. Uno potrebbe essere eletto nelle liste di IDV o alternativamente in Campania Libera e l’altro potrebbe invece essere eletto fra le liste della destra. Si corre però il rischio che gli eletti per l’Irpinia siano quattro dovendo fare i conti con i resti regionali. Vedremo.

febbraio 17, 2010

De Luca fra gli operai della Fma da

Il nostro candidato  Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno ha fatto  quello che i nostri politici locali non avevano mai fatto. E’ andato fra gli operai di Pratola Serra e a parlato con loro. Per Enzo De Luca bisogna spostare  la produzione dei motori Panda dalla Polonia a Pratola Serra e se sara’ necessario intervenire con aiuti pubblici per colmare la differenza del costo del lavoro tra i due Paesi, lo faremo, anche utilizzando i fondi europei: non possiamo pensare di investire centinaia di milioni di euro e poi perdere il lavoro che abbiamo”. E’ una delle ipotesi alla quale sta lavorando il candidato governatore del centrosinistra, Vincenzo De Luca, che nel pomeriggio ha incontrato i lavoratori della Fma che da tre giorni presidiano lo stabilimento alle porte di Avellino dopo che e’ scattata per i 1700 dipendenti la cassa integrazione straordinaria per un anno. De Luca pone pero’ delle condizioni: “La soluzione di questa vertenza e’ possibile se la collegheremo ad un piano industriale serio, non con operazioni drogate, garantendo all’azienda le condizioni per rimanere sul mercato. E’ una vertenza nella quale si scontrano interessi diversi -ha poi aggiunto De Luca-: la Fiat fa pesare la sua dimensione multinazionale per la quale le realta’ italiane diventano sempre piu’ marginali ma noi dobbiamo pretendere che la Fiat rispetti i lavoratori e il nostro Paese avendo per tanti anni goduto di contributi pubblici. Credo quindi che la Fiat abbia anche il dovere morale di dare qualche risposta”. Secondo De Luca “tra i nostri obblighi, c’e’ anche quello di non costringerla a fare operazioni fuori mercato. Ma una volta che e’ stato definito un piano industriale riconosciuto come serio, la Fiat deve chiedere soltanto una cosa: che le soluzioni prospettate non siano demagogiche e non siano incompatibili con la competizione internazionale. Ma se vengono garantite produzioni di qualita’ e in grado di stare sul mercato, la Fiat deve rispondere e non puo’ scappare dalla sue responsabilita”.Un altro modo di far politica.

febbraio 16, 2010

Elezioni regionali 2010 Campania.Previsioni di voto.

Si comincia a definire il quadro delle regionali in Campania con la scelta quasi definitiva dell’UDC di stare dalla parte del centrodestra. L’ex ministro per l’Attuazione del Programma Stefano Caldoro continua a rimanere in testa ai sondaggi, ma il vantaggio che prima sembrava abissale ora comincia a ridursi sensibilmente. Merito del Sindaco di Salerno Enzo De Luca, che da quando è diventato lo sfidante sta lavorando con profusione di grande impegno, anche grazie alle iniezioni di fiducia di SEL e dell’Italia dei Valori, che hanno deciso di appoggiarlo. In grande spolvero Sinistra e Libertà che nelle previsione di voto raggiunge un ragguardevole 4% mentre  è in caduta libera il PSI campano, che si sta dissolvendo come neve al sole. Nessun problema per le salamandre napoletane del PSI, che  troveranno il modo per salvarsi ancora una volta. Riuscirà De Luca a colmare lo svantaggio di 9,5 punti percentuali che lo separano da Caldoro? Difficile ma non impossibile.

 Previsioni di Voto:

CENTRO DESTRA: 54,5%
– POPOLO DELLA LIBERTA’: 36,0%
– UNIONE DI CENTRO: 8,0%
– UDEUR: 4,0%

– MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE: 2,0%
– Nuovo PSI: 2,0%
– LA DESTRA, F.TRIC, Mov. X l’Italia: 1,5%

– Altri CDX: 1,0%
CENTRO SINISTRA: 43,5%

– PARTITO DEMOCRATICO: 23,5%
– ITALIA DEI VALORI: 7,0%

– SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTA’: 4,0%
– COMUNISTI (RC, PDCI): 2,5%
– ALLEANZA X L’ITALIA: 2,5%
– SOCIALISTI: 1,5%
– VERDI: 1,5%

RADICALI: 1,0%
ALTRI: 1,0%
Candidati Presidente:
Caldoro (CDX+UDC) 54,0%
De Luca (CSX): 44,5%
Cand. Radicale (RAD): 1,0%

Altri: 0,5%

novembre 22, 2009

Le mani sull’acqua.

Il presidente dell’ACS, l’ingegnere Francesco Maselli lancia un grido d’allarme sulla prossima privatizzazione dell’acqua che dovrebbe avvenire in seguito all’approvazione del decreto Ronchi. Per quanto concerne la privatizzazione dei Servizi”- ha detto Maselli- “basta vedere le esperienze europee di Francia e Germania e l’italiana Acqualatina, per rendersi conto che la privatizzazione dell’acqua, per i cittadini, porterà solo all’aumento dei costi. Continua Maselli” Se si vuol cancellare la presenza dell’ACS dopo oltre 70 anni evidentemente esistono disegni già preconfezionati che noi al momento non conosciamo.” E’ la cosa che inascoltato sto dicendo da tempo: l’acqua dell’Irpinia è stata già svenduta in base ad un accordo scellerato di cui si conoscono sia i registi, non tanto occulti, sia gli esecutori materiali. Non dimentichiamo che pochi giorni fa in occasione dell’assemblea dell’alto Calore Patrimonio, il Presidente dimissionario, ha fatto in modo da far mancare il numero legale per poter rimanere saldo al suo posto. Un’autentica mascalzonata. Sull’acqua in Irpinia si sta giocando una partita sporca e dispiace che i sindaci dell’Irpinia, proprietari dell’’Alto Calore, si stiano comportando con irresponsabile indifferenza. La privatizzazione della gestione dell’acqua non porterà soltanto l’aumento dei costi, ma una serie di conseguenze allo stato imprevedibili e che determinerà una situazione di non ritorno. Il previsto aumento dei costi, sarà scaricato sulla collettività. Inoltre il modo con cui il decreto Ronchi trasferisce al privato la gestione dei servizi idrici, senza un´efficiente regolamentazione dei prezzi, e meccanismi di controllo per qualità e investimenti, creerà solo un sistema per distribuire prebende. Un rischio tanto più reale in una regione, come quella Campana, dove corruzione e infiltrazioni della criminalità nella politica sono diffusissime. Questa privatizzazione di un bene che per sua natura è pubblico, comporterà  l’ inefficienza del servizio, perché nessun privato vorrà mettere mano alla manutenzione straordinaria degli impianti, porterà inoltre una sicura riduzione del personale, come già da tempo la destra dichiara, definendo l’ACS un carrozzone pieno di scansafatiche, mettendo per strada incolpevoli lavoratori. Quello che succederà ad Avellino ed in Irpinia già sta succedendo a Napoli dove la Veolia, si candida a gestire l’acqua ed i rifiuti. Per fare un esempio la Veolia che  gestisce tramite una sua controllata l’acqua a Latina e Aprilia, ha aumentato le tariffe del 300%.  La privatizzazione dell’acqua avrà un epilogo amaro perché la sua gestione passerà nelle mani di multinazionali senza scrupoli, che non avrà problemi a legarsi in questo grande business con la camorra e con le mafie. Siamo ancora in tempo per fermare queste mani allungate su un grande patrimonio naturale che l’Irpinia possiede. E’ un momento grave facciamo in modo che l’acqua non venga svenduta. Ognuno si assuma le proprie responsabilità per quello che gli compete. da Antonio Festa presidente dell’ATO, al senatore Enzo De Luca, che in questa occasione sta rimanendo in colpevole silenzio, ai Sindaci proprietari dell’Alto Calore Servizi, che stanno rinunciando alla loro funzione di custodi di un bene pubblico.Noi non ci arrenderemo.