Posts tagged ‘emergenza rifiuti in campania’

gennaio 29, 2011

Napoli, per i terreni delle ecoballe lo Stato paga l’affitto ai casalesi.

ecAffitti per le terre delle ecoballe campane pagati dal commissariato per l’emergenza rifiuti ai Casalesi. E versamenti per usare i suoli fatti sui conti di prestanome dei clan.

È quanto emerge da un’inchiesta, con l’Antimafia che indaga su tre aree di stoccaggio delle ecoballe: San Tammaro, Villa Literno, Taverna del Re. I terreni sono quelli che compongono le tre grandi piattaforme su cui sono state depositate le ecoballe prodotte dagli impianti dei Cdr napoletani e casertani.

D’accordo con funzionari del commissariato ai rifiuti e con l’avallo di alcuni 007, le piattaforme sarebbero un altro affare del clan, emerso grazie ad alcuni pentiti. E i nomi che risuonano sono quelli di Michele Zagaria e Antonio Iovine.

gennaio 28, 2011

Emergenza Rifiuti e percolato in mare: ai domiciliari Marta De Gennaro e l’ex-prefetto Catenacci.

Scattano le manette per Marta De Gennaro, braccio destro di Guido Bertolaso e per Corrado Catenacci, ex Prefetto, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre risultano indagati Antonio Bassolino, Luigi Nocera e Gianfranco Nappi e i reati contestati sono: associazione per delinquere, truffa e reati ambientali.

Cosa è successo? Che la Procura di Napoli ha disposto delle indagini nell’ambito dell’operazione “Rifiuti in mare” eseguita in tutto il Paese dai carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) e dalla Guardia di Finanza di Napoli, dopo che nell’estate 2009, ve ne parlavo qui, ci fu una insolita invasione di vermi e zecche sul bagnasciuga del litorale di Cuma. Si sospettò che la causa fosse dovuta a del percolato sversato nel depuratore.

Riporta Il Mattino:

è stata accertata l’esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del percolato (rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme a tutela dell’ambiente. Il percolato veniva immesso senza alcun trattamento nei depuratori dai quali finiva direttamente in mare, contribuendo ad inquinare un lunghissimo tratto di costa della Campania, dal Salernitano fino al Casertano.

gennaio 19, 2011

La Ue manda in Campania 007 francesi per indagare sull’emergenza rifiuti

 

immondizia a napoli

Per capire il sistema emergenza rifiuti in Campania arriveranno gli 007 del Biois, il Bio intelligence service. Gli esperti analizzeranno la storia della monnezza e di come sia stato tenuto in piedi il disastro ambientale. I controlli ci sono perché i conti all’Europa non tornano, sopratutto prima di versare altri soldi alle casse della Regione Campania per consentire il ripristino della normalità.

Qualche giorno fa vi raccontavo della minaccia dell’Europa: niente raccolta dei rifiuti, niente soldi. Ossia Bruxelles vuole essere certa che a fronte del versamento di fondi vi sia un piano rifiuti. Detto fatto: il piano è stato presentato ma per la verità consiste nella creazione di tre nuove discariche (vietate dalla Ue), nella costruzione di due inceneritori e di un impianto Stir.

L’Europa, perciò visto il fallimentare piano ha deciso di intervenire direttamente. Riporta Il Mattino (18 gennaio 2011 pag. 41) la dichiarazione di Maria Pia Bucella, uno dei commissari europei che segue la vicenda dei rifiuti in Campania:

Stiamo studiando il materiale che abbiamo ricevuto e tra un paio di settimane avremo le idee più chiare. Per il momento non ho capito dove finiranno i rifiuti campani fino al momento in cui saranno realizzati gli impianti di compostaggio e termovalorizzazione.

E’ la stessa domanda che si fanno i cittadini.

gennaio 15, 2011

Discarica di Chiaiano, indaga l’Antimafia

L'antimafia indaga sulla discarica di chiaiano

Altro tassello nell’emergenza rifiuti in Campania. Sotto inchiesta ci finisce la discarica di Chiaiano, quella voluta fortemente dall’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso.

La Procura sta indagando sullo stato di impermeabilizzazione del fondo dell’invaso. L’argilla usata non sarebbe a norma. Fatto denunciato da almeno un anno dai comitati cittadini. I carabinieri, perciò, indagano sulla Ibi Idroimpianti. Ne riferisce Il Mattino ( 13-01-211 pag. 41) dove si legge:

E non è questo il solo aspetto finito nel mirino degli inquirenti. La ditta che ha gestito la discarica, la Ibi Idroimpianti, è stata colpita prima da un interdittiva “atipica” e poi da un vero e proprio stop da parte della prefettura di Napoli: il gruppo ispettivo antimafia avevano riscontrato elementi che facevano ritenere l’impresa inadatta a lavorare con enti pubblici.

La Ibi Idroimpianti ha presentato ricorso al Tar.

dicembre 1, 2010

Emergenza rifiuti in Campania: le Regioni solidali danno una mano ed evitano la catastrofe

 

Le regioni italiane hanno detto sì alla richiesta del governo italiano di aiutare la Campania a smaltire i rifiuti che hanno invaso Napoli e provincia; e si sono impegnate a ricevere 600.000 tonnellate al giorno di immondizia per un periodo di tre mesi. I ritmi e le modalità, così come la quantità di rifiuti che ogni regione sosterrà verrà stabilito da un piano tecnico.

L’unica regione a sottrarsi alle proprie responsabilità (visto che anche il nord ha sversato rifiuti al sud per anni e continua a farlo) è il Veneto, guidato da Luca Zaia, l’unico a sconfessare la compattezza unanime del fronte solidale.
Alla fine, comunque, a vincere questa battaglia è la maggioranza delle regioni solidali; in primis la Puglia:
“Di fronte a qualunque crisi, le Regioni fanno la loro parte e questo è un motivo di orgoglio. – ha commentato Nichi Vendola, che ha firmato anche l’accordo per il Piano di rientro sanitario 2010-2012 della sua Regione – La riunione di oggi, che è stata così veloce, dice che le Regioni hanno amor di patria. Napoli è una risorsa per il Paese, se piange devono sentire tutti questo dolore” .

Intanto, Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, ha evidenziato come sia “indispensabile – da parte delle Regioni – la dichiarazione dello stato di emergenza per dare una risposta strutturale e definitiva alla questione”.

settembre 20, 2010

L’inceneritore di Acerra: una fabbrica di tumori.

Si riapre l’emergenza rifiuti in Campania.  Questa volta, versione ufficiale vuole che la colpa sia dell’inceneritore di Acerra. Che, peraltro, non ha mai funzionato bene, sforando continuamente i limiti delle emissioni pericolose. Secondo Tommaso Sodano, consigliere provinciale della Federazione delle Sinistre, come dichiara a Il Corriere del Mezzogiorno di oggi questa è la situazione:

Fonti riservate mi dicono che si sono verificate vistose crepe in uno dei camini. Conseguenza, mi informa un tecnico, della pratica di bruciare non combustibile da rifiuto ma immondizia tritovagliata. Esperti mi dicono che questo determina sbalzi di temperatura e danneggia l’impianto. Prevedo che Acerra funzionerà a singhiozzo ancora per molte settimane.

Ma l’inceneritore di Acerra inquina anzi come si dice in linguaggio tecnico sfora. Dice Sodano:

I valori delle polveri sottili sono stati superati più di 250 giorni su 500 di funzionamento dell’impianto.

A martorizzare un territorio già devastato dai veleni ora ci pensa anche una strana patina untuosa che da qualche giorno ha preso a coprire frutteti e ortaggi. Assocampaniafelix, associazione di cittadini nata a tutela del territorio in cui abitano, ha girato il video in alto, in una zona a 1 Km dall’inceneritore. Questa la descrizione che ne danno su youtube:

Una inquietante coltre nera e untuosa ricopre le foglie e i frutti dell’intera zona prospiciente l’inceneritore di Acerra e la centrale a biomasse Friel SpA. I contadini: “Mai vista una cosa simile. Abbiamo paura per la nostra salute”.

Si attendono ora i risultati delle analisi che sta svolgendo il dott. Maffei.