Posts tagged ‘energia nucleare’

marzo 17, 2012

Più energia dalla centrale nucleare di Krsko: lo chiede il Friuli Venezia Giulia.

Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo incontra il presidente della Slovenia Danilo Turk per discutere di energia nucleare e rigassificatore di Trieste

Potenziare la centrale nucleare di Krsko in Slovenia per avere più energia per la Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia. E’ quanto chiede Renzo Tondo il presidente che ha il pallino dell’energia nucleare a dispetto del referendum abrogativo di un anno fa;desidera anche un rigassificatore per Trieste. E allora Tondo non molla ed è intenzionato a scendere a Roma per chiedere al Ministro Passera di aiutarlo nel suo progetto.

L’annuncio lo ha fatto lo stesso Tondo (a sinistra nella foto in alto) poche ore dopo aver incontrato Danilo Turk, presidente sloveno al Kulturni Center Bratuz di Gorizia. Si legge nel comunicato stampa della Regione FVG:

Sul nucleare ho ribadito a Turk la mia posizione personale, testarda e finora largamente minoritaria anche in Italia, che tende ad immaginare una collaborazione del nostro Paese con il Governo sloveno sulla centrale di Krsko, con la disponibilità del Friuli Venezia Giulia a partecipare in prima persona a questo percorso. Ne parlerò con il nuovo ministro allo Sviluppo economico Corrado Passera.

Continua a leggere: Più energia dalla centrale nucleare di Krsko: lo chiede il Friuli Venezia Giulia

marzo 10, 2012

Fukushima, un anno dopo l’energia che muove il mondo è ancora atomica.

centrali nucleari nel mondo

Un anno dopo Fukushima ci si interroga sull’impatto dell’incidente in Giappone, nelle città più colpite, ma anche sull’incidenza del disastro nucleare sui piani energetici dei diversi Paesi del mondo.

Il World Energy Council (WEC) nei giorni scorsi ha pubblicato un rapporto, World Energy Perspective: Nuclear Energy One Year After Fukushima, che dimostra come nei Paesi non-OCSE i programmi nucleari proseguano, in virtù della maggiore richiesta di energia proveniente dalle economie emergenti. E ad oggi manca una maggiore azione di governance internazionale sulla sicurezza nucleare. Continua a leggere: Fukushima, un anno dopo l’energia che muove il mondo è ancora atomica

gennaio 22, 2012

Il video girato dalla sonda endoscopica all’interno del reattore 2 di Fukushima.

Dopo le foto, arrivano anche i video dell’ “endoscopia” al reattore 2 della centrale nucleare di Fukushima. Fra poco vi mostro una parte delle immagini; in fondo troverete i link alla serie completa.

Lo schizzo qui accanto evidenzia il punto in cui è stata inserita la sonda endoscopica: ha esplorato il bunker di cemento armato (“containment vessel”) in cui è alloggiato il reattore vero e proprio (“pressure vessel”).

La sonda non ha individuato nè il combustibile nucleare fuso (ha forato il fondo del reattore, è caduto sul pavimento del bunker e ha “mangiato” almeno in parte lo strato di cemento) nè l’acqua che dovrebbe coprirlo e raffreddarlo. L’endoscopia ha mostrato solo tanto vapore e gocce – tipo pioggia – di condensa.

Dunque non si sa dov’è il combustibile fuso (si sperava invece di localizzarlo), e non si sa nemmeno se è adeguatamente raffreddato. Ma guardate le immagini. Continua a leggere→

giugno 8, 2011

la Francia vuole vendere energia nucleare alla Germania.

la Francia è seriamente preoccupata per l’abbandono del programma nucleare della Germania, ratificato dal parlamento. Ha chiesto perciò gli Stati generali dell’energiaperché vuole che vi sia concertazione.

Oggi però il presidente Nicolas Sarkozy fa sapere che la decisione dei tedeschi di rinunciare al nucleare sarà un vantaggio per i francesi e ha detto:

Non critico la scelta della Germania. Se fermano le centrali dovranno rimpiazzare l’energia. Ci candidiamo a vendere loro l’elettricità anche in un rapporto di competitività che ci sarà favorevole.

La Germania, però progetta piuttosto di delocalizzare l’approviggionamento e parte delle centrali a carbone che le serviranno per avere energia ma senza inquinare la Germania, saranno impiantate in Polonia. Eric Besson, ministro francese per l’Energia teme più che altro dunque la perdita di forniture alla Germania, fatto probabilmente confermato dall’accordo per il Nord Stream, il gasdotto che porta il gas dalla Russia, passando per il Baltico direttamente in Germania. Entrerà in funzione a pieno regime nel 2012. A quel punto i tedeschi saranno tutti figli del gas di Putin.

 

Mag 17, 2011

Nucleare, la Consulta ribadisce: ci vuole il consenso delle Regioni.

graffiti sulle torri di raffreddamento delle centrali nucleari

Dopo il ricorso della Regione Toscana, Puglia e Provincia autonoma di Trento con lasentenza n. 165 del 12 maggio la Consulta chiarisce e fissa che in materia di energia il Governo non può imporre le centrali nucleari in un territorio senza aver prima ottenuto il consenso della Regione. Anzi per la verità demolisce una parte dei decreti legge (Misure urgenti in materia di energia 8 luglio 2010, n. 105 e Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini1 luglio 2009, n. 78).

L’aspetto interessante di questa sentenza, rispetto a quella emanata qualche mese fa è che qui viene ribadito che nel caso di mancata intesa tra Governo e Regione il Governo non può bypassare la Regione nominando un Commissario con poteri straordinari che sarebbe stato poi l’interlocutore al posto dell’amministrazione regionale. La motivazione è da ricercarsi nell’art.120 della Costituzione in quanto mancherebbe il rispetto del principio:

di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

marzo 20, 2011

Referendum nucleare, Francesco Ferrante (Pd): “è sbagliato, ma andate a votare sì”

Francesco Ferrante, componente della Commissione Ambiente del Senato ha tentato di chiarire, senza fortuna  la posizione del PD sull’ambiente. La posizione altalenante di Bersani sul nucleare, quella favorevole di Veltroni sugli inceneritori, il percorso politico di Veronesi fino alla presidenza dell’Agenzia nucleare, non lasciano pensare che si tratti esattamente di un partito ecologista.

Persino le critiche degli Ecodem a Veronesi sembrano quanto mai tardive. Lo stesso Ferrante, d’altronde, si dichiara antinuclearista ma non ha appoggiato il referendum sul nucleare né quello sull’acqua pubblica, che “ha raccolto da solo 1.400.000 firme, più di quello sul divorzio e di quello sull’aborto.

Ma, allora, cosa ha da dire il Pd su ambiente, acqua pubblica, energia nucleare, fonti rinnovabili e rifiuti?

marzo 2, 2011

L’energia nucleare costa troppo. E i conti li fa Edo Ronchi.

bolletta nucleare troppo cara

L’energia nucleare costa poco. Questo è uno dei leit-motiv degli spin doctor e degli astroturfer del nucleare: sostenere che costruire nuove centrali nucleari nel nostro Paese non solo è buono e giusto ma è anche economico. Obiettivo: prendere gli italiani per il portafoglio e fargli svanire così ogni terrore in merito alle radiazioni nucleari.

Scrive Edo Ronchi (ex ministro per l’Ambiente e ex senatore, attualmente presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile NdR) nell’articolo Prezzi atomici su Quale energia sullo sproposito dei costi del nucleare:

Il programma nucleare proposto dal Governo italiano prevede la costruzione, entro il 2030, di centrali per una potenza complessiva di 13.000 MWe in grado di coprire, entro quella data, il 25% del consumo nazionale di elettricità, facendo scendere la quota di elettricità prodotta con combustibili fossili dall’attuale 80% al 50% (e facendo crescere poco le rinnovabili, dal 20% al 25% nel 2030). Quindi affinché il nucleare italiano possa consentire «di fornire elettricità a prezzi più convenienti» dovrebbe costare meno dell’elettricità che il piano del Governo prevede che sarà sostituita con il nucleare: quella prodotta con centrali a gas o a carbone.

In fondo, non si dice che per i soldi si farebbe tutto? Deve essere questa, evidentemente, la tesi sposata dai pro-nucleare che li ha convinti a far girare cifre, conti, numeri, che per la verità possono essere letti in diversi modi. Sappiamo che la matematica non è un opinione, ma sappiamo pure che i bilanci invece sono molto opinabili. Per cui dopo il salto i conti che fa Ronchi.

febbraio 28, 2011

Decreto Rinnovabili, il Governo taglia le gambe al solare.

Il governo prepara il terreno al Decreto Energie Rinnovabili, che taglia gli incentivi al fotovoltaico e fissa un tetto ridicolo alla potenza installabile. Intanto il nucleare accelera, tra l’annuncio della nuova sede per l’Agenzia di controllo e il ritorno dello spot pro-atomo in tv. In ballo il futuro ambientale italiano, 200mila posti di lavoro e un giro d’affari da decine di miliardi di euro.

Le Direttive europee sono liberamente interpretabili, a quanto pare. Quel che dovrebbe essere la regolarizzazione e pianificazione dello sviluppo delle energie rinnovabili, la Direttiva 29/2008, diventa nel testo attuativo del governo una ghigliottina al futuro della green economy.

Le disposizioni più rilevanti sono due. Entro il 2020, stabilisce il testo, dovranno essere installati in Italia 8.000 MegaWatt di pannelli solari: non uno di più ne verrà autorizzato. E’ un’obiettivo decisamente modesto, considerando che la Germania ha posto il target a 52mila MegaWatt, di cui 18 già installati. Ma al governo italiano  il “tetto” di 8GW sembra bastare. E verrà raggiunto anche in fretta, sulla base delle stime del Ministero dello Sviluppo economico e del Gestore dei sistemi elettrici (GSE). A loro parere, entro il 2011 raggiungeremo i 7.000 MegaWatt di energia prodotta dal sole. Peccato che a fine 201o i pannelli solari effettivamente in funzione non superassero i 3000 MegaWatt, e che le principali banche d’investimento stimino a 4800 MegaWatt complessivi il risultato conseguibile a metà 2011.

Inoltre, il decreto blocca-solare taglia gli incentivi all’investimento del 30%, riducendo drasticamente l’appetibilità del settore per le aziende. Una riduzione è utile, almeno in teoria, se è vero che nel 2010 sono stati dati incentivi per 3,4 miliardi di euro al settore. Ma, secondo altri calcoli, la “zavorra fotovoltaica ” in bolletta non supera 1,70 euro al mese. Le associazionidi categoria e gli ambientalisti chiedono che il taglio venga ridotto al 15%, per non soffocare il settore. Ma potrebbe essere esattamente questa la tentazione del governo.

febbraio 7, 2011

Qualche bugia sui vantaggi dell’energia nucleare.

Ecco qui un paio di verità che non piaceranno ai sostenitori del ritorno al nucleare che si affanneranno a confutare. La prima verità riguarda la quantità di energia necessaria all’Italia. Scrivono Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco:

I dati che citiamo in questo articolo provengono direttamente dalla fonte delle rilevazioni statistiche di Terna. Da queste tabelle si rileva che: l’Italia ha centrali per una potenza installata pari a 101 GigaWatt (dati 2009). I consumi oscillano tra 18 GW di notte e 52 GW di giorno. Il massimo picco di è avvenuto nel 2007, quando sono stati erogati 57 GW di energia elettrica. In Italia si produce, attualmente, una quantità di energia quasi doppia rispetto alle richieste.

Perché dunque si chiedono i due autori, e questa è la seconda verità, l’Italia importa energia elettrica prodotta da centrali nucleari francesi? (cavallo di battaglia di molti pro-nuke convinti).

Perché in Francia la produzione di energia elettrica avviene soprattutto tramite centrali nucleari, che per la loro struttura, non possono essere accese e spente a seconda della richiesta. Quindi di notte in Francia c’è un eccesso di produzione di energia elettrica che se non ceduta determinerebbe un sovraccarico della rete elettrica che potrebbe determinare gravi inconvenienti. La Francia allora la vende sottocosto ai Paesi confinanti, tra cui l’Italia. Di notte, quando la produzione di energia elettrica costa di più, l’Italia riduce fortemente la produzione di elettricità e l’acquista a basso costo dalla Francia che non può fare altrettanto e non può farne a meno. Di giorno succede il contrario e l’Italia, che come abbiamo visto ha un notevole surplus di potenza installata, esporta energia elettrica in Francia, guadagnandoci molto bene. La Francia, proprio per il massiccio ricorso alla energia nucleare, ha un sistema di produzione di energia elettrica poco flessibile, che produce scorie da smaltire a costi molto elevati, con un inquinamento dei territori molto pericoloso.

gennaio 24, 2011

“Il nucleare è una tecnologia incerta e in Italia c’è poco fotovoltaico”

claudia kemfert

Secondo Claudia Kemfert, economista tedesca, in Italia c’è poco fotovoltaico; il nucleare è una tecnologia incerta; dovremmo valutare le nostre scelte di approvvigionamento energetico sulla base del PIL energetico; in futuro ci approvvigioneremo con un mix di rinnovabili.

Lo scenario è stato delineato a Padova durante la conferenza “Energie future: quale sostenibilità per una giusta crescita”, voluta da Segnavie la cui cronaca è stata riportata da Il Giornale di Vicenza. La relatrice, Claudia Kemfert è docente di economia alla Humboldt-Universität di Berlino, autrice nel 2008 del libro Die andere Klima-Zukunft Innovation statt Depression che tradotto sarebbe: “Oltre il futuro del clima, innovazione e non depressione”, nonché consulente di Banca Mondiale, Onu e membro del Gruppo consultivo della Ue su Energia e cambiamenti climatici.