Posts tagged ‘Einaudi’

luglio 26, 2018

Italo calvino: uno di noi.

italo calvinoContano due principi: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire.

— Italo Calvino

 

marzo 17, 2012

Nonsprecare.it apre ai social network.

Non sprecare Il lancio dell’edizione tascabile del libro “Non sprecare” (edizioni Einaudi) diventa occasione per  rinnovare la veste grafica di www.nonsprecare.it portale di news sul risparmio energetico e di consigli per ridurre gli sprechi di energia, tempo e denaro dentro e fuori casa.

Il make up del sito, nato da un’idea del giornalista e scrittore Antonio Galdo, però non si limita alla mera forma: sezioni ampliate, foto e video autoprodotti, interazione con i principali social network fanno del sito uno strumento essenziale, autorevole e autonomo di informazione in materia di lotta agli sprechi e di risparmio. Una delle novità è poi la sezione “Il Personaggio”: un’intervista settimanale ad un autorevole protagonista che incarna il concetto di “non spreco”.

Altra innovazione è l’apertura del sito ai social network: sulle pagine di Twitter e Facebook sarà attivo un vero e proprio dibattito a partire dagli articoli del giorno. Gli utenti potranno commentare e suggerire buone pratiche di non spreco e i consigli migliori saranno poi pubblicati in uno spazio dedicato del sito. I suggerimenti e le domande potranno essere inviate all’indirizzo redazione@nonsprecare.it: gli spunti più interessanti troveranno spazio nella nuova sezione del portale “Non Spreconi”. Un’ampia sezione del sito sarà infine dedicata al “Premio non sprecare”, che quest’anno giunge alla sua terza edizione.

aprile 18, 2010

Saviano dovrebbe cambiare editore.

Roberto Saviano: “Il premier vuole zittirmi”. Prova a cambiare editore.

marzo 10, 2010

I ladri di Pisa.

I ladri di Pisa di giorno litigavano e di notte si mettevano d’accordo per andare a rubare. E’ questa l’amara metafora che mi sento di fare a margine del decreto salva liste e del comportamento del PDL e del nostro Presidente della Repubblica che in questa occasione, come purptoppo in altre non è stao al di sopra delle parti. Il Pdl  col decreto salva liste ci ha privato di un altro  pezzo di legalità e di democrazia. Il decreto che fornisce la cosiddetta “interpretazione autentica” delle leggi elettorali stravolgendole ex post a immagine e somiglianza delle illegalità commesse presentando la lista del presidente Formigoni in Lombardia e quella del Pdl nel Lazio, è un obbrobrio giuridico, l’ultimo sputo sulla Costituzione. La firma del Capo dello Stato  è anche peggio di quelle apposte su altre leggi vergogna come il Lodo Alfano, le norme razziali anti-immigrati e lo scudo fiscale. Stavolta cambiano in corsa le regole della partita elettorale per riammettere in campo chi ne era stato espulso per evidenti illegalità. Cioè per consentire di vincere a chi, secondo la legge, non dovrebbe proprio giocare. Il tutto in barba ai diritti di coloro che hanno rispettato le regole, raccolto firme autentiche, presentato le liste in tempo utile. Senza contare la legge (nr. 400/1988) che vieta espressamente i decreti in materia elettorale.
Questa firma fa  sentire forte la nostalgia per i veri garanti della Costituzione come Einaudi, Pertini, Scalfaro e Ciampi. Per 50 anni Napolitano è stato accompagnato dal nomignolo di “figlio del Re” per la sua straordinaria somiglianza con Umberto II di Savoia. Ma se mi posso permettere di dare un giudizio sul comportamento del nostro Presidente posso dire che è sbagliato assecondare le ubbie dittatoriali di un delinquente che ha voluto farsi re in assenza di una opposizione che riesca a costruire il consenso per mandarlo a casa. Un altro re sbagliò valutazione nel 1922 non muovendo un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 fu costretto a fuggire  a Brindisi per imbarcarsi nottetempo. Caro Presidente ora che il sovrano di Arcore agita la piazza per fini insurrezionali mi auspico che non ci sia chi, come quel re, sia costretto a fuggire anche lui, nella notte.

novembre 22, 2009

La confraternita dell’uva.

Se volete leggere un buon libro, uno di quelli che v fa venire la voglia di leggerne altri dello stesso autore vi consiglio di leggere “ la confraternita dell’uva” di John Fante(Einaudi editore). In questo libro l’autore descrive il tumultuoso rapporto con il padre. Il vecchio Nick, Nicola, da Torricella Peligna, Abruzzo.

La trama del libro (scritto tra il 1974 e il 1975, quando cioè lo scrittore cominciò a subire i primi seri danni del diabete che lo portarono alla cecità e all’amputazione delle gambe) è presto riassunta dallo stesso Fante in una lettera all’amico di una vita, Carey Mc Williams: «La storia di quattro italiani vecchi e ubriaconi di Roseville, un racconto su mio padre e i suoi amici».

Il bizzoso, testardo, dongiovanni, beone, giocatore incallito, ma raffinato muratore Nick Molise deve costruire un affumicatoio in montagna e chiede aiuto al figlio scrittore, trattandolo come un apprendista sbarbatello. Ma nella gita in montagna il vecchio muore. «La confraternita dell’uva» è, accanto a «1933, un anno terribile» e «Sogni di Bunker Hill», uno dei più bei libri di Fante, forse meglio anche di «Chiedi alla polvere»..

Fante è uno scrittore di italoamericano, che descrive un’America fatta di povera gente, che sbarca il lunario con fatica e che stenta ad integrasi in un contesto sociale che considera con diffidenza gli immigrati italiani.

Di lui Charles Bukowski disse di considerarlo”il migliore scrittore che abbia mai letto” e “il narratore più maledetto d’America” (Bukowski giunse a dichiarare “Fante era il mio Dio”). Bukowski gli chiede l’autorizzazione di ristampare Chiedi alla polvere, per cui scrive un’appassionata prefazione.  Costrinse con le minacce la casa editrice Black Sparrow per cui scriveva a ristampare le opere di Fante, da lungo tempo fuori stampa.

Se poi avete voglia di approfondire potete leggere anche “chiedi alla polvere “,una struggente originale storia d’amore. Leggere John Fante è una grande emozione.