Posts tagged ‘Elsa Fornero’

aprile 5, 2013

Non è l’inizio e non sarà la fine.

mi vergogno di essere cittadino italiano….mi sento complice degli assassini…
Mi vergogno di far parte di questo paese. Una nazione che tratta così i suoi figli non può avere futuro.
COME CITTADINO ITALIANO MI VERGOGNO DI QUESTI SUICIDI…SIAMO SOLI…NON ESISTONO PIU’ LE ISTITUZIONI CHE CI POSSONO AIUTARE…SIAMO VERAMENTE SOLI!!!!!
con tanta tristezza Beppe Sarno

novembre 24, 2012

Le prospettive economiche dei giovani choosy.

La bassa dotazione di capitale umano spiega in misura significativa anche la bassa produttività del lavoro in Italia. Bisognerebbe invertire la tendenza con politiche che riqualifichino la domanda di lavoro. Ma purtroppo la ‘storica’ dichiarazione di Tremonti – “con la cultura non si mangia” – sembra aver trovato proseliti anche nel governo Monti.

di Guglielmo Forges Davanzati da MicroMega on line

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ottobre 18, 2012

Udite, udite!

10. RIFORMA EPOCALE

[15 Agosto] «La riforma del lavoro è fatta per rendere il lavoro più facile non più difficile. Non è contro i lavoratori e certo non è per facilitare i licenziamenti. Si tratta di una modifica, che vuole rendere il lavoro più inclusivo, non irrigidendo i posti di lavoro che oggi esistono»
(Elsa Fornero, la Filantropa)

luglio 7, 2012

Siamo greci e non ce lo dicono.

Grecia

di Valerio Valentini
 C’è una legge molto elementare che vige in medicina: accertato l’avvenuto decesso, è inutile somministrare al paziente altre cure.

Parto dalla medicina perché quella del malato e della cura è una metafora fin troppo abusata dai tecnici del governo: loro i curatori (fallimentari) e l’Italia il malato terminale. Però provo a proporne una lettura diversa: il malato in questione, quello che loro pretendono di rianimare, non è affatto lo Stato Italiano, quanto piuttosto il modello di sviluppo fondato sul capitalismo bancario. È quello il paziente che hanno intenzione di far resuscitare. Resuscitare, non “guarire”, perché trattandosi di cadavere non è possibile usare altro termine.

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giugno 27, 2012

Affossati definitivamente i diritti dei lavoratori.

ROMA – L’Aula della Camera ha definitivamente approvato la riforma del mercato del lavoro. I voti a favore sono stati 393, 74 quelli contrari, 46 gli astenuti. Il provvedimento diventa legge.

La riforma del lavoro “è un passo chiave per sostenere l’occupazione e creare opportunità di lavoro per i giovani”. Così il commissario Ue al lavoro, Laszlo Andor promuove la riforma del lavoro approvata oggi in Italia.

Forte segnale di insofferenza del PdL verso il governo Monti nella votazione sul ddl lavoro. Nel voto finale, secondo i dati della Camera, tra contrari, astenuti e non partecipanti al voto 87 pidiellini su 209 non hanno dato il loro assenso al provvedimento. Poco meno della metà del gruppo si è quindi defilato. In particolare gli esponenti del PdL che hanno votato ‘no’ sono stati sette (tra di loro l’ex ministro Renato Brunetta e Guido Crosetto); altri 34 si sono astenuti, mentre in 46 (tra i quali Silvio Berlusconi) non hanno preso parte alla votazione (tra questi ultimi 11 risultavano assenti giustificati in quanto erano “in missione”).

giugno 27, 2012

Il lavoro non è un diritto. Parola di Ministro.

 

Il Ministro del Lavoro Fornero, intervistata dal Wall Street Journal:

Il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso il sacrificio.

Costituzione Italiana, su cui il Ministro ha giurato solo qualche mese fa:

ARTICOLO 4 (prima parte) – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

giugno 2, 2012

Due minuti per distruggere la storia di tante lotte e conquiste. Bastardi!


In poco meno di due minuti, tanto è durata la votazione elettronica, ieri al Senato hanno demolito il più importante baluardo di civiltà del lavoro in Italia, frutto di decenni di lotte e conquiste: l’articolo 18.

 

244 senatori (Pd, Pdl, Terzo Polo) hanno approvato la cosiddetta  riforma del lavoro di Elsa Fornero che introduce, di fatto, la libertà di licenziare per motivi economici, salvo casi di “manifesta insussistenza” (cioè mai) a fronte di un modesto indennizzo al lavoratore; il più grande regalo alla Banca Centrale Europea e al Fondo Monetario che da tempo chiedono al governo Monti (e prima a Berlusconi) di intervenire in tal senso.Con questo provvedimento, l’Italia diventa il primo Paese europeo a non disporre di una tutela (né reintegro, né forti risarcimenti) in caso di licenziamento senza giusta causa. Per fare un esempio, nel modello tedesco, il reintegro è previsto persino nelle aziende con 10 dipendenti. Fra questi c’era anche il compagno(sic) Tiziano Treu.
marzo 23, 2012

Amaro 18.

marzo 15, 2012

Sei donna? Niente premio di produzione!

“Niente premi di produzione perché siamo donne”. Operaie del gruppo Fiat in rivolta

Alla Ferrari e Maserati di Modena si applica “l’accordo di Pomigliano”. Il bonus di 600 euro scatta solo per chi ha lavorato almeno 870 ore all’anno e per le lavoratrici il diritto di maternità, escluso dal conteggio delle ore, diventa un impedimento

Sono più di mille, lavorano alla Ferrari, alla Maserati e alla Cnh. Sono le operaie e le impiegate modenesi del gruppo Fiat, che da gennaio stanno portando avanti la lotta per il diritto alla maternità. Sì, perché con il contratto separato approvato a fine anno, per ognuna di loro avere un figlio significa anche rischiare di perdere il premio di produttività di 600 euro. “Un accordo che discrimina” è la denuncia della Fiom Modena.