Posts tagged ‘emergenza rifiuti roma’

dicembre 22, 2012

Rifiuti di Roma: fallisce il bando per l’esportazione e si chiudono i Tmb.

Uno smacco che paradossalmente rappresenta la prima tutela della legalità sui rifiuti di Roma: il bando di gara internazionale pubblicato da Ama (la multiutility dei rifiuti da 256milioni di debiti e da meno di 2milioni di utili nel 2011) per avviare un processo di esportazione all’estero di 1200 tonnellate al giorno di rifiuti (per una spesa complessiva stimata dalla stessa Ama in 100milioni di euro, è andato deserto.

Sono successe due cose fondamentali nelle ultime ore di emergenza rifiuti capitolina (negata, almeno da Ama): la gara è andata deserta e, cosa che complica (non si sa in quale misura) il quadro emergenziale, il voto dell’Assemblea Capitolina per la riconversione di uno dei due impianti di Tmb di Roma, quello di via Salaria, al centro di annose polemiche per gli odori che si diffondono per il quartiere.

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ottobre 28, 2012

Rifiuti di Roma: “in nessuna capitale europea c’è una simile emergenza”

In un’interessante intervista concessa al quotidiano Il Messaggero, l’onorevole Judith Merkies, socialista olandese, europarlamentare a capo della delegazione della Commissione petizioni dell’Ue che visiterà Roma e Napoli per fare il punto delle emergenze che attanagliano da anni queste due città, ha disegnato un quadro non propriamente idilliaco relativamente alla gestione dei rifiuti in Italia.

In particolare, l’emergenza rifiuti a Roma è uno scenario senza pari in Europa; se paesi come Bulgaria, Romania e Grecia possono accomunare la loro disgrazia in materia rifiuti a quella capitolina, Roma resta comunque senza pari:

Nessun’altra capitale europea vive la situazione di Roma. Una grande città con la storia di Roma non si può permettere di continuare con questa situazione.

ha sentenziato Merkies, ponendo un punto al centro del problema: la proroga di Malagrotta.

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Ma non era Napoli?

giugno 9, 2012

Emergenza rifiuti Roma: a Clini piace Pizzo del Prete.

Pizzo Del Prete, Pian dell’Olmo a Riano o rinovare per l’ennesima volta Malagrotta? Signori, Roma è in piena emergenza rifiuti, più o meno come accade per Napoli un tre anni fa e le soluzioni nel 2012 riguardano ancora la ricerca di aree da destinare a discarica senza chi asiano prese le soluzioni imposte (si percvhé sennò si pagano multe salatissime) per la raccolta, quali differenziata e riciclo.
Ha ammesso il ministro Clini:

Di qualunque sito si parli, in esso dovranno arrivare solo rifiuti trattati. Non si può fare altrimenti, è illegale, si chiude, può arrivare una sanzione europea che solo nella fase iniziale è di 10 milioni di euro. Per questo Provincia e Regione devono «accelerare» sugli impianti per attivare la differenziata: alcune iniziative come ampliamento degli impianti di compostaggio, ampliamento delle quote di trattamento, ampliamento della capacità dell’Ama di trattare la frazione organica, ampliamento della capacità di lavoro degli impianti di Colleferro vanno messe in linea e autorizzate, altrimenti si creano dei colli di bottiglia.

dicembre 6, 2011

Emergenza rifiuti Roma: nuove proteste contro la discarica a due passi da Villa Adriana.

Discarica_VillaAdriana

Tramontata l’ipotesi di una discarica vicino Riano, le proteste si concentrano tra gli abitanti della nuova area individuata, quella di Corcolle, a due passi da siti archeologici fondamentali dell’hinterland romano come quello di Villa Adriana.

Nessuno vorrebbe mai una discarica sotto casa e se questa struttura è anche studiata in contrasto con le norme vigenti, allora è quantomeno lecito protestare. E così continua la lotta degli abitanti dell’area di Villa Adriana, vicino a Tivoli, che si vedono minacciati dalla possibilità che sui loro territori sorga la discarica che sostituirà quella di Malagrotta.

settembre 28, 2011

Malgrotta Chiude.


La discarica di Malagrotta è prossima alla chiusura. Quella che pare essere (ma nessuno è disposto a metterci la firma) “la più grande discarica d’Europa” non potrà più accettare rifiuti dopo il 31 dicembre 2011, l’ultima proroga dell’attività è stata decisa dalla Polverini in barba a tutte le raccomandazioni comunitarie, ma pare sia veramente l’ultima. Poi cosa succederà?

Il pericolo è che Roma, con un ciclo dei rifiuti poco organizzato, livelli di raccolta differenziata (sotto il 25%) non soddisfacenti e quindi una necessità atavica di discariche e del contestato nuovo inceneritore di Albano, vada “in emergenza” seguendo il modello meno virtuoso di gestione dei rifiuti in assoluto: quello napoletano.

Manlio Cerroni, il “re della monnezza” romana, proprietario dei terreni di Malagrotta è pronto ad offrire l’ennesima alternativa alla sua discarica da 33 milioni e 663 mila tonnellate di rifiuti. I lavori di preparazione del nuovo invaso di Pizzo del Prete, nei pressi di Fiumicino, sono ancora in alto mare e l’avvocato è pronto ad offrire un altro suo terreno, non molto distante da Malagrotta, a Monti dell’Ortaccio.

Cerroni parla di un grande parco da costruire sopra la sua amata discarica, ma i risultati di un’indagine dell’Ispra parlano chiaro: a Malagrotta si “evidenzia una contaminazione diffusa delle acque sotterranee, esterne ed interne al sito, da parte di metalli e inquinanti“. La politica è, come al solito, in confusione, preda di recriminazioni incrociate.