Posts tagged ‘energia eolica’

aprile 2, 2011

Spagna da record: energia eolica prima fonte energetica a marzo.

Mentre nel nostro Paese il futuro delle rinnovabili continua a restare fermo al palo, i cugini spagnoli ci danno l’ennesima lezione in questo senso confermandoci, qualora ve ne fosse bisogno, di quanto sia pauroso il nostro ritardo nei loro confronti. L’energia eolica nel mese di marzo ha infatti rappresentato la prima fonte di elettricità in Spagna; questo succede per la prima volta nella storia. I parchi eolici hanno coperto il 21% della domanda e raggiunto un record mensile, il 5% in più rispetto al marzo dello scorso anno.

Ma c’è di più: le energie rinnovabili, di cui la Spagna ricordiamolo è uno dei Paesi leader mondiali, hanno fornito complessivamente il 42,2% della domanda di elettricità. A questo punto la domanda è d’obbligo: ma con l’impegno si può davvero sperare di costruire un mix energetico fatto soltanto di rinnovabili in un futuro non lontanissimo o effettivamente questi record, per via dell’aleatorietà delle fonti pulite, avranno un loro picco massimo difficilmente superabile?

marzo 18, 2011

L’eolico nipponico resiste al sisma e tiene accese le luci in Giappone dopo il terremoto.

In Giappone le vere centrali che hanno resistito al sisma e che attualmente stanno alimentando il Paese in ginocchio sono quelle eoliche, alla faccia di chi afferma che l’eolico non è in grado di sopravvivere ad una catastrofe naturale di tali proporzioni. L’industria del vento giapponese non solo ha retto, ma è attualmente funzionante e capace di tenere le luci accese durante la crisi di Fukushima.

Come ha assicurato Yoshinori Ueda, Presidente del’l International Committee of the Japan Wind Power Association & Japan Wind Energy Association in un articolo sull’Huffington Postnon si sono verificati danni agli impianti eolici di tutti i mebri dell’associazione”. Sopravvissuti anche gli impianti del parco eolico offshore Kamisu, situato a circa 300 chilometri dall’epicentro del sisma.

Ueda ha confermato che, non solo le maggiori turbine eoliche del paese sono pienamente operative, ma che le aziende elettriche hanno chiesto ai proprietari dei vari parchi eolici di intensificare le operazioni di produzione di elettricità per cercare di compensare, quanto possibile, le carenze di energia elettrica nella parte orientale del paese .

Eurus Energy Japan, il più grande operatore eolico in Giappone, proprietario del 22% di tutte le turbine a vento del paese, nonché filiale della TEPCO, ha confermato che sono in funzione attualmente 174.9 MW con otto parchi eolici su 11, in pratica il 64% del totale. I tre parchi eolici residui (Kamaishi 42.9MW, Takinekoshirai 46MW, Satomi 10.02MW) sono fermi a causa del guasto alla rete causati dal terremoto e dallo tsunami anche se due di questi stanno per essere ripristinati a breve.

Una dimostrazione di affidabilità e una riflessione in più che dovrebbe essere presa in considerazione da tutti i Paesi che in questo momento stanno riconsiderando l’energia. In primo luogo l’Italia.

gennaio 22, 2011

Energia rinnovabile dal balcone di casa.

Si chiama Greenerator ed e’ stato messo a punto dal progettista Jonathan Globerson, americano della Florida.
Si tratta di una piccola turbina eolica verticale, attaccata a un pannello solare fotovoltaico, il tutto installabile direttamente sulla balaustra del balcone di casa.
Permetterebbe di risparmiare fino al 6% all’anno sulla bolletta elettrica.

novembre 29, 2010

Quei miliardi al vento.

È un meccanismo complicato, ma si può riassumere così: comprare un certificato verde costa a un’azienda italiana molto di più che importare dall’estero energia dichiarata pulita, anche se non c’è alcuna vera garanzia che sia davvero tale, come ammette il sottosegretario Stefano Saglia. Conseguenza per il contribuente italiano: lo Stato si è impegnato a comprare tutti i certificati verdi invenduti, per garantire un sostegno al nascente business dell’energia pulita. E questo (come spiega Milena Gabanelli nella puntata di Report  andata in onda  su Raitre) nel 2009 è costato alle casse pubbliche un miliardo di euro. Che pagano tutti gli italiani in bolletta. C’è fame di energie rinnovabili in Italia. Nella puntata di Report in onda stasera su Rai3, Giovanni Buttitta, direttore delle relazioni esterne di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, conta e riconta le richieste per allacciare i nuovi impianti: “Un numero molto alto: 120 mila megawatt”. Il doppio del fabbisogno annuale dell’Italia. Perché spuntano panelli fotovoltaici ovunque e pale eoliche giganti sostituiscono alberi in montagna e coprono la terra rossa in riva al mare?

agosto 25, 2010

Il fotovoltaico è meno caro del nucleare. Parola della Duke University

 A parità di KW prodotti, l’energia fotovoltaica è più conveniente di quella nucleare. Almeno in Nord Carolina. Secondo uno studio effettuato dalla Duke University, una delle università più prestigiose degli U.S.A., quello avvenuto in questi giorni sarebbe un “sorpasso storico”. 

A darne l’annuncio è stato il prof. Jhon Blackburn, del dipartimento di economia della stessa Duke, pubblicando nel sito dell’ateneo un articolo dal titolo lampante: Solar and Nuclear Costs: the Historic Crossover.

Il solare fotovoltaico – scrive Jhon Blackburn ha raggiunto le altre alternative low cost al nucleare. Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattor”. Certo, le cifre e i dati pubblicati e utilizzati per il report non si possono estendere all’intero pianeta, poiché si riferiscono alla situazione della Carolina del Nord. Tuttavia, molte intuizioni e denunce in esso contenute potrebbero valere in altri casi. Come quello italiano.

Ad esempio, il fatto che dove c’è libero mercato in materia di energia elettrica si investe molto di più nel solare, nell’eolico, nella cogenerazione e nell’efficienza energetica. Mentre dove c’è monopolio (v. Enel), states still propose to build new nuclear plants”, ovvero gli stati (il riferimento è in questo caso a quelli americani) propongono ancora di costruire nuove centrali nucleari. Assorbendo – si legge – miliardi di dollari pubblici per ciascun progetto…

Per giunta, lo studio sottoliena come il costo del solare sia costantemente diminuito nel corso degli ultimi anni, e le proiezioni assicurano che il trend proseguirà invariato anche nei prossimi dieci, grazie ai progressi nella fabbricazione e nell’installazione. “Questo report”, ha dichiarato il prof.  Blackburn, “potrebbe essere il cambio di passo se solo le nostre istituzioni democratiche faranno il loro lavoro”. Come dire: cosa stiamo aspettando?(R. Zambon da Greenme)

 

giugno 15, 2010

Legambiente per il wind day.

Per far conoscere l’energia del vento, fonte pulita e inesauribile, per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sulle questioni relative all’utilizzo di questa tecnologia, il 15 giugno in tutta Europa si festeggia l’ European Wind Day, la giornata mondiale del vento promossa dall’Ewea l’associazione europea dell’energia eolica e dal Gwec, il Global Wind Energy Council. 

Per l’Europa l’eolico rappresenta una chiave per contribuire a risolvere l’incombente crisi climatica e raggiungere gli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020 deciso dall’UE nel rispetto del Protocollo di Kyoto. 

Aderiamo alle iniziative promosse dall’ANEV, l’Associazione Nazionale Energia del Vento, che a partire dal 20 giugno allestirà uno spazio espositivo dedicato al Wind Day a Roma, nel Parco dei Daini a Villa Borghese, dove si alterneranno iniziative, convegni, eventi, laboratori proiezioni e mostre sull’energia dal vento. 

Per tutte le informazioni sugli eventi visitate il sito www.anev.org

Attualmente nel nostro Paese gli impianti eolici installati superano i 5mila MW e una produzione di 6,7 TWh, risultati che ancora una volta confermano l’affidabilità e l’efficacia di questa tecnologia. Per proseguire con la crescita degli impianti di grande e piccola taglia è fondamentale ora aprire un confronto sulle regole, in modo da garantire trasparenza, legalità e integrazione dell’eolico nel paesaggio.

Ci auguriamo che il Wind Day 2010 sia l’occasione per ottenere il consenso da parte del Governo sulle linee guida per l’approvazione degli impianti, attese dal 2003, che permetterebbero di valorizzare nel modo migliore l’energia del vento nelle diverse regioni italiane.

aprile 28, 2010

Alpha Ventus, il parco eolico off shore dei record.

In Germania inaugurato il parco eolico dei recordSi chiama Alpha Ventus, si trova in Germania, e per costruirlo E.ON, Vattenfall e Doti hanno abbattuto più di un record.

Innanzitutto è il parco off shore più distante dalle coste: ben 45 chilometri dall’isola di Borkum. Ciò dovrebbe mettere l’animo in pace a coloro che non gradiscono l’impatto visivo delle pale eoliche viste dalla spiaggia.

Poi è il più produttivo in Germania, con le sue dodici torri da 5 Mw l’una, distanziate tra loro di 800 metri e di altezza compresa tra i 148 e i 155 metri sul livello del mare (ai quali si devono aggiungere altri trenta metri, visto che la base di ogni torre è sul fondo del mare).

marzo 5, 2010

Rinnovabili 24 ore su 24, 7 giorni su 7

 Impianto eolico. La crescita dell'eolico è stata notevole, se  paragonata alle altre fonti rinnovabili: dal 1995 al 2005 la potenza  installata nel mondo è cresciuta di dodici volte.  Le fonti rinnovabili possono tenere le luci accese 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Come? Utilizzando reti intelligenti di distribuzione dell’energia a livello locale e regionale. È la conclusione del  rapporto “Rinnovabili 24/7”

Questo rapporto – presentato con EREC (European Renewable Energy Council)  a Madrid – mostra che le reti elettriche possono essere trasformate per consentire alle fonti rinnovabili di garantire il 90% dell’energia al 2050. Quello che serve è integrare smart grids, reti intelligenti di distribuzione dell’energia a livello locale e regionale, e super grids, linee ad alta tensione a corrente continua per trasferire elettricità a enormi distanze con grande efficienza. In questo modo si potrà fare a meno di carbone e nucleare, due fonti inquinanti e pericolose.  In pratica le smart grids applicano l’idea di internet al settore elettrico. Il rinnovamento della rete è un’enorme opportunità economica, specialmente per il settore informatico. In Europa gli investimenti necessari si aggirano attorno ai 5 miliardi di euro all’anno, meno di cinque euro per ogni abitazione europea. Occorrono urgenti politiche per sbloccare gli investimenti a supporto di un futuro 100% rinnovabile nel settore della produzione elettrica.  

Il mercato globale dell’energia eolica nel 2009 ha perfino superato di 7.000 MW le previsioni di Greenpeace del 1999, con una potenza installata nell’anno di 37.000 MW. In Spagna già oggi le rinnovabili in alcune giornate coprono oltre il 50 per cento della richiesta.  

E in Italia? Una rete elettrica inadeguata limita di circa il 30 per cento l’effettiva produzione eolica in Puglia, Campania, Basilicata e Sardegna. Ciò equivale a 0,7 TWh di energia perduta, ovvero una quota del 12% della produzione nazionale da eolico, secondo le analisi tecniche presentate da Anev al Ministero Sviluppo Economico. Il nostro Paese, inoltre, è l’unico dell’Ue a non aver ancora presentato le previsioni per il “Piano delle rinnovabili” da adottare a giugno.  Eppure per l’Italia ci sarebbe una grande possibilità industriale sulle rinnovabili, che il Governo continua a boicottare, impegnato com’è nella direzione sbagliata: il ritorno al nucleare per favorire gli interessi di alcune lobby industriali.

gennaio 19, 2010

In Germania si viaggerà con l’energia eolica.

Le Ferrovie tedesche (Deutsche Bahn) puntano sull’energia eolica per alimentare una parte della flotta di treni ad alta velocita’ (Ice). La Db sta per firmare un contratto con un parco eolico del Branbeburgo (Est), non lontano da Berlino, per la fornitura di 59 gigawatt/ora all’anno fino al 2020. In questo modo, ha spiegato oggi la societa’, si potranno alimentare con energia eolica fino a sei treni Ice, su un totale di 250. La Deutsche Bahn gia’ utilizza fonti rinnovabili per il 16% del proprio fabbisogno di energia, una quota che nei prossimi 20 anni dovrebbe aumentare al 30%.