Posts tagged ‘energia rinnovabile’

gennaio 3, 2012

Energia pulita dagli scarti agricoli nelle aree rurali del Pakistan.

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L’UNEP, lo United Nations Environment Programme, ha avviato un progetto per generare energia rinnovabile dagli scarti agricoli in Pakistan, esattamente nel distretto di Sanghar, un’area rurale della provincia di Sindh, nella parte centro-orientale del Paese. In questa zona vivono quasi due milioni di persone, coltivando grano, cotone, canna da zucchero, riso e mais. Colture che garantiscono cibo e lavoro alle popolazioni locali.

A latitare è invece l’accesso ad una fonte affidabile di energia per i consumi domestici. Le donne utilizzano legno ed altre biomasse in stufe rudimentali (e rischiose) per cucinare e riscaldare l’acqua per i pasti. L’International Environmental Technology Centre (IETC), con sede in Giappone, in collaborazione con la Mehran University of Engineering and Technology di Jamshoro, ha quantificato gli scarti agricoli presenti nell’area per calcolarne il potenziale energetico.

Sui campi rimanevano ben 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti, non tutte utilizzabili però per produrre energia. Quelle disponibili, ad ogni modo, erano capaci di generare energia quanto 1,07 milioni di tonnellate di legna da ardere, soddisfacendo i consumi di circa 400 mila famiglie. I ricercatori hanno poi esaminato l’utilizzo degli scarti agricoli da parte dei contadini e degli allevatori, per evitare conflitti e per non sottrarre materie prime preziose alla popolazione.

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gennaio 19, 2011

Nel 2010 le pale eoliche sono crollate: -25% di installazioni

Per la prima volta nella breve storia dell’eolico italiano le installazioni di turbine per sfruttare l’energia rinnovabile del vento sono calate: l’Associazione nazionale energia dal vento (Anev) comunica che il dato definitivo del 2010 è inferiore del 25% rispetto all’anno precedente. Un vero e proprio crollo, non soltanto un calo. I motivi? Li spiega la stessa Anev:

il crollo del 40% del valore dei Certificati Verdi, ha determinato apprensione e sfiducia sia degli investitori che del sistema finanziario, poco propensi a investire e finanziare ingenti risorse in un settore che fino all’anno scorso aveva potuto contare su un sistema incentivante funzionale con determinati punti di riferimento che garantivano agli operatori seri e preparati il ritorno degli investimenti effettuati, ma che ora si trova a confrontarsi con un quadro di grande incertezza e preoccupazione sui prossimi provvedimenti

Senza incentivi, quindi, gli investimenti vanno via. Una storia abbastanza complessa, nata con la proposta di eliminare l’obbligo di acquisto dei certificati verdi invenduti da parte del Gse, poi ritirata ma con la clausola non indifferente di un taglio del 30% sui prezzi d’acquisto. Per farla semplice: i certificati verdi, che attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile eolica, se non vengono piazzati sul mercato (li devono comprare obbligatoriamente le aziende che producono molta CO2) vengono acquistati lo stesso dallo stato ad un prezzo fisso.

Questo governo impegnato a difendere il capo dai processi in cui è coinvolto, non ha tempo di preoccuparsi del rilancio dell’economia, penalizzandola in casi come questi.

dicembre 17, 2010

Jeremy Rifkin: “La terza rivoluzione industriale può iniziare in Sicilia”

  Alcuni giorni fa è stata presentata, a Palermo, l’iniziativa Fred: Forum regionale per l’energia distribuita. Vi partecipano l’industria, il sindacato, i consumatori e il Cetri, Centro europeo per la terza rivoluzione industriale. Quella di Jeremy Rifkin, per capirci. Proprio Rifkin ha voluto essere virtualmente presente alla presentazione del Fred, inviando un videomessaggio nel quale spiega le potenzialità della generazione distribuita dell’energia rinnovabile in Sicilia:

Uno studio molto interessante in Sicilia ci da una idea dell’impatto importante che la Terza Rivoluzione Industriale può avere sull’economia locale. Lo studio mostra che se solo il 6,5 percento dei tetti siciliani, residenziali, uffici, capannoni industriali, fossero equipaggiati con pannelli fotovoltaici si produrrebbe quasi il cinquanta per cento del consumo elettrico in Sicilia oggi. Questi pannelli fotovoltaici permetterebbero in altre parole ai cittadini e consumatori siciliani di “fare da se” per quasi la metà dei loro consumi elettrici. Ma c’è di più. Coprire il solo 6,5 percento dei tetti siciliani oltre a fornire quasi la metà dell’energia, produrrebbe anche un giro d’affari per le piccole e medie imprese siciliane di circa 6 miliardi di euro e un reddito supplementare per le famiglie e le imprese variabile fra i 25 e i 35 miliardi di euro per vent’anni”

agosto 28, 2010

niente iva per gli impianti non fotovoltaici sotto i 20 Kw.

Una notizia attesa e confortante per chi ha installato sistemi di produzione di energia rinnovabile diversa dal fotovoltaico per finalità private, con impianti non superiori ai 20 Kw. La cessione al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sarà esente d’IVA. Ma chi ne ha diritto ?

La risoluzione 88/E pubblicata ieri, regolamenta proprio la cessione agevolata della produzione privata di elettricità di piccoli impianti di rinnovabili non fotovoltaici, per usi domestici. In questa dicitura vanno ricomprese sia gli impianti familiari che quelli di una sede di organizzazioni non commerciali. Ai fini della tassazione questi introiti possono essere ricompresi nei “redditi diversi”.

Il documento, definito di prassi precisa, specifica che vanno sempre considerati commerciali gli impianti superiori ai 20 Kw e quando la produzione non destinata a soddisfare principalmente bisogni personali.

L’immissione in rete dell’energia non per consumi personali configura sempre un’attività commerciale quando è effettuata da:
– persone fisiche o enti non commerciali titolari di impianti di potenza fino a 20 kw, che non risultano posti a servizio dell’abitazione o della sede dell’ente;
– persone fisiche o enti non commerciali titolari di impianti di potenza superiore a 20 kw;
– persone fisiche o giuridiche che svolgono attività commerciale;
– soggetti che svolgono lavoro autonomo.

In tal caso, la tariffa omnicomprensiva si qualifica come corrispettivo derivante dalla vendita dell’energia rilevante ai fini dell’IVA e delle imposte dirette.

Il testo completo della risoluzione è raggingibile da questo link.(profechos)