Posts tagged ‘elezioni Regionali in Campania’

gennaio 1, 2010

Il buongiorno si vede dal mattino…

“Ha fatto bene il presidente Sibilia: se l’Udc non sarà con noi alla regionali è ovvio che le cose alla provincia cambieranno”. Il giorno dopo l’avvertimento di Sibilia allo scudocrociato (“Se l’udc non sarà con il centrodestra alla regionali, ne trarrò le conseguenze”) il Pdl fa quadrato attorno al presidnete della provincia. Il capogruppo regionale d’opposizione D’Ercole rincara la dose e replica anche a De Mita che aveva detto: “Se si rompe l’alleanza alla provincia si tornerà al voto”. “Bisognerà tener conto – dice il consigliere regionale – di quello che avverrà alle regionali. Se De Mita dovesse andare con il centrosinistra lo abbandoneranno molti elettori ed anche alcuni suoi consiglieri provinciali”.

dicembre 16, 2009

CAMPANIA: OK LEGGE ELETTORALE. SI’ A DOPPIA PREFERENZA E ABOLITO LISTINO

Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto da Sandra Lonardo, ha approvato stamani il progetto di legge elettorale della Regione Campania.

Tra le novita’ piu’ importanti della legge, che resta improntata sul sistema proporzionale: l’abolizione del listino presidenziale, con la conseguente attribuzione del premio di maggioranza alle liste della coalizione vincente, che ottengono almeno il 60% dei seggi; il sistema della doppia preferenza, in base al quale l’elettore puo’ esprimere uno o due voti di preferenza, ma, in questo caso, una delle due preferenze deve riguardare il candidato di genere femminile, pena l’annullamento della seconda preferenza; la previsione che nelle liste ciascuno dei due generi non possa essere rappesentato nella misura superiore ai 2/3. Tali disposizioni sono volte a favorire la rappresentanza delle donne nell’istituzione; la rappresentanza di tutto il territorio attraverso la garanzia dell’elezione di almeno un consigliere regionale per ogni circoscrizione elettorale.

Sulla legge c’e’ stato un voto favorevole trasversale che e’ andato dal Pd, al MpA, dall’Udc, a La Sinistra (salvo l’astensione di Antonella Cammardella), da Italia dei Valori ai Verdi; hanno, invece, votato contro i gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udeur; si sono astenuti Massimo Grimaldi del Nuovo Psi e Vito Nocera di Prc.

Si e’ giunti all’approvazione della legge dopo una lunga notte di lavoro, che ha visto i gruppi di Forza Italia e Udeur dare battaglia al progetto di legge, criticato in tutta l’impostazione data dalla Commissione Statuto, e in difesa del listino ”in quanto strumento indispensabile per garantire la rappresentanza delle donne e della societa’ civile”, e i gruppi del MpA, dell’Udc e del centrosinistra (Pd, Ls, Idv, Sdi e Verdi) sostenere l’impianto generale della legge e l’abolizione del listino.

A un certo punto dei lavori, An, anche in vista della costituzione del partito unico che avverra’ a fine mese, ha accettato la mediazione con Fi sulla possibilita’ di un listino di quattro candidati, ma l’ipotesi della lista regionale del presidente e’ definitivamente venuta meno quando il relativo sub emendamento e’ stato bocciato dalla maggioranza trasversale che ha sostenuto l’abolizione del listino tout court.

Il Consiglio ha, altresi’, approvato all’unanimita’ un sub emendamento proposto dalla Sinistra e dal Pd finalizzato a garantire la presenza paritaria di entrambi i generi nei programmi di comunicazione politica offerti dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private.

E’ stato respinto a maggioranza l’emendamento che prevedeva i rimborsi forfettari straordinari per le liste, una norma fortemente contestata dal gruppo di Fi, ma la posizione e’ stata sostenuta anche da Italia dei Valori, che ne ha chiesto il ritiro ”perche’ non e’ tollerabile che si inserisca una norma che va a gravare il bilancio del Consiglio e che va a beneficio economico dei gruppi e dei partiti” ha denunciato il consigliere Fulvio Martusciello.

Sui sub emendamenti proposti da alcuni esponenti del Pd relativi alla ineleggibilita’ dei sindaci, altro nodo fondamentale della battaglia politica sulla legge elettorale, il Consiglio ha votato a scrutinio segreto, come proposto dai consiglieri Nicola Ferraro (Udeur) e Pietro Diodato (An), una decisione che ha provocato la dura reazione del centrosinistra, in particolare dei consiglieri Antonio Scala, Giuseppe Russo, Pietro Ciarlo, Salvatore Ronghi e Mario Sena, secondo i quali ”non e’ accettabile colpire i sindaci nel segreto di un’urna”. L’esito del voto e’ stato, comunque, negativo con 28 voti contrari e 19 favorevoli.

(Asca)

novembre 30, 2009

Berlusconi ha deciso: Cetto la Qualunque al posto di Cosentino

Dopo un approfondito esame della situazione in Campania, con il consenso di tutte le forze della coalizione Berlusconi ha designato il Prossimo candidato alla presidenza della Regione Campania. Sarà Cetto La Qualunque a guidare la squadra del PDL. Grande soddisfazione di Fini e della Lega che hanno visto prevalere un cadidato al di sopra delle parti e sicuramente il più rappresentativo che in questo momento si potesse scegliere. L’On.le Cosentino si è dichiarato soddisfatto di aver fatto un passo indietro, visto il peso di un candidato così rappresentativo.

novembre 29, 2009

Sinistra e Libertà non diventi un’enclave massimalista.

All’assemblea regionale del PD pugliese Massimo D’Alema ha  smontato l’autocandidatura di Niki Vendola a guidare la coalizione di sinistra per le prossime elezioni regionali. “Dobbiamo fare noi quello che avrebbe dovuto fare Vendola e non ha fatto: chiamare le forze politiche a discutere programmi e prospettive senza fare veti e pregiudiziali”.Queste le parole di D’Alema. Dal canto suo l’attuale governatore della Puglia ha dichiarato “Non solo vado avanti malgrado tutto e tutti ma vado avanti perché tutto e tutti mi spingono ad andare avanti”, perché il pericolo di riconsegnare la Puglia alla destra è strettamente connesso al tentativo di rimozione del significato profondo che la Primavera pugliese ha avuto nel 2005 e ha avuto nel corso della stagione di governo. “ Queste posizioni, entrambe rispettabili, così distanti e apparentemente inconciliabili pongono un problema di fondo, senza l’UDC le elezioni in Puglia non si vincono, perché questo partito che oggi sembra aver assunto il ruolo che fu dell’Udeur, secondo le stime di previsione conta in Puglia su una fetta di elettorato del 7, 8 %. Sono proprio questi 7,8 punti a levare e mettere che fanno la differenza e potrebbero determinare la vittoria dell’una o dell’altra coalizione. In Campania la situazione è analoga. L’altra sera nella sua visita ad Avellino Claudio  Fava, leader di Sinistra Democratica e padre fondatore di Sinistra e Libertà ha posto lo stesso problema con toni molto meno concilianti di Niki Vendola.

Parlando infatti delle elezioni regionali ha scartato bbio la possibilità di un accordo con l’UDC ed ha criticato la telefonata che il segretario Regionale del PD Amendola avrebbe fatto all’on.le De Mita, per esplorare la possibilità di un accordo per le elezioni regionali. Ha detto Fava che la telefonata di Amendola “è un atto di politica vecchia”. La presa di posizione di Fava condivisa da tutto il gruppo che fa riferimento a Sinistra Democratica pone una serie di problemi sia all’interno di Sinistra e Libertà, sia di prospettiva politica e di programmi. Se, infatti, il gruppo che si riconosce in Fava pone delle pregiudiziali così nette, vuol dire  che non ci si pone in termini di governabilità, ma si fa fin da ora una scelta di campo non condivisibile. La regione Campania non deve essere governata dalla destra è la nostra battaglia deve essere quella di fare il possibile perché il governo della regione rimanga alla sinistra. Come socialista non mi accontenterei mai di decidere di rivestire un ruolo, seppur nobile, di oppositore. Possiamo governare, dobbiamo governare. Come in Puglia, però, così in Campania i voti dell’UDC servono ed il peso politico, prima che elettorale dell’on.le De Mita è ancora fondamentale. L’UDC infatti conta più o meno quanto conta in Puglia, setto otto punti percentuali che potrebbero dare al centrosinistra la vittoria. D’altro canto non si può stare all’opposizione per professione. La sopravvivenza di Sinistra e Libertà passa anche per le elezioni regionali, che sono una battaglia da vincere. Sbaglia Fava quando afferma “Non farei coincidere il Progetto con le regionali, che certo non sono un giudizio universale, ma una tappa.” La costituente socialista è morta proprio perché non seppe dare una risposta adeguata alle elezioni  anticipate a seguito della caduta del governo Prodi, sarebbe un suicidio politico rinchiudersi in un massimalismo di cui sinceramente non si sente il bisogno. E. poi, cosa rimarrebbe di Sinistra e Libertà in Campania dopo cinque anni di governo del centro-destra, con personaggi come Cosentino, Cesaro e simili? Sono socialista e moderato per carattere, non mi farò risucchiare in logiche che non mi appartengono e che ci porteranno alla sconfitta e all’isolamento. L’uscita di una parte dei socialisti da Sinistra e Libertà non ha causato la fine del progetto, ma col discorso di Fava le conseguenze si cominciano, purtroppo, a vedere.

Beppe Sarno