Posts tagged ‘EMERGENZA CORONAVIRUS’

maggio 21, 2020

Non chiamateli eroi.

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Potere al Popolo

I NOSTRI EROI GIA’ DIMENTICATI: GLI INFERMIERI NON CI STANNO! AL FIANCO DELLE/DEGLI INFERMIERE/I!

👩‍⚕️👨‍⚕️ Questa mattina, A Torino, sotto il palazzo della Regione si sono dati appuntamento gli infermieri del Piemonte per protestare contro le ennesime promesse non mantenute.

Durante la fase 1 dell’emergenza li abbiamo sentiti etichettare come “eroi” dalle istituzioni di ogni livello, compresi coloro che negli anni avevano concorso a smantellare il servizio pubblico e precarizzare proprio il personale medico ed infermieristico.

“A marzo dicevano che avrebbero aumentato i nostri stipendi e invece a maggio gli eroi sono già dimenticati. Non ci avete fatto i tamponi – ha detto il sindacalista – abbiamo indossato sacchi della spazzatura e pannoloni sotto le tute, perdendo la nostra dignità. A noi è toccato disinfettare i morti, a volte fare i sacerdoti. Siamo stati lontani dalle nostre famiglie, molti di noi sono stati abbandonati, ma nonostante tutto abbiamo continuato a lavorare, in prima linea tirando l’Italia fuori da questo pantano”.

Gli/le infermieri/e del Piemonte hanno deciso di farsi sentire per pretendere che le promesse vengano rispettate: un bonus per il lavoro svolto in questi mesi e che ha causato la morte di 40 colleghi in regione, la garanzia di investimenti per garantire maggiore sicurezza sul lavoro, la stabilizzazione dell’enorme personale precario.

Non chiamateli eroi se poi li abbandonate.

aprile 29, 2020

Coronavirus: Bankitalia, serve un periodo di politiche non restrittive.

Condivisibile valutazione Def. Elaborare strategia per il calo del debito

“Allo stesso tempo, come sottolinea il Documento, non va trascurata l’elaborazione di una strategia di lungo periodo dalla quale dipende anche la riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil”, rileva Gaiotti

LA DIRETTA delle audizioni

“Le prospettive macroeconomiche presentate nel Def sono coerenti con il quadro” di crisi per l’emergenza Coronavirus con una forte contrazione del Pil, dell’attività industriale ma “in questa fase tutte le previsioni del Def e nostre sono soprattutto analisi di scenario”, secondo  Eugenio Gaiotti. 

“Il ventaglio delle valutazioni formulate dagli osservatori nelle attuali circostanze è eccezionalmente ampio” sottolinea rilevando le incertezze sulla durata della pandemia.

“Ogni valutazione dell’andamento delle finanze pubbliche è fortemente dipendente dall’evoluzione dell’economia. Circa metà dell’aumento del peso del debito nell’anno in corso è dovuto all’effetto meccanico dato dalla caduta del prodotto al denominatore; la sua diminuzione prevista per il 2021 dipende dall’intensità del recupero atteso dell’attività”,  afferma ancora il Capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia. “Il rapporto tra il debito e il PIL, già molto elevato prima della pandemia, aumenterà a seguito della contrazione del prodotto, dell’operare degli stabilizzatori automatici e delle necessarie misure discrezionali adottate per fronteggiare le conseguenze della crisi”.

aprile 29, 2020

Orrore a El Salvador: centinaia di detenuti ammassati nelle prigioni nonostante il Coronavirus

Di Carmelo Leo

Immagine di copertina
Hanno fatto il giro del mondo le foto, provenienti dalla repubblica di El Salvador (in America centrale), che ritraggono centinaia di detenuti ammassati nelle sale comuni di molte prigioni mentre nelle loro celle erano in corso alcune perquisizioni straordinarie. In un periodo in cui tutto il mondo ha adottato misure di distanziamento sociale per affrontare l’emergenza Coronavirus, infatti, le immagini dei carcerati – alcuni dei quali dotati di mascherina – radunati in piccole stanze in barba a ogni protocollo di sicurezza hanno attirato moltissime polemiche sul presidente di El Salvador, Nayib Bukele, che ha ampiamente pubblicizzato sui social network la propria iniziativa.
aprile 24, 2020

A Napoli 0 nuovi contagi e nessun decesso nelle ultime 24 ore

FRANCESCA BIAGIOLI

E’ un giorno importante per Napoli relativamente all’emergenza coronavirus. Per la prima volta non si registrano nuovi contagi e, altro dato importantissimo, non ci sono stati nuovi decessi nelle ultime 24 ore (un trend che si conferma già da qualche giorno).

Almeno Napoli intravede finalmente uno spiraglio di luce rispetto alla situazione del coronavirus. Secondo il resoconto della giornata di oggi, 20 aprile, diramato dal Comune e aggiornato alle 11, non si registrano nuovi contagi e si conferma anche un altro dato positivo: nessun nuovo decesso (ed è il quarto giorno consecutivo).

Non cambia quindi, rispetto a ieri, il numero di persone positive registrate in questa città, segnalato quotidianamente dalla ASL Napoli 1 centro. Sono stabili a 833, mentre per quanto riguarda i decessi si è fortunatamente fermi da 4 giorni a 52.

I guariti sono invece, ad oggi, 142 (11 in più rispetto ai ieri). Rimangono ancora 153 persone ricoverate (solo 1 è stato dimesso nelle ultime 24 ore) di cui 12 in terapia intensiva (anche in questo caso un solo paziente è uscito dalla fase più grave tra ieri e oggi). 486 invece le persone positive in isolamento domiciliare (10 nelle ultime 24 ore hanno finito la quarantena).

aprile 16, 2020

Il Nuovo dilemma di Antigone.

A proposito di “proporzionalità” delle misure di contenimento, di cui ho parlato negli ultimi giorni.

Non è un’ossessione garantista, ma piuttosto la base dello Stato di diritto costituzionale. Ed è, anche sul piano fattuale, il presupposto imprescindibile dell’effettività delle norme giuridiche. Cosa che un presidente del consiglio, che è nel contempo ordinario di diritto privato, dovrebbe sapere molto bene. E che anche i presidenti di regione, seppur meno qualificati culturalmente, dovrebbero anch’essi sapere. Mentre invece addirittura sul piano delle fonti del diritto lo spregio della Costituzione e l’ignoranza dilagano sovrane; e sono molto più semplici e deresponsabilizzanti misure draconiane, semplicistiche e stupidamente generalizzate, ma populisticamente – per il momento – efficaci ed accettate, e quindi per ciò solo ritenute legittime, senza troppo sottilizzare.

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aprile 3, 2020

Pensare sempre prima di lamentarsi!

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aprile 3, 2020

Giusto per legger qualcosa!

Ho accettato la sfida del mio amico Celestino Genovese Ogni giorno pubblicherò la copertina di un libro senza commenti nominando, ogni volta, un amico e invitandolo a fare lo stesso.Oggi nomino Nino Agosta per far dispetto a Gina.

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marzo 31, 2020

Sondaggi politici: crescono Salvini e la Meloni, in calo PD e 5 Stelle

In queste ultime settimane dove il Paese è stato sconvolto dall’emergenza coronavirus, il leitmotiv dei vari sondaggi politici è stato quello di una crescita del Partito Democratico e di Fratelli d’Italia a discapito rispettivamente di Italia Viva e Lega.

Nell’ultima indagine realizzata dall’istituto Tecnè in data 27 marzo, rispetto al precedente sondaggio di sette giorni prima c’è da registrare un’inversione di tendenza con i due Matteo, Salvini e Renzi, dati in ripresa e il PD in calo così come il Movimento 5 Stelle.

L’unica eccezione a questo ribaltamento è rappresentata da Fratelli d’Italia, visto che il partito di Giorgia Meloni sembrerebbe continuare a crescere e ormai sarebbe il terzo partito del paese staccando i pentastellati.

In generale non ci sarebbero comunque grossi scossoni ma soltanto degli aggiustamenti, segno di come in questo momento così delicato la situazione politica sembrerebbe essersi cristallizzata aspettando che l’emergenza sanitaria in corso allenti la sua morsa.

Sondaggi politici: cresce il centrodestra

Sorride al centrodestra l’ultimo sondaggio politico realizzato dall’istituto Tecnè, con tutte e tre le principali forza politiche della coalizione date in crescita e che nel complesso insieme arriverebbero in questo momento al 50%.

Dopo un periodo complicato torna infatti a crescere la Lega (+0,3%), sempre stabilmente primo partito del paese, così come sembrerebbero continuare il loro momento positivo Fratelli d’Italia (+0,1%) e Forza Italia (+0,1%).

Stando a queste percentuali, nel caso di elezioni anticipate il centrodestra vincerebbe a mani basse a prescindere dalla legge elettorale anche se, più di un nuovo voto, in questo momento si parla di un governo di unità nazionale magari presieduto da Mario Draghi.

Italia Viva (+0,1%) è l’unico partito che stando al sondaggio si andrebbe a migliorare rispetto all’indagine precedente, ma nonostante questo il nuovo partito di Matteo Renzi sarebbe sempre a rischio di finire sotto la soglia di sbarramento.

Ci sarebbe invece un passo indietro per il Partito Democratico (-0,3%), che nelle scorse settimane aveva rosicchiato molto terreno al Carroccio, mentre sembrerebbe continuare la crisi del Movimento 5 Stelle (-0,1%).

Stabile invece La Sinistra, che comunque sarebbe sotto l’asticella del 3% così come +Europa (-0,1%), Azione (-0,1%) e Verdi (-0,1%). Per tutte queste forze politiche, sembrerebbe essere indispensabile studiare qualche forma di alleanza per poter superare alle urne la soglia di sbarramento.

marzo 10, 2020

IL CORONAVIRUS, UNA PROVA DECISIVA

 

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Che tipo di mondo, che tipo di società avremo, quando il coronavirus (scusate la battuta; nei momenti difficili e dolorosi il cazzeggio può servire) “avrà esaurito la sua spinta propulsiva”? Una nuova, e terribile, era dei torbidi, come quella che seguì la prima guerra mondiale? Oppure un nuovo e più avanzato ordine mondiale; quello costruito e durato per decenni all’indomani della seconda?

Proviamo un po’ tutti a rifletterci sopra. Un esercizio che consiglio anche a chi, come me, è un anziano a rischio e quindi confinato in casa e con tutto il tempo possibile a sua disposizione.

Cominciamo a dire che non ci sarà nessun ritorno al vecchio ordine. Il famoso “ordoliberismo” è morto. E non risorgerà. Hanno cominciato a ucciderlo la crisi economica, quella dei migranti, Trump e il relativo grande disordine internazionale, l’ossessione sicuritaria unita alla tentazione militarista. Lo colpirà definitivamente, e al cuore, la pandemia. Mentre le classi dirigenti preposte alla sua difesa, leggi essenzialmente quelle europee, stanno annaspando in una specie di terra di nessuno incapaci sia di difendere il vecchio che di vedere il nuovo.

Chi abbiamo, a questo punto, al suo capezzale? Medici riuniti a consulto? Direi proprio di no. Piuttosto, come nei romanzi dell’ottocento, eredi che si guardano in cagnesco, ognun contro l’altro armati.

Politicamente parlando tra di loro non c’è partita. Almeno qui e ora. A dominare la scena la destra populista; quella che ha costruito tutte le sue fortune sulla filosofia della quarantena e sulla costruzione del nemico esterno. E che oggi constata (per non dire auspica…) che il coronavirus giochi definitivamente a favore della sua visione del mondo: non foss’altro perché ha colpito, divina sorpresa, tre paesi considerati, per diversi motivi, pericolosi per sé e per gli altri: Cina, Iran e Italia.

Sul campo per ora, c’è solo lei. Almeno in Europa. Classi dirigenti impotenti e in stato confusionale. Una sinistra socialista che non ha ancora finito di vergognarsi di esserlo.

All’interno delle nostre società la partita è, invece, tutta aperta. E ci può portare nelle più diverse direzioni. Varianti dell’era dei torbidi che seguì la prima guerra mondiale, come abbiamo ricordato all’inizio; oppure, in riferimento agli esiti della seconda, nuove e più avanzate forme di organizzazione della vita collettiva, e a ogni livello.

A favore della prima ipotesi il fatto che il flagello, così come accadde nel 1914, ci abbia colto completamente di sorpresa, ponendoci di fronte a problemi che pensavamo di aver risolto una volta per tutte. E, forse ancora di più, il fatto che la cultura dominante – individualismo, privatismo, competizione, conflitti a somma zero, totale asservimento ( caso tipico di servitù volontaria…) al pensiero unico, pigrizia intellettuale – ci rende del tutto incapaci di gestire la crisi.

Però, la nostra situazione non è quella del 1914. E, se è per questo, nemmeno a quella del 1945. Le classi dirigenti della cosiddetta “belle èpoque” non riuscivano neanche a concepire un mondo in cui il capitalismo potesse, anzi dovesse venire a patti con la democrazia e in cui le classi subalterne potessero essere protagoniste della vita politica e non più chiuse nell’alternativa perdente tra subalternità e rivolta. Così come non erano nemmeno sfiorate dall’idea che lo stato e il pubblico diventassero centrali per lo sviluppo dell’economia e della società.

Per altro verso, per i partigiani sulle nostre montagne come per la classe dirigente rooseveltiana (i protagonisti estremi di una lunga gamma di figure), il futuro faceva già parte del presente; insomma delle ragioni e delle speranze in nome delle quali la guerra al fascismo era stata combattuta e vinta. Al punto di aprire la strada alla costruzione di quel mondo che appena trent’anni prima non si riusciva nemmeno a immaginare.

Noi viviamo una situazione intermedia. Perché quel mondo fa parte del passato; di più di un passato che, con una sorta di criminale stupidità, abbiamo pensato di cancellare e senza pagare dazio. In un processo distruttivo che sembrava non avere mai fine: portando gli autoproclamati vincitori della storia in una sorta di cieco autocompiacimento; e confinando gli sconfitti in un ghetto di disfattismo paralizzante.

Ma, con l’arrivo del cavaliere dell’Apocalisse, questo passato torna d’attualità; e non per merito di qualcuno ma per forza propria. E con esso, un futuro diverso dall’attuale: il pubblico, il ruolo dello stato e la sua autorità, la solidarietà, la società, la spesa pubblica e le sue priorità, la cooperazione tra i popoli e le nazioni, il dialogo, l’immagine di un comune destino.

Tutti squarci di luce. A identificare una via d’uscita. E una prospettiva di reazione individuale e collettiva, politica e civile alla barbarie che rischia di travolgerci.

La partita è aperta. In tutti i sensi. E in una corsa drammatica tra diffusione del morbo (accompagnata dalla distruzione della società) e la capacità di quest’ultima di combatterlo e di rinnovarsi.

Per vincerla occorrerà reinventare tutto: schieramenti, alleanze, politiche, idee forza strumenti. E non sarà affatto facile.

Ma questa è l’unica partita che meriti di essere condotta. Tutto il resto è noia.

ALBERTO BENZONI