Posts tagged ‘emergenza rifiuti a napoli’

giugno 27, 2011

…e i napoletani si danno da fare.

i disoccupati ripuliscono mappatella beach

Sotto il solleone partenopeo, in queste ore, non prolifera solo la monnezza, ma anche la volontà dei napoletani di venire fuori dall’emergenza rifiuti. Si ripuliscono le strade cittadine e anche il mitico Mappatella Beach assieme agli interventi messi a punto dal sindaco de Magistris e dal vicesindaco Tommaso Sodano nonché assessore all’Ambiente. Sono solo i primi timidi passi verso una normalizzazione ancora tutta da definire.

Il diritto di cronaca in questo Paese oramai è diventato un optional per cui difficilmente leggeremo o vedremo sui tg o media del mainstream queste buone notizie. Dunque in alto nella foto la ripulitura di Mappatella Beach, la spiaggia di Mergellina, per mano dei “Precari Bros”.

giugno 26, 2011

De Magistris: «Camorra dietro roghi»

emerenza rifiuti a napoli

Santa Brigida, angolo con via Toledo, un commerciante lava con la pompa il marciapiede dove resistono i residui carbonizzati del rogo di rifiuti. Sono passati gli addetti a pulire ma resta la puzza acre delle materie plastiche bruciate. La delibera di De Magistris che ordina la raccolta lungo l’intero arco delle 24 ore dà la precedenza ai luoghi nelle cui vicinanze sono scuole e ospedali, ma la via elegante dello shopping, ieri si presentava abbastanza pulita. Il dramma degli incendi dolosi nella notte di sabato si è consumato poco distante a via Monteoliveto, corso Umberto, via Santa Maria La Scala, e nel quartiere Pianura.

gennaio 7, 2011

Camorra e emergenza rifiuti, mistero della Repubblica e dei servizi segreti

L’emergenza rifiuti in Campania si sarebbe potuta risolvere già nel 2008 usando la sola discarica parco Saurino. Lo aveva reso noto l’ex assessore all’ambiente della Regione Campania Walter Ganapini (in una intervista video), spiegando che parco Saurino, che non è un parco ma una zona della provincia di Caserta, è una discarica a norma e dalla notevole capienza in cui si potrebbero sversare comodamente i rifiuti dell’intera Campania.

Ma qualcuno o qualcosa stoppò bruscamente questa soluzione. Nel 2008 Ganapini, durante una informale chiacchierata di 3 ore, pubblicato anche da Wikileaks e ora acquisito dalla Procura della Repubblica di Napoli che ascolterà Ganapini come persona informata dei fatti) con i rappresentanti di alcuni comitati cittadini si lascia sfuggire un paio di frasi in cui rivela di:

Su Parco Saurino ho negoziato un giorno con l’attuale capo dei Servizi segreti, che è una cosa seria essere a capo dei servizi segreti. Certamente quell’oggetto è un mistero della Repubblica ce lo siamo detto, perché Prodi si sia assunto la responsabilità che si è assunto ancora non è chiaro, ma quando il coordinatore dei servizi segreti ti dice per due volte urlando: Si è esposta per due volte la Presidenza della Repubblica , se non sei ubriaco e sei una persona, ti parametri un attimo e decidi cosa vuoi fare.

dicembre 23, 2010

Quando la raccolta differenziata funziona.

  Il Wwf ha appena pubblicato un video su YouTube per dimostrare che buona parte dell’emergenza rifiuti a Napoli è solo una questione di cattive decisioni politiche. Lo dimostra il contrario dell’emergenza, cioè la normalità. Che anche a Napoli esiste, ma solo nei quartieri dove è stata istituita la raccolta differenziata porta a porta.Porta a porta, tra l’altro, con risultati che vanno dal 50% all’85%. Numeri da profondo nord, lontanissimi dal centro storico napoletano invaso dai sacchetti di plastica.

Il video è molto immediato e semplice, quasi naif. Ma proprio la sua semplicità lo rende efficace e le immagini confermano: dove si fa il porta a porta le strade sono pulite non c’è alcuna emergenza rifiuti.

dicembre 8, 2010

Prestigiacomo viene da Marte.

Il ministro dell’Ambiente a Sky Tg24: “Definire la situazione come quella di due anni fa non è possibile perché due anni fa, quando ci siamo occupati dell’emergenza rifiuti, Napoli era completamente sommersa. Ora la situazione è profondamente cambiata”

novembre 24, 2010

Piemonte e Veneto: no ai rifiuti di Napoli.

Piemonte e Veneto, entrambe presiedute da una giunta leghista, hanno ufficialmente dichiarato la loro indisponibilità ad aiutare la Campania nell’emergenza rifiuti. È quanto emerso dal tavolo di oggi (24 novembre) al ministero degli Affari regionali. Tutti gli altri governatori presenti, a quanto si apprende, hanno invece detto di sì, anche se a certe condizioni. Intanto il decreto legge sull’emergenza è arrivato al Quirinale con qualche novità: c’è lo stanziamento di 430 milioni per le bonifiche e l’ultimatum a Napoli e agli altri Comuni, che avranno sei mesi di tempo per mettersi in regola con la differenziata, dopodiché potrà essere nominato un commissario ad acta. L’ultima parola sulla costruzione dei termovalorizzatori spetterà comunuque al presidente della Regione, Stefano Caldoro, che potrà anche nominare i commissari straordinari.

“Ecco che ritorna la monnezza, spietata metafora del Paese, con montagne di rifiuti che salgono fino ai primi piani. Assieme alle rivolte della gente e all’impotenza degli amministratori. Un’immagine internazionale devastante”. Famiglia Cristiana, in edicola oggi, boccia la linea del governo nella gestione dell’emergenza rifiuti. E come ricorda sul Mattino Maria Pia Bucella, capo della delegazione degli ispettori Ue, le amministrazioni dovranno darsi da fare, per uscire “dall’infrazione in tempi brevi arrivando ‘almeno al 50, 60% di raccolta differenziata’”. Altrimenti “dovremo inviare nuovamente l’Italia alla Corte di giustizia”.

novembre 24, 2010

Il delirio di Berlusconi a Ballarò

novembre 21, 2010

Benedetti Toscani.

CITA Dante Alighieri («noi non facciamo per viltà il gran rifiuto»), il presidente della regione Enrico Rossi per motivare la disponibilità della Toscana a ricevere una parte dei rifiuti che Napoli e la Campania non riescono a collocare. Una disponibilità, precisa, che non vuole rappresentare un aiuto al governo Berlusconi ma ai cittadini napoletani, in nome della solidarietà.

Mercoledì mattina il ministro Fitto ha convocato a Roma le Regioni, alle quali chiederà di accogliere «una limitata quantità di rifiuti e in un tempo limitato, non oltre un mese». Per ora il governo ha raccolto molti no e la disponibilità solo di Toscana e Molise. Il sistema dello smaltimento dei rifiuti in discarica in Toscana si basa su tre grandi siti: Peccioli, Rosignano Marittima e Terranuova Bracciolini.

Proprio a Rosignano sono arrivate nel 2006 circa 1.500 tonnellate di rifiuti dalla Campania, altre 1.300 sarebbero dovute arrivare nel 2008, durante una delle periodiche emergenze, ma furono destinate altrove. Le prime due discariche non avrebbero grossi problemi a ricevere 1.500 tonnellate a testa. Certo la Toscana, con una raccolta differenziata al 38 per cento (l’obiettivo indicato dalla legge è il 45) e con pochi termovalorizzzatori rischia di trovarsi fra un paio di anni con le discariche piene. Alfredo De Girolamo, presidente di Cispel, apprezza il «senso di responsabilità istituzionale di Rossi» ma sottolinea la necessità di accelerare i tempi, in base a una precisa strategia industriale per realizzare termovalorizzatori di area vasta. E chiede un forte impegno per un distretto del recupero e del riciclo «perchè oggi in Toscana il mercato del riciclo stenta a decollare e manca una forte iniziativa pubblica in questo settore».

novembre 16, 2010

Terzigno, contrordine di Caldoro: cava Sari deve riaprire.

«Non è opportuno che un sindaco possa fare un provvedimento di chiusura di una discarica senza averne tutti gli elementi di accertamento». Lo ha detto il governatore della Campania Stefano Caldoro, in relazione all’ordinamza del sindaco di Terzigno Domenico Auricchio con la quale sono stati sospesi gli sversamenti in Cava Sari. «Dal punto di vista sanitario – ha affermato – sia l’Arpac sia l’autorità sanitaria locale avevano detto che non c’erano rischi per la Cava di Terzigno. Non ci sono nemmeno problemi di ordine pubblico». «Nessun motivo», dunque, secondo Caldoro, per intervenire sulla chiusura della discarica.

«Dobbiamo essere molto attenti alla gestione dei rifiuti – ha aggiunto – e in questo sollecito anche le Amministrazioni comunali. Mi auguro che si possa riprendere l’attività – ha proseguito – e che si rispetti un accordo che è stato sottoscritto tutti insieme». Sulla disponibilità delle altre Province campane ad accogliere i rifiuti di Napoli e del territorio provinciale, Caldoro si è detto «molto soddisfatto di questa intesa istituzionale che riguarda il lavoro che abbiamo fatto come Regione, ma soprattutto quello che fanno le Province» a cui spettano le competenze della gestione dei rifiuti.

novembre 12, 2010

Rifiuti a Napoli: è ancora emergenza.

Venerdì 12 novembre le strade di Napoli erano sommerse da mille tonnellate di spazzatura. Lo ha denunciato il sindaco Rosa Russo Iervolino, facendo il punto della situazione della città.
Per trovare una soluzione all’infinita emergenza, è stata fissata per il pomeriggio una riunione in prefettura con il governatore Stefano Caldoro e il presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro. «La soluzione non può che passare attraverso la solidarietà delle altre province campane», ha già anticipato il primo cittadino del capoluogo campano.
Pierluigi Bersani, segretario del Partito democratico (Pd), ha espresso proprio sostegno alla Iervolino, denunciando il ritardo dell’azione di governo nel risolvere il problema. «Basta ritardi, tentennamenti e dichiarazioni sui miracoli buone solo per la tv», ha detto. «L’ultima risale al 22 ottobre: Berlusconi ha detto che bastavano dieci giorni. Siamo quasi a metà novembre e nulla è accaduto».
Sempre il 12 novembre, Ugo Leone, presidente dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio (Napoli), ha invitato la magistratura a un sequestro cautelare della discarica di Cava Sari. Analisi condotte dall’Arpac e da esperti dei comuni di Terzigno, Trecase, Boscoreale, Boscotrecase, illustrati l’11 novembre, hanno rilevato che che le falde acquifere dell’area sono inquinate e che nei pozzi vicini alla discarica ci sono tracce di metalli pericolosi e di sostanze fortemente cancerogene, con una presenza anomala di materiali come zinco, nichel, alluminio e boro.
«Al di là di quelle che possono essere le ipotesi sull’esistenza di sostanze anomale nelle falde acquifere, come la natura vulcanica dei suoli, o la presenza di una seconda discarica a monte della Sari saturata e mai bonificata», ha commentato Leone, «in via precauzionale è auspicabile un sequestro cautelativo. Significa prendere atto della situazione».