Posts tagged ‘emigrazione’

febbraio 4, 2014

Istat: cresce il numero degli italiani che emigrano, anche stranieri se ne vanno

CONTROLACRISI – L’Aquila 3 feb 07:19 – Se nel 2012 il numero di cittadini stranieri che hanno lasciato l’Italia e’ in aumento rispetto all’anno precedente (+17,9%), ancor piu’ marcato e’ l’incremento dei connazionali che hanno deciso di trasferirsi in un paese estero: sono stati 68mila, il 35,8% in piu’ rispetto al 2Visualizza altro
http://www.controlacrisi.org/notizia/Lavoro/2014/2/3/39291-istat-cresce-il-numero-degli-italiani-che-emigrano-anche/

luglio 2, 2013

Opposizione a Berlino o l’Italia rischia tutto.

 

 

Sergio Cesaratto

1.      Come recentemente denunciato da Giorgio La Malfa su Il Sole, nel governo e nel paese appare emergere una mesta rassegnazione a un futuro in cui ci si dovrà adeguare a standard di vita sempre più modesti e in cui l’emigrazione sarà il premio per i più bravi. Le contorsioni della politica, dalle fumosità di Enrico Letta, alle purghe del M5S, alle sparate di Berlusconi, testimoniano un mix d’impotenza e d’ignoranza, i polli di Renzo che si beccano fra di loro. Gli elettori percepiscono questo senso d’impotenza della politica e di qui l’esteso sentimento di anti-politica. Finché la politica aveva risorse da distribuire gli elettori italiani non si erano sentiti così diffusamente Soloni. Ma errato sarebbe concluderne, come si fa spesso soprattutto in area PD, che troppo si è sperperato nel passato per cui la crescita potrà solo tornare quando avremo tutti imparato a scialare meno.

http://politicaeconomiablog.blogspot.it/2013/07/i-polli-di-renzo-e-laquila-tedesca.html?spref=fb

febbraio 25, 2013

Prepariamo i gommoni.

da Brindisi a Tirana il passaggio è abbastanza facile e con un gommone in poche ore si riesce ad arrivare dall’altra parte dell’Adriatico. Se vince Berlusconi al Senato io, mia moglie e il cane Morgan, che ha il tumore allo stomaco, andiamo a cercare fortuna in Albania.Addio Italia di merda!

agosto 23, 2010

23 agosto 1927: la condanna di Sacco e Vanzetti, trionfo dell’ingiustizia.

Il 24 dicembre 1919 alcuni banditi assaltarono un furgone che trasportava le paghe degli operai di una fabbrica, a Bridgewater. Lo stesso giorno alla stessa ora a 60 chilometri di distanza, a Plymouth, un anarchico italiano di nome Bartolomeo Vanzetti girava per le vie della città con il suo carrettino vendendo anguille. Lo accompagnava un giovane aiutante di nome Beltrando Brini, anche lui italiano. Il 15 aprile 1920, a South Braintree. due banditi rapinarono le paghe dei dipendenti di un calzaturificio e uccisero il cassiere e un poliziotto. Subito la colpa vennedata agli anarchici. anche se non esisteva la minima prova. Il 5 maggio Vanzetti venne arrestato su un tram insieme con un compagno anarchico di nome Nicola Sacco, pure lui italiano, operaio in un calzaturificio. Addosso ai due vennero trovati alcuni manifestini anarchici e una pistola. Era quanto bastava perché il ministro della giustizia e il capo della polizia decidessero che era arrivato il momento di dare una lezione ai “rossi” e agli italiani.
Prima si fece il processo a Vanzetti per la rapina di Bridgewater. Come giudice fu scelto un certo Trayer, il quale dichiarò pubblicamente che gli italiani erano dei bastardi e i “rossi” e gli anarchici delle carogne. Pubblico accusatore fu un certo Katzmann il quale desiderava solo far dimenticare le sue origini tedesche dimostrando che odiava gli stranieri. La giuria accettò persino la testimonianza di un giornalaio il quale affermò di aver capito che il rapinatore era uno straniero «dal modo di correre». Più di venti testimoni italiani giurarono che alla stessa ora della rapina Vanzetti stava vendendo ad essi delle anguille ma non furono creduti; anzi furono presi in giro e derisi perché parlavano male l’inglese. Il giovane Brini fu accusato di aver imparato a memoria la lezione da ripetere al processo.
Fu invece creduto un testimone che affermò di aver riconosciuto Vanzetti al volante di un’automobile. Eppure l’italiano non sapeva guidare l’auto. Vanzetti fu condannato al massimo della pena, 15 anni. La condanna di Vanzetti era servita a convincere la gente che gli anarchici erano dei volgari banditi capaci di compiere qualsiasi delitto. Infatti Vanzetti e Sacco furono accusati anche della rapina di South Braintree. Questo processo fu ancora presieduto da Trayer. La giuria fu formata con i più ricchi e sfegatati reazionari della città. Il presidente della giuria prima che iniziasse il processo dichiarò: «Quei maledetti dovrebbero esser impiccati». L’interprete, che era amico del giudice, falsificò regolarmente ciò che dissero i due imputati e i testimoni italiani traducendo male o inventando di sana pianta. I testimoni d’accusa risultarono in seguito tutti bugiardi. Venne ignorata la testimonianza di una persona che aveva visto gli assassini mentre le sparavano e che escluse che fossero i due italiani. Pure ignorata fu la testimonianza di un impiegato al consolato italiano di Boston il quale dichiarò che al momento del delitto Sacco si trovava nel suo ufficio.
L’esperto che esaminò le armi subito dichiarò che le pallottole non potevano essere state sparate dalla pistola di Sacco. Più tardi però armi e pallottole vennero sostituite con altre in maniera da dimostrare la colpevolezza degli imputati. Non ci fu niente da fare. Trayer dichiarò: «Se anche non sono colpevoli, vanno condannati lo stesso perché sono nemici delle istituzioni americane». Sacco e Vanzetti furono condannati a morte. In America e in tutto il mondo vi furono manifestazioni di protesta per l’ingiusta condanna, scioperi, attentati, incidenti. Le supreme autorità del Massachusetts rifiutarono di rifare il processo anche quando un portoghese di nome Celestino Madeiros confessò di aver partecipato alla rapina di South Braintree e scagionò i due italiani. Inutilmente la moglie e la sorella di Sacco vennero dall’Italia per chiedere la grazia. La notte fra il 22 e il 23 agosto 1927 Sacco e Vanzetti salirono sulla sedia elettrica insieme con Madeiros.
Un anno dopo un altro delinquente confessò di aver partecipato alla rapina di Bridgewater e dichiarò che Vanzetti non c’era. Ormai non c’erano più dubbi: Sacco e Vanzetti erano innocenti; la loro morte era stata una vendetta compiuta in nome della giustizia.