Posts tagged ‘emissioni co2’

ottobre 15, 2013


Spesso si ripete che la Germania è tornata a investire nelle centrali a carbone per compensare la suaQuesto non è esattamente vero, perchè le 8 centrali a carbone attualmente in costruzione  (nella foto in alto il deposito di carbone della futura centrale di Moorburg) sono state programmate tra il 2006 e il 2010, quindi prima dell’incidente di Fukushima. Altre 6 centrali in progetto sono state sospese e ben 20 sono state definitivamente cancellate.

Queste centrali, più due già entrate in servizio,  potrebbero fornire una potenza totale di 11,5 GW e sarebbero quindi grosso modo in grado di sostituire l’attauale produzione nucleare, anche se con un incremento di 70 Mt di emissioni di CO2 (l’8% delle emissioni tedesche).

Non avranno tuttavia  vita facile, perchè la concorrenza delle energie rinnovabili sta iniziando a creare seri problemi alle centrali a carbone. La produzione rinnovabile ha fatto crollare i prezzi dell’energia elettrica, e nei pomeriggi festivi questi scendono a zero, oppure diventano addirittura negativi. Ciò significa che in questi periodi le grandi compagnie sono disposte a pagare i cittadini perchè venga consumata energia elettrica, pur di evitare di scalare verso il basso l’attività delle grandi centrali a carbone che hanno un elevato carico di base e sono poco flessibili.

 

luglio 10, 2013

Come andare al lavoro? Stavolta te lo dice l’App.

Milano, insieme a Barcellona ed Helsinki parteciperà a SuperHub project, il progetto europeo sulla mobilità sostenibile che, attraverso un’applicazione, proporrà ai viaggiatori urbani le migliori opzioni di spostamento in un determinato momento

Si chiama SuperHub il progetto europeo di mobilità urbana che fra lunedì 9 e domenica 29 settembre compirà un monitoraggio sugli spostamenti “guidati” dei 200 milanesi che aderiranno all’iniziativa facendosi consigliare da una centrale operativa sui mezzi più efficienti per coprire i percorsi urbani.

Meglio in auto o in bicicletta? Più veloce a piedi o con i mezzi pubblici? I viaggiatori urbani che daranno le loro disponibilità dovranno avere uno smartphone Android e con questo testeranno la nuova applicazione per i loro spostamenti abituali.

Non occorreranno competenze particolari e saranno sufficienti 10 minuti alla settimana per eseguire il test che si svolgerà, contemporaneamente, in altre due città europee: Barcellona ed Helsinki.

L’impegno dei viaggiatori urbani sarà ricompensato con premi a scelta fra buoni spesa, abbonamenti al car o al bike sharing e altro ancora.

L’App di SuperHub, pur essendo in una fase sperimentale, può già essere testata nelle sue principali funzionalità: per pianificare spostamenti, valutando quelle che sono le migliori opzioni di percorso e di mezzi di trasporto, nonché la Co2 prodotta a seconda delle varie opzioni di viaggio.

SuperHub coinvolge un network di 20 partner di sei differenti Paesi europei. In Italia ha ottenuto il sostegno di Atm, Autoguidovie, Create-Net, Imaginary, Legambiente e Vodafone.

Per partecipare in qualità di tester è sufficiente compilare il form di iscrizione presente sulla pagina web di SuperHub e, naturalmente, risiedere a Milano o nell’hinterland del capoluogo lombardo. Per ulteriori informazioni si può scrivere a info@superhubmilano.org

luglio 1, 2013

Auto e emissioni di CO2, la Germania fa saltare l’accordo sui 95g/km.

Auto e emissioni di CO2, la Germania fa saltare l'accordo sui 95g/km

Sarà la Lituania nella prossima presidenza semestrale a dover riprendere i negoziati che porteranno al tavolo delle trattatice i costruttori di automobili con l’obiettiv di far abbassare il limite delle emissioni per le autovetture a 95 g/Km.

La Germania a questa tornata ha imposto la propria linea in maniera decisamente insolita e come ripora Euractiv:

La scelta della presidenza irlandese è stata dettata dai tedeschi: il cancelliere Merkel la telefonato al Taoiseach Enda Kenny sulla questione la sera prima del vertice dei leader dell’Unione europea. Sono stati trovati gli argomenti giusti” per ottenere questa flessibilità da parte della presidenza e l’Irlanda si è inchinata alla pressione.

In pratica le case di lusso Daimler e BMW si sono lamentate del fatto che gli obiettivi proposti sono ingiusti. Ma secondo l’ International Council on Clean Transportation le emissioni medie della Germania sono attestate a 147 g/Km ossia di circa 15g/km al di sopra della media Ue.

Perché? Come ha detto a EurActiv, Ivan Hodac, il segretario generale della European Automobile Manufacturers Association (ACEA), ha detto che i crediti sarebbero serviti a:

Le vetture a basse emissioni sono estremamente costose da sviluppare e non ci sono incentivi finanziari da parte dei governi dell’Unione europea.

luglio 24, 2012

Cmcc, emissioni possono valere 6,7 mld all’anno.

(Archivio) (Archivio)

ROMA – Dalla lotta ai cambiamenti climatici possono giungere anche delle soluzioni anticrisi. Le emissioni possono, infatti, valere 6,7 miliardi di euro all’anno attraverso la riorganizzazione della modalita’ di assegnazione dei permessi di emissione del sistema Ets (Emission trading scheme). E la cosa riguarderebbe i Paesi indebitati dell’euro-zona, contribuendo a salvaguardare migliaia di posti di lavoro. A dirlo il Centro Euro Mediterraneo per i cambiamenti climatici (Cmcc) che cita l’ultimo studio pubblicato dalla London school of economics. Secondo il rapporto ”per tutelare le imprese e l’occupazione, nella fase di scambio 2013-2020, i settori a uso intensivo di carbonio” potrebbero ricevere ”delle quote di emissione gratuite”. Un intervento su determinate imprese e su assegnazioni generalizzate dei diversi settori ”potrebbe far guadagnare miliardi di euro all’anno e consentire ai Paesi dell’Unione europea di vendere i propri permessi”. Questa iniziativa ridurebbe ”la probabilita’ di una rilocalizzazione delle emissioni di CO2”.

giugno 4, 2011

Giornata mondiale dell’ambiente.

E’ l’India la protagonista nell’edizione 2011 della Giornata mondiale dell’ambiente proclamata per domani dall’Unep, l’Agenzia Onu per l’Ambiente, e dedicata in particolare alla salvaguardia delle foreste. Per la prima volta dall’inizio delle celebrazioni, nel 1972, sarà infatti il paese asiatico e in particolare le sue due principali città, Bombay e New Dehli, ad ospitare eventi, quest’anno centrati sul tema clou.
Urbanizzazione incontrollata, industrializzazione, intensificazione massiccia dell’agricoltura: sono queste le principali sfide legate alla crescita della popolazione in India, ormai a quota 1,2 miliardi di abitanti. I problemi sono cambiamenti climatici, deforestazione, inquinamento, perdita delle risorse idriche e commercio di fauna selvatica. Con la continua crescita dell’economia, ora il governo è a caccia di soluzioni per affrontarli.

Il Wwf ricorda che la distruzione di foreste a causa del taglio e o della loro trasformazione in terreni agricoli provoca il rilascio di enormi quantità di CO2 e altri gas serra nell’atmosfera: “la deforestazione è responsabile globalmente del 15% di tutte le emissioni di gas serra, perderle significa sottrarre uno dei più grandi ‘serbatoi’ di CO2. Se non si interviene subito la perdita globale di foreste – conclude l’associazione – sarà pari a oltre 230 milioni di ettari (più della superficie della Groenlandia), che potrebbero scomparire entro il 2050”.

febbraio 16, 2011

Obama rinuncia alla legge contro le emissioni di CO2.

Bye bye Cap and Trade: nella legge finanziaria appena presentata da Barack Obama alla Camera dei Deputati statunitense la proposta di istituire il mercato delle emissioni di CO2 non c’è. Il presidente americano ha dovuto mestamente rinunciarvi, viste le mutate condizioni politiche in parlamento. La legge che prevedeva di far pagare alle aziende americane che emettevano troppa CO2 faceva parte del programma presentato agli elettori americani ed era stata già presentata alla Camera, con esito positivo. L’opposizione repubblicana in Senato, però, l’aveva fatta bocciare.

Adesso, dopo il recente capovolgimento politico delle ultime elezioni che hanno visto trionfare i repubblicani, Obama ha preferito non inserire nemmeno la proposta del Cap and Trade nella finanziaria: il rischio di vedersi bocciare tutto il piano economico per garantire il vecchio diritto delle aziende americane a far ciò che vogliono ha suggerito al presidente americano di abbandonare i suoi propositi ambientalisti. Resta in vigore, però, il mercato delle emissioni voluto da Schwarzenegger in California.

aprile 18, 2010

Berlusconi e Sarkozy chiedono misure protezionistiche per l’Europa.

Un paio di giorni fa Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno preso carta e penna e scritto una lettera al presidente della Commissione europea Juan Manuel Barroso. Oggetto della missiva le politiche economiche da intraprendere nei confronti di quei paesi che non rispettano gli accordi internazionali sul clima.

Nella lettera, pubblicata integralmente dal giornale on line Clandestino Web, si chiede di istituire una “compensazione finanziaria” nei confronti dei prodotti provenienti da paesi che continuano a produrre i propri beni senza curarsi più di tanto delle emissioni di CO2:

Disporre, nel quadro del negoziato internazionale, tra gli altri possibili strumenti, di questo meccanismo, che dovra’ ovviamente essere inclusivo e non protezionistico ci permetterebbe in effetti di prevenire il rischio di fuga di carbonio incoraggiando i Paesi terzi a adottare misure di riduzione delle loro emissioni, per esempio nel quadro dei partenariati settoriali

dicembre 8, 2009

Copenaghen/ Svolta Usa: i gas serra sono pericolosi

Il governo americano ha ufficialmente riconosciuto la “pericolosità” delle emissioni di Co2 aprendo così la strada a un intervento normativo che potrebbe nei prossimi mesi imporre per la prima volta un tetto alla produzione di gas inquinanti. A dare l’annuncio ufficiale è stata ieri Lisa Jackson, direttrice dell’Environmental Protection Agency, l’agenzia federale che si occupa della protezione dell’ambiente, che in una conferenza stampa a Washington ha spiegato come il 2009 si pone come “l’anno in cui gli Stati Uniti hanno iniziato a fronteggiare la sfida dei gas serra e a cogliere l’opportunità di una riforma sull’energia pulita”. L’annuncio, atteso, è arrivato nelle stesse ore in cui a Copenaghen si è aperto il vertice internazionale sul clima al quale il presidente americano, Barack Obama, parteciperà il prossimo 18 dicembre. I primi limiti alle emissioni dell’industria americana potrebbero entrare in vigore già in primavera. La mossa è considerata decisiva perché consente a Obama di avere un’arma di riserva nel caso il Senato non approvasse la legge sul clima fortemente voluta dalla Casa Bianca. Il riconoscimento ufficiale consente infatti all’Epa di fissare dei limiti alla produzione di Co2 che potrebbero essere imposti anche in caso di fallimento del dibattito in Congresso, dando così a Obama maggiore potere negoziale al momento delle trattative di Copenaghen. Contemporaneamente, a Copenaghen, sette Stati membri della Ue, guidati da Gran Bretagna e Danimarca, spingono perché l’Unione Europea faccia il massimo possibile per arrivare a un accordo alla Conferenza Onu sul clima e, in particolare, perchè l’obiettivo di riduzione delle emissioni da parte degli europei passi dal 20 al 30 per cento entro il 2020, in modo da ‘tirare la volata’ agli altri partner. Meglio tardi che mai. Speriamo che alle parole seguano i fatti. Vorrei vivere fino al 2020 per vedere se saranno stati di parola.